<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329</id><updated>2012-01-29T11:38:41.984+01:00</updated><category term='Sport'/><category term='Pasquinate'/><category term='Personaggi'/><category term='Cronaca militante'/><category term='Racconti'/><category term='Culinaria'/><category term='Poesie'/><category term='Mèmoires'/><category term='in versi'/><category term='Critica politica'/><category term='Citazioni'/><category term='Recensioni'/><category term='Lettere'/><category term='Commenti'/><title type='text'>adhoc-crazia</title><subtitle type='html'>Diario collettivo di critica radicale dell'esistente</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>adhoc-crazia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10416656497124013313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>718</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-7193094787905937506</id><published>2012-01-29T11:34:00.001+01:00</published><updated>2012-01-29T11:38:41.992+01:00</updated><title type='text'>A chi appartiene questo corpo?  “IL DIVENIRE DEL TEMPO ATTRAVERSO LA MUTAZIONE DEL CORPO”, ovvero il nodo gordiano dell’immortalità</title><content type='html'>di gianfranco marelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La riflessione sul tempo&lt;br /&gt;è la chiave della vita dell’uomo”.&lt;br /&gt;Simone WEIL&lt;br /&gt;Agostino d’Ippona nelle sue Confessioni chiedendosi “Che cos’è il tempo?” e non riuscendo a fornire una spiegazione valida per tutti  – pur avendo personalmente l’esatta percezione  - asserisce tuttavia che «non può esistere tempo senza creatura». Ugualmente, nel cercare di rispondere alla domanda “A chi appartiene questo corpo?” – pur avendone personalmente la consapevolezza della sua essenza – ma non potendo fornirne una spiegazione valida per tutti, mi permetto tuttavia di rispondere che senza tempo nessuna creatura esisterebbe.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Lo scontro dialettico, naturalmente, non è insignificante; soprattutto perché difficile è separare il corpo dal tempo, abituati con Agostino a considerarlo un suo attributo (estensio animi) attraverso la consapevolezza che la coscienza ha del tempo come memoria del passato, attenzione al presente e attesa del futuro. Dopotutto sappiamo da Kant che il tempo e lo spazio sono forme pure dell’intuizione che sussistono prima di ogni esperienza, entro la quale connettiamo i dati fenomenici (la realtà); sono quindi "funzioni", ovvero modi di funzionamento della nostra mente, in quanto il mondo non è dato ordinatamente fuori di me, ma si costituisce con il contributo ordinante della ragione umana.&lt;br /&gt;Pertanto è proprio la nostra mente ad immaginare, misurare ed in un certo qual modo a determinare il tempo al punto da costruirlo in momenti (“vi prego, prestatemi  un momento di attenzione”), la cui essenza quantitativa (Kronos) è misurabile in un’azione che si estende giustappunto la durata di questo scritto, mentre la loro essenza qualitativa (Kairos) si ricollega ad un certo tipo di azioni che devono essere compiute "tempestivamente" e non tollerano né il ritardo, né l'esitazione (“sarà meglio smettere di leggere questo scritto prima che m’addormenti”). In entrambi i casi siamo noi a decidere come utilizzare il “nostro” tempo; detto altrimenti: abbiamo a disposizione il tempo, lo possediamo e, se decidiamo di coglierlo all’istante, è per sempre, come nella celebre locuzione oraziana Carpe diem .&lt;br /&gt;Il corpo no, il corpo non ha la minima possibilità di possedere il tempo, ne è inevitabilmente segnato. Si suole infatti affermare che il corpo non sfugge al tempo, nonostante che trapianti e protesi consentono di “allungare la vita” (il termine “allungare” denota una estensione che reca inevitabilmente con sé il riflesso dello stiramento, preludio ad uno stato di assoluta rigidità). Pure, sarebbe opportuno anche osservare che il tempo non sfugge al corpo, poiché è sul corpo che si misura il tempo (il corpo è il dettato del tempo), sebbene sia proprio il tempo a stabilirne l’essenza, come ben ci ricorda l’indovinello della sfinge: Qual è l'animale che al mattino cammina su quattro zampe, a mezzogiorno su due e alla sera su tre?&lt;br /&gt;Da quanto esposto, si può dedurre che il tempo è la prigione del corpo come il corpo lo è dell’anima. Ora se l’anima si libera dal corpo con la morte, ponendo fine al divenire del tempo nell’eternità dell’assoluto Essere, la liberazione del corpo dal divenire del tempo non può avvenire con la morte in quanto la sua mutazione continua all’infinito (Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris). La mutazione del corpo segna, infatti, il divenire del tempo etiam post mortem. Non esiste, allora, alcuna via d’uscita dal tempo, alcuna speranza di affermare l’eternità del corpo – ponendo così fine al tempo – se non nell’al di là, ricadendo, peraltro, nella contraddizione di un futuro al di là senza tempo, quando proprio l’al di là segna il tempo futuro?&lt;br /&gt;Il problema dell’immortalità appare, dunque, il nodo gordiano con cui è legata la cima del tempo con la cima del corpo; districarlo significa affrontare la questione del divenire, posizionandosi su di una prospettiva che osservi il morire – e quindi il definito slegarsi dei due cappi – o dal punto di vista dell’al di là, risolvendo la fine del divenire nell’eternità dell’assoluto Essere, o dal punto di vista dell’al di qua, estendendo non soltanto il divenire attraverso un eterno ritorno del sempre uguale di nicciana memoria (implicante un dir di sì alla vita anche se questa non ha senso), ma – e in ciò consiste la “grandezza dell’uomo” secondo Simone Weil – progettando all’infinito «la propria vita, nel ricreare continuamente ciò che gli è dato».&lt;br /&gt;Il corpo è dunque qualcosa che “ci è dato” [sì, ma da chi?] e rappresenta il tutto della vita dell’uomo; pure non rappresenta un qualcosa di oggettivo, per cui non esistiamo al mondo come oggetti che stanno immobili tra altri oggetti, bensì – per dirla con Heidegger – tutto il nostro essere nel mondo (il CI sono) è un essere interessato a starci dentro in vista di un progetto (geworfen) proiettato alla trasformazione o alla conservazione in base alla nostra conoscenza/esperienza; vale a dire che il nostro esserci al mondo è in relazione alle nostre aspettative che costruiamo entro orizzonti culturali e linguistici che limitano la mia conoscenza del mondo ma la rendono possibile. Il futuro altro non è che il progetto costruito a partire da ciò che noi siamo e questo nostro essere è un continuo interpretare – e, dunque, ricreare – il patrimonio di idee, linguaggi, metodi che abbiamo ereditato dal passato. [Dunque, il corpo è qualcosa che “ci è dato” dal tempo che ci permette di fare esperienza del mondo, avendo su di esso un’aspettativa, un progetto]&lt;br /&gt;Se dunque il futuro è il nostro progetto grazie al quale decidiamo di stare al mondo e di interessarci ad esso, l’opposizione temporale fra il non ancora e il non più appare assurda, essendo il futuro ciò che siamo mentre incominciamo a progettarlo, in quanto – riflette Simone Weil – «il futuro non ci porta nulla; siamo noi che, per costruirlo, dobbiamo dargli tutto, dargli persino la nostra vita. Ma per dare bisogna possedere, e noi non possediamo altra vita, altra linfa, che i tesori ereditati dal passato e digeriti, assimilati, ricreati da noi.»  Anche Martin Heidegger ne trae la medesima conclusione, sottolineando che per capire cosa sono io autenticamente, devo cercare di capirmi in relazione alla mia possibilità più prossima: l’essere per la morte, in quanto la mia morte non può essere vissuta da nessun altro, morire mi riguarda direttamente.&lt;br /&gt;Il divenire del tempo conduce inevitabilmente alla morte ; ma il rimedio alla morte non può essere l’arrivarci il più tardi possibile, piuttosto arrivarci consapevoli che la propria mortalità non è niente di generico, ma è la propria storicità collocata in un certo mondo. Il che condusse Heidegger a considerare l’autenticità dell’uomo – il suo essere per la morte – una scelta (più che un destino); scelta che implica un impegno nel mondo in cui viviamo al fine di realizzare il progetto al quale storicamente siamo chiamati. Soltanto in questo modo la nostra semplice-presenza [la Vorhandenheit] espia la colpa di essere-gettato nel mondo dell’inautenticità quotidiana in cui Ci si trova senza averlo scelto e voluto. Una presa di coscienza che implica la decisione di anticipare la morte come uscita dallo stato di inautenticità per aver cura dell’essere dell’esserci in quanto volontà di ex-sistere: lo star fuori dalla colpa di esser-gettato (il passato dell’esserci), riconoscendo per la prima volta la propria colpevolezza come ciò in cui si trova già sempre e in cui si deve uscire. &lt;br /&gt;Tale decisione anticipatrice della morte – che Heidegger definisce temporalità – altro non è che il senso della cura dell’essere dell’esserci in quanto autentica realizzazione delle possibilità non più concentrata su alcuna possibile particolarità, ma proiettata su un ad-venire, un futuro, in grado di poter-essere-un-tutto immortale . Soluzione, questa, che avrebbe dovuto concretizzarsi attraverso il passaggio dall’analisi dell’Essere in quanto Tempo, al Tempo in quanto Essere .&lt;br /&gt;Purtroppo l’impossibilità di realizzare l’Essere nel poter-essere-un-tutto immortale atemporale, più che alla mancanza di parole opportune capaci di oltrepassare la metafisica classica ancorata alla descrizione dell’Essere come presenza oggettiva temporale, fu dovuta all’infatuazione del mito di un’autentica società germanica – come la sola e autentica realtà pre-moderna e pre-scientifica in grado di opporsi all’inautenticità espressa dal tecnicismo americano e dal totalitarismo sovietico – che trascinò Heidegger a riporre il proprio senso dell’essere dell’esserci (la temporalità) nel progetto storico propugnato dall’ideologia nazista; cosicché quando volle occuparsi degli affari umani trovò rifugio presso il Führer – come a suo tempo Platone trovò rifugio presso il tiranno Dionigi – giustificando l’ingiustificabile.&lt;br /&gt;Pure, la scelta individuale del filosofo tedesco – motivata da un’adesione al nazionalsocialismo dovuta  al “sì” della situazione storica sociale tedesca che ha finito per giustificare la deresponsabilità della scelta per sé e per l’intera nazione   – cozzò con il suo stesso pensiero che, al contrario, proprio nell’anno in cui Heidegger assunse la carica di rettore dell’università di Friburgo (21 aprile 1933), lo possiamo ritrovare paradossalmente in Simone Weil, quando su “La révolution prolétarienne” nell’agosto del 1933 scrisse: «Il solo fatto che esistiamo, che concepiamo e vogliamo una cosa diversa da ciò che esiste è per noi motivo di speranza. […] Se, com’è fin troppo possibile, dobbiamo morire, facciamo in modo di non morire senza essere esistiti. Le forze tremende contro cui dobbiamo batterci si accingono a schiacciarci; certo esse possono impedirci di esistere pienamente, cioè di imprimere sul mondo l’orma della nostra volontà. Ma c’è un àmbito in cui esse sono impotenti. Non possono impedirci di lavorare a concepire chiaramente l’oggetto dei nostri sforzi, affinché se non possiamo compiere ciò che vogliamo, l’avremo almeno voluto, e non desiderato ciecamente; e d’altra parte la nostra debolezza può in verità impedirci di vincere, ma non di comprendere la forza che ci schiaccia. Niente al mondo può impedirci di essere lucidi. Non c’è nessuna contraddizione tra questo compito di chiarificazione teorica e i compiti che la lotta effettiva ci impone; al contrario c’è correlazione perché non si può agire senza sapere ciò che si vuole, e quali sono gli ostacoli da vincere» .&lt;br /&gt;In effetti, mentre la filosofa francese consacrò la propria autenticità in un’esistenza votata ad affermare il senso dell’essere nel “se stesso autentico” con coerenza e coraggio, Heidegger preferì opportunisticamente omologarsi al “sì”-stesso dell’opinione comune del suo tempo . Pertanto, “la decisione anticipatrice della morte” si rispecchiò proprio nell’esortazione “facciamo in modo di non morire senza essere esistiti” espressa da Simone Weil nello scritto;.del resto proprio quel “facciamo in modo di non morire senza essere esistiti” concretizza il desiderio dell’immortalità dell’essere oltre il tempo determinante la mutazione del corpo, dando significato all’esistenza come volontà creatrice di combattere le forze tremende che ci schiacciano. Perché se dobbiamo dare consistenza al fatto che «gli uomini – come scrisse Hannah Arendt – nascono non per morire ma per ricominciare», è proprio nella sfida al tempo nella sua essenza qualitativa (Kairos) e non quantitativa (Kronos) che è racchiusa la chiave della vita dell’uomo.&lt;br /&gt;Purtroppo la continua ricerca di soddisfare il “bisogno d’immortalità” sotteso all’inevitabile finitudine del corpo come fatale esito conclusivo del divenire umano – grazie ad uno sviluppo tecnologico che, nel migliorare l’esistenza degli uomini, innalza la scienza ad un’essenza eterea ed eterna, capace di costruirsi come Dio –, ha sì reso possibile una sorta di liberazione dall’indigenza degli uomini, ma al contempo ha aggredito la realtà dell’essere come mai è avvenuto nella storia dell’umanità. La tecnologia è infatti riuscita a dominare il mondo non perdendo tempo a pensare alla verità del tempo come chiave della vita dell’uomo, e nel non riflettervi ha costretto la scienza a rinunciare ad essere episteme, cioè verità assoluta, in grado di spiegare l’esistenza dell’essere.&lt;br /&gt;Tale rinuncia, iniziata a partire dal Rinascimento, ha infine condotto l’umanità dinnanzi al grande dilemma: se sia mai possibile dominare il mondo senza verità sul suo divenire, oppure sia preferibile essere nella verità del tempo senza dominare il divenire del mondo. Purtroppo la ricerca dell’immortalità ha finito per far prevalere la volontà di dominio sul mondo, ignorando colpevolmente che se «anche la tecnica può riuscire, un giorno o l’altro, a rendere l’uomo un felice Dio in terra, che avendo superato ogni alienazione gode e non ha affanni e ha vinto la morte e si è premunito rispetto ad ogni possibile irruzione del negativo: se tutto ciò la tecnica può realizzare, non può invece realizzare la sicurezza, nell’animo umano, che questa ottenuta signoria sul mondo sia definitiva, non può allontanare il sospetto che questo felice indiarsi dell’uomo non sia altro che il preambolo del più abissale cataclisma in cui resti coinvolta l’essenza umana, nel quale vada perduto non solo ciò che oggi per la tecnica è un sogno, ma anche quelle umili ed elementari capacità che in passato hanno consentito alla razza umana di sopravvivere» .&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-7193094787905937506?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/7193094787905937506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=7193094787905937506' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/7193094787905937506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/7193094787905937506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2012/01/chi-appartiene-questo-corpo-il-divenire.html' title='A chi appartiene questo corpo?  “IL DIVENIRE DEL TEMPO ATTRAVERSO LA MUTAZIONE DEL CORPO”, ovvero il nodo gordiano dell’immortalità'/><author><name>adhoc-crazia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10416656497124013313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-2520553794210054013</id><published>2012-01-28T09:01:00.001+01:00</published><updated>2012-01-28T10:44:25.900+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>IL MAGO CINESE</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="UE" src="http://www.marcelproust.it/imagp/parade_mago.jpg" align="right" border="0" height="205" hspace="4" vspace="2" width="190"&gt;Anche nel calcio la Cina è vicina e si appresta al sorpasso. Grandi investimenti, stadi pieni, scandali e calcioscommesse: per le partite da aggiustare un fiume di milioni di dollari che, dalla provincia di Zejiang, arriverebbe fino a Napoli (e sottolineiamo il condizionale).&lt;br /&gt;Il calciatore cinese che inventa la punizione di seconda con tocco di testa, che cioè effettua l’assist fingendo di cadere, per forza deve essere collegato al mondo degli scommettitori (ma senza dubbio è anche tecnicamente capace).&lt;br /&gt;Balotelli, l’estate scorsa (in amichevole), ad un passo dal portiere si girò e provò a segnare di tacco. La palla finì fuori e Mancini indignato lo cacciò fuori. E’ stata ‘a cap’ e mmerda oppure una scommessa a spingere Balo all’inutile pagliacciata? Chi lo sa. Ad ogni modo il giocatore è così dotato da poter diventare centravanti titolare nella nazionale di Prandelli. Magari, diciamo noi, venisse acquistato dal Napoli con i soldi della cessione di uno dei tre tenori (nessun nome, ma ci sono offerte che non si possono rifiutare). Nell’eventualità, speriamo che stia però più attento a certe frequentazioni (quelle stesse a causa delle quali è stato convocato dai giudici napoletani e che in altra epoca hanno inguaiato Maradona).&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;A proposito del Pibe, che attualmente allena la squadra del Al Wasl, la settimana scorsa è stato operato d’urgenza in un ospedale di Dubai per un calcolo al rene. Immediatamente dopo, malgrado ne fosse stato sconsigliato, è salito su un aereo destinazione Cina “per un’ iniziativa di beneficenza alla quale non poteva mancare”. Auguri. Ed auguri anche al Napoli che mercoledì vincendo contro l’Inter (doppietta di Cavani) ha preso anche lui il volo per un traguardo, la Coppa Italia, che non ha più visto dagli anni d’oro di Dieghite. In semifinale col Siena, sembra avere già un piede nella finale dove dovrà vedersela con la vincente di Juve-Milan. Visto il difficile cammino degli azzurri in campionato, sarebbe l’occasione buona per riconquistare la qualificazione in Europa League. Immaginando lo stadio di Fuorigrotta stracolmo e ribollente che intona a pieni polmoni ‘o surdato nnammurato ci lasceremmo quasi quasi andare ad una scommessa, ma non avendo nessuna informazione sicura, per non parlare dei motivi scaramantici, ce ne asteniamo.&lt;br /&gt;Visto che ci troviamo, tanti auguri anche al nostro omonimo, il poeta di famiglia, che compie gli anni proprio oggi. Il caro parente è molto seccato con il direttore perché, in cambio di alcuni versi encomiastici, si aspettava la lauta ricompensa necessaria per invitarci tutti ad un festino a base di prosciutto patanegra, dolciumi vari, fichi e ciliegie fatti venire dal Sudamerica. Il tutto innaffiato dallo champagne, dono del redattore capo (l’Onesto Yago) e nostro, ben si intende acquistato a credito, sempre perché ancora si prolunga l’attesa degli emolumenti professionali.&lt;br /&gt;Deluso dalla pervicacia con la quale il direttore rifiuta finanche l’idea di sganciare una minima parte dei suoi tesori, il cuginetto gli ha affisso sull’uscio questi suoi versacci: “Bisciazza (? N.d.r.) nerazzurra, gran maligno / che ti vanti del cuore di macigno, / in questo arcipelago / verrà di Catai un mago / e si cancellerà quel tuo sogghigno”. Una composizione, come le altre partorite in occasioni simili, dai  toni minacciosi e vagamente iettatori. Ma ci vuol ben altro per impressionare il soggetto in questione al quale peraltro, - allo scopo di terrorizzarlo ulteriormente -, il redattore capo e il sottoscritto hanno regalato un libro raro (dovuto alla penna di un certo Giustiniano Lebano,  protagonista di intensa attività massonica nella Napoli di fine Ottocento), dove si sostiene che l’epidemia di colera nella quale l’autore aveva perso dei familiari, non fosse una malattia, bensì la conseguenza di un’azione di magia nera provocata da maghi cinesi.&lt;br /&gt;Dei maghi cinesi moderni, nulla sappiamo dire e tanto meno di quelli che vengono consultati dai calciatori. Siamo meglio informati su certe  maghe orientali che l’Onesto usa consultare nelle sue frequenti andate nel capoluogo. Ma su questo argomento abbiamo deciso, per ora, di tacere.&lt;br /&gt;Una cosa ci teniamo a dire per informazione dei nostri affezionati lettori: la controstregoneria più sicura, - ancora meglio della famosa grattatio -, è la mancanza di denaro, “falta de dinero” direbbe Maradona che, malgrado le enormi somme guadagnate soffre, - chi sa come mai -, di questa brutta malattia (a noi fin troppo nota),  al punto che Pelè una volta colse l’occasione per vendicarsi di un pettegolezzo dell’argentino (“lui perse la verginità con un uomo”), affermando che il rivale faceva l’allenatore perché non aveva soldi. E se invece gli piacesse, per esempio, il clima degli Emirati?&lt;br /&gt;La nostra malattia come redattori sportivi, a parte la falta, cronica anche per noi, è che ci siamo sclerotizzati sulle cronache calcistiche, mentre per esempio avremmo dovuto dedicarci al meraviglioso Setterosa che torna in vasca oggi (ore16). Dopo aver vinto di misura contro la Russia (13-a 12 con 5 reti di Tania Di Mario) le nostre ondine dovrebbero finalmente trionfare contro le campionesse in carica della Grecia. Per la legge di compensazione: infatti ieri (alle 18) i colleghi della nazionale maschile sono crollati nella finale contro i fortissimi serbi. Ne consegue che ci divertiremo davanti alla tv ammirando palombelle e beduine delle italiane.&lt;br /&gt; Per la stessa legge di compensazione ci aspettiamo un risultato favorevole del Napoli impegnato a Genova contro i rossoblu: infatti gli allievi di Mazzarri, avendo avuto un arbitraggio favorevole nella partita casalinga di Coppa Italia contro l’Inter, ora dovrebbe avere un arbitraggio favorevole fuori casa (arbitra Rocchi di Firenze).&lt;br /&gt;Non vi sembra, il nostro, un metodo corretto di calcolo delle probabilità?&lt;br /&gt;Allora non ci sbilanciamo sulla semifinale di tennis che all’Australian Open verrà giocata da David Marrero e Roberta Vinci (se la tarantina ha conseguito la seconda piazza nel doppio femminile insieme alla Sara Errani,  è di tutta  evidenza che…)&lt;br /&gt;Fra poche ore chiude il calciomercato di riparazione. Galliani, da persona seria, dice che il Milan rinuncia ad inseguire Tevez. Il fortissimo centrocampista giapponese Keisuke Honda (CSKA Mosca) non vede l’ora di mettersi agli ordini di Edgardo Reja. Il Liverpool insiste per Cavani.&lt;br /&gt;Morrison dell’United rifiuta la Roma. Sarebbe invece Nainggolan a passare dal Cagliari alla squadra di Luis Henrique, sempre che i capitolini facciano arrivare nell’isola Parolo (che però è del Cesena). Neanche si capisce se Thiago Motta resta a Milano o parte per Parigi. Eccetera.&lt;br /&gt;Ci vorrebbe un mago, - cinese o no che sia -, per leggere in questo futuro prossimo. Però potremmo in alternativa rivolgerci al cugino poeta, che è un esperto di I Ching, il Libro dei Mutamenti…&lt;br /&gt;Lo faremo? No, perchè il prossimo numero di Adhoc-crazia uscirà quando i giochi saranno già fatti e i nuovi contratti firmati con penne d’oro (facile previsione).&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-2520553794210054013?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/2520553794210054013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=2520553794210054013' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/2520553794210054013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/2520553794210054013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2012/01/il-mago-cinese.html' title='IL MAGO CINESE'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-1288864722067086424</id><published>2012-01-26T01:10:00.000+01:00</published><updated>2012-01-26T01:10:00.244+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>A CHI LA NIGERIA? A GOLDMAN SACHS</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si è stabilita una nuova moda, per la quale ogni personalità politica o istituzionale deve condire i suoi discorsi con inesorabili denunce dello strapotere della finanza globale, che, da "servizio nei confronti della produzione", è diventata scopo in sé e funzione primaria. Una volta pronunciata l'astratta denuncia, si può tornare tranquillamente ad obbedire alle banche.&lt;br /&gt;Il caso più clamoroso di questa schizofrenia, è dato dalla questione dell'inserimento dell'obbligo del pareggio di bilancio nella Costituzione. Strano che nessun costituzionalista abbia sentito il bisogno di chiarire che una tale norma è di per sé incostituzionale, poiché uno Stato che accetti di trasformare il pareggio di bilancio da scelta politica in norma vincolante, si consegna in ostaggio ai propri creditori. Tanto vale affermare chiaramente che la sovranità appartiene alle banche.&lt;span class="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;Ma la contraddizione non è solo tra il dire ed il fare, è anche interna al discorso. Persino Mario Monti, durante la trasmissione "Che tempo che fa" ha recitato la sua litania sulla necessità di ridimensionare il potere della finanza, senza però chiarire come si sia stabilito questo potere, e che cosa abbia indotto i governi a compiere le scelte che hanno finanziarizzato tutte le relazioni economiche e sociali. Ma forse Monti non aveva bisogno di dirlo, dato che è proprio lui uno dei maggiori rappresentanti di quel lobbying bancario che si è insinuato in ogni ambito delle istituzioni. Non è affatto dimostrato che il governo del Tanghero di Arcore sia stato abbattuto da una trama della finanza globale, né si comprenderebbe il motivo di tanto sforzo; mentre è invece dimostrabilissimo che dal 1994 tutti i governi italiani siano stati sotto il controllo diretto di poteri finanziari internazionali. Ci si riferisce, tanto per iniziare, a  Lamberto Dini, del Fondo Monetario Internazionale, che fu  ministro del Tesoro del primo governo Berlusconi, e poi egli stesso Presidente del Consiglio. Poi basta scorrere i nomi di Romano Prodi, Gianni Letta e Mario Monti, tutti e tre consulenti di Goldman Sachs; ancora si può ricordare Mario Draghi, anche lui di Goldman Sachs, nominato governatore della Banca d'Italia dal secondo governo Berlusconi. Ed infine una citazione anche per Giuliano Amato, il quale, a posteriori, ci ha rivelato il suo legame con Deutsche Bank.&lt;br /&gt;La forza del lobbying delle multinazionali non consiste nella strategia, nella pianificazione o nella lungimiranza, ma semplicemente nella onnipresenza e sulla ripetitività dello schema, per cui può cambiare l'ordine dei fattori, ma il prodotto non cambia. Lo schema coloniale si applica indifferentemente a tutti i Paesi, e senza troppe varianti. Niente di strano quindi che anche uno Stato africano come la Nigeria, nel marzo del 2010, si sia adeguato alla disciplina lobbistica, inserendo nel governo un esponente di Goldman Sachs. La Nigeria è vicina.[1] &lt;br /&gt;La notizia che Goldman Sachs abbia occupato anche il governo nigeriano, quindi non costituisce uno scoop; anzi sarebbe uno scoop la notizia contraria. Nulla di strano neppure nella notizia che Robert Zoellick, ex vicepresidente di Goldman Sachs, ex vicesegretario di Stato con Bush, ed attualmente presidente del Gruppo Banca Mondiale, abbia espresso apprezzamento per il fatto che, nel luglio 2011, la direttrice generale della Banca Mondiale, Ngozi Okonjo-Iweala, sia tornata a far parte del governo nigeriano in qualità di ministro delle Finanze. La notizia è sul sito della Banca Mondiale.[2]&lt;br /&gt;Quindi non bastava Goldman Sachs, ci voleva anche quell'altra sua longa manus che è la Banca Mondiale. Appena arrivata, Okonjo-Iweala ha messo sotto ricatto il governo presentando una lettera di dimissioni, che poi deve essere stata ritirata, dato che risulta ancora lei il ministro delle Finanze in carica. Nella lettera Okonjo-Iweala consigliava al governo di raccomandarsi a Dio. Molto professionale.[3] &lt;br /&gt;Oggi la Nigeria è sulle prime pagine dei quotidiani per la vicenda delle aggressioni islamiche nei confronti dei cristiani; ma nel 2008, la notizia era che la Nigeria si trovava nel pieno di un disastro ecologico nel delta del fiume Niger, provocato dalla multinazionale Exxon. Ma il Delta del Niger è una zona troppo ghiotta per le corporation e non manca nessuno: Total ed Eni, Exxon-Mobil, Shell, Chevron-Texaco, StatOil, e naturalmente BP. La maggior parte del petrolio nigeriano va a finire negli USA; le immense riserve di gas del paese sono state bruciate con trivellazioni maldestre ed esplosioni che hanno devastato il paese. Secondo stime approssimate per difetto, più di 400 milioni di litri di petrolio sono finiti nel delta. La manutenzione degli impianti è fatta in economia; così, quando ci sono delle perdite, le compagnie se la cavano parlando di sabotaggio. Tutte le corporation assoldano truppe paramilitari che, con la scusa di difendere gli impianti dai sabotaggi, aggrediscono la popolazione in modo sistematico; villaggi di migliaia di persone sono stati costretti alla fuga dai mercenari.[4] &lt;br /&gt;La popolazione nigeriana, stimata in centocinquantacinque milioni di abitanti, è costretta a vivere nella miseria, mentre la Nigeria è l'ottavo o nono paese esportatore al mondo di petrolio. Uno dei disastri ambientali più recenti è stato provocato dalla Shell, i cui manager hanno attribuito la rottura di alcune tubature ai "ladri" (forse era un velato riferimento a se stessi). &lt;br /&gt;L'altra notizia era che le autorità nigeriane non riuscivano ad assumere alcun provvedimento per controllare l'estrazione del petrolio, e ciò a causa dell'attività di lobbying della British Petroleum.[5]  &lt;br /&gt;Il governo nigeriano ha preso invece altri provvedimenti, oltre quelli di imbarcare Goldman Sachs e Banca Mondiale nel governo. Va registrata infatti l'istituzione di un fondo federale per far fronte alla volatilità dei prezzi del petrolio; attorno a queste risorse finanziarie si è scatenato il lobbying di Goldman Sachs e di JP Morgan per ottenere la  concessione della gestione del fondo. La stampa africana ne ha diffuso con preoccupazione la notizia, sottolineando le resistenze che questa prospettiva aveva suscitato in Nigeria nell'ottobre dello scorso anno.[6] &lt;br /&gt;L'altra misura assunta dal governo, anzi direttamente dal ministro delle Finanze Okonjo-Iweala, è molto "montiana"; riguarda infatti l'aumento del prezzo dei carburanti, che sta causando in Nigeria un movimento di protesta sindacale molto acceso ed esteso. Sulla questione il ministro delle Finanze ha concesso un'intervista ad Al Jazeera.[7] &lt;br /&gt;Solo che adesso, a proposito della Nigeria, non si parla più di disastri ecologici causati dalla Exxon o dalla Shell, né del lobbying di BP, Goldman Sachs e JP Morgan, né del protettorato imposto dalla Banca Mondiale, e neppure del grande movimento di protesta sindacale, ma della guerra civile fra musulmani e cristiani, e di prospettiva di secessione del Paese tra sud cristiano e nord islamico.  Tutto questo lobbying e l'invio di un'emissaria di Zoellick, chissà perché, non hanno portato bene alla Nigeria.  Del resto, che c'è di meglio di un conflitto etnico-religioso per neutralizzare un movimento di protesta sindacale? &lt;br /&gt;L'indispensabile complemento del lobbying è infatti la psywar, la guerra psicologica: non basta infiltrare un Paese, bisogna confondergli le idee creandogli falsi nemici. Guarda caso, la CIA aveva previsto che le cose non sarebbero andate bene per la Nigeria. Cinque anni fa, un rapporto della CIA profetizzava che la Nigeria non aveva più di dieci anni di vita come Stato unitario. Anche questa notizia è stata ripresa dalla stampa africana in questi giorni di guerra civile in Nigeria.[8]  &lt;br /&gt;Ovviamente il rapporto della CIA aveva un mero scopo scientifico, e non sarebbe lecito sospettare di nessuna azione della stessa CIA nel fomentare la guerra civile in Nigeria. Neppure è concesso ipotizzare che tutti quei mercenari al servizio delle multinazionali abbiano qualcosa a che vedere con le aggressioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.independent.co.uk/news/world/africa/goldman-sachs-chief-included-in-nigerias-new-cabinet-1927001.html&amp;ei=MzMdT5DFK7GM4gSPwKGLDQ&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=4&amp;sqi=2&amp;ved=0CEgQ7gEwAw&amp;prev=/search%3Fq%3Dnigeria%2Bgoldman%2Bsachs%26hl%3Dit%26biw%3D1280%26bih%3D606%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[2] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:22958186~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html&amp;ei=kKQdT43DKa754QTpqfnMDQ&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=3&amp;ved=0CDoQ7gEwAg&amp;prev=/search%3Fq%3DNigeria%2BWorld%2BBank%2Bzoellick%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[3] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://www.wazobiareport.com/reports/Ngozi-Okonjo-Iweala-resigns-after-inspecting-federation-accounts&lt;br /&gt;[4] http://234next.com/csp/cms/sites/Next/Home/5258469-146/The_mercenaries_take_over__.csp&lt;br /&gt;[5] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.guardian.co.uk/world/2010/may/30/oil-spills-nigeria-niger-delta-shell&amp;ei=Y0IcT8isAajd4QSkl7yFDQ&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=2&amp;ved=0CDMQ7gEwAQ&amp;prev=/search%3Fq%3Dexxon%2Bbp%2Bnigeria%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[6] http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;rurl=translate.google.com&amp;u=http://allafrica.com/stories/201110261085.html&amp;usg=ALkJrhjh23E41pPOjG2-wFhirpQEBxdRDg&lt;br /&gt;[7] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://africaunchained.blogspot.com/2012/01/nigerias-finance-minister-ngozi-okonjo.html&lt;br /&gt;[8] http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;prev=/search%3Fq%3Dnigeria%2Bcia%2Ballafrica%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;u=http://allafrica.com/stories/201201120484.html&amp;usg=ALkJrhj57n0jBNGRd7f2nS6TFBCRl-4BqA&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-1288864722067086424?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/1288864722067086424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=1288864722067086424' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/1288864722067086424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/1288864722067086424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2012/01/chi-la-nigeria-goldman-sachs.html' title='A CHI LA NIGERIA? A GOLDMAN SACHS'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-8060666546910658675</id><published>2012-01-21T02:55:00.000+01:00</published><updated>2012-01-21T02:55:00.749+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>CALCIO SPETTACOLO</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Da quando il calcio è diventato prevalentemente uno spettacolo destinato a fare incrementare le vendite degli sponsors e a regalarci strani risultati confezionati sul flusso delle scommesse clandestine, il nostro entusiasmo per questo sport si è molto affievolito. In pratica viviamo di ricordi&lt;br /&gt;e di rimpianti. Oggi come oggi, forse saremmo portati a preferire lo spettacolo della foca in gara con l’acrobata del circo, a quello di un dio del calcio come lo sono stati Maradona o Pelè. Non sia mai sbagliassero un tiro o un passaggio (anche i padreterni sbagliano e noi ne siamo la prova),  sempre oggi come oggi, non potremmo fare a meno di pensare a una combine.&lt;br /&gt;Certo, ci piacciono ancora, tanto i bei gesti dei giocatori dotati di grande tecnica (quasi sempre sudamericani di famiglia povera) quanto le performances atletiche di certi loro colleghi (quasi sempre europei di famiglie agiate).&lt;span class="fullpost"&gt; Riusciamo ancora a vedere gli schemi di gioco studiati a tavolino dagli allenatori per adattarli alle caratteristiche della rosa, e ci piace vedere lo stadio osannante, ascoltare gli sfottò fra opposte tifoserie e trovare che i commenti del dopopartita non sono mai acuti come le nostre analisi. Ma tutto ha un sapore di precotto, di falso, di rappresentazione, appunto. Non ci divertiamo più e se non  fosse per il Napoli, per Napoli e per i napoletani, la nostra sarebbe una vita abbastanza triste.&lt;br /&gt;Martedì scorso, avremmo dovuto dedicarci alle sfide di Coppa Italia o magari allo sciatore Pittin che cade dal trampolino o al disastroso esordio sudafricano di Manassero nel Volvo Golf Champions (31mo su 35 in gara). Abbiamo preferito andare a farci una passeggiata nel cuore della vecchia Napoli greco-romana, a via san Gregorio Armeno proprio dove, - come forse qualcuno di voi, affezionati lettori, ricorderà -, già ci siamo trovati a passare ultimamente. Tra i due decumani, al numero 41 c’è la casa dove sarebbe nato san Gennaro, ma non era per chiedere al santo patrono di far rinsavire Mazzarri che ci siamo recati da quelle parti dove il patrono cittadino avrebbe visto la luce nel 272.&lt;br /&gt;Il 17 gennaio è la festa di Sant’Antonio abate. Fino a pochi anni fa negli slarghi si dava fuoco alle cataste accumulate di roba vecchia che pioveva dai balconi (non senza però che qualcuno avesse educatamente avvisato: ‘a sotto!).&lt;br /&gt;Dopo Gennaro, Antuono è forse il santo più venerato dell’affollato olimpo partenopeo. Un  contadino, o forse un piccolo proprietario terriero che scappò nel deserto per sfuggire agli esattori romani, dandone esempio a numerosissimi altri fellahin.&lt;br /&gt;Passò “a miglior vita” (e grazie tanto!) il 17 gennaio del 356, dopo aver lottato vittoriosamente contro diavoli in aspetto femminile: lui (non si è santi per niente), sapeva distinguere le imitazioni dagli originali, in genere damazze in pellegrinaggio.&lt;br /&gt;Karl Marx si accorse che esiste un rapporto fra economia e religione e parlò anche di questo nella sua opera sterminata. Il fenomeno però non era nuovo e Lattanzio già aveva teorizzato che l’enormitas indictionum, il peso enorme delle tasse, era stato la causa del naufragio dell’impero.&lt;br /&gt;In effetti la riforma fiscale di Diocleziano gettò nella disperazione i contadini immiseriti. In condizioni simili (allora, ma anche in tempi più recenti) il popolo affamato gridava all’eguaglianza e saccheggiava le case dei ricchi. La rivoluzione, insomma. Un metodo di rinnovamento dei ceti dirigenti che non può funzionare se falce e martello sono stati buttati via, se cioè non esistono più masse contadine e proletariato operaio. Il nuovo governo che dicono ci stia salvando, può dormire sonni tranquilli purchè non si lasci andare a proteste contro l’America di Obama, il progressista che vuol fare pagare all’Europa il suo debito con la Cina.&lt;br /&gt;Torniamo a noi. Le cerimonie di lustrazione dei campi e di purificazione degli animali celebrati dai romani alla fine di gennaio, l’anno vecchio personificato dal santo barbuto (che va via) rispetto all’efebico san Sebastiano (che arriva subito dopo), il cinghiale totemico sacro al dio Lug (che è diventato il maialino fedele compagno dell’anacoreta egiziano) spiegano, secondo noi, l’ usanza napoletana del “cippo”. Un’abitudine che è stata cancellata non tanto dalle grida delle autorità, quanto dai mobili in plastica. Comunque, l’eremita Antuono, - oltre ad essere collegato col fuoco -, protegge anche gli animali domestici e noi stessi usavamo portare i nostri cani sul sagrato della chiesetta collinare dalla quale prende il nome una frazioncina dell’isola meravigliosa dove abbiamo avuto la fortuna di approdare (salvo essere schiavizzati da un direttore esigente e cattivo pagatore).&lt;br /&gt;Al giorno d’oggi le nostre bestiole ce le benediciamo da soli: è diventato difficile anche qui essere proprietari di cani. Se continua così, però, abbiamo la speranza (fra le tasse e le esigenze di bilancio della rivista) di ereditare le loro pulci. Ci compreremo una bella divisa rossa con alamari dorati e faremo il domatore di questi insetti saltatori.&lt;br /&gt;Il direttore ama, laicamente – ben s’intende – sant’Antonio abate, perché scaccia il diavolo (leggi Milan) e protegge gli animali, anche se sono biscioni, tipo Inter. Nostro cugino omonimo, il poeta, ha voluto approfittare della circostanza calendariale per spingerlo ad allargare il pugno (sempre chiuso, non solo politicamente). Eccovi il parto poetico che avrebbe dovuto propiziare l’evento: “Non farci, direttore, dispiacere / con il pretesto dell’austerità; / poni mano alla tasca e chiama qua / carico di vivande un cameriere / al quale, inoltre, pagherai da bere. / La redazione allora perdonerà / &lt;br /&gt;ogni tua spocchia ed altezzosità, / ma la sua stima non potrai ottenere / se poi continui nella tua avarizia. / Coraggio! Da oggi un nuovo corso inizia: / non disputare ossi al cane Bakù, / fa tua la più bella delle virtù, / sii generoso, altrimenti finirai / col passare un’infinità di guai, / finchè non capirai / che conservi il denaro inutilmente / e di te ride l’ischitana gente.”&lt;br /&gt;E’ vero che i poeti vivono in un loro mondo di sogni: naturalmente il bauscia ancora una volta si è dimostrato tetragono a qualsiasi appello.&lt;br /&gt;Il redattore dal cuore buono, - l’amico e collega di lavoro che usa firmarsi come Onesto Yago -, per distrarci ci ha invitato a casa sua dove abbiamo assaggiata una crema alla banana creazione della sua signora che la dice indicata particolarmente per i diabetici, categoria alla quale si comincia ad insinuare che anche noi apparteniamo (forse per le nostre frequenti amnesie?).&lt;br /&gt;Per 4 persone, tre banane mature schiacciate in un piatto dove le aspetta il succo di un limone (e un pizzico di sale). Aggiungete un bicchiere di succo d’ananas, un bicchierino di rum bianco e 50 gr. di zucchero. Bisogna mescolare tutto bene (così ci è stato spiegato), unire panna montata e porre la terrina nel congelatore fino a quando il composto non si sarà tanto ben rappreso da poterlo battere con la frusta (per farlo diventare bello solido). La nostra coppetta era guarnita con una ciliegina e spolverizzata con buccia di limone e arancia grattugiata. Uno spettacolo! Qualcosa che ci ha fatto dimenticare le nostre preoccupazioni per l’asinello napoletano. Come il ciuccio di Fichelle l’animale ha sessantanove piaghe e la coda fradicia. Avrebbe, ne siamo convinti, urgente bisogno di una benedizione speciale. Meglio se impartita da un religioso che non si lasci attrarre dalle parrocchiane.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-8060666546910658675?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/8060666546910658675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=8060666546910658675' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8060666546910658675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8060666546910658675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2012/01/calcio-spettacolo.html' title='CALCIO SPETTACOLO'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-282527241383865166</id><published>2012-01-19T02:36:00.000+01:00</published><updated>2012-01-19T02:36:00.155+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>MARIO MONTI, LOBBISTA DEI BOMBANCHIERI DELLA NATO</title><content type='html'>di Comidad&lt;br /&gt;Cresce l'interesse delle multinazionali finanziarie per i business "poveri", dalle pensioni agli ammortizzatori sociali. Tutto diventa occasione per privatizzazioni, imposizione di conti correnti e carte di credito (vedi la "flexsecurity"). Bisogna "liberalizzare", ma le assicurazioni diventano obbligatorie su tutto: oltre alle casalinghe, ora anche i professionisti devono essere assicurati e gli automobilisti, invece che un tagliando, dovranno avere un microchip. &lt;br /&gt;L'assalto del lobbying bancario ai business poveri ha determinato che ora si trovi nel mirino anche la categoria dei tassisti. La "liberalizzazione" dei taxi è già avvenuta da anni negli Stati Uniti, dove i tassisti sono ormai quasi tutti degli immigrati. Lavoratori indiani, pakistani o slavi sono stati costretti nel proprio Paese ad indebitarsi con qualche agenzia finanziaria, per essere poi indotti ad emigrare in modo da riuscire a pagare almeno gli interessi sul proprio debito.&lt;span class="fullpost"&gt; L'emigrazione non è una scelta, ma una conseguenza dell'indebitamento personale; e se la "corporazione" dei tassisti non si toglie di mezzo, le agenzie finanziarie non avranno modo di farsi ripagare i debiti. Va da sé che le agenzie finanziarie fanno quasi tutte parte di sottogruppi di grandi banche internazionali.[1]&lt;br /&gt;Si consideri quanto la questione dei migranti renderà agevole governare questa "liberalizzazione", che verrà ridotta a conflitto etnico-razziale, mettendo le vittime le une contro le altre. Contro la "corporazione" dei tassisti potrà quindi essere utilizzata anche l'accusa di razzismo e xenofobia.&lt;br /&gt;Già adesso i tassisti si trovano nel mirino dei media, dato che non solo costituiscono un ostacolo alla "crescita", ma - come ci ha fatto sapere la trasmissione "Report" - sono persino una banda di evasori fiscali. Non manca molto, ed ai tassisti verranno attribuiti anche crimini contro l'umanità, violazioni dei diritti umani e lapidazione di donne adultere.   &lt;br /&gt;Questi toni da psicoguerra imperialistica nei confronti delle "corporazioni" non costituiscono una anomalia della propaganda, ma risultano del tutto consoni, dato che l'obiettivo della liberalizzazione dei commerci si trova nel "Business &amp; Economics Program" del Consiglio Atlantico, l'organo dirigente della NATO.&lt;br /&gt;Ma che c'entra la NATO con la "governance" dell'economia mondiale? A quanto pare c'entra. La NATO non si occupa solo di bombardamenti; anzi i bombardamenti servono a gestire il business; è la sinergia tra bombe e banche: bombardieri e bombanchieri.  &lt;br /&gt;Tra i membri dell'Advisor Group del "Business &amp; Economics Program" che si occupa di "liberalizzazioni", c'è anche un certo professor Mario Monti, rettore dell'Università Bocconi di Milano. La notizia proviene dal sito Web del Consiglio Atlantico.[2]&lt;br /&gt;Il bello è che c'è chi si preoccupa che Monti stia nella Trilateral e nel Bilderberg, quando addirittura fa parte del Consiglio Atlantico. Insomma, Monti non è un galoppino qualsiasi, ma appartiene alla serie A dei lobbisti; cosa che spiega perché Merkel e Sarkozy lo trattino con tanta deferenza. Nel Consiglio Atlantico Monti viene considerato una sorta di vate, a cui rivolgere angosciosi quesiti sulle sorti dell'economia mondiale. Ai quesiti Monti risponde sempre con le solite panzane, però con quel suo inconfondibile stile sobrio. L'intervista è del 2009 e si trova sul sito del Consiglio Atlantico.[3] &lt;br /&gt;Ogni tanto i giornalisti si svegliano dal loro letargo mercatista, e scoprono improvvisamente che esiste il lobbying mascherato. Pare che le analisi di Standard &amp; Poors siano assolute banalità o addirittura emerite cialtronate, del tipo: se le misure contro la crisi falliranno, allora l'economia  europea andrà male. Pare persino che Standard &amp; Poors sia sotto il controllo diretto della destra americana e dei repubblicani, e che la proprietà dell'agenzia di rating sia in mano ai fondi di investimento. Quindi i giudizi delle agenzie non sarebbero altro che un segnale per partire alla rapina di un determinato paese. Ma come avrà fatto la stampa europea a scoprire quest'inghippo? Si è svegliata di colpo persino la Consob, che ha chiesto all'agenzia di vigilanza europea, la Esma, un'indagine sui conflitti d'interessi delle agenzie di rating.[4] &lt;br /&gt;Peccato che poi tutti tornino in letargo e continuino a trattare da "tecnici" altri lobbisti come Mario Monti ed i suoi ministri. Oggi la NATO è la più potente organizzazione del lobbying bancario, nella quale la parte del leone la fanno JP Morgan, Deutsche Bank e la solita Goldman Sachs. Un altro dispensatore di preziosi vaticini sull'economia mondiale, anzi il numero uno del settore, è infatti Robert Zoellick, direttore esecutivo della Banca Mondiale. Zoellick è diventato una sorta di nume tutelare del Consiglio Atlantico, servito e riverito, ascoltato religiosamente. Almeno così ci viene narrato sul sito del Consiglio Atlantico [5] &lt;br /&gt;Il curriculum di Zoellick, pubblicato dalla Banca Mondiale, denota però la consueta mancanza di originalità: anche lui infatti proviene da Goldman Sachs, di cui era vicepresidente.[6] &lt;br /&gt;Allora perché la Consob non si decide a chiedere all'Esma anche un'indagine sui conflitti di interessi della NATO e della Banca Mondiale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://www.prestiti.it/finanziarie&lt;br /&gt;[2] http://www.microsofttranslator.com/bv.aspx?ref=IE8Activity&amp;from=&amp;to=it&amp;a=http%3a%2f%2fwww.acus.org%2fpeople%2fbeag&lt;br /&gt;[3] &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.acus.org/new_atlanticist/5-questions-mario-monti&amp;ei=2xoTT-yZIfT34QSxt6TjAw&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=3&amp;ved=0CDwQ7gEwAg&amp;prev=/search%3Fq%3Datlantic%2Bcouncil%2Bmario%2Bmonti%26hl%3Dit%26rlz%3D1R2ACAW_it%26prmd%3Dimvnso&lt;br /&gt;[4] &lt;br /&gt;http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-01-16/nessun-vincolo-regole-agenzie-222939.shtml?uuid=Aa0puweE&lt;br /&gt;[5] &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.acus.org/event/robert-zoellick-world-economy&amp;ei=NR4TT_TTK5SQ4gT92OjOBg&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CCYQ7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Drobert%2Bzoellick%2Batlantic%2Bcouncil%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvnso&lt;br /&gt;[6] &lt;br /&gt;http://www.microsofttranslator.com/BV.aspx?ref=IE8Activity&amp;a=http%3A%2F%2Fweb.worldbank.org%2FWBSITE%2FEXTERNAL%2FEXTABOUTUS%2FORGANIZATION%2FEXTPRESIDENT2007%2F0%2C%2CcontentMDK%3A21394208~menuPK%3A64822289~pagePK%3A64821878~piPK%3A64821912~theSitePK%3A3916065%2C00.html&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-282527241383865166?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/282527241383865166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=282527241383865166' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/282527241383865166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/282527241383865166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2012/01/mario-monti-lobbista-dei-bombanchieri.html' title='MARIO MONTI, LOBBISTA DEI BOMBANCHIERI DELLA NATO'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-211207898128654366</id><published>2012-01-14T03:43:00.000+01:00</published><updated>2012-01-14T03:43:00.653+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>VACO ‘E PRESSA - 87</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Chi dovesse per ragioni sue far colazione in fretta (87) mangiandosi una pizza qualunque (24) o magari imbottita (46), fritta (7), oppure dolce (36) , - semmai in piedi (allerta allerta) -, e si trovasse nella napoletana piazza Dante -, è probabile che si fermi al banco della pizzeria “Vaco ‘e pressa”. Anche noi, cari lettori, abbiamo fretta. Non perché magari abbiamo cambiato mestiere e intendiamo fare il pizzaiolo, attività questa, a differenza della nostra, ben retribuita, ma troppo faticosa (tanto che persino a Napoli ormai è diventata appannaggio dei maghrebini). Il fatto è che dobbiamo correre alla ricevitoria del lotto per giocare certi numeri, un ambo e terno per la precisione. Ne volete sapere di più? Siamo fra amici e non ci facciamo pregare, anche se fosse vero che non bisogna dire su quali numeri si è puntato, altrimenti non escono.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Vi premettiamo che, secondo la “Smorfia” napoletana (e basterebbe in proposito consultare quella classica, opera del Cavalier Biagio de’ Cristallini), a comportamenti,  persone e situazioni diverse, pitagoricamente corrisponde uno stesso numero, perché in pratica si tratta sempre di una stessa idea, di un medesimo concetto, sia pur travestito o svisato a tal punto che i profani della materia non ci si raccapezzano più.&lt;br /&gt;Per esempio il 21 significa tanto la donna giovane che la donna bella, che la donna nuda (a femmena annura). Come vedete a questo numero 21 è sottesa un’idea (platonica, Professore?) di femmina tentatrice più ancora che attraente, decisamente eccitante, potremmo dire. E così, se il professore al quale sopra ci siamo rivolti fosse il direttore (62) di questa rivista, a nessuno può sfuggire che 62 sono anche “o muorto acciso” (l’assassinato: prima o poi succederà), il listino della borsa e la limetta. Non trovate anche voi significativi questi incroci simbolici? &lt;br /&gt;E il vostro redattore ischitano di riferimento? L’Onesto Yago (il falso amico, 66) che è il nostro redattore capo? Giudicate un po’: giornalista 84, è lo stesso numero che vale tanto per “isola fertile” che per “prezzolato” (ben intendendosi che quest’ultimo aggettivo, nel posto in cui lavoriamo, non può avere nessuna relazione con eventuali compensi professionali, riferendosi bensì a regalini o favoretti ottenuti da terzi per parlare (o per tacere) su di un certo argomento.&lt;br /&gt;Procediamo. Morto che parla, andare a teatro, giornata memoranda? Facile: 48 per tutte e tre le cose. Ci sembra evidente che a nessuno sia dato dubitare del fatto che il morto che parla (basta pensare all’Amleto) è un noto escamotage teatrale. Infine, l’eventuale verificarsi di un avvenimento del genere davanti ai vostri occhi, o meglio alle vostre orecchie, non segnerebbe forse una giornata indimenticabile della vostra esistenza?&lt;br /&gt;Quindi: 62, 48 e 84. Ambo e terno su tutte le ruote. Non vi preoccupate: se la generosità con la quale vi abbiamo elargito la fortunata combinazione ci impedisse di passare al botteghino per ritirare la vincita, noi, - lo capirete di qui a poco -, abbiamo pensato di puntare anche su altre combinazioni che abbiamo di riserva e nel peggiore dei casi ci consoleremmo col 21 di cui sopra (nel migliore festeggeremmo, con lo stesso numero).&lt;br /&gt;Dite bene. Noi si doveva parlare di sport e non di numeri al lotto? D’accordo. L’allenatore della Juve si chiama Conte? 11, i soricilli (i topi) sono già in fuga. Il coach del Milan è Allegri? 72, ‘a maraviglia (lo stupore). A fine campionato tutti si domanderanno come abbia potuto perdere lo scudetto (14) pur avendo la squadra più forte. E l’interista Ranieri? Ha da poco compiuto anni 61, ‘o cacciatore, ma il suo inseguimento non sarà coronato da successo perché “chi due lepri caccia, l’una perde e l’altra lascia.”&lt;br /&gt;La nostra indubbia competenza cabalistica ci ha fatto sbilanciare in un pronostico che può essere smentito solo dai capricci della fortuna (75 quando ci favorisce, - raramente -, al gioco; 49 invece quando, - volentieri e spesso -, si dimostra avversa, malgrado la scientificità dei nostri pronostici).&lt;br /&gt;Il neo bianconero Borriello ha scelto la maglia col numero 23, uguale a quella che il Manchester C. ha tolto dalla circolazione perché solo David Beckham può indossarla, la stessa che l’interista Materazzi ha riservato per se stesso senza che nessuno osi contestargliela? Tutto chiaro. Il numero 23, per chi non lo sappia, significa o’scemo (lo stupido). Per nessuna ragione al mondo, - secondo noi -, un essere umano  con un minimo di intelligenza si sarebbe lasciato sfuggire Belen in cambio di uno stadio plaudente. E chi di voi avrebbe lasciato Victoria per correre dietro a un pallone, sia pure d’oro? &lt;br /&gt;Per quanto riguarda Materazzi, non abbiamo dubbi: se fosse un cavallo farebbe mostra della sua intelligenza in un circo equestre.&lt;br /&gt;Se qualche direttore di giornale (l’abbiamo già detto: 62) vi facesse una scelleratezza (na ‘nfamità) sempre di 23 si tratta.&lt;br /&gt;23 = 2 alla terza  più 2 alla terza più 7 più 1 alla terza. Questo numero richiede ben 9 cubi per essere rappresentato, ma se si ammettono i cubi negativi ne bastano 5 (3 alla terza più 4 alla -1 elevato anch’esso al cubo). Che scemenze (5), - sciocchezze o scemità che dir si voglia -, sono mai queste? Sappiate allora che giovedì sera eravamo, naturalmente a nostre spese, sugli spalti del san Paolo (55) e siamo usciti scemi perché il Cesena imbottito di riserve stava mettendo sotto un Napoli che non riusciva a segnare in nessuna maniera. Il migliore in campo, a nostro avviso è stato Lauro, figlio del noto (a Ischia) vigile urbano detto Ciondolino (9), ma la partita è stata decisa dal ladro mariuolo Pandev (79), subentrato nella ripresa al neo acquisto Vargas, riprovevole (71).&lt;br /&gt;Nostra zia monaca ci aveva mandato una scatola di latta con dei roccocò (56 = la mano (5) là sopra (6), e quindi, evidentemente, si finisce col cadere : ‘a caruta, ancora 56). Nostro cugino il poeta si è presentato a ritirarla solo stamane e ha pensato bene di inoltrarla al prefato direttore accompagnata da questo sonetto amoroso: “Avaro direttor, sconsiderato, / con la scusa d’evitare il dissesto, / mai ti vedemmo far neppure il gesto / di pagare Yago (che ha lavorato / molto), o don Luis. Duro di cuore e ingrato / sei, perciò finisce male assai presto / se non paghi il corrente e l’ arretrato. / Solo così per te avremo riguardo / e non farai la fine di Abelardo. / Fallando con gli amici tu hai fallito, / né ti vale oggi far viso contrito / portando argomenti di palo in frasca, / se immantinente non apri la tasca. / E’ qui che il ciuco casca? / Allora rassegnati e fa disegno / d’ordinare un bell’abito di legno.”&lt;br /&gt;Che dite? Una vera e propria minaccia? 73..&lt;br /&gt;Abbiamo disseminato il nostro pezzo odierno di indicazioni adatte a propiziare una vincita al lotto per chi sappia intenderle, ma  a tutti indistintamente vogliamo confidare il segreto per ottenere i roccocò più squisiti: bisogna farne “maturare” l’impasto per almeno una 20na di giorni prima di metterlo al forno (sempre 56) conservandolo in un luogo fresco e asciutto, come potrebbe essere la nostra cantina ( 6 ) che caldamente (7) vi consigliamo (43).&lt;br /&gt;E adesso scusateci se ci congediamo (35) in fretta, già lo sapete: 87,  Vaco ‘e pressa.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-211207898128654366?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/211207898128654366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=211207898128654366' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/211207898128654366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/211207898128654366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2012/01/vaco-e-pressa-87.html' title='VACO ‘E PRESSA - 87'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-7488335921911302755</id><published>2012-01-12T00:27:00.000+01:00</published><updated>2012-01-12T00:27:00.510+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>IL MILITARISMO FINANZIARIO DELLA NATO E DELLA BANCA MONDIALE</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il 7 gennaio scorso il quotidiano "Washington Post" ha trattato della vicenda della truffa dei derivati perpetrata dalla banca JP Morgan ai danni di molti Comuni italiani, tra cui sono compresi anche Roma e Milano. Gli estensori dell'articolo hanno però scelto Cassino come città simbolo, in quanto distrutta sessanta anni fa dalle bombe anglo-americane, e distrutta nuovamente oggi dai titoli derivati di JP Morgan. [1] &lt;br /&gt;Non si sa quanto il "Washington Post" se ne rendesse conto, ma l'accostamento tra bombe e titoli derivati non è solo metaforico, poiché riguarda quel legame intimo ed indissolubile tra finanza e militarismo che è alla base dell'imperialismo-colonialismo. Senza le bombe non ci sarebbero nemmeno i titoli derivati.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Oggi imperversa la formula retorica secondo cui l'economia di carta avrebbe soffocato l'economia reale. Ma la stagnazione economica non ha come necessaria conseguenza uno strapotere della finanza: se la finanza è carta, non può certo prevalere con le proprie forze sul circuito della produzione e del consumo. &lt;br /&gt;JP Morgan non è infatti soltanto una banca, ma una propaggine del Pentagono. L'11 maggio dello scorso anno "CNN-Money" ci faceva sapere che JP Morgan è in Afghanistan, a caccia delle risorse minerarie locali, con l'assistenza del Pentagono.[2] &lt;br /&gt;In polemica con le teorie del complotto, si dice spesso che l'economia è un meccanismo complesso e impersonale. Ma l'esperienza storica indica che sono esistite persone complesse che hanno diretto il business mondiale, per di più agendo in tutta evidenza. Nel 2009 è scomparso Robert McNamara, segretario alla Difesa con i presidenti Kennedy e Johnson. McNamara è famoso per aver organizzato il Pentagono nella più colossale e dispotica macchina di spesa pubblica della Storia.[3] &lt;br /&gt;McNamara proveniva dalle industrie Ford, per passare poi a gestire la spesa pubblica statunitense da quel gigantesco comitato d'affari che è il ministero della Difesa. Nel 1968 si rese conto che il business della guerra del Vietnam era un limone ormai spremuto; perciò mollò Johnson  per andare a dirigere la Banca Mondiale, che gestì sino al 1981.&lt;br /&gt;L'attivismo di McNamara alla Banca Mondiale fece in modo che questo istituto diventasse un tentacolare ente assistenziale a beneficio delle banche e per le multinazionali; un organismo che fu reso da McNamara persino più efficiente del Fondo Monetario Internazionale, di cui pure la Banca Mondiale era considerata la sorella minore. Ed il tutto avvenne all'insegna dello slogan della lotta alla povertà. Tra l'altro McNamara era ossessionato dall'idea che una delle maggiori cause di povertà sia l'aumento demografico, infatti pochi come lui hanno contribuito all'aumento del tasso di mortalità nei Paesi poveri.[4] &lt;br /&gt;McNamara fu la dimostrazione di come la complessità non prescinda dalle persone, ma le attraversi. McNamara fu più di un leader, fu un crovevia di interessi, la rappresentazione plastica del conflitto di interessi: manager industriale, uomo politico, banchiere, ed anche ideologo piagnone della democrazia e dei diritti umani; proprio lui che aveva fatto inondare il Vietnam di bombe. Molti oppositori della guerra continuano a rimanere ancora oggi affascinati dalle sue capacità affabulatorie. McNamara rappresentò infatti l'espressione più tipica della democrazia come falsa coscienza dell'imperialismo.[5]&lt;br /&gt;I cosiddetti B.R.I.C. (Brasile, Russia, India, Cina) potranno anche vantare tassi di sviluppo del 10% annuo, ma manca loro questa capacità tutta occidentale di vedere che l'economia è una cosa e gli affari tutta un'altra cosa, e di trasformare conseguentemente gli affari in una macchina da guerra totale; un'arte in cui McNamara si rivelò maestro.  &lt;br /&gt;JP Morgan si avvale ancora oggi del grande lavoro di McNamara alla Banca Mondiale. Ed infatti visto che c'è un mega-programma per "proteggere" gli agricoltori poveri del mondo dalla volatilità dei prezzi, a chi lo affida la Banca Mondiale? A JP Morgan. Poi dicono che i poveri non rendono.[6] &lt;br /&gt;Ci ripetono in continuazione che l'economia è gestita dai "Mercati", ma si vede che la NATO e la Banca Mondiale  non lo sanno. Infatti l'organo supremo della NATO, il Consiglio Atlantico, ha organizzato un "Business &amp; Economics Program" in collaborazione con la Banca Mondiale, per attuare una "leadership transatlantica dell'economia globale" per una "crescente integrazione tra l'economia statunitense e quella europea". "Integrazione" significa ovviamente colonizzazione. In queste riunioni si tratta persino delle questioni del debito europeo, una materia che non dovrebbe riguardare la NATO. Oppure sì?&lt;br /&gt;L'ultimo incontro su questa agenda tra il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, ed il presidente del Consiglio Atlantico, Fred Kempe, è avvenuto il 16 dicembre scorso al Four Seasons Hotel di Washington. Il tutto è documentato sul sito ufficiale del Consiglio Atlantico. Mancava solo che ci dicessero il menu e quello che hanno mangiato. Strano che nessun giornale ne abbia parlato. O no?[7] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.washingtonpost.com/business/battle-scarred-italian-town-now-defeated-by-debt/2012/01/02/gIQA421dhP_story.html&amp;ei=suIJT_fgK8734QTDvMSNCA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CCsQ7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Djp%2Bmorgan%2Bitaly%2Bwashington%2Bpost%26hl%3Dit%26rlz%3D1R2ACAW_it%26prmd%3Dimvnso&lt;br /&gt;[2] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://management.fortune.cnn.com/2011/05/11/jp-morgan-hunt-afghan-gold/&amp;ei=uR4LT4XSOOWL4gSBq8CNCA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CCQQ7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Dpentagon%2Bjp%2Bmorgan%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[3] http://www.defense.gov/specials/secdef_histories/bios/mcnamara.htm&lt;br /&gt;[4] http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/EXTABOUTUS/EXTARCHIVES/0,,contentMDK:20502974~pagePK:36726~piPK:437378~theSitePK:29506,00.html&lt;br /&gt;[5] http://www.youtube.com/watch?v=oie9szU_Rpg&lt;br /&gt;[6] http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:22945434~pagePK:34370~piPK:34424~theSitePK:4607,00.html&lt;br /&gt;[7] http://webcache.googleusercontent.com/search?hl=it&amp;gbv=2&amp;rlz=1R2RNRN_itIT418&amp;gs_sm=s&amp;gs_upl=13828l19015l0l22390l11l11l0l8l8l0l265l702l2-3l3l0&amp;q=cache:l6Gn977dl-MJ:http://www.acus.org/program/global-business-and-economics+atlantic+council+world+bank&amp;ct=clnk&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-7488335921911302755?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/7488335921911302755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=7488335921911302755' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/7488335921911302755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/7488335921911302755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2012/01/il-militarismo-finanziario-della-nato-e.html' title='IL MILITARISMO FINANZIARIO DELLA NATO E DELLA BANCA MONDIALE'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-3617366021490466173</id><published>2012-01-07T01:17:00.002+01:00</published><updated>2012-01-07T10:27:10.618+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>FORSE MAGARI E PROBABILMENTE</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="UE" src="http://www.mutuiweb.it/wp-content/uploads/images/spread-mutui.jpg" align="right" border="0" height="205" hspace="4" vspace="2" width="190"&gt;Forse, magari e probabilmente. Sono queste le tre parole delle quali più abbonda nei suoi discorsi il redattore capo (l’Onesto Yago). Non si tratta di modestia o desiderio di piacere, né tanto meno di ipocrisia. Quello del nostro collega è un atteggiamento interessato (che spesso lo costringe a sforzi acrobatici). E quale sarebbe, - domanderete voi, cari lettori, – questo interesse tanto forte da fare sconfinare l’Onesto nell’eroismo? Unicamente quello di salvare la rivista, rispondiamo noi, e con essa il posto di lavoro (anche se scarsamente retribuito). La cosa non è facile perchè, oltre a dover avere a che fare con noi (che – immeritatamente – non godiamo fama di buon carattere), il poveretto deve anche confrontarsi con un direttore che, a seconda della convenienza del momento è capace di sconfinare nell’ascetismo e ama essere apodittico (oltre ad atteggiarsi a pensatore e filosofo: insopportabile). Inoltre, in redazione gira spesso tra i piedi quella buona lana del nostro parente omonimo che, con la scusa di essere un poeta e di essere in possesso (quindi?) di poteri divinatori, non rinuncia a mettere in luce, spesso irridendole, tutte le meschinità che si nascondono nel cuore umano.&lt;span class="fullpost"&gt; Il guaio è che il cuginetto non si limita a sottolineare la ridicolaggine della bugia “necessaria”, della mentalità ristretta, del falso disinteresse e insomma di tutti quegli atteggiamenti che sono alla base della politica e alla fin fine di ogni civile convivenza. Il sacerdote di Apollo Musagete spende il suo talento prima di tutto in redazione, ma ammette di non volerci educare alla virtù. Lui vuole solo divertirsi a nostre spese e anche questo, francamente, è insopportabile. &lt;br /&gt;Sia come sia, dal canto nostro – astutamente - ci siamo impadroniti della regola di comportamento dell’Onesto e ce ne serviamo per i nostri settimanali articoli di argomento sportivo. Altrimenti,  forse, non riusciremmo a riempire la pagina e, magari, questo non sarebbe un gran male; probabilmente, però, dovremmo cercarci un altro rifugio dove leggere e almanaccare in santa pace.&lt;br /&gt;Tornando al dunque e per prima cosa: forse De Laurentiis non è fesso come sembra essere obbligatorio per molti presidenti che amano dilapidare nel calcio i proventi di altre più lucrose attività. Don Aurelio, - investendo relativamente poco -, ha fatto della squadra azzurra una delle più ricche d’Europa per capitale giocatori, pubblico pagante e premi partita Champions. Il presidente più fesso della serie A, - Moratti - non ha potuto rifiutare la cifra offertagli per la cessione di Eto‘o e persino l’astuto Galliani a suo tempo, di fronte alla mega offerta del Real Madrid, lasciò andare Kakà (ed oggi pare intenzionato a cedere, col beneplacito di Babè il suo giovane e talentuoso papero Pato). Evidentemente il patron del Napoli – che, come abbiamo detto, non è un fesso - prima o poi cederà alle iperboliche offerte che gli vengono avanzate per Cavani ed Hamsyk. A proposito di quest’ultimo argomento ci sia concesso un inciso (merce della quale peraltro, a quel che dicono i detrattori, già troppo abbondiamo). Nella nostra modestia, noi non possiamo fare a meno di dire che il comportamento del Chelsea (offerta di ottanta milioni di sterline sull’unghia per i due attaccanti appena prima dell’ottavo di finale di Champions League che vedrà i blues opposti agli azzurri) , ci sembra non solo inopportuno, ma degno di sanzione: infatti è evidente l’intento di destabilizzare la squadra di Mazzarri .&lt;br /&gt;Magari De Laurentiis, - invece di vendere e dopo aver comprato Vargas (uno che è candidato per il pallone d’oro in Sudamerica) -, investirà ancora sul mercato di riparazione. Noi non crediamo che ne abbia davvero l’intenzione perché il Napoli in attacco ha cinque tenori (e possono bastare), in mediana ha Maggio e Zuniga (che oggi come oggi sono i migliori nel loro ruolo) mentre in difesa sta altrettanto bene (imminente il rientro di Britos). Per concludere: secondo noi l’interesse per Caceres è fittizio. Il Napoli comunque fa bene a inserirsi nella trattativa per l’uruguaiano del Siviglia e a dare fastidio alla Juve, che sta avendo vita troppo facile tanto in campionato che sul mercato di riparazione (ottimo colpo peraltro quello di Borriello. Pizarro poi, che litiga con l’allenatore, fa capire di essere praticamente già bianconero). &lt;br /&gt;Probabilmente non verremo in possesso di un biglietto per assistere alla sfida di Stamford Bridge e non saremo in Inghilterra il 14 marzo. L’eventualità infatti è molto remota perché è legata al rimborso spese: una cosa che ci è stata sempre promessa e mai abbiamo vista.&lt;br /&gt;Forse qualcuno fra i nostri lettori è talmente protervo da non avere esultato per il centocinquantenario dell’Unità e non ha esposto il tricolore. &lt;br /&gt;Magari, nel 2012 appena iniziato, ci saranno altre ricorrenze centenarie che verranno celebrate con alati discorsi e suon di fanfare.&lt;br /&gt;Probabilmente pochi sanno, o ricordano, che Il Guerin Sportivo ha compiuto cent’anni avendo infatti visto la luce nello stesso anno nel quale nacquero anche tante squadre di calcio; per dirne solo alcune, quelle del Marsala, dell’Avellino, del Modena e di molte altre città fra le quali nientemeno che quella protetta da Sant’Ambroeus, Milano (il Milan Football and Cricket Club con maglia bianca bordata di nero e stemma cittadino al centro). Erano i tempi della rivalità ciclistica fra Bottecchia e Girardengo e ai giochi di Stoccolma il diciottenne Nedo Nadi vinceva la medaglia d’oro nel fioretto. Insomma c’era di che riempire le pagine del periodico sportivo più antico del mondo, “Il Guerin Sportivo” appunto, versione a lenzuolo e caratteristico colore verdolino.&lt;br /&gt;Eravamo ragazzi ed in collegio non ci era permesso procurarci quotidiani che non fossero sportivi. A farla breve, diventammo lettori abituali della rivista, un poco perchè attratti dal logo che rappresentava, come ancora oggi, il Meschino in armatura e calotta ginnica con in pugno invece della lancia brandeggia una lunga penna; un po’ di più (forse) perché volevamo - inutile tentar di nascondere antichi vizi che col procedere degli anni sono diventati sempre più evidenti - affermare una sorta di nostra supremazia intellettuale che magari veramente esisteva (ma probabilmente il direttore non la pensa così).&lt;br /&gt;Gioann Brera (come vorremmo somigliargli!) era l’ estensore della rubrica “Arcimatto” dove scriveva in particolare di calcio, ciclismo e sport olimpici, ma non solo. Letteratura e gastronomia, enologia ed etnologia, letteratura e politica. Tutto condito con abbondante sarcasmo. Alla sua inventiva dobbiamo neologismi come Il Campionissimo (Fausto Coppi) e Rombo di Tuono (Gigi Riva). Ricordiamo che in molti numeri del Guerino il vignettista Marino si divertiva a rappresentare Nicolò Carosio oppure Nereo Rocco, attaccati il telecronista ad una bottiglia di whisky e l’allenatore ad un fiasco di vino. Nessuno dei due ha mai minacciato ritorsioni e tanto meno querele. &lt;br /&gt;Forse, più che quelle letture, rimpiangiamo la verde età. Magari il 2012 ci riportasse – a tutti noi – i sapori e gli spassatiempi (come si dice da queste parti) di quegli anni beati. Probabilmente non succederà, ma certamente il mondo non finirà, come sostengono gli interpreti del calendario Maya.  Ne siamo sicuri, perché il cugino poeta ci ha proposto una lettura esoterica di quel triplice monumento di pietra (ma per il momento ve la risparmiamo).&lt;br /&gt;A proposito del parente – che tramite nostro porge anch’esso sentiti auguri di felice anno nuovo –  l’incompreso artista ha composto alcune poesiole che ha fatto trovare nella calza a ognuno di noi, antiche colonne di di Adhoc-crazia.&lt;br /&gt;Ecco quella che ci riguarda direttamente: “Tira l’aratro come il tardo bue / ed è sfruttato da quegli altri due / don Luis, quasi un bambino / non cresciuto e sciocchino, / che sempre in cerca va di cose sue.”&lt;br /&gt;Il redattore capo ha detto di aver molto gradito quest’altra composizione: “ Yago l’onde cavalca e pur le bionde. / La nota sua onestà / prezzare non si sa, / ma per pochi soldi inganna e nasconde.”&lt;br /&gt;Infine, dulcis in fundo, l’arido cuore del direttore si è (quasi?) commosso per questo pensierino: “Da Milano arrivato sino ad Ischia / pur già da molto tempo, non si arrischia / ad offrire un caffè / e questo sai perché? Se avaro dici, l’orecchio gli fischia.”    &lt;br /&gt;Per il resto, forse (magari e probabilmente) tutto a posto. Anche lo spread.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-3617366021490466173?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/3617366021490466173/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=3617366021490466173' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/3617366021490466173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/3617366021490466173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2012/01/forse-magari-e-probabilmente.html' title='FORSE MAGARI E PROBABILMENTE'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-3713379176310837312</id><published>2012-01-05T01:14:00.000+01:00</published><updated>2012-01-05T01:14:00.237+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>GUERRA PSICOLOGICA CONTRO L'IRAN, GUERRA ECONOMICA CONTRO L'ITALIA</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Con tipica tecnica ritorsiva, la propaganda dei media occidentali sta attribuendo all'Iran tattiche di guerra psicologica in relazione alle manovre della Marina iraniana nel Golfo Persico. Si può parlare in effetti di contro-guerra psicologica, dal momento che la spirale delle minacce di attacco è stata iniziata da Israele molto tempo fa, come viene sottolineato dalla stampa mondiale non legata alla NATO. [1] &lt;br /&gt;L'Iran è infatti l'unico tra i tanti Paesi attualmente bersaglio del sedicente Occidente, ad aver assunto la categoria di guerra psicologica come fondamento della sua strategia anticoloniale, dato che il disarmare psicologicamente l'avversario è alla base della strategia della NATO. Le minacce di attacco e le sanzioni economiche hanno lo scopo di indurre l'Iran ad accettare quel calvario di compromessi, mediazioni ed ispezioni che hanno come diretta conseguenza non solo di lasciarsi invadere da spie, ma soprattutto di consentire alle agenzie dell'ONU, falsamente neutrali, di "lavorarsi" il gruppo dirigente iraniano, favorendo doppi giochi e defezioni.&lt;span class="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;Vista l'esperienza dell'Iraq e della Libia, la leadership iraniana (la diarchia Ahmadinejad-Khamenei), sta quindi cercando di evitare la trappola delle mediazioni, poiché ormai vi è la convinzione che la NATO sia determinata ad attaccare, e stia operando di psywar, con sanzioni e continue accuse, solo per potere arrivare a ridurre al minimo i costi ed i rischi dell'attacco. Del resto, cercare di ragionare con un Occidente che lo descrive come il pazzo che vuole l'atomica per cancellare Israele dalla carta geografica, sarebbe per Ahmadinejad del tutto irragionevole.&lt;br /&gt;Ma nessun gruppo dirigente è compatto ed il grado di corruttibilità è sempre molto elevato, tanto più che le sanzioni possono allontanare la prospettiva di affari a lungo vagheggiati. Anche l'Iran ha infatti in corso le sue brave compromissioni affaristiche, ed il suo principale partner di affari è la British Petroleum, proprio la multinazionale che era dietro il colpo di Stato che rovesciò il primo ministro iraniano Mossadeq ed insediò il regime dello Scià. La partnership riguarda affari esterni all'Iran, dato che le sanzioni non consentono alla British Petroleum di operare direttamente in Iran. Si tratta di sfruttamento di giacimenti in Azerbaijan e nel Mare del Nord. Quest'ultimo affare potrebbe essere vittima delle imminenti sanzioni.[2]  &lt;br /&gt;Ad avvantaggiarsi di una eventuale ricolonizzazione dell'Iran sarebbe soprattutto la British Petroleum. In Gran Bretagna vari giornali hanno fatto circolare documenti ufficiali che dimostrano il diretto coinvolgimento di questa multinazionale nell'organizzazione della guerra contro l'Irak del 2003, ed il suo ruolo di predominio nello sfruttamento del petrolio irakeno.[3] &lt;br /&gt;Il fatto che la British Petroleum intrattenga queste relazioni d'affari con l'Iran, non va quindi inteso come una sua disobbedienza alla disciplina NATO. Anzitutto la NATO opera da sempre come una sorta di agenzia di lobbying della British Petroleum, ed il supremo organo dirigente della stessa NATO, il Consiglio Atlantico, arriva a diffondere informative in cui le proposte di "pipeline" della British Petroleum vengono magnificate come ancore di salvezza per l'Occidente.[4] &lt;br /&gt;La British Petroleum è inoltre in rapporto diretto con i servizi segreti statunitensi e britannici, perciò gli agenti di questi servizi beneficiano di una cordiale accoglienza nella multinazionale, dove vengono immediatamente assunti in qualità di lobbisti non appena lascino le loro agenzie. La stampa statunitense e quella britannica hanno segnalato vari di questi casi di "porta girevole" tra servizi segreti e British Petroleum, che riguardano la CIA ed il MI6.[5] &lt;br /&gt;Quindi, la NATO fa da agenzia di lobbying per la British Petroleum, ma questa a sua volta fa da cavallo di Troia per i servizi segreti della NATO. Il lobbying in questa versione hard extreme è attualmente del tutto legalizzato, tanto che viene da chiedersi quale sia l'effettivo grado di commistione tra strutture militari e di intelligence con il sistema delle imprese.&lt;br /&gt;Su istruzioni della NATO, anche il governo italiano, con la Legge 124/2007, ha conferito ai rapporti tra imprese private e servizi segreti una veste istituzionale. L'articolo 25 della Legge 124/2007 consente inoltre ai servizi segreti di costituire proprie imprese private a carattere "simulato", mettendole a carico dei propri fondi riservati; un articolo che sa di sanatoria per il passato, più ancora che di indicazione per il futuro.[6] &lt;br /&gt;In più, il Consiglio Atlantico può permettersi di pubblicare senza pudore un elenco delle multinazionali che lo sponsorizzano; un elenco reperibile sul suo sito ufficiale. Chissà quante di queste multinazionali erano nate a loro tempo come "imprese a carattere simulato". C'è anche da rilevare che attualmente un'istituzione ufficiale - come è il Consiglio Atlantico - viene citata talmente di rado dai media, che risulta molto più segreta alle masse dell'ormai sputtanatissimo gruppo Bilderberg. [7] &lt;br /&gt;La prospettiva di perdere degli affari potrebbe aprire delle brecce nel regime iraniano, e le attuali relazioni con la British Petroleum comportano il trovarsi costantemente a rischio di essere infiltrati dai servizi segreti della NATO. Ma se qualcuno gli affari rischia di perderli, qualcun altro li sta già perdendo, come nel caso dell'Italia.&lt;br /&gt;Mentre il Presidente del Consiglio Monti, in pura malafede, blatera di "crescita", intanto l'effetto deprimente delle sanzioni contro l'Iran si fa sentire sull'economia italiana, tanto che persino il quotidiano confindustriale "Il Sole -24 ore" ha segnalato che i pagamenti iraniani alle aziende italiane non possono pervenire a causa del blocco delle banche occidentali. In questa guerra del lobbying, molte imprese esportatrici italiane stanno soccombendo. Si vede che non sono nelle grazie del Consiglio Atlantico.[8] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://www.srilankaguardian.org/2011/11/iran-israeli-psywar-indicates-lack-of.html&lt;br /&gt;[2] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.time.com/time/nation/article/0,8599,1996921,00.html&amp;ei=0uIBT767JaaQ4gTC7f2SCA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=3&amp;ved=0CD4Q7gEwAg&amp;prev=/search%3Fq%3Dbritish%2Bpetroleum%2Biran%2Bazerbaijan%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns &lt;br /&gt;[3] html&amp;ei=0vH2ToHPGYfk4QTI5M2NCA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=2&amp;ved=0CC8Q7gEwATgo&amp;prev=/search%3Fq%3Dbritish%2Bpetroleum%2Billegal%2Blobbying%26start%3D40%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.dailymail.co.uk/news/article-1378428/Iraq-war-documents-reveal-talks-Government-oil-giants-BP-invasion3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.guardian.co.uk/business/2011/jul/31/bp-stranglehold-iraq-oilfield-contract&amp;ei=01z3TtefN6OQ4gTNlMWNCA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=8&amp;ved=0CHAQ7gEwBzgK&amp;prev=/search%3Fq%3Dbritish%2Bpetroleum%2Bassad%26start%3D10%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1R2ACAW_it%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Dimvnsb&lt;br /&gt;[4] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://acus.org/new_atlanticist/bp-pipeline-late-good&lt;br /&gt;[5] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.cbsnews.com/8301-31727_162-20006472-10391695.html&amp;ei=6u_2TvWNEM724QSm4sGNCA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=3&amp;ved=0CEMQ7gEwAg&amp;prev=/search%3Fq%3Dbritish%2Bpetroleum%2Billegal%2Blobbying%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.dailymail.co.uk/news/article-2015538/Revolving-door-row-ex-MI6-spy-lands-BP-job.html&amp;ei=N6btTtHZL_D34QScleilCQ&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=2&amp;ved=0CCsQ7gEwAQ&amp;prev=/search%3Fq%3Dbp%2Bmi6%26hl%3Dit%26rlz%3D1R2ACAW_it%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[6] http://www.camera.it/parlam/leggi/07124l.htm&lt;br /&gt;[7] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://www.acus.org/about/sponsors&lt;br /&gt;[8] http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-12-18/freno-banche-iran-081543.shtml?uuid=AYwmxnsC&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-3713379176310837312?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/3713379176310837312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=3713379176310837312' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/3713379176310837312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/3713379176310837312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2012/01/guerra-psicologica-contro-liran-guerra.html' title='GUERRA PSICOLOGICA CONTRO L&apos;IRAN, GUERRA ECONOMICA CONTRO L&apos;ITALIA'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-3687662421886507977</id><published>2011-12-31T04:57:00.000+01:00</published><updated>2011-12-31T04:57:00.433+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>SPIGOLE E CAPITONI</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come il capitone a Natale e l’agnello a Pasqua, a Capodanno è d’obbligo la spigola.&lt;br /&gt;Il capitone, comprato in pescheria, lo abbiamo mangiato, come è tradizione, il venticinque. La spigola invece, appena finito di scrivere, ce la andremo a pescare noi stessi dalla scogliera sotto il faro del Porto d’Ischia.&lt;br /&gt;Il fatto è che non solo siamo tradizionalisti (riguardo al cibo), siamo anche viziati. E’ vero che il capitone era di Ischia Ponte, ma solo perché l’abbiamo acquistato: dall’amico Michele (detto bacchettone) che ha la pescheria proprio sul piazzale aragonese . Un bell’esemplare, importato probabilmente dalle valli di Comacchio e cucinato secondo le regole, ma nulla a che vedere col capitone di mare pescato da noi stessi (bei tempi, quelli!) nella baia di Cartaromana.&lt;br /&gt;I capitoni vanno insidiati con i vermi di terra, oppure con gli intestini (assolutamente non puliti) dei pollastri di Natale. Per la spigola invece, - sempre pescando dalle scogliere vicine al Castello (dalla barca infatti il discorso cambia) -, la cosa diventa un po’ più complessa. Volete sapere come mai?&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Va bene. Allora vi confideremo, cari lettori, il segreto per catturare pregevoli prede.&lt;br /&gt;Approntate una lenza simile in tutto alle altre che avete (con la raccomandazione di usare materiali nuovi). E’ all’innesco infatti che bisogna badare. All’unico bracciolo finale applicate due terminali con ami grandi e piatti (hamecon n° 2), uno alla fine e l’altro al centro, recatevi quindi da Bacchettone e fatevi regalare una anguillotta viva, preferibilmente scura (cioè di mare), lunga almeno un palmo. Il pesce piccolo vi servirà per prendere quello grande, ed ecco come: innescatelo con un amo sul dorso e l’altro nella coda. Effettuate un bel lancio e quando sentite la toccata (che è molto decisa), prima di dare il colpo aspettate. La spigola infatti deve ingoiare completamente il boccone. Voi, poi, non datele tempo di andare in cerca di uno scoglio e fatela finire direttamente nel coppo (o guadino che dir si voglia), quello grande.&lt;br /&gt;Ad essere sinceri questa necessità che abbiamo avvertita di andarci a pescare da soli la nostra spigola di Capodanno non è dovuta soltanto alla nostra ghiottoneria. Ormai, - affezionati lettori -, c’è confidenza fra noi; quindi sapete che stiamo sempre scarsi a finanze (un dicastero nel quale di questi tempi potremmo fare il ministro con più esperienza di tanti altri.) Per di più, le spese per i cosiddetti pensierini riducono inevitabilmente ai minimi termini il nostro “argent de poche” e il direttore si guarda bene dal pagarci arretrati, nè tanto meno provvede a strenne natalizie. L’individuo anzi si sottrae alle nostre richieste con mille contorcimenti e, a dirla con il redattore capo, l’Onesto Yago, “si tu o piglie p‘a capa, isso senne fuje p’a cora “.Non solo in queste circostanze è più sfuggente di un capitone, ma è persino capace di fare una faccia di circostanza e chiedere un piccolo prestito.&lt;br /&gt;Contrariamente a quello che ritiene l’Onesto, noi non pensiamo che l’aver dimorato tanto tempo in terra ligure (a Camogli, per la precisione) abbia fatto del direttore un, - come si dice da noi -, “secaturnese”, uno che spacca il soldo. Siamo indotti invece a credere che si tratti di un carattere originario, iscritto nel dna. Non diremo mai perciò che il responsabile di questa testata è un avaro, un taccagno, uno spilorcio. Lui infatti agisce così senza calcolo ( per natura, come una vipera che morde) ed è anzi portato a compatire quelli di manica larga..&lt;br /&gt;Tornando alla vostra tavola di capodanno, se le nostre indicazioni non sono bastate a darvi il piacere di guardare negli occhi (lessi) lo spigolone che vi meritereste, voi, affezionati lettori, ricordatevi che “o baccalà è meglio r’o pesce”. In tutti i sei comuni dell’isola dove viviamo la mattina di san Silvestro sono tradizionali grandi baccalate e fra poche ore noi non ci faremo sfuggire l’occasione offertaci dalla XX Festa del Baccalà organizzata dal consorzio Borgo di Ischia Ponte (beninteso con annesso generoso offertorio di vini e dolci tipici).&lt;br /&gt;Poi, con la scusa di portare di persona i nostri auguri, ci recheremo a casa del direttore e, dopo avergli consegnato in busta chiusa un messaggio di nostro cugino omonimo (il poeta) chiederemo alla sua gentile signora di favorirci una fetta dell’ottima torta di zucca che a suo tempo ha imparato a cucinare in Liguria.&lt;br /&gt;Ufficialmente siamo all’ oscuro di quello che ha scritto il nostro parente nel biglietto sopra accennato. Eccovi però il testo di quest’ultimo suo capolavoro: “Sapiente direttor, ma ancor più avaro, / di pagare il dovuto mai t’avvisi / e sei prodigo solo di sorrisi. / Come ti venne in mente, gran somaro, / - scusandoti col dir che c’è la crisi - / (ti venga immantinente un’emottisi) / di chiedere, tu a noi, qualche denaro? / Sempre discaro ti riuscì il donare, / molto amaro ti seppe lo sganciare, / per evitar però qualche malanno, / devi pagar prima del Capodanno / gli arretrati alla brava redazione / che ancora deve avere il panettone.”&lt;br /&gt;Sono giorni festivi, perciò ci sentiamo in dovere di un piccolo omaggio verso chi ha avuto la pazienza di leggerci fin qui. Ecco di seguito la ricetta che abbiamo carpito alla direttora.&lt;br /&gt;Cuocete la zucca ben mondata in una pentola col coperchio a fuoco bassissimo e quasi senza sale. Controllate la cottura con uno stuzzicadenti: quando entra nella polpa con facilità usate il passaverdura a buchi medi. Poi, col colino per il brodo, filtrate la polpa tritata avendo cura di conservare il liquido in un pentolino a parte, perché lo dovete usare per impastarlo con la farina ed ottenere così la pasta matta dalla quale ricaverete due sfoglie con le quali fodererete la teglia unta d’olio. Tra l’una e l’altra pettola mettete ancora un po’ d’olio (non c’è bisogno che sia di provenienza ligure, purchè di qualità) e abbiate cura di stenderlo con le dita sull’impasto in maniera omogenea, aggiungendo un poco di sale e un pizzico di salvia e rosmarino tritati molto finemente. Alla zucca cotta e tritata si uniscono un paio di uova, una generosa manciata di parmigiano e altro a piacere (latticini residuali, funghi secchi fatti rinvenire, o anche nulla). Infornate a 180° e controllate la cottura col solito stuzzicadenti (a casa del direttore usano sempre lo stesso. Pare che a lungo andare sia un bel risparmio). Se non volete consumare lo stuzzicadenti, trattandosi di una pasta non lievitata, potete staccare dal bordo della teglia un pezzettino di crosta, oppure regolarvi direttamente con il colore assunto dalla vostra torta rustica.&lt;br /&gt;Si è fatto tardi e non abbiamo parlato di sport. Pazienza, ci rifaremo con l’anno prossimo (gli anni anzi, alla faccia dei vari calendari Maya). Del resto dopo aver giocato tutti i giorni della settimana, il campionato di calcio italiano si è fermato per due mesi. Roba che neanche in Russia. Lo scandalo del nuovo calcioscommesse farà volare solo gli stracci. Oltre Tevez pare che il Napoli si stia interessando di un oriundo: certo Gaitan o Aìtano, non abbiamo ben compreso.&lt;br /&gt;Invitiamo i lettori a scriverci per rispondere al seguente quesito: se in redazione noi siamo il baccalà per antonomasia e il direttore, come abbiamo detto, è il capitone, che pesce è il redattore capo? Nu pescetiello ‘e cannuccia?&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-3687662421886507977?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/3687662421886507977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=3687662421886507977' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/3687662421886507977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/3687662421886507977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/12/spigole-e-capitoni.html' title='SPIGOLE E CAPITONI'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-1386603175916561612</id><published>2011-12-29T01:29:00.001+01:00</published><updated>2011-12-29T01:29:00.130+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>IL LOBBYING DELLE BANCHE DIETRO LA FLEXSECURITY</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un po' alla volta il governo Monti sta smentendo il suo presunto stile istituzionale, lasciandosi andare alle provocazioni tipiche di chi non abbia intenti trasparenti. La sortita del ministro Elsa Fornero sull'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, non solo ricalca le performance a cui ci aveva già abituato il suo predecessore Sacconi, ma ha seguito anche un rituale ormai scontato nei minimi dettagli.&lt;br /&gt;Dopo le ovvie reazioni dei sindacati, il ministro ha esibito infatti il consueto vittimismo arrogante. Nelle sue esibizioni televisive, la Fornero ha fatto venire in mente le parole di fra Cristoforo che descrivono l'atteggiamento del potente malintenzionato: "Può adirarsi che tu mostri sospetto di lui, e, nello stesso tempo, farti sentire che quello di che tu sospetti è certo: può insultare e chiamarsi offeso, schernire e chiedere ragione, atterrire e lagnarsi, essere sfacciato e irreprensibile."&lt;span class="fullpost"&gt;&gt;&lt;br /&gt;L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori in sé non ha nulla a che vedere con la cosiddetta flessibilità dato che si trova nel Titolo II, che tratta "della libertà sindacale", cioè stabilisce le modalità di reintegro nel posto di lavoro nei casi di chiaro intento discriminatorio per motivi sindacali, politici o religiosi, previsti all'articolo 15. Nello stesso Titolo II c'è anche l'articolo 17, che fa divieto ai padroni di costituire sindacati di comodo, un articolo che non risulta sia mai stato applicato. [1] &lt;br /&gt;L'attacco all'articolo 18 ha quindi una valenza pretestuosa e propagandistica, che implica in effetti un attacco alla stabilità del rapporto di lavoro, cioè mira all'istituzione della cosiddetta "flexsecurity": una precarizzazione di massa. I lobbisti cantori della flexsecurity  - fra cui si distingue per zelo l'onnipresente Pietro Inchino - promettono mirabilie, tra le quali la certezza per il lavoratore di guadagnare di più; ma si tratta di retorica priva di pezze d'appoggio.&lt;br /&gt;Nei suoi progetti di legge, Inchino arriva sino a proporre un preavviso al licenziamento che potrebbe giungere ad un massimo di dodici mesi, e poi corsi di formazione, ricollocazioni, ecc.; il tutto in base ad una figura idealizzata di imprenditore, previdente, preveggente e premuroso. Non si capisce poi perché il padronato dovrebbe accettare davvero tutti questi vincoli al licenziamento visto che, in base alla Legge 223 del 1991 sulla mobilità, può già disfarsi dei lavoratori come e quando vuole. [2] &lt;br /&gt;Non è un caso che Confindustria dia il suo entusiastico appoggio allo slogan della flexsecurity, ma poi si guardi bene dal prendere impegni precisi. In base al grado di concretezza che esibisce nelle sue argomentazioni, Inchino avrebbe potuto spingersi anche a promettere ai lavoratori che la flexsecurity possa far ricrescere i capelli. [3] &lt;br /&gt;A quanto se ne sa, il governo Monti vorrebbe spacciare la flexsecurity come provvedimento per la "crescita", ma l'unico risultato certo della flexsecurity prospettato sinora, riguarda il vincolare la vita del lavoratore a delle "card", così descritte in un articolo su "La Stampa" dello scorso anno: "Smart card. (...) la “flex security card”, una smart card con microchip, che consente l’ingresso nel mondo dei servizi di orientamento e contiene i dati personali crittografati e un borsellino elettronico ricaricabile (e-valet) per acquisti di servizi di “life long learning”, cioè di orientamento e di apprendimento continuo."[4]  &lt;br /&gt;Insomma, si sta parlando di un servizio di carte di credito obbligatorie, che rappresenterebbero l'unico filo di continuità nel rapporto lavorativo; un business delle carte di credito ovviamente gestito dalle banche. Le banche sono universalmente odiate e disprezzate, ma è l'infanzia della politica a misurare il potere reale sulla base del consenso o della popolarità. La potenza ideologica del lobbying bancario sta invece nella sua capacità di dissimularsi, cioè nel creare i fantasmi di emergenze (il default, la rigidità del lavoro, ecc.), per  presentare la soluzione al "problema" sempre e solo dal punto di vista degli interessi delle banche, lasciando però questi interessi in ombra o sullo sfondo. I lobbisti delle banche si celano fra le persone più insospettabili ed in tutti gli anfratti delle istituzioni.&lt;br /&gt;Ipotesi complottiste? No, parola del Tesoro statunitense: "Il Dipartimento del servizio di gestione finanziaria del Tesoro (FMS) ha designato Comerica Bank come suo agente finanziario a una nuova iniziativa per dare a milioni di americani unbanked la possibilità di utilizzare una carta di debito prepagata per la ricezione di sicurezza sociale e altri pagamenti delle prestazioni federali. Il "Direct Express ®" carta offre un'alternativa più sicura e più conveniente per assegni cartacei.  Comerica Bank è stata selezionata, in parte, a causa della sua esperienza di emittente della carta prepagata per milioni di beneficiari di prestazioni, in particolare per i programmi di governo statale." [5] &lt;br /&gt;Si trattava di distribuire denaro pubblico, perciò il Tesoro statunitense avrebbe potuto istituire, con minori costi, una propria card; ma nel 2008 il Tesoro ha deciso lo stesso di riconvertire l'assistenza per i poveri in assistenza a favore dei ricchi. Insomma, alla fine sono sempre i poveri a dover versare l'elemosina ai ricchi. La beneficiata nella circostanza è Comerica Bank, un grosso e secolare istituto di credito texano, che ha la sua sede centrale a Dallas.[6] &lt;br /&gt;Potrebbe essere lo spunto per una nuova serie televisiva di "Dallas". I discendenti di J.R., invece di occuparsi del business del petrolio, si dedicherebbero a quello che si prospetta come il maggiore business degli anni 2000: lo sfruttamento della crescente miseria.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://www.dplmodena.it/statuto_dei_lavoratori.htm&lt;br /&gt;[2] http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/0ADB71B0-289C-4ADD-AE82-7BAC28013AF2/0/19910723_L_223.pdf&lt;br /&gt;[3] http://www.pietroichino.it/?p=17835&lt;br /&gt;[4] http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=302&amp;ID_articolo=62&amp;ID_sezione=686&amp;sezione&lt;br /&gt;[5] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://www.fms.treas.gov/news/press/financial_agent.html&lt;br /&gt;[6] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.comerica.com/&amp;ei=-yf4TqOONMOg4gTricmNCA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CC8Q7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Dcomerica%2Bbank%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-1386603175916561612?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/1386603175916561612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=1386603175916561612' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/1386603175916561612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/1386603175916561612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/12/il-lobbying-delle-banche-dietro-la.html' title='IL LOBBYING DELLE BANCHE DIETRO LA FLEXSECURITY'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-8662172429267228768</id><published>2011-12-24T01:09:00.000+01:00</published><updated>2011-12-24T01:09:00.096+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>SOL INVICTUS</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sole vittorioso. La mattina del 21 dicembre scorso eravamo a Napoli e, appena sbarcati al molo  Beverello, da piazza Municipio stavamo inerpicandoci per via Gennaro Serra diretti verso Pizzofalcone.  Ricordavamo l’indirizzo della fabbrica artigianale di cioccolato Bottone, quella da noi preferita fra la quindicina che ad occhio e croce ricordiamo (e la più antica di tutte), in via della Solitaria. Gli allievi della  vicina accademia della Nunziatella, i devoti che pregano nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, gli appassionati frequentatori del teatro Politeama che si trova anch’esso nelle vicinanze, chi fra loro, cari lettori, saprebbe indicarvi la strada per arrivarci?  Ben pochi, ne siamo sicuri. Questo per dirvi che ad un certo punto ci siamo persi nel dedalo di viuzze del Monte Echia e ci siamo trovati all’ingresso di un vicoletto seminascosto, quello del Grottone. Sapevamo perché la stradina ha quel nome: è l’ingresso di una cavità dove in epoca classica si celebravano i riti misterici del dio Mitra, la divinità di origine persiana che aveva trovato adepti specialmente fra i militari ed i burocrati, prima di essere soppiantata dal cristianesimo, religione con la quale aveva molte cose in comune a cominciare dalla vergine che partorisce il dio in una grotta (che poi è quella stessa del classico presepe napoletano, così carico di antichi simbolismi).&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Camminavamo un po’ distratti perché stavamo ripensando alla partita del Napoli persa contro la Roma per 3 a 1. Niente da dire, i giallorossi di Luis Enrique (uno bravo, questo!) avevano vinto meritatamente. Però…due autoreti, la zolla maledetta che impedisce la segnatura ad Hamsyk, il gol annullato, un sacco di circostanze che se fossero state più favorevoli avrebbero potuto addirittura far vincere gli azzurri (sia pure immeritatamente, come abbiamo detto).&lt;br /&gt;“San Gennaro se n’è scordato” ragionavamo fra noi. “Lo vanno trovando tutti da lui. Mille preoccupazioni: la monnezza del sindaco, il giubileo del cardinale, i pensionati tartassati che vorrebbero trovare un regalino per i nipotini e non ci riescono, le pastiere che si bruciano…hai voglia di metterci una pezza, in questo paese con i guai non si finisce mai. Di questi tempi poi con sto spread…Ci vorrebbe un aiuto.”&lt;br /&gt;Detto fatto. Col nostro preistorico cellulare abbiamo chiamato quel nostro parente poeta, un tipo che, come sapete, in genere prende le cose allegramente ed invece di ritorno dallo stadio si era messo a letto, dove lo avevamo trovato accasciato, anzi in profonda crisi depressiva, con “Martin Eden” aperto alle ultime pagine (ci domandò: “ Che dici? L’acqua è molto fredda?). Dopo esserci  doverosamente informati della sua salute, gli abbiamo spiegato la nostra idea e abbiamo chiesto una giaculatoria propiziatrice.&lt;br /&gt;Là per là. “Scrivi!”, ci ha imposto. E poi: “Glorioso è San Gennaro, sangue blu, / ma a tutte cose mò nun basta cchiù. / Sole lucente, orzù, penzace tu!.” “Perfetto”, abbiamo pensato e dopo aver cominciato con un classico “Dio Sole Invitto” abbiamo continuato con i tre decasillabi fornitici dal cuginetto. Sorridete sarcastici? Oltre che rimbambiti saremmo superstiziosi, irrazionali, ecc., ecc.?&lt;br /&gt;Mettetela come volete. Ma ora avete la spiegazione (confermataci dalla Smorfia) per il chiaro 6 a 1 col quale è stata mandata a casa il Genoa. Il numero 6 “guarda ‘nterra”, dove c’è ‘ingresso del mitreo dedicato al dio sole, che senza dubbio è il numero 1.&lt;br /&gt;Là, al Monte di Dio, abbiamo invocato il celeste aiuto e l’abbiamo ottenuto la sera stessa. 6 a 1. Piglia e porta a casa.&lt;br /&gt;A Doni, l’ex capitano dell’Atalanta, se lo sono pigliato e l’hanno condotto in una cella buia come una catacomba, dove nessuno lo può aiutare eccetto, forse, il dio dal berretto frigio, l’uccisore del toro, Mitra.&lt;br /&gt;Adesso tutti dicono che nessuno poteva immaginarlo, un verminaio simile. Guardate le loro facce compunte e scandalizzate, potrebbero essere quelle dei baciapile ipocriti che indussero don Pedro di Toledo nel XVI secolo a murare l’ingresso del nostro mitreo a vico del Grottone perché il popolaccio vi si dava alle orge (invece nei vicini palazzi nobiliari, - a cominciare da quello dei Serra di Cassano -, solo recita del rosario e pratiche ascetiche).&lt;br /&gt;Tan Set Eeng - da Singapore detto Dan - agiva in tutto il mondo truccando partite e scommettendo a colpo sicuro, ma solo in Italia nessuno si era accorto che qualcosa non andava.&lt;br /&gt;Bah! Se in epoca non sospetta ne avevamo scritto perfino noi (notoriamente anime candide), vuol dire che tutte queste verginelle scandalizzate hanno chiuso gli occhi per non vedere e chi sa cosa hanno combinato mentre guardavano altrove.&lt;br /&gt;Da almeno due anni si sapeva di un’organizzazione internazionale che prefissava i risultati di incontri in Europa League, Champions e vari campionati nazionali. Ciò malgrado l’andazzo italiano continuava come se nulla fosse. Se non c’era un portiere scemo (Paoloni della Cremonese) che non ha saputo contare le gocce di calmante versate nel tè dei suoi compagni negli spogliatoi, starebbero ancora tutti quanti a cantare “La vispa Teresa” e a farsi gli inchini.&lt;br /&gt;State sicuri, amati e pregiatissimi lettori, che – lo vedrete, pensiamo, presto – si finirà col venire a sapere di un giro di insospettabili (a tutti i livelli) i quali, invece di indagare e denunziare, giocavano e vincevano “Auri sacra fames”, diceva Virgilio che ben conosceva gli ambientini del tempo suo. Persino il Grande Inquisitore che tutto sa, grazie alle intercettazioni telefoniche urbi et orbi, non s’era accorto che la centrale del calcio-scommesse stava a Napoli, quasi sotto al suo palazzo.&lt;br /&gt;“Miettite scuorno!” “Vergognati”, ci ha rimproverato il redattore capo (alias l’Onesto Yago), “Tu  avevi capito, giocavi, vincevi, ma a noi non hai mai detto nulla!”&lt;br /&gt;“Se nun ce fossero ‘e fesse, ‘e deritte nun campassero”, abbiamo replicato, pur sicuri come siamo del fatto di conoscere già nel nostro entourage, persone molto più ricche di noi, come per esempio il direttore.&lt;br /&gt; “Comunque”, abbiamo continuato, “Ora te la vogliamo confidare una cosa: gli antichi dei funzionano più di quelli moderni che certi tuoi amici portano in processione alle feste patronali…”  Sguardi interrogativi e orecchie tese…&lt;br /&gt;“Mitra, Sol Invictus…”, abbiamo cominciato a spiegare, prima di prendere precipitosamente la fuga in direzione dell’Internet point da dove abitualmente scommettiamo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-8662172429267228768?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/8662172429267228768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=8662172429267228768' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8662172429267228768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8662172429267228768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/12/sol-invictus.html' title='SOL INVICTUS'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-7533504078672658595</id><published>2011-12-22T01:56:00.000+01:00</published><updated>2011-12-22T01:56:00.198+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>PUTIN INSEGUITO DAL FANTASMA DI GHEDDAFI</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un Putin politicamente in difficoltà ha scelto di rilanciare la polemica contro gli Stati Uniti a partire da un tema cruciale, cioè le dirette responsabilità americane nell'assassinio di Gheddafi. All'opinione pubblica russa, questa presa di posizione di Putin rischia però di apparire come una tardiva scoperta dell'acqua calda, che non ottiene altro che di mettere ancora più in rilievo la linea di acquiescenza seguita dal Cremlino nei confronti dell'aggressione della NATO alla Libia.[1] &lt;br /&gt;La diplomazia russa, nel marzo scorso, aveva condiviso supinamente la narrazione NATO circa un Gheddafi tiranno isolato, pronto a bombardare il suo popolo: un Gheddafi politicamente morto.[2]&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Nei fatti invece il regime di Gheddafi si è confermato come il vero referente dell'equilibrio tribale in Libia; tanto che ci sono voluti più di sette mesi di bombardamenti feroci per sconfiggerlo, nonostante alcune opportunistiche defezioni interne al regime. Persino per la conquista sul terreno non sono bastati i sedicenti "ribelli", ma sono risultate necessarie non solo truppe mercenarie inviate dal Qatar, ma anche truppe scelte britanniche, come le SAS.[3] &lt;br /&gt;Queste cose i cittadini russi le sanno, poiché la loro informazione gliele ha raccontate giorno per giorno; e la frustrazione è stata tanta, non soltanto in riferimento all'aggressione contro un Paese ritenuto amico, ma anche per le gravi conseguenze a scapito della sicurezza russa. Appare perciò strano un Putin che rinfaccia alla NATO il suo comportamento criminale, ma che poi continua ad apparire esitante di fronte alle nuove aggressioni in programma da parte della stessa NATO, come quelle nei confronti della Siria e dell'Iran. Solo pochi giorni fa la diplomazia russa ha lanciato una proposta di risoluzione ONU sulla Siria che è un vero esercizio di cerchiobottismo.[4] &lt;br /&gt;Se Putin volesse davvero rifarsi una verginità, gli basterebbe offrire pubblicamente la sua garanzia militare alla Siria ed all'Iran, che sono anche Paesi a ridosso dei confini russi. Ma Putin può permettersi un ritorno alla guerra fredda? Su un piano strettamente politico e militare se lo potrebbe permettere, eccome.&lt;br /&gt;Ci sono però in ballo gli affari di Gazprom, che non sopporterebbero un inasprimento dei rapporti con la NATO. La Russia è oggi il maggiore produttore ed esportatore di petrolio al mondo, davanti persino all'Arabia Saudita.[5] &lt;br /&gt;Il gruppo dirigente di Gazprom, di provenienza KGB, sta accumulando fortune personali da capogiro, cosa che la dice lunga sui veri motivi della caduta del comunismo. Gazprom è riuscita a far approvare una legge che le consente persino di farsi un proprio esercito privato.[6] &lt;br /&gt;Il giro di affari russo con la Germania è di proporzioni spaventevoli, tanto che Putin è stato incensato sfacciatamente dal governo tedesco; un dettaglio che ha fatto molto arrabbiare il filosofo e russofobo francese André Glucksmann.[7] &lt;br /&gt;Persino Marchionne è in contatti di affari con la Russia, ed è volato a Mosca, probabilmente non solo a discutere di mercato russo, ma anche per riscuotere da Putin garanzie e coperture circa l'ulteriore colonizzazione dell'Europa dell'Est.[8] &lt;br /&gt;A coronamento del suo percorso affaristico, oggi la Russia è stata accolta trionfalmente nell'Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO), cosa che spiega le timidezze di Putin verso la NATO e verso le sue minacce colonialistiche contro Siria ed Iran.[9] &lt;br /&gt;Le sparate di Putin possono perciò incantare i tanti "putiniani" dell'Europa occidentale, ma non convincono più i Russi, che cominciano a vedere in lui un fumoso parolaio funzionale all'affarismo; un affarismo che oggi costituisce un'oggettiva minaccia per la integrità della Russia, dato che proprio la vicenda di Gheddafi dimostra che le oligarchie occidentali non si accontentano di trovare partner d'affari, ma vogliono colonie.&lt;br /&gt;Per le recenti elezioni russe si è parlato di brogli, ma in effetti anche i brogli hanno funzionato poco, visto che il partito comunista di Zyuganov si è avvicinato nei risultati alle sue dimensioni reali, che sono storicamente quelle del partito di maggioranza relativa. Zyuganov oggi è in piazza a protestare contro i brogli, ma probabilmente è il primo a rendersi conto che una situazione di instabilità prolungata rischierebbe di favorire non lui, bensì soluzioni del tipo "rivoluzione colorata", con l'emergere di qualche fantoccio della NATO, del genere di Vaclav Havel.[10] &lt;br /&gt;Il problema è che in Russia non c'è solo Gazprom a fare affari, ma è rimasta ancora una presenza significativa ed incombente della multinazionale British Petroleum, che è oggi la seconda nel giro di affari del petrolio e del gas russi.[11] &lt;br /&gt;La convivenza di BP con Gazprom è conflittuale, ma entrambe condividono il culto degli affari ed il timore nei confronti di Zyuganov. La rivoluzione colorata, con la conseguente colonizzazione e lo smembramento della Russia, diventerebbe una prospettiva concreta se alla crisi del putinismo non dovesse corrispondere un'immediata affermazione di forze decisamente anticolonialiste. &lt;br /&gt;La British Petroleum è da sempre in simbiosi con i servizi segreti britannici. Le attuali legislazioni occidentali sul lobbying e sul conflitto di interessi non sono soltanto permissive, ma addirittura promuovono i rapporti tra imprese private e servizi segreti. Anche l'Italia si è adeguata a questa tendenza con la Legge 124/2007, che prevede e favorisce accordi diretti tra affaristi privati e servizi segreti. Appena l'anno scorso il servizio segreto interno, l'AISI, e Confindustria hanno stretto ufficialmente una sorta di patto d'acciaio.[12] &lt;br /&gt;Questa ufficialità dei rapporti tra imprese private e servizi segreti consente oggi alle notizie a riguardo di uscire tranquillamente allo scoperto. Ha fatto di recente scalpore in Gran Bretagna la vicenda di un agente del servizio segreto MI6, un esperto di Russia e Cina, prepensionatosi per andare a fare il lobbista alla British Petroleum; tanto non c'è più rischio di incriminazione ad esibire certe "connection", che una volta avrebbero suscitato non solo stupore, ma anche scandali ed inchieste giudiziarie; magari poi insabbiate, ma comunque fastidiose.[13] &lt;br /&gt;Le direttive del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e del WTO circa lo Sviluppo del Settore Privato (Private Sector Development) hanno infatti trasformato le istituzioni pubbliche in agenzie del lobbying delle imprese private, cioè in enti assistenziali per ricchi. Il conflitto di interessi non solo viene accettato, ma è stato anche consacrato dalla dottrina economica ufficiale.[14]&lt;br /&gt;Nell'orticello italiano ciò ha fatto sì che un banchiere privato come Attilio Befera possa vantare il suo incredibile curriculum.  Partito da Efibanca per presiedere dapprima una società per azioni a capitale pubblico come Equitalia, Befera è andato poi alla conquista della dirigenza del suo principale azionista, cioè l'Agenzia delle Entrate, dalla quale ora può controllare anche la Guardia di Finanza.[15] &lt;br /&gt;A questo punto non è neppure più una sorpresa che Befera possa ostentare pubblicamente i suoi rapporti con i servizi segreti, andando a scrivere sull'organo ufficiale dell'AISI, la rivista "Gnosis". C'è una intossicazione informativa piuttosto diffusa che cerca di dirottare le notizie sui conflitti di interessi nel calderone del complottismo. Ma immaginiamoci il povero Befera intento ad organizzare un complotto: per mettere insieme Efibanca, Equitalia, Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza ed Aisi, sarebbe costretto a parlare sempre da solo.[16] &lt;br /&gt;Nella grande arena internazionale, lo Sviluppo del Settore Privato (o Assistenzialismo per Ricchi) ha comportato che la British Petroleum oggi possa vantare tra i suoi lobbisti nientemeno che l'Unione Europea, che è quella che assiste e tutela gli affari di BP in Russia, ed intercede per essa quando finisce nel mirino delle autorità russe per averla fatta troppo grossa.[17] &lt;br /&gt;C'è da chiedersi come Putin possa aver pensato di affrontare questi fior di criminali super-assistiti mantenendosi le mani legate. Ma l'avidità può ottundere anche l'istinto di conservazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://www.corriere.it/esteri/11_dicembre_15/putin-contro-usa_b23498ea-2704-11e1-853d-c141a33e4620.shtml&lt;br /&gt;[2] http://www.instablog.org/ultime/111834.html&lt;br /&gt;[3] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.guardian.co.uk/world/2011/aug/23/sas-troopers-help-coordinate-rebels&amp;ei=JfGwTs61HY7OswaBxuDrCg&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=3&amp;ved=0CDwQ7gEwAg&amp;prev=/search%3Fq%3Dqatar%2Blibya%2Bguardian%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[4] http://blog.panorama.it/mondo/2011/12/16/siria-la-russia-a-sorpresa-presenta-una-bozza-di-risoluzione-allonu/&lt;br /&gt;[5] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.energytribune.com/articles.cfm/8444/TNK-BP-Gazprom-Lead-Russia-To-Record-High-Oil-Output&amp;ei=69vsToavEav24QSz_9yQCQ&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=10&amp;ved=0CHEQ7gEwCQ&amp;prev=/search%3Fq%3Dgazprom%2Bvs%2Bbritish%2Bpetroleum%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%Dimvns&lt;br /&gt;[6] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://www.liveleak.com/view%3Fi%3D829_1183743028&lt;br /&gt;[7] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.gazprom-germania.de/en/&amp;ei=wtrsTrjCFoWM4gSflbDsCA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=10&amp;ved=0CF8Q7gEwCQ&amp;prev=/search%3Fq%3Dgazprom%2Baffari%2Bgermania%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;http://archiviostorico.corriere.it/2011/luglio/10/Germania_incorona_Putin_Lavora_per_co_9_110710021.shtml&lt;br /&gt;[8] http://www.trend-online.com/ansa/fiat-marchionne-vola-in-russia/&lt;br /&gt;[9] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-17/russia-entra-anni-negoziati-081533.shtml?uuid=Aae0Q5UE&lt;br /&gt;[10] http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=4768:zyuganov-il-neo-colonialismo-della-nato-minaccia-anche-la-russia&amp;catid=3:politica-estera&amp;Itemid=35&lt;br /&gt;[11] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.bp.com/sectiongenericarticle.do%3FcategoryId%3D483%26contentId%3D2000676&amp;ei=vt3sTs-gDI6K4gSMy8mICQ&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CDAQ7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Drussia%2Bbp%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[12] http://www.oipamagazine.eu/categoria1060/Imprese/Tecnologia-e-Business/aisi--confindustria-piano-per-la-tutela-delle-imprese-strategiche-italiane.html&lt;br /&gt;[13] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.dailymail.co.uk/news/article-2015538/Revolving-door-row-ex-MI6-spy-lands-BP-job.html&amp;ei=N6btTtHZL_D34QScleilCQ&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=2&amp;ved=0CCsQ7gEwAQ&amp;prev=/search%3Fq%3Dbp%2Bmi6%26hl%3Dit%26rlz%3D1R2ACAW_it%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[14] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://wwwr.worldbank.org/fpd&amp;ei=VNTwTpz5E8zY4QSRmOW0AQ&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=3&amp;ved=0CEgQ7gEwAg&amp;prev=/search%3Fq%3Dprivate%2Bsector%2Bdevelopment%2Bwto%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvnsb&lt;br /&gt;[15] http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/agenzia/chi+siamo/organigramma+centrale+2009/direttore+agenzia+delle+entrate&lt;br /&gt;[16] http://www.sisde.it/gnosis/Rivista19.nsf/ServNavig/13 &lt;br /&gt;[17] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://archive.corporateeurope.org/docs/extracting_influence_russia.pdf&amp;ei=MaLtTtbVEsPQhAeUrLmxCA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=9&amp;ved=0CGwQ7gEwCA&amp;prev=/search%3Fq%3Dbritish%2Bpetroleum%2Bsecret%2Bservice%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Dimvns&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-7533504078672658595?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/7533504078672658595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=7533504078672658595' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/7533504078672658595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/7533504078672658595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/12/putin-inseguito-dal-fantasma-di.html' title='PUTIN INSEGUITO DAL FANTASMA DI GHEDDAFI'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-3222784926400895810</id><published>2011-12-17T08:54:00.000+01:00</published><updated>2011-12-17T08:55:54.040+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>CONTENTI LO STESSO</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ci pare che fosse Bernardo da Chiaravalle a dire che gli adulatori sopravvivono aggrappati alle mense dei potenti. Basta guardarsi intorno, anche solo tenendosi al mondo dei giornali, per poter affermare che  la regola è ancora quella. Tranne che per noi. E questo non perché rifuggiamo dalla piaggeria, anche la più bassa (ci siamo portati, non costa nulla e produce molto). Il fatto è che la nostra vita ormai si svolge quasi esclusivamente in redazione e Adhoc-crazia - come ben sanno i nostri lettori - è dominata da un potere tanto dispotico quanto avaro: quello del direttore.&lt;br /&gt;Quello che più ci brucia non è anticipare le spese e non venire retribuiti. Ci siamo ormai abituati. Non ci rassegniamo però a non essere più invitati a cena dal nostro despota che, fra le altre fortune, ha quella di una consorte abilissima e bravissima anche fra i fornelli.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Inutilmente avevamo sperato che il clima natalizio favorisse qualche invito, fosse pure per gustare polenta semplicemente all’aglio invece che pasticciata (ricetta troppo ricca!). Il segreto di questi due ottimi piatti sarebbe la farina di granturco che deve essere rigorosamente di Bergamo. Se non ce ne fosse più (può capitare), la signora talvolta ripiega su un altro suo capolavoro, le patate al parmigiano, quello però acquistato a Milano e gelosamente amministrato. Si tratta praticamente di pommes de terre lessati, affettati e messi al forno (220°) fino ad imbiondimento dopo averli, si intende, cosparsi con quell’ottimo formaggio.&lt;br /&gt;Figuratevi che, per facilitare la cosa,  ci eravamo profusi in lodi e complimenti tanto all’Inter che a Ranieri. Nelle ultime cinque giornate nessuno meglio dei nerazzurri. La squadra è stata ricostruita  da un allenatore esperto e specialista in rimonte. Dodici punti di fila con solo due gol subiti. Sono cifre che non si discutono. E poi se da una parte c’è Forlan pronto a rientrare, dall’altra c’è Juan in arrivo dal Porto Alegre per rinforzare un pacchetto difensivo già quasi perfetto…. E via dicendo.&lt;br /&gt;Una galletta di Castellammare difficile da spugnare. Noi comunque non demordiamo e confidiamo almeno nel pranzo di Capodanno, in contemporanea a quello che attende i giocatori del Napoli in un noto ristorante del Vomero. Per gli allievi di Mazzarri non è opportuna la serata di gala, perché poi mercoledì, appena due giorni dopo, dovranno affrontare il Genoa al San Paolo nel recupero della prima giornata del campionato. Noi, per quella sera, abbiamo già ricevuto un invito a cena da parte del redattore capo, alias l’Onesto Yago, un uomo e un collega al quale dobbiamo molto, non ultime le sue lezioni di vita. Una volta gli abbiamo chiesto il segreto della sua straordinaria popolarità e lui ci ha detto: “Sono le bugie con le gambe lunghe”. “Come?”, ci siamo meravigliati, “Esistono anche bugie con le gambe lunghe? E quali sarebbero?”, “Facile. Quelle alle quali la gente continua a credere per tutta la vita, perché le piacciono. Prova a dire ad un’oca che ti ha colpito la sua intelligenza oppure ad un caino che ti sei accorto che ha un cuore buono. Ti crederanno, perché tu sì, che li hai capiti. Avrai così molti inviti a cena, e non solo… A proposito, la sera della vigilia vieni a casa mia. Ci saranno quelle fritture in olio di oliva che ti piacciono tanto, capitone e coniglio compresi”.&lt;br /&gt;La precisazione ci voleva, perché l’ultima volta dal direttore ci sembrava che coniglio e capitone non ci avessero guadagnato molto a essere fritti nel burro. L’Onesto, al quale avevamo confidato le nostre perplessità, aveva avanzato il sospetto che quella fosse una ricetta studiata apposta per far sì che non stessimo sempre lì a far la faccia del cane che aspetta l’osso.&lt;br /&gt;“Mi pare di aver capito”, aggiunse, “Che quel tipo di cucina ti faccia particolarmente male.”&lt;br /&gt;“E’ vero”, abbiamo replicato, “Per ora però non c’è ragione perchè tu nutra simili timori per la nostra salute”.&lt;br /&gt;Se non ci vergogniamo a pietire come Lazzaro sotto la tavola del ricco Epulone? E’ proprio vero che l’uomo sazio non crede a quello digiuno. La nostra mancanza di liquidità ha smesso di essere temporanea da un bel pezzo e non abbiamo vergogna a dire che l’esagerata parsimonia del nostro principale ci ha messo in condizione di non poter far la spesa di Natale. Nostro cugino omonimo, il poeta, arde di sacro sdegno per questa situazione e ha fatto pervenire al colpevole questi pochi, ma sentiti, versi: “Esempio di cattivo debitore, / tu non dovevi fare il Direttore, / ma ottenere piuttosto / di ministro un bel posto / nel Governo Monti risanatore”. Vedete dove può giungere la perfidia: sotto l’accusa di avaro insinuare quella di ladro! Talvolta però la lingua delle mogli è più velenosa di quella di un poeta affamato. Per esempio, state a sentire questa. Giocavamo agli anagrammi e noi abbiamo domandato all’ottima cuoca che purtroppo così raramente ci è dato apprezzare: “Dicci l’anagramma di Mario Monti”. “Matrimonio”, ha risposto lei immediatamente.&lt;br /&gt;Forse, bisogna dirlo, il direttore un po’ ladro lo è anche lui. Ma solo di scudetti però! Come Moratti, che non vuole proprio rinunciare a quello del 2006. Noi siamo d’accordo con Galliani, che ha così commentato l’esito dell’incontro (il cosiddetto tavolo della pace) voluto dal presidente del Coni Petrucci: “Non è successo nulla. E per quello che potrà accadere in futuro, non faccio l’indovino. Ognuno farà i suoi ricorsi. Ci sono punti di vista molto differenti, la storia di Calciopoli verrà scritta e riscritta per molto tempo”. In conclusione, Berlusconi avrà avuto mille difetti, ma in quanto a sapersi circondare di ottimi collaboratori (e bellissime donne) non ha trovato rivali nel nostro paese.  Beati loro, tutti pagati profumatamente, ma crediamo che ne valesse la pena!&lt;br /&gt;Ieri abbiamo visto il direttore arrivare in redazione tutto sorridente con in testa un bellissimo cappello di cachemire quattro fili dall’aspetto molto costoso. Ci siamo complimentati e lui ci ha risposto ghignando che non avremmo mai potuto immaginare in che maniera avesse avuto il suo nuovo copricapo.&lt;br /&gt;“Direttò, l’avete preso in prestito?”&lt;br /&gt;“No davvero”.&lt;br /&gt;”L’avete trovato per strada?”&lt;br /&gt;“Chi è che perde una simile sciccheria in mezzo alla via?”&lt;br /&gt;“Ve l’hanno regalato?”&lt;br /&gt;“Una simile generosità per me non esiste”. &lt;br /&gt; “Forse…, l’avete rubato?”&lt;br /&gt;“Allora è vero che vivo in un ambiente di calunniatori!”&lt;br /&gt;“E come avete dunque fatto a diventarne proprietario?”&lt;br /&gt;“L’ho pagato”, è stata la lapidaria risposta.&lt;br /&gt;E noi poveretti, come potevamo mai indovinare una cosa del genere?&lt;br /&gt;Alla nostra domanda il direttore ha sorriso benevolmente e ci ha definiti “orfani del pensiero”. In effetti, non chiamandoci idioti, ci ha adulati. E noi siamo contenti lo stesso!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-3222784926400895810?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/3222784926400895810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=3222784926400895810' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/3222784926400895810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/3222784926400895810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/12/contenti-lo-stesso.html' title='CONTENTI LO STESSO'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-230597353836893146</id><published>2011-12-15T02:48:00.000+01:00</published><updated>2011-12-15T02:48:01.034+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>DA EQUITALIA A EQUIVITTIMA (CONSERVANDO L'AVARIZIA)</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I pacchi-bomba corrispondono alla fase finanziaria ed usuraia del vittimismo del potere. Negli anni '70 si era in piena guerra fredda ed in un'economia in cui la produzione era ancora centrale, così il vittimismo di Stato si trovò costretto a correre il rischio di aprirsi strumentalmente ad un vero attacco armato, e si dimostrò pronto a sacrificare sul serio vari esponenti del potere intermedio, fra cui magistrati, politici, giornalisti, poliziotti, militari: una scia di morti sacrificati sull'altare della rilegittimazione del potere.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Oggi invece possono bastare un misero pacco-bomba e la voce mediatica di una falange scalfita per trasformare Equitalia in Equivittima. Un vittimismo a costo zero. Un vittimismo avaro, nel quale rientrano a pieno titolo anche le tante lettere con pallottole spedite in questo ultimo decennio: più che di pallottole si tratta di economiche medagliette di latta elargite per fregiarsi del titolo di vittima del terrorismo ad honorem.&lt;br /&gt;Dall'1 ottobre ultimo scorso gli accertamenti di Equitalia sono diventati immediatamente esecutivi appena decorsi i sessanta giorni, senza neppure emettere l'avviso di mora, quindi riducendo a zero le possibilità di difesa dei contribuenti che non abbiano a disposizione agguerriti studi legali.[1] &lt;br /&gt;La manovra finanziaria di maggio ha escogitato questa contromisura verso le difese che i contribuenti avevano organizzato nei confronti dei falsi accertamenti di Equitalia. Questa è stata la risposta a quanti chiedevano una "umanizzazione" del rapporto di Equitalia con i contribuenti.&lt;br /&gt;Il problema è che anche l'usura e la mistificazione sono fenomeni specificamente umani. L'umanesimo di Equitalia prevede perciò un terrorismo senza freni e senza scrupoli nei confronti dei contribuenti deboli e, nello stesso tempo, auto-attentati molto soffici ed indolori nei propri confronti, in modo da poter vestire, senza particolari rischi, i panni della vittima.&lt;br /&gt;Il Presidente del Consiglio Monti ha ovviamente avallato il vittimismo di Equitalia, affermando che questo organismo non farebbe altro che applicare la "legge". Ma legge non significa automaticamente legalità, dato che la legge istitutiva di Equitalia, la 248/2005, manifesta un'evidente valenza torbida e criminogena. Si assiste infatti al nonsenso di due enti pubblici, l'Agenzia delle Entrate e l'Inps, che si costituiscono rispettivamente come il socio di maggioranza ed il socio di minoranza di una società per azioni; un tipo di società che, in quanto tale, dovrebbe obbedire a norme di diritto privato, ma per svolgere le medesime funzioni pubbliche che spetterebbero alla stessa Agenzia delle Entrate. Nel 2005 la società per azioni in questione si chiamava ancora Riscossione SpA; solo nel 2007 qualche mente superiore ebbe l'illuminazione di ribattezzarla col cacofonico nome di Equitalia.[2] &lt;br /&gt;Si tratta in effetti di una privatizzazione attuata in modo subdolo, che consente ad un organismo che svolge una funzione pubblica di avvalersi delle scappatoie derivanti dal poter giocare sulle norme del diritto privato. Oggi Equitalia è talmente potente da potersi consentire addirittura di andare a colonizzare i suoi azionisti. L'azionista di minoranza, l'INPS, si ritrova alla presidenza il vicepresidente esecutivo di Equitalia, cioè Antonio Mastrapasqua; mentre l'azionista di maggioranza, l'Agenzia delle Entrate, ha ora al vertice l'ex presidente della stessa Equitalia, Attilio Befera. Va sottolineato che Befera iniziò la sua luminosa carriera come banchiere privato, in Efibanca.[3] &lt;br /&gt;Che legge non significhi di per sé legalità, è confermato dal fatto che l'attuale normativa sul segreto di Stato, sancita dalla Legge 124/2007 (concepita dalla mente luciferina dell'allora ministro degli Interni Giuliano Amato), appare confezionata in base all'esigenza di tutelare interessi economici e finanziari di carattere privato. L'allegato alla legge, che individua i casi in cui si può applicare il segreto di Stato, presenta addirittura come primo obiettivo del segreto "La tutela di interessi economici, finanziari, industriali, scientifici, tecnologici, sanitari ed ambientali".[4] &lt;br /&gt;Il fatto che anche gli interessi di Equitalia risultino tutelati e coperti dal Segreto di Stato, ovviamente non può autorizzare in nessun modo a sospettare che i pacchi-bomba siano un espediente vittimistico curato da qualche servizio segreto. Se le parole trascritte in quelle leggi hanno un senso, più che sospettare, occorrerebbe infatti riconoscere l'evidenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://www.altalex.com/index.php?idnot=16465 &lt;br /&gt;[2] http://www.camera.it/parlam/leggi/05248l.htm&lt;br /&gt;[3] http://www.inps.it/portale/default.aspx?lastMenu=4923&amp;iMenu=1&amp;iNodo=4923%3f&lt;br /&gt;http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/agenzia/chi+siamo/organigramma+centrale+2009/direttore+agenzia+delle+entrate&lt;br /&gt;[4] http://www.camera.it/parlam/leggi/07124l.htm&lt;br /&gt;http://www.altalex.com/index.php?idnot=41541&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-230597353836893146?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/230597353836893146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=230597353836893146' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/230597353836893146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/230597353836893146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/12/da-equitalia-equivittima-conservando.html' title='DA EQUITALIA A EQUIVITTIMA (CONSERVANDO L&apos;AVARIZIA)'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-5909666354371138084</id><published>2011-12-10T03:33:00.000+01:00</published><updated>2011-12-10T03:33:00.810+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>LA SANTA ALLEANZA</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il titolo, che non ha nulla a vedere con il Congresso di Vienna, ci è stato quasi imposto da nostro cugino il poeta perché, sostiene, c’è voluto l’impegno solidale dei santi patroni di Napoli e Milano per portare gli azzurri di Mazzarri a vincere sul campo del Villareal (dove nessuna squadra italiana mai aveva vinto prima), di conseguenza eliminando dalla Champions il Manchester C. dello sceicco Mansour. Un’alleanza indispensabile, secondo il nostro parente, perché “faccia gialluta” in questo momento ha molto da fare per proteggere la città e i turisti da infezioni e morbi causati dai cumuli di immondizia che sono stati tolti dalle vie principali (dove sono andati a finire? Indovinala grillo). C’era quindi bisogno di un aiuto che senza dubbio c’è stato (sempre secondo lui): tanto è vero che il protettore dei milanesi non si è potuto concentrare esclusivamente sul Meazza e perciò gli interisti (egualmente primi però nel girone) hanno perso in casa contro i russi del CSKA.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Il direttore (come è noto, è uno sfegatato tifoso nerazzurro) assisteva sorridendo bonariamente ai nostri discorsi ed è anzi intervenuto. Dottamente, come al solito. Noi, tanto per non cambiare, anche questa volta non abbiamo capito niente. Fra un ghigno e l’altro abbiamo avuto una dimostrazione etimologica della Santa Alleanza. Ianuarius, il custode della porta, ci avrebbe spalancato quella degli ottavi di Champions. Ambrosios (a privativo e brotos: mortale) avrebbe collaborato all’impresa di Marekiaro e Co., degna di essere incisa nel bronzo per consegnarla ai posteri.&lt;br /&gt;Il cuginetto non ha perso l’occasione per sfornare uno dei suoi soliti limerick: “Mercoledì a Milano Sant’Ambrogio / al Meazza stava sconsolato e mogio, / ma lo chiama Gennaro / e dice: “Amico caro! Meritasti in regalo un orologio!” &lt;br /&gt;“Seh! Na rolex, come quella di Yanina”, ha commentato il redattore capo (l’Onesto Yago).&lt;br /&gt;Il direttore invece si è seccato e ha detto al poeta di fare la persona seria, ma questa volta se l’è dovuta sorbire lui, la citazione.&lt;br /&gt;“Tri, tri tri / fru fru fru, / uhi uhi uhi, / ihu ihu ihu. / Il poeta si diverte, / pazzamente, smisuratamente. / Non lo state a insolentire!”&lt;br /&gt;Noi ci siamo sentiti in dovere di intervenire e, per cambiare discorso, abbiamo buttato là: “Direttò, e lasciatelo divertire! Palazzeschi a parte, lo sapevate che Marinetti aborriva la pastasciutta?”&lt;br /&gt;Gelo, sbuffi e fine della rappresentazione.&lt;br /&gt;Era dai tempi di Maradona che i tifosi napoletani non godevano tanto. A proposito. Ricordate la mano de Dios che permise al Pibe di sconfiggere l’Inghilterra (c’era la questione delle Malvinas) e prendere il volo verso il titolo mondiale? Doveva essere la sinistra. Ne siamo ancora più convinti dopo avere visto su Internet un video con Ronaldinho, inquadrato dal basso verso l’alto, dai fianchi al volto, mentre, nudo, si tocca al ritmo di samba. Il calciatore brasiliano ha detto che si tratta di un fotomontaggio, ma intanto sui social network è stato ribattezzato “Ronaldinho, la mano di Dio.”&lt;br /&gt;Cambiamo discorso perché col nuovo governo siamo austeri anche noi. Il presidente dell’Associazione italiana calciatori, l’ex romanista Damiano Tommasi, ha spedito una lettera ai capitani di tutte le squadre per invitarli ad acquistare Btp. Chi sa se qualcuno ha accolto il suggerimento, ma lui è in pole per un cavalierato.&lt;br /&gt;Secondo noi De Laurentiis meriterebbe di essere cooptato nel governo Monti. Il presidente napoletano non è solo fortunato (il che non guasta mai), ma ha dimostrato di essere un grande risparmiatore e un investitore accorto. Noi siamo stati i primi a lamentarci per la rosa giocatori troppo ristretta e la conseguente necessità del turn over che penalizzava il campionato, ma di fronte ai risultati non si discute. Riconosciamo volentieri di aver avuto torto: non solo possiamo ancora dire la nostra sullo scudetto, ma gli azzurri hanno ottenuto un risultato clamoroso entrando a vele spiegate  negli ottavi di Champions League, ventuno anni dopo l’ultimo successo in campo internazionale: la conquista della Coppa Uefa ai tempi di Maradona e Careca.&lt;br /&gt;Fra premi partita, premio di qualificazione, diritti televisivi e biglietti venduti, un fiume di danaro si è riversato nelle casse della società azzurra. Abbiamo capito che se don Aurelio punta molto sul Napoli europeo non è per semplice prosopopea: c’è un motivo esclusivamente economico. Un altro al posto suo,- dopo che il Bayern, malgrado le solenni promesse, aveva fatto scendere in campo la squadra riserve contro i Cityzens, mettendo così in pericolo la qualificazione del Pocho e compagni agli ottavi -, avrebbe cercato, per pura ripicca, di ostacolare in tutti i modi i progetti di Rummenigge, presidente del club bavarese. Invece, gli affari sono una cosa e le vendette un’altra: state a sentire.&lt;br /&gt;Karl Heinz (qualcuno si ricorderà di lui al tempo che era una stella dell’Inter) presiede anche l’European Club Association - Eca per brevità – la potente lobby delle società di calcio e nell’ultima riunione in Qatar ha auspicato che tutti i campionati nazionali arrivino ad avere una serie A a 16 entro il 2014, “con la speranza di poter giocare Barcellona - Manchester United anche di sabato.” Venerdì sul Corriere dello Sport nell’intervista a De Laurentiis leggiamo: “Voi sapete come la penso. Andrebbero riviste tante cose e rinnovato il mondo del calcio con nuove regole” e “Io sono per un campionato, magari con 16 squadre e che fosse parallelo alla Champions e all’Europa League, quest’ultima competizione assolutamente da rivedere.”&lt;br /&gt;Chiaro? In pratica i due sono d’accordo per una Superlega e intendono aggrapparsi al treno europeo per essere trascinati fuori dalle secche finanziarie dei rispettivi campionati, con la prospettiva di una scomparsa della Europa League (proprio come accadde alla Coppa delle Coppe). E noi che ci eravamo illusi pensando che si trascurava il campionato, pur di fare una bella figura all’estero!&lt;br /&gt;Nostro cugino, che è un poeta con i piedi saldamente per terra, dice che le vere belle figure sono quelle più riccamente vestite. Concordiamo, non senza aggiungere che un fair play finanziario senza crescita sarebbe inutile e perciò ci aspettiamo una politica di investimenti, una bella campagna acquisti alla riapertura del calciomercato. Sarebbe un regalo gradito e meritato dalla tifoseria del San Paolo. Ma, c’è un ma. Nella stessa intervista al Corriere dello Sport sopra citata troviamo. “Non mi sembra corretto parlare di nuovi acquisti nei confronti dei giocatori che abbiamo” e “Il mercato? Niente acquisti che sfascino lo spogliatoio.”&lt;br /&gt;C’è poco da fare: il valore del capitale calciatori del Napoli è molto lievitato, i soldi arrivano da tutte le parti (comprese le sale cinematografiche dove sta per uscire “Natale a Cortina”) e il  presidente che fa? Primo, il presidente non vuole spendere per “non destabilizzare l’armonia”. E poi: “Noi siamo una squadra e una società che vuole costruire in casa i campioni e trattenerli” &lt;br /&gt;“Un altro bel saragone di fondale!” E’ stato il commento dell’Onesto (i pescatori isolani così definiscono le persone parsimoniose).&lt;br /&gt;Il più sarago di tutti comunque è il direttore che arriva sempre in ritardo quando si tratta di pagare qualcosa, fosse pure solo il caffè. Però gli abbiamo estorto la promessa di un offertorio libero se la santa alleanza di Ambrogio e Gennaro (che deve ricambiare il favore) riesce a far vincere l’Inter al Meazza contro la Fiorentina. Compito non semplice e le cinque sconfitte in casa finora collezionate dai nerazzurri sono lì a dimostrarlo.&lt;br /&gt;San Gennaro, fa tu (ma regala un filotto a Mazzarri, non ti distrarre troppo).&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-5909666354371138084?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/5909666354371138084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=5909666354371138084' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/5909666354371138084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/5909666354371138084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/12/la-santa-alleanza.html' title='LA SANTA ALLEANZA'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-4344796725992852628</id><published>2011-12-08T01:55:00.000+01:00</published><updated>2011-12-08T01:55:00.076+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>DALLE PENSIONI SI SPREME ASSISTENZIALISMO PER BANCHIERI</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Molti commentatori hanno notato che la presenza di esponenti di Banca Intesa San Paolo nel governo Monti configura alcuni evidenti conflitti d'interessi, in particolare nel settore delle infrastrutture, data la partecipazione della banca al business dell'alta velocità. Un aspetto che invece è stato poco messo in evidenza concerne la riforma pensionistica, poiché da tempo le banche offrono ai clienti una serie di opzioni di previdenza integrativa privata, costituendo così una concorrenza alla previdenza pubblica. Intesa San Paolo non fa eccezione a riguardo, anzi è una delle banche più presenti nel settore della previdenza integrativa.[1]&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;C'è da osservare però che in Italia la previdenza integrativa privata non ha mai riscosso particolare successo: solo il 23% di media, contro il 91% all'estero. La constatazione è stata fatta, con rammarico, dal presidente dell'INPS, Antonio Mastrapasqua, il quale qualche giorno fa ha invitato bruscamente i lavoratori italiani ad adeguarsi alla previdenza integrativa privata, da ritenersi, secondo lui, ormai "obbligatoria".[2]  &lt;br /&gt;Che il presidente dell'ente pubblico INPS abbia assunto una posizione così sfacciata a favore della privatizzazione della previdenza, non risulta poi tanto sorprendente, poiché Antonio Mastrapasqua è anche vicepresidente esecutivo di Equitalia SpA, l'agenzia di esazione e di recupero crediti. In questa unione di cariche, così apparentemente incompatibili, c'è in effetti un messaggio molto evidente.[3]  &lt;br /&gt;Si delinea quindi una precisa volontà, per la quale la previdenza pubblica viene messa in condizione di non erogare più il servizio per il quale era nata; infatti il sistema contributivo pubblico non corrisponde più al traguardo di percepire una pensione, ma si configura come un tributo tout court. Il servizio previdenziale dovrà quindi essere pagato privatamente, e le varie "riforme" delle pensioni vanno appunto nel senso di quanto dichiarato da Mastrapasqua: rendere "obbligatoria" quella previdenza privata che i lavoratori non gradiscono, e ciò semplicemente negando la previdenza pubblica, che diventa nient'altro che una fiscalità mascherata. Viene così creato artificiosamente e forzosamente un business ad uso delle banche e delle compagnie assicurative: il solito assistenzialismo per ricchi.&lt;br /&gt;Risulta infatti evidente dal bilancio dell'INPS, fornito dallo stesso Mastrapasqua, che i dati utilizzati per parlare di pensioni sono ampiamente truccati, come del resto si sa da sempre. A carico dell'INPS vi sono una serie di voci "improprie" che costituiscono il passivo dell'ente: il pagamento dei TFR anche delle aziende che falliscono - che sono invece un prestito forzoso dei lavoratori alle aziende -, i prepensionamenti, l'assistenza (handicap e non autosufficienza). Ma fanno la loro parte soprattutto i "fondi speciali", come la mitica "cassa di previdenza dei dirigenti d'azienda" (l'ex INPDAI) che, una volta fallita, è stata caricata sulle spalle del bilancio dei lavoratori dipendenti, che risulta invece in attivo. C'è anche però chi fa notare che, fondi speciali o meno, prima dell'arrivo di Equitalia il bilancio dell'INPS era sempre stato positivo per parecchi miliardi.[4] &lt;br /&gt;Ma ciò che dovrebbe screditare maggiormente l'emergenza-pensioni riguarda proprio la storia dell'ideologia bancaria, così come risulta dai protocolli e dalle dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale. Questa istituzione, fondata ufficialmente nel 1946 per accordi già presi nei due anni precedenti, ha costituito sin dall'inizio un tempio del lobbying bancario, dato che da sempre tutto il suo personale dirigente proviene dalle grandi banche d'affari internazionali.&lt;br /&gt;Un saggio storico del 1975, "I Limiti della Potenza Americana" di Joyce e Gabriel Kolko, illustrava vari documenti del FMI e consentiva di riscontrare che le "misure di risanamento" proposte ed imposte nel 1946 erano le stesse di adesso: pareggio di bilancio, privatizzazioni e libertà di licenziamento. Anche allora la libertà di licenziamento veniva presentata come una misura per la crescita, poiché la disoccupazione era spacciata come condizione indispensabile per aumentare i livelli di produttività; mentre in realtà la disoccupazione serve solo ad aumentare i livelli di indebitamento delle masse. Queste misure furono imposte dal FMI anche al governo laburista che c'era allora in Gran Bretagna.[5] &lt;br /&gt;A scompaginare le pretese del FMI intervenne l'esasperarsi delle guerra fredda. L'anticomunismo pretestuoso e propagandistico del periodo 1947/1948 prese improvvisamente corpo e concretezza nel 1949 con l'ascesa di Mao in Cina, e con la guerra di Corea nel 1950, che comportò uno scontro diretto tra Cina ed USA. Nel 1954 i comunisti vinsero anche in Vietnam, ed allora le oligarchie occidentali provarono davvero paura. La minaccia dell'espansione del blocco comunista determinò quindi la necessità di reperire consenso sociale in Occidente. &lt;br /&gt;Grazie al feticcio del pareggio di bilancio i banchieri possono tenere in ostaggio il debito degli Stati, ma sotto la spinta della minaccia comunista negli anni '50 il feticcio fu messo da parte, e si aprì così la strada al compromesso socialdemocratico che ha retto sino agli anni '70. Gli storici si sono incaricati di costruire il mito del piano Marshall per giustificare lo sviluppo dell'Europa, ma, in base ai programmi ufficiali del FMI, quello sviluppo non era affatto previsto. &lt;br /&gt;Caduta venti anni fa la remora della guerra fredda, il lobbying bancario non solo si è ripresentato negli stessi termini del 1946, ma non ha trovato più nessun contrasto a livello politico. Da venti anni la NATO non incontra più ostacoli da parte di Russia e Cina, e può comportarsi nel mondo come la faina nella stia dei polli; quindi l'Occidente non ha più la necessità di cercarsi consenso sociale con il Welfare. Non si tratta di rimpiangere un blocco comunista già eroso dall'interno dalla fame di affari e di privilegi delle sue nomenklature, ma semplicemente di constatare che ogni passo avanti dell'imperialismo comporta un automatico passo indietro delle garanzie sociali; e ciò dovrebbe far riflettere gli "equidistantisti" nel momento in cui la NATO prepara aggressioni alla Siria o all'Iran. &lt;br /&gt;C'è anche da osservare che sotto qualsiasi longitudine o latitudine, ed in qualunque momento storico, le ricette del FMI non cambiano mai: pareggio di bilancio, privatizzazioni, licenziamenti; e ciò va a sfatare anche il mito dei "tecnici", visto che basta la terza elementare per ripetere sempre la stessa filastrocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://www.intesasanpaolo.com/scriptIbve/retail20/RetailIntesaSanpaolo/ita/prev_complem/ita_prev_complem.jsp&lt;br /&gt;[2] http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/02/Mastrapasqua_rendite_integrative_avanti_piano_co_8_111202005.shtml&lt;br /&gt;[3] http://www.inps.it/portale/default.aspx?lastMenu=4923&amp;iMenu=1&amp;iNodo=4923%3f&lt;br /&gt;[4] http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/02/Pensioni_Salvate_dai_Precari_co_9_111002009.shtml&lt;br /&gt;[5] http://www.ibs.it/code/9788806423902/kolko-gabriel/limiti-della-potenza.html&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-4344796725992852628?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/4344796725992852628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=4344796725992852628' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/4344796725992852628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/4344796725992852628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/12/dalle-pensioni-si-spreme.html' title='DALLE PENSIONI SI SPREME ASSISTENZIALISMO PER BANCHIERI'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-720091238391290795</id><published>2011-12-03T01:38:00.000+01:00</published><updated>2011-12-03T01:38:00.057+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>IL LIBERO PENSIERO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;di don Luis&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Quando il direttore si aggira per la redazione, tutti si danno un gran da fare e si mostrano occupati in qualche attività. Noi, per esempio, ci facciamo sempre trovare chini su una copia della Gazzetta o del Corriere dello Sport. La ragione di questo attivismo è che il sospettoso individuo diffida di chi fissa il vuoto (magari alla ricerca di un incipit) perché l’unico autorizzato a pensare è lui, gli altri devono eseguire nunc et immediate, obbedire soltanto, altrimenti combinerebbero guai, potrebbero addirittura con le loro fantasticherie intralciare vasti progetti.&lt;br /&gt;Non a tutti sta bene così, perché il più delle volte l’ispirazione si trova nascosta dietro il lampadario, dietro una tenda o nel riflesso di un bicchiere. Il membro aggiunto della redazione, il nostro cugino omonimo, è quello fra noi che avverte il maggior disagio per questa situazione. Lui, infatti, - a quel che dice -, è un poeta e come tale è naturale che debba avere un atteggiamento pensoso, addirittura sognante, consono insomma al ruolo.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;“Per norma e regola tua in questa redazione il pensiero sarà pure libero, ma la parola certamente no”. Con questa frase concisa e diretta il redattore capo (alias l’Onesto Yago) ammoniva il poetastro, che si lamentava per essere stato malamente zittito dal direttore. Il malcapitato aveva creduto opportuno far notare all’acido interlocutore che una creazione artistica giunge difficilmente a vedere la luce, se non è stata preceduta da una più o meno lunga gestazione, apparentemente inoperosa per gli incompetenti, ma comunque meritevole di incoraggiamenti e sovvenzionamenti.&lt;br /&gt;“Per maggiore chiarezza sappi che qui il libero pensiero è soltanto un oggetto di studio”. Ci sentimmo noi in dovere di rincarare la dose, lieti di poterci rivalere su qualcuno, dopo essere stati anche noi mortificati. Avevamo osato dire che, vabbè, il Napoli - a meno del famoso filotto sognato da Mazzarri - è ormai fuori gioco per lo scudetto (quel rigore annullato ad Hamsyk però, che peccato!), ma anche l’Inter di quest’anno se lo può sognare di vincere il campionato. Come si fa a negare una verità tanto evidente, per di più tacciandoci di incompetenza? Certo, lo sappiamo anche noi che il Milan corre il rischio di restare impiccato alle disavventure giudiziarie del Berlusca tornato alla presidenza rossonera, che la Roma del presidente indollarato ha l’allenatore spagnolo e che la Juve sarà inevitabilmente attardata dal calcio scommesse, con la prevedibile conseguenza di essere destinata a perdere qualche partita “sicura”. Ma di qui a sperare che il gerontocomio di Ranieri possa ripetere i fasti di Mou, ce ne corre!&lt;br /&gt;Il figlio della nostra zia preferita si è rifugiato in un angolo per trovare versi sferzanti, capaci di far sentire i suoi strali al direttore. Vivendo lui nell’empireo dei poeti, naturalmente si compiace coltivando illusioni di vario genere e addirittura, - a nostro parere -, non si rende conto di quanto l’altro sia coriaceo. Più pratici di lui, abbiamo pensato di vendicarci in un modo diverso: trascurando una volta tanto l’argomento calcio, materia nella quale notoriamente (ancora più che in quella golfistica!) il direttore aspetta sempre impazientemente di leggere il nostro pezzo settimanale, perché gli piace criticare qualsiasi cosa scriviamo ed anzi ci gode, potendo, secondo lui, dimostrare la propria superiorità anche in quest’altra materia, in cui assume di essere ferratissimo. “Non più di un asino”, ha sghignazzato il poeta di famiglia. In verità asini siamo noi perché chi, - come dicono i napoletani -, va soggetto (dipende dagli altri), non si può permettere il lusso della sincerità, comunque sempre costoso per tutti.&lt;br /&gt;Sappiamo fin troppo bene di avere sbagliato a parlar chiaro sui mercenari di Moratti: in questo modo abbiamo cancellato dal nostro futuro qualsiasi speranza di gratifiche natalizie. I lettori di questa rubrica, per quanto possano essere di fresca acquisizione, sanno che tutti i nostri salmi devono finire in gloria (con annesse aureole nerazzurre e beatificazione degli allenatori pro tempore).&lt;br /&gt;Peccato e peggio per lui: avevamo promesso di dare una chiara dimostrazione del buon diritto dell’Inter a fregiarsi dello scudetto 2006 ed eravamo certi di mantenere l’impegno (quel tifoso sfegatato si sarebbe contentato di qualsiasi argomentazione, per quanto campata in aria).&lt;br /&gt;Peccato e peggio anche per noi: come abbiamo già accennato, speravamo con quelle quattro stroppole di poter essere messi in condizione di cominciare a pensare ai regali di Natale. Probabilmente la nostra era una pia illusione? E’ facile illudere chi ha bisogno (è il segreto di tante travolgenti campagne elettorali) e noi non abbiamo vergogna a dire che, ora come ora, ci siamo ridotti a pane e cipolle, anzi (per dirla più onestamente) a pizza con le cipolle. Sapete di che si tratta? Piace anche a voi? Forse parliamo di due cose diverse perché quella che mangiate in pizzeria, cari amici lettori, sarà senza dubbio ottima, ma non regge il paragone con la nostra e a conferma del nostro assunto eccovi di seguito la ricetta.&lt;br /&gt;Impastate la farina con acqua tiepida nella quale avrete stemperato la giusta quantità di lievito ( per chi conosce la differenza diciamo che andrebbe ancora meglio il criscito). Fate imbiondire le cipolle in padella (olio di oliva) mentre la pasta cresce e poi spianatela con le mani dandole la forma di una grande pizza rotonda. Con la punta delle dita fate dei fossetti e versateci sopra la padellata di cipolle (previamente condite con sale e peperoncino). Arrotolate la pettola (non troppo stretta) e ponetela al forno in un ruoto capace, più o meno per lo stesso tempo che è necessario per rendere dorati i panuozzi. Vi sembra che se non è zuppa è pan bagnato? E invece non è così. Provate per credere e, se volete far ancora meglio, usate questa pizza invece del pane per accompagnare i piatti di carne, quella lessa in particolare che ne viene per così dire vivacizzata.&lt;br /&gt;Con  una buona grappa a portata di mano, dopo un pasto del genere a noi piace abbandonarci nella poltrona preferita e leggere qualche libro, che tratti preferibilmente di sport o di personaggi sportivi, in modo da unire l’utile al dilettevole. Due titoli recenti. Il primo: “Maradona e il Napoli. Un mito all’ombra del Vesuvio” di John Ludden (Esi, euro 12). L’altro è “Io , Ibra”, scritto dal centravanti del Milan a quattro mani con David Lagercranz (Rizzoli, euro 18,50). Due ragazzi strappati all’emarginazione dai loro piedi magici, due carriere strepitose, due esempi  inimitabili per quanto riguarda il calcio e da non imitare per quanto riguarda la scelta degli amici.&lt;br /&gt;Torniamo a noi. Ricordate? Mentre eravamo impegnati nella stesura di questo pezzo, nostro cugino spremeva le sue poetiche meningi. Con questo risultato: “Sei tu, direttore, una vecchia rozza / che contro il vero vanamente cozza. / Don Luis opprimi ed Yago, / né mai ti mostri pago. / Ci sarà chi l’avara man ti mozza?”.&lt;br /&gt;E meno male che ha finito con un punto interrogativo e non con quello esclamativo. Non vi piace?&lt;br /&gt;C’è uno spread fra il nostro libero pensiero e il vostro. Ma non possiamo spiegare compiutamente il differenziale. Come diceva quel tale? “Taci, il nemico ti ascolta”.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-720091238391290795?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/720091238391290795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=720091238391290795' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/720091238391290795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/720091238391290795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/12/il-libero-pensiero.html' title='IL LIBERO PENSIERO'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-5248209056847712873</id><published>2011-12-01T01:17:00.000+01:00</published><updated>2011-12-01T01:17:00.527+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>MARCHIONNE FIGLIO DI PUTIN</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mentre da settimane si susseguono le voci più o meno ufficiali su un intervento del Fondo Monetario Internazionale "a favore" dell'Italia, in pochi hanno fatto caso ad un intervento autorevole a sostegno di questa macabra prospettiva, quello di Vladimir Putin, lo scorso 11 novembre. Putin ed il suo socio Medvedev si sono divisi il lavoro: mentre il primo avallava l'improbabile immagine di un FMI "salvatore" dell'Europa, il secondo incontrava il capo dello stesso FMI, Christine Lagarde.[1] &lt;br /&gt;Pare che la Russia abbia grosse riserve finanziarie, perciò in questa circostanza potrebbe agire addirittura da "banca" del FMI; e questo sarebbe l'oggetto dei colloqui fra Lagarde e Medvedev. Ma se la Russia ha davvero tutti questi soldi, perché non pensa di tagliare fuori il FMI, entrando direttamente nelle economie europee con propri acquisti di titoli del Tesoro?&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Bella domanda, ma prima di azzardare una risposta, forse è il caso di mettere in rassegna altri fatti.&lt;br /&gt;Nell'agosto del 2010 il primo ministro ungherese, Orban, aveva cacciato il FMI dal proprio Paese, ma ora, a poco più di un anno, deve tornare a testa bassa dal FMI a chiedere un prestito. [2] &lt;br /&gt;Su quali sostegni internazionali aveva sperato Orban per fare a meno della gogna del FMI?&lt;br /&gt;Il governo ungherese aveva confidato sul sostegno russo. Dopo il primo incontro semi-segreto fra Orban e Putin alla fine del 2009, il primo ministro ungherese era stato accolto in pompa magna nel dicembre 2010 a Mosca, e nei colloqui erano stati prospettati una serie di progetti di cooperazione economica.[3] &lt;br /&gt;Sembrava dunque che la Russia perseguisse una strategia di sfondamento dell'equilibrio UE/NATO nell'Europa dell'Est, e che l'Ungheria fosse il primo tassello del domino. A distanza di un anno Orban invece si ritrova in piena emergenza finanziaria, e consegnato proprio da Putin ai tentacoli del FMI. Quindi anche Orban è finito nella lista dei bidonati da Putin, insieme con Milosevic e Gheddafi.  &lt;br /&gt;Da qualche mese risultava che il governo ungherese avesse già rinunciato a qualsiasi velleità di autonomia economica, e si riconsegnasse al ruolo istituzionale che l'Unione Europea riserva a Paesi come l'Ungheria, cioè quello di diventare una colonia per le delocalizzazioni di imprese dell'Europa occidentale. In questo periodo l'Ungheria è diventata infatti il Paese più reclamizzato dalle agenzie internazionali specializzate nel business di organizzare delocalizzazioni di piccole e medie imprese italiane.[4] &lt;br /&gt;Si spiegano così la sicumera e l'arroganza di Sergio Marchionne, visto che oggi, grazie a Putin, le colonie dell'Europa dell'Est si trovano in totale sicurezza; perciò Marchionne non soltanto è in condizione di delocalizzare le produzioni FIAT, ma anche di portarsi dietro le piccole e medie imprese dell'indotto, e magari persino qualcos'altro. Si spiega anche perché Marchionne sia interessato a destabilizzare Confindustria, lasciando così tante piccole e medie imprese senza ombrello, e quindi bisognose di protezione e di entrature per delocalizzare all'Est.&lt;br /&gt;Dal canto suo Putin non si accontenta di allacciare rapporti col FMI, ma compie anche i passi decisivi per entrare a pieno titolo nella principale emanazione del FMI, cioè l'Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO). Una volta formalizzata l'associazione della Russia al WTO, la messa in sicurezza dell'Europa dell'Est dal punto di vista delle multinazionali, sarebbe cosa fatta.[5] &lt;br /&gt;Ma Putin non finisce di sorprenderci. Mentre la Libia era sotto aggressione, l'azienda petrolifera russa, Gazprom, apriva un ufficio di rappresentanza in uno dei Paesi aggressori della Libia, cioè l'Emirato del Qatar; proprio quello che ha inviato migliaia di mercenari in Libia ad inscenare la finta rivolta popolare.[6] &lt;br /&gt;Nei mesi successivi il rapporto tra Gazprom e Qatar è diventato una solida cooperazione d'affari, mediata dalla multinazionale francese Total. La gestazione degli affari è in corso e promette bene.[7] &lt;br /&gt;Nel corso del 2010 Putin aveva allacciato una serie di rapporti internazionali che sembravano configurare un asse con la Turchia, l'Iran, il Brasile, la Libia e la Siria. Dopo il voltafaccia di Putin, la Turchia ed il Brasile sono in stato confusionale, la Siria e l'Iran sono sotto l'attacco occidentale, mentre la Libia è stata ri-colonizzata. A questo punto ci si chiede quanto si possa dare credito alle rituali obiezioni che Putin sta opponendo riguardo all'aggressione che si prospetta da parte di NATO ed Israele nei confronti di Siria ed Iran. &lt;br /&gt;Putin è spesso accusato dalla stampa occidentale e sionista di violare i cosiddetti "Diritti Umani"; espressione che, tradotta dal linguaggio della propaganda, significa "interessi della British Petroleum". Gazprom si trova infatti a pestare spesso i piedi della BP in questo o quell'affare di petrolio o gas. L'ultimo grosso sgarbo è appena di un anno fa, quando Gazprom ha soffiato alla BP un affare da un miliardo di dollari.[8] &lt;br /&gt;Ciò spiega perché Putin sia stato accusato di essere uno "zar", un "populista",  e di assassinare giornalisti, o addirittura di eliminare i dissidenti con il polonio radioattivo. Putin è, a sua volta, molto abile a sfruttare a proprio vantaggio questa  grossolana propaganda contro di lui, rilasciando reboanti dichiarazioni anti-occidentali che accreditino il suo mito di leader indipendente e fuori del coro; dichiarazioni fumose, che fanno però la gioia dei suoi fans "eurasiatici" in Italia.[9] &lt;br /&gt;Di fatto Putin appare del tutto ondivago in politica estera, ed ansioso soltanto di compiacere gli affari di Gazprom, anche se la Russia si trova sempre più accerchiata militarmente dalla NATO. Il FMI è il braccio finanziario della NATO (oppure è la NATO ad essere il braccio militare del FMI), perciò ogni avallo da parte di Putin all'azione del FMI in Europa, si risolve automaticamente in aumento della minaccia della NATO contro la Russia. Ma mettersi contro FMI e WTO, significherebbe per Gazprom vedersi tagliata fuori da parecchi affari.&lt;br /&gt;In corrispondenza del periodo dell'aggressione della NATO contro la Libia, e del conseguente blocco delle esportazioni da questo Paese, i profitti di Gazprom sono aumentati del 78%, come risulta dalle sue stesse dichiarazioni. Non c'è bisogno perciò di scervellarsi tanto per indovinare il motivo per il quale la Russia ha votato a favore della ambigua Risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza, che ha aperto la strada all'aggressione della NATO contro la Libia.[10] &lt;br /&gt;Pare proprio che la cosca di Gazprom affidi i propri destini personali più ai conti segreti nelle banche svizzere che alla integrità territoriale della Russia. Gli "eurasiatici", piuttosto che confidare in Putin ed elucubrare sulle sue intenzioni recondite, forse farebbero bene ad augurarsi che nell'esercito russo sia rimasto qualche comunista in grado di cacciare sia lui che la sua cosca affaristica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://www.reuters.com/article/2011/11/11/russia-putin-eurozone-idUSL5E7MB3VE20111111&lt;br /&gt;[2] http://www.ansa.it/web/notizie/notiziari/euroregioneadriatica/2011/11/21/visualizza_new.html_15831058.html&lt;br /&gt;http://www.repubblica.it/economia/2011/11/22/news/ungheria_l_autarchico_orban_chiede_aiuto_all_fmi-25426178/&lt;br /&gt;[3] http://www.itlgroup.eu/magazine/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1985:russia-su-presidenza-ungheria-colloquio-orban-putin&amp;catid=44:politica&amp;Itemid=150&lt;br /&gt;[4] http://www.pasut.com/it/schedepaese/scheda_ungheria.html &lt;br /&gt;http://www.pmi.it/economia/lavoro/articolo/9288/delocalizzazione-per-pmi-lungheria.html&lt;br /&gt;[5] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.guardian.co.uk/world/2011/oct/27/russia-wto-georgia-compromise&amp;ei=KW_STs21NonjtQaJlZHMDA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CCYQ7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Dputin%2Bwto%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[6] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.gazprom.com/press/news/2011/april/article111168/&amp;ei=mNnPTtHVJsTasgbdtp24DA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CCgQ7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Dgazprom%2Bqatar%2Bpetroleum%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[7] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://uk.reuters.com/article/2010/06/11/russia-qatar-energy-idUKLDE65A16P20100611&amp;ei=LtrPTpzQNIvJswbnhcnTDA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=4&amp;ved=0CEgQ7gEwAw&amp;prev=/search%3Fq%3Dputin%2Bqatar%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;http://rt.com/business/news/russias-shmatko-yamal-construction-397/&lt;br /&gt;[8] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://www.theweek.co.uk/business/14115/bad-news-bp-russia-1bn-deal-cancelled&lt;br /&gt;[9] http://www.corriere.it/esteri/11_novembre_27/putin-soldi-potenze-straniere-opposizione_aab838be-18eb-11e1-be06-06f00295b4d4.shtml&lt;br /&gt;[10] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.wqow.com/story/15994358/russias-gazprom-posts-10b-profit-in-q2%3Fclienttype%3Dprintable&amp;ei=rdDVTt-FOsrTsgam2cyYDg&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CCMQ7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Dgazprom%2Beau%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1R2ACAW_it%26prmd%3Dimvns&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-5248209056847712873?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/5248209056847712873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=5248209056847712873' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/5248209056847712873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/5248209056847712873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/12/marchionne-figlio-di-putin.html' title='MARCHIONNE FIGLIO DI PUTIN'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-391742339224451381</id><published>2011-11-26T00:45:00.002+01:00</published><updated>2011-11-26T09:25:32.848+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>NON DI SOLO PANE</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Non di solo pane vive l’uomo”. E’ cominciata così, con una citazione del direttore presa dal Vangelo di Matteo in risposta alle richieste della redazione, la bella abitudine di mettere in palio il caffé mattutino con un giochino letterario. Si tratta di indovinare dal suo incipit il titolo di un libro (preferibilmente un romanzo) scelto a turno da uno di noi. La prima risposta è quella che vale. Il direttore decide senza possibilità d’appello chi deve pagare o per aver dato una risposta sbagliata, o per la bella figura di una risposta esatta o magari per aver posto un quesito troppo semplice. Una specie di padrone e sotto (gioco che altrove è chiamato passatella). Si capisce facilmente che, per manifesta superiorità, il giudice arbitro, - dominus, come abbiamo detto, inappellabile -, è tenuto soltanto a consumare: pagare spetta al redattore capo (l’Onesto Yago) oppure, come quasi sempre accade, al sottoscritto. Noi per la verità pensavamo che i nostri brillanti esordi - prima con “Quel ramo del lago di Como” e poi con “C’era una volta un pezzo di legno”- ci avessero posto al riparo da una spiacevole routine che ormai si può tranquillamente definire una condanna a vita, ma ci sbagliavamo.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Il  redattore capo è un lettore appassionato, che non si trova però d’accordo con Emily Dickinson  quando la scrittrice afferma che “Nessun veliero equivale a un libro per trasportare in terre lontane”. Infatti per lui c’è una passione ancora più grande, navigare sul suo bel veliero, - il Desirèe -, in cerca di gloria e di avventure.&lt;br /&gt;Per molti non è difficile ricordare il primo rigo di un libro famoso, ma la memoria del nostro collega di redazione è (a nostro parere) se non impressionante almeno esagerata, specie quando - per esempio - cita autori come Conrad, Melville o Emilio Salgari.&lt;br /&gt;“Soltanto i giovani hanno tali momenti”; “Chiamatemi Ismaele”; “Una voce robusta che aveva una specie di vibrazione metallica”.&lt;br /&gt;Sono queste le ultime performances con le quali l’Onesto ci ha mandato a Tozzabancone mentre &lt;br /&gt;“l’infame rideva” (la pietà infatti non alberga nel cuore dei direttori).&lt;br /&gt;“La linea d’ombra”, “Moby dick”, “Il Corsaro Nero”.&lt;br /&gt;“Troppo facile”, ha sentenziato il giudice unico ed ogni volta ha accollato al capo redattore la spesa di un cornetto addizionale, in tal modo molcendo (ogni tanto ci concediamo un venezianismo) le nostre pene in base al famoso adagio aver compagno al duol ...&lt;br /&gt;“Due sono le funzioni principali della vita: la nutrizione e la propagazione della specie”. Così Pellegrino Artusi ammonisce chi legge “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, uno dei libri che amiamo non solo per il contenuto, ma anche per la scrittura rotonda e i gustosi aneddoti.&lt;br /&gt;L’affermazione del vecchio scapolone ci è tornata in mente ieri sera quando nel ristorante Cocò ci si è incontrati fra vecchi amici per ricordare, a tavola, uno scrittore di cose patrie, Giovan Giuseppe Cervera, che è stato uno dei personaggi caratteristici di Ischia Ponte. Tutti i sabato sera una bella tavolata era stabilmente convocata davanti al fiammeggiante forno a legna che era il principale ornamento della sua mansarda. Si discuteva soprattutto di arte e di politica (su questo argomento, quando mancavano pochi mesi al turno elettorale di primavera, si sviluppava un gossip che talora era addirittura devastante). &lt;br /&gt;Mentre i due camerieri Benedetto e Natale (si chiamano veramente così, tutto l’anno e non soltanto in questo periodo) si davano da fare con caraffe e piatti di portata, noi ascoltavamo aneddoti e reminiscenze intrecciarsi in un arazzo colorato di giovinezza e per un momento ci è parso di rivedere l’ex seminarista diventato socialista cercare sui bassi fondali dietro il Castello “spruongole, patelle reali” e“sconcellesse” (ottime quest’ultime con il solito ripieno che si usa per i molluschi). Noi, come Giuseppe, eravamo ghiotti dell’antipasto di attinie ed alghe fritte. &lt;br /&gt;Quelle alghe croccanti e profumate che scottavano la lingua e richiedevano quel buon vino bianco freddo… Non esistono più. Oggi la frittura d’alghe si trova solo nei menu dei ristoranti cinesi, ma si tratta di una illusione, una menzogna ad uso di chi non ha mai conosciuto quella prelibatezza. Infatti se un qualsiasi locale pubblico si attentasse a servire vere “alghe fritte” verrebbe immediatamente chiuso dall’Ufficio Igiene.&lt;br /&gt;Qualche volta signore amiche ci hanno apparecchiato il piatto che i cinesi spacciano per alghe fritte, ma è tutta un’altra cosa. Ad ogni buon conto, se a qualcuno di voi, gentili lettori, pungesse vaghezza, ecco come procedere: friggete per 5 minuti in abbondante olio di semi bollente il cicorino tagliato alla julienne, non senza - si intende - averlo prima bene asciugato e poi immerso nella solita pastella di farina uovo e vino.&lt;br /&gt;Portate la frittura in tavola ancora adagiata sulla carta assorbente che le toglie l’unto. Buonissimo? Certo, ma noi eravamo abituati diversamente.&lt;br /&gt;Ne avremmo tante da raccontare su quelle cene, sugli aiuti cuoco, sui conigli che erano, a detta del padrone di casa, tutti di genere femminile perché lui di nascosto si mangiava le palluzzelle (in buona lingua toscana sarebbero i rognoncini), sui  bombaroli Babà e Vavà fornitori di spigole e orate che avrebbero consumato in compagnia degli altri amici del professore Cervera che, sia detto per inciso, era anche un uomo temuto, non perché fosse un violento o (arrasso sia) un camorrista (specie d’uomo che sull’isola felice dove ci troviamo viene solo in vacanza, eventualmente in un villone ornato di statue neoclassicheggianti). Lui era l’uomo politico di Ischia Ponte che raccoglieva il maggior suffragio di voti ed era molto amato, ma - come abbiamo detto - ancor più temuto. Come mai? Sua sorella era la levatrice (la mammana) del paese ed era al corrente di fatti segreti che in quell’epoca dove non si sapeva nulla di pillole anticoncezionali avrebbero potuto nuocere al buon nome di donne e ragazze rispettabilissime.&lt;br /&gt;Per vostra fortuna, cari lettori, ci siamo lasciati trascinare dall’onda dei ricordi e a questo punto la mancanza di spazio ci esime dall’aggiungere i nostri commenti a quelli, tanto più autorevoli, dei colleghi che scrivono per le più prestigiose testate sportive e hanno svolto esaurienti disanime dei risultati conseguiti dalle squadre italiane impegnate in Champions. Tutte partite bellissime, ma noi ci siamo esaltati per la vittoria del Napoli contro il Manchester C. di Mancini. Milan – Barça è stata una partita stellare dove fra le altre cose notevoli si è vista una delle migliori prime punte al mondo, Ibrahimovic, non sfigurare al confronto col più grande di tutti i tempi, la Pulce Messi. Quella spagnola è una formazione dove tutti gli attaccanti possono coprire tutti i ruoli, non danno punti di riferimento e segnano con grande facilità.&lt;br /&gt;Alla fine chi vincerà la Coppa con le orecchie? Noi speriamo (abbiamo scommesso una piccola somma) che sarà il NumberOne, il vecchio amico Mou, a portarsi il trofeo a casa. Ci riuscirà se i giocatori del Real seguiranno pedissequamente le sue indicazioni. Non quelle tecnico-tattiche, ma quelle dietetiche. State a sentire. Primo: cenare almeno due ore prima di dormire. Secondo: evitare bevande stimolanti come caffè, cioccolata, alcolici e Coca-Cola. Terzo: mangiare alimenti ricchi di calcio (latte e pesce azzurro) e magnesio (verdura e frutta secca). Quarto: scordarsi le cene abbondanti. Regole semplici alle quali si aggiunge la proibizione di guardare la televisione la sera e l’invito ad un pisolino di 30 minuti prima di giocare per favorire la concentrazione.&lt;br /&gt;Siamo preoccupati per vari motivi. Fra questi non c’è l’Udinese del redivivo Totò Di Natale che ha spezzato le reni alla Roma ed è balzata temporaneamente in testa alla classifica. A darci pensiero piuttosto è il tour de force che attende il Napoli chiamato a giocare ogni tre giorni: stasera la sfida contro l’Atalanta degli ex Denis, Cigarini e P. P. Marino. Poi il 29 arriva la Juve ed il 7 dicembre la decisiva partita col Villareal fuori casa. Un’indigestione di pallone.&lt;br /&gt;Un’altra fonte di ansia per noi è questo benedetto spread che non abbiamo ancora ben capito che cosa sia, ma che a detta di tutti rischia di ridurci alla fame.&lt;br /&gt;Terzo, ma non ultimo. Ieri sera ci siamo come si dice a Napoli abboffati (rimpinzati) e quindi non solo pane (quello buonissimo di Boccia), ma tanti companatici di ogni specie e qualità (è il caso di aggiungere anche: in tutte le salse). Temiamo perciò di non poter farci onore domani sera alla tavola dell’Onesto Yago che ci ha invitati a scopo preventivo avendogli noi promesso che narreremo le imprese (e che spingeremo nostro cugino omonimo, il poeta, a cantare le gesta) degli italiani impegnati nelle due tappe dell’America’s Cup World Series in programma a Bagnoli e a Venezia. Pare che ci sarà anche un ragazzo di Ischia per il quale fare un tifo speciale. Come ce la caveremo? Nessuno, diceva quel tale, può fare di più del proprio meglio. Comunque vada, ci impegneremo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-391742339224451381?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/391742339224451381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=391742339224451381' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/391742339224451381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/391742339224451381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/11/non-di-solo-pane.html' title='NON DI SOLO PANE'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-8484013801097417122</id><published>2011-11-24T01:25:00.000+01:00</published><updated>2011-11-24T01:25:00.211+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>IL GOVERNO DEI POTERI VISCIDI: IL DEBITO OCCULTO PER NUCLEARE E TAV</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Paolo Flores D'Arcais, pur senza manifestare un particolare entusiasmo, ha salutato nel governo Monti l'epifania di una destra finalmente "presentabile" e "civile". Uno che è stato pronto a credere che la NATO potesse andare in soccorso di una vera ribellione popolare, è disposto anche a credere che possa esistere una destra presentabile e civile.&lt;br /&gt;A riguardo della sinistra si potrebbe sempre dire ciò che Nietzsche diceva a proposito di Dio, e cioè che almeno ha la scusante di non esistere; dato che ciò che viene definito come "sinistra" non è altro che una nicchia di parcheggio per personale politico che attende l'opportunità di collocarsi a destra. Ma una destra che non insolentisca e che non sbrachi, non si è mai vista, neppure nelle mitiche democrazie europee, rispetto alle quali l'opinione pubblica italiana risulta semplicemente non informata.&lt;br /&gt;I primi segnali di sbracamento del governo Monti non si sono fatti neppure attendere&lt;span class="fullpost"&gt;: una dichiarazione del neo-ministro dell'Ambiente, Clini, sull'opportunità del ritorno al nucleare, è stata immediatamente lanciata sui media, salvo poi ricorrere alla consueta tecnica di rabbonire e di parlare di "equivoco". Clini ha persino invocato come "alibi" il suo impegno nelle energie rinnovabili, come se il rifiuto del nucleare avesse bisogno di prospettare alternative. Il nucleare è invece insostenibile di per sé, a causa dei suoi costi incontrollabili; e rimarrebbe insostenibile persino se il solare e l'eolico dovessero deludere le aspettative. Intanto Clini ha lanciato il sassolino, ed è cominciata la progressiva delegittimazione del risultato dei referendum.[1] &lt;br /&gt;Che in presenza di un'emergenza/debito pubblico si prospettino ancora quelle voragini di spesa pubblica che sono il nucleare e l'Alta Velocità, non risulta affatto una contraddizione, se si considera come e perché questo debito è stato fatto lievitare negli anni recenti. Sino all'inizio degli anni '90, il debito pubblico italiano era soprattutto un debito interno. Progressivamente è diventato anche un debito nei confronti di banche straniere, in gran parte francesi, come la mega-multinazionale BNP Paribas, che detiene oggi anche la proprietà della BNL, la banca italiana che prima apparteneva al Ministero del Tesoro (a proposito di privatizzazioni suicide).&lt;br /&gt;L'altra multinazionale francese interessata al debito pubblico italiano è Credit Agricole, che possiede anche Cariparma. Entrambe le banche francesi hanno però ridotto negli ultimi mesi l'esposizione nei confronti dei titoli italiani. La BNP Paribas ha ridotto la sua esposizione dai 20,2 miliardi del mese di giugno scorso, agli attuali 12,2 miliardi.[2]&lt;br /&gt;Ormai è acquisito che l'attacco al debito pubblico italiano sia stato avviato da Deutsche Bank e da Goldman Sachs, ma certo anche BNP Paribas ha un considerevole peso che può far valere nelle circostanze attuali. Come mai le banche francesi si erano interessate al debito pubblico italiano? Perché occorreva finanziare le pensioni-baby degli Italiani?&lt;br /&gt;No, per favorire determinati affari, anzitutto la vendita di tecnologia nucleare. I fornitori di tecnologia per il nucleare italiano voluto da Berlusconi e Scajola avrebbero infatti dovuto essere due multinazionali francesi del settore, la EDF e la Areva.[3] &lt;br /&gt;La BNP Paribas risulta essere infatti una delle banche maggiormente interessate al business nucleare, ed è il principale partner della EDF, che è stata anche aiutata da BNP ad acquisire imprese nucleari in Gran Bretagna, come la British Energy. La notizia si trova sul sito di BNP Paribas.[4] &lt;br /&gt;A questo punto qualcuno si sorprenderebbe nel constatare che multinazionali francesi, come la Alstom, forniscono all'Italia anche i treni ad alta velocità?&lt;br /&gt;Ebbene è proprio così. Ce lo conferma proprio un articolo de "Il Sole-24 ore", collocato in tutta evidenza nella rassegna stampa presente sul sito del precedente governo.[5]&lt;br /&gt;Qualche sospettoso potrebbe adesso ipotizzare che BNP Paribas sia interessata anche al settore dell'alta velocità in Italia. Il sospetto è confermato: BNP Paribas ha in effetti acquistato in Italia dei lotti di terreno che dovrebbero essere riconvertiti in aree per ferrovie ad alta velocità, come quelli di Roma Tiburtina appena nell'ottobre scorso.[6] &lt;br /&gt;Manca qualcosa al quadro? Sì, occorrerebbe sapere qual è la banca di riferimento della multinazionale francese dell'alta velocità, la Alstom. Dal sito della stessa Alstom risulta che sia sempre BNP Paribas. A questo punto il legame tra il debito pubblico italiano ed i business del nucleare e dell'alta velocità costituisce più di una semplice ipotesi.[7]  &lt;br /&gt;Il business dell'alta velocità in Italia coinvolge anche i privati, come il prezzemolo Luca Cordero di Montezemolo; ma in definitiva è "privato" solo il profitto, perchè è sempre lo Stato che deve spendere per fornire le infrastrutture. Qui è scoppiato in modo clamoroso il conflitto di interessi di Corrado Passera, nuovo ministro delle Infrastrutture ed ex manager della Banca Intesa San Paolo, che ha una quota del 20% nell'azienda ferroviaria di Montezemolo e Della Valle, Nuovo Trasporto Viaggiatori.[8] &lt;br /&gt;Le multinazionali francesi hanno compiuto una tipica operazione di colonialismo commercial-finanziario: si compra il debito di un Paese per costringerlo ad acquistare i propri prodotti, specialmente i più costosi e meno convenienti. Visto che le resistenze popolari in Italia, come il referendum antinucleare e l'anti-TAV, hanno ostacolato gli affari, allora il debito pubblico è diventato un'arma di ricatto. Ed ecco perché, in piena emergenza-debito, l'Alta Velocità non si tocca e si torna in modo strisciante all'ipotesi del nucleare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://www.repubblica.it/politica/2011/11/17/news/clini_nucleare_e_tav_gi_polemica-25182495/&lt;br /&gt;[2] http://it.ibtimes.com/articles/25027/20111103/bnp-paribas-esposizione-italia.htm&lt;br /&gt;http://calcolarataprestito.wordpress.com/2011/11/14/le-banche-studiano-lexit-strategy-dal-debito-pubblico-italiano/&lt;br /&gt;[3] http://webcache.googleusercontent.com/search?hl=it&amp;gbv=2&amp;rlz=1W1RNRN_itIT418&amp;gs_sm=s&amp;gs_upl=2516l12079l0l14579l26l26l0l15l15l0l313l2406l0.4.6.1l11l0&amp;q=cache:HbykbGK-5RoJ:http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/13/francia-italia-a-chi-conviene-il-nucleare-di-terza-generazione/97426/+nucleare+italiano+areva+edf&amp;ct=clnk&lt;br /&gt;[4] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.bnpparibas.com/en/news/report.asp%3FCode%3DJCOP-867L9N%26Key%3DInnovation%2520Focus%2520-%2520BNP%2520Paribas%2520CIB:%2520Nuclear%2520Power%2520Notes%2520(audio)&amp;ei=Wp3MTraoL8_AtAaCpdDyDA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=2&amp;ved=0CCkQ7gEwATgK&amp;prev=/search%3Fq%3Dbnp%2Bparibas%2Bnuclear%26start%3D10%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1R2ACAW_it%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[5] http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=47228011 &lt;br /&gt;[6] http://www.lestradedellinformazione.it/acm-on-line/Home/ServizidInformazione/News/articolo8364.html&lt;br /&gt;[7] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.alstom.com/investors/share-information/become-a-shareholder/&amp;ei=ui3NTt_FGNDGswau4Kn8DA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CCMQ7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Dbnp%2Bparibas%2Balstom%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[8] http://www.wallstreetitalia.com/article/1260387/politica/passera-si-e-dimesso-da-ad-di-intesa-sanpaolo.aspx&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-8484013801097417122?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/8484013801097417122/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=8484013801097417122' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8484013801097417122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8484013801097417122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/11/il-governo-dei-poteri-viscidi-il-debito.html' title='IL GOVERNO DEI POTERI VISCIDI: IL DEBITO OCCULTO PER NUCLEARE E TAV'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-7545484772767676949</id><published>2011-11-19T02:14:00.000+01:00</published><updated>2011-11-19T02:14:00.672+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>ULYSSES</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’Onesto Yago, oltre a darsi da fare come capo redattore è anche un esperto velista , un collezionista di coppe, targhe e trofei in tutte le regate da Fiumicino in giù. Il caro collega ci ha invitato a zavorrare col nostro non trascurabile peso il suo bel Desirèe e quindi ci ha portato in regata con lui. Abbiamo messo da parte un patrimonio di esperienze e di sensazioni che siamo pronti a riversare nei nostri commenti alle selezioni di World Cup in programma nelle acque antistanti l’isoletta dalla quale scriviamo.&lt;br /&gt;“Stende una mano incallita dalle gomene e dalla barra…” Guardavamo il nostro amico impegnato nel timonare di bolina contro un gradevole maestrale e ricordavamo Seferis (questa volta siamo noi a scrivere “Sopra un verso straniero”). Siamo tutti degli ulissidi, navigatori che ogni giorno scampano i pericoli ricorrendo all’intelligenza.&lt;br /&gt;Anche al nostro cugino omonimo (il sedicente poeta) piace rispecchiarsi nel beniamino di Atena occhicerulea. L’altra volta vi abbiamo raccontato del suo nuovo pseudonimo letterario, Polytlas, tollerante dei mali. Sarebbe potuto bastare per una piccola redazione e una rivista,. Adhoc-crazia, che - diciamo così - vorrebbe indirizzarsi alle masse, ma non regge alla concorrenza.&lt;span class="fullpost"&gt; Presunzione, megalomania o che altro sia, il cuginetto ha deciso di cambiare nom de plume a seconda dell’argomento sul quale scrive. E così: Polymetis, Polytropos, Polymechanos, Polyphron. Astuto, perspicace, dal multiforme ingegno, pieno di espedienti eccetera. Ha messo insieme una specie di pantheon di scrittori e poeti che si sono ispirati all’itacense e non ha nessun ritegno ad infilarsi nella sublime compagnia. Omero, Joyce, Tennyson, Kazantzakis, Seferis, Dante, Shakespeare, Giraudoux, tanto per fare dei nomi, sembrano essere suoi interlocutori abituali, come se li incontrasse ogni mattina al bar Cocò di Ischia Ponte.&lt;br /&gt;Tre volte il gatto ha miagolato e udiamo i nostri lettori spazientiti gridarci: “it’s time, it’is time!” E’ ora, è ora! E’ ora che parliamo di calcio, almeno un poco.&lt;br /&gt;Tanto non c’è molto da dire. L’Italia perde in casa per 1 a 0 contro i fortissimi uruguagi, ma ci sarebbe potuto stare anche un risultato diverso. La cosa importante è che la squadra finalmente c’è, che possiamo dimenticare il Sud Africa e mirare a un risultato di prestigio negli Europei (dove ritroveremo il vecchio Trap che ha spianato l’Estonia). Specialmente se rientrerà Gattuso e se Cassano potrà innescare il micidiale Balotelli. Prandelli ha saputo far crescere, ha recuperato il fantasista del Milan e il centravanti del Manchester City. Due bad boys? L’importante è che giochino e facciano vincere il loro team. Best, Maradona, Garrincha non erano spesso irreprensibili fuori dal campo, ma erano giocatori sempre decisivi. Nel calcio vale la stessa regola che vale (o dovrebbe) in politica come in tutti i rami dell’attività umana: la competenza tecnica o – se si preferisce dire così – la bravura. Medici, chirurgi, poeti e calciatori vanno giudicati dai risultati ottenuti sul campo, non dal fatto che si dedichino al bunga bunga, che non siano troppo onesti o abbiano strane abitudini sessuali. Come del resto i politici. Certo un Caravaggio che si fa la comunione tutte le mattine, un uomo d’affari che devolve il suo in beneficenza o un segretario fiorentino che non si incanaglisca tutte le sere sarebbero ben commendevoli e luminosi esempi di virtù. Ma quello che si chiede loro è cosa diversa. Sono i risultati a dirci se sono buoni o cattivi.&lt;br /&gt;Ormai si gioca continuamente e davanti alla televisione siamo portati a dimenticare che gli atleti sono macchine umane delicate e soggette all’usura. Staremo, da oggi e fino alla sosta natalizia,  incollati tutte le sere a Sky. Serie A, Coppa Italia, Champions: un tour de force massacrante. Le squadre più impegnate sono Inter e Napoli, che giocheranno nove partite da oggi al 21 dicembre. Le gare degli azzurri tutte di sera. Col freddo che fa e i campi gelati il rischio di infortuni (arrasso sia) aumenta.&lt;br /&gt;Scudetto 2006. Abbiamo ascoltato il presidente del Coni Petrucci in tv e ci è sembrato la controfigura dello Scalfari che gridava il suo “Non ci sto!”. Ora sembrano tutti d’accordo su un tavolo politico intorno al quale confrontarsi con toni garbati. Nell’attesa nasce un comitato di cinque saggi (tra cui Giulio Napolitano - figlio del Presidente – ebbravo lui!). Entro Natale dovranno mettere a punto “norme contro l’arroganza” e valutare nuovi strumenti di difesa contro il continuo ricorso alla giustizia ordinaria. Con le altissime consulenze di cui godono riusciranno certamente a “mettere vino nuovo in botti vecchie”, a interpretare le vecchie norme con spirito moderno. Auguri!&lt;br /&gt;Auguri, di cuore però, ad Agroppi che ha avuto un ictus in diretta. E complimenti alle pallavoliste azzurre che hanno conquistato la Coppa del Mondo in Giappone. Bravissime, ma anche bellissime! Certe sventole! A sbatterci contro a certi muri, roba da rimanerci&lt;br /&gt;Ciro, bell’e papà, Ferrara martedì ha battuto l’Ungheria a Casarano e gli Under 21 hanno preso il largo in vetta alla classifica del gruppo 7. Questa squadra dà bene a sperare per il futuro, anche quello prossimo. Forte in tutti i reparti, ha un attacco pieno di bombers che faranno bene anche da grandi. Destro, Paloschi, Gabbiadini, Borini, Insigne, El Shaarawi. Tutti giovani che segnano molto nelle loro squadre e in nazionale. Speriamo bene.&lt;br /&gt;Che risultato ci aspettiamo dal Napoli stasera contro la Lazio e poi martedì contro il, Manchester City? Ci sentiamo di dire che dal San Paolo giungeranno buone notizie.&lt;br /&gt;“E dell’Inter”, ci interroga una vocetta dalla direzione, “Cosa mi dite? Il Tabzonspor martedì si metterà a tappetino? Cosa ne pensate infine del CSKA?”&lt;br /&gt;“Seek to know no more” Cerca di non sapere altro, direttò, che è meglio. Tu sei, - come diceva Joyce in francese del suo Ulisse-Bloom -, “Un brave homme, tout court.” Devi pensare a cose serie, la rivoluzione, il situazionismo, la filosofia, gli stipendi del tuo capo redattore e del sottoscritto. Abbandona ad altri (magari a nostro cugino il poeta) la ricerca del klèos. La fama imperitura è sconsigliata ai ladri di scudetti e ai loro tifosi (riferimento certamente non casuale).&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-7545484772767676949?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/7545484772767676949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=7545484772767676949' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/7545484772767676949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/7545484772767676949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/11/ulysses.html' title='ULYSSES'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-4584653908564466990</id><published>2011-11-17T03:03:00.000+01:00</published><updated>2011-11-17T03:03:00.176+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>GOLDMAN SACHS SUCCEDE A SE STESSA E SILVIO TORNA UTILE PER LA PSYWAR</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La nuova fiaba ufficiale è che Berlusconi sia stato liquidato dalla finanza internazionale, dai banchieri, dai "mercati", dallo "spread". Così proclamano i giornalisti al soldo di Berlusconi, ed altrettanto confermano anche giornalisti che fanno professione di antiberlusconismo.[1] &lt;br /&gt;La prova starebbe nel fatto che il suo successore, Mario Monti, è un consulente (advisor) di Goldman Sachs, la superbanca multinazionale, nota anche come la "Spectre". Se è per questo, Monti siede persino nel consiglio consultivo della Coca Cola; quindi è a tutti gli effetti un uomo di fiducia delle multinazionali, come testimonia la sua biografia ufficiale. [2] &lt;br /&gt;Però c'è un problema: anche l'uomo di fiducia di Berlusconi (anzi, il tutore di Berlusconi, secondo il pubblico riconoscimento del presidente Napolitano), cioè il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, era advisor di Goldman Sachs dal 2007. [3]&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;L'azienda familiare di Berlusconi era, a sua volta, in cordata con Goldman Sachs per acquisire i diritti della trasmissione "Il Grande Fratello".[4] &lt;br /&gt;Chi è stato poi a nominare un altro uomo di Goldman Sachs, Mario Draghi, alla suprema carica della Banca d'Italia nel 2005?&lt;br /&gt;Guarda la combinazione: è stato il governo Berlusconi. Si trattava inoltre della prima volta che la nomina del governatore della Banca d'Italia non avveniva per via interna, ma per decisione governativa.[5] &lt;br /&gt;Presentare Berlusconi prima come avversario, ed ora come vittima, dei "poteri forti" della finanza internazionale rientra quindi in quella fasulla narrativa epica sul berlusconismo che ha imperversato in questi anni. Dal discorso pronunciato alla Camera dal capogruppo PDL Fabrizio Cicchitto, sembrava quasi che il governo Berlusconi avesse tentato di nazionalizzare le banche ed avesse minacciato i sedicenti "mercati" di non pagare i debiti passati in caso di aumento degli interessi sui futuri BTP; invece tutta la politica berlusconiana è consistita nell'ossequio servile alle direttive del Fondo Monetario Internazionale e della BCE. E, del resto, che differenza c'è tra le istruzioni della nota lettera di Trichet ed i propositi da sempre dichiarati dal governo Berlusconi? Se molte privatizzazioni non si sono riuscite a fare, è stato perché non c'erano proprio i soldi per farle, perché le privatizzazioni non rendono all'erario, ma costano, ed anche parecchio.  &lt;br /&gt;Che ci sia stata una cospirazione internazionale per far cadere Berlusconi appare quindi irrealistico, data l'inconsistenza umana e politica del personaggio e dato, soprattutto, il suo inossidabile servilismo nei confronti dei poteri internazionali che contano, dalla NATO al FMI. Semmai può esserci stata una cospirazione per mantenerlo lì tutto questo tempo.&lt;br /&gt;Ne sa qualcosa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale ha salvato in quest'ultimo anno almeno due volte il governo Berlusconi in nome dell'emergenza finanziaria. La prima volta è stato nel novembre dello scorso anno, quando costrinse le opposizioni a rimandare di un mese il voto di sfiducia al governo con il pretesto dell'approvazione della legge di stabilità finanziaria. [6]  &lt;br /&gt;Quel mese di tempo concesso a Berlusconi consentì al coordinatore del PDL (e banchiere) Denis Verdini di completare la sua campagna acquisti nelle file degli schieramenti di opposizione, e quindi a Berlusconi di ottenere la fiducia nel voto alla Camera del 14 dicembre. Poi, nel giugno scorso, Berlusconi era boccheggiante dopo le batoste elettorali delle elezioni amministrative e dei referendum, in cui aveva dimostrato di non aver solo perso genericamente "consensi", ma soprattutto le sue clientele. Ma Berlusconi fu nuovamente salvato da Napolitano, il quale costrinse ancora una volta le opposizioni ad inchinarsi al governo allo scopo di far passare una manovra finanziaria che avrebbe dovuto salvare l'Italia dalle speculazioni, e che ha costituito invece il segnale di debolezza atteso da chi voleva iniziare l'attacco finanziario nei confronti dei BTP. [7] &lt;br /&gt;Se si seguono i dati di cronaca, e non i commenti degli opinionisti, allora ci si rende conto che sono stati proprio il pretesto dell'emergenza finanziaria incombente e l'ombrello del Napolitano/presidente a consentire a Berlusconi un ulteriore anno di sopravvivenza. La cronaca dice anche che Napolitano non si è limitato al sostegno materiale nei confronti di Berlusconi, ma gli ha offerto un ampio sostegno morale, accusando di protagonismo e di sconfinamento dai propri poteri quei pochissimi magistrati che credono all'uguaglianza davanti alla legge. L'ultima sortita di Napolitano a riguardo c'è stata proprio nel luglio scorso, appena dopo il successo parlamentare del governo in occasione della manovra finanziaria imposta alle opposizioni. [8]    &lt;br /&gt;Agli inizi di questo novembre un'altra sommessa notizia di cronaca, di quelle non riprese dalle prime pagine, informava che il cosiddetto "Terzo Polo" avvisava Napolitano che non avrebbe votato altre manovre se prima non fosse stato dato lo sfratto a Berlusconi. [9] &lt;br /&gt;Si è detto che non è stata la "sinistra" a far cadere Berlusconi, ma la "globalizzazione dei mercati". Quando non si sa, o non si vuole, fare cronaca, allora ci si improvvisa storici da strapazzo. In effetti la "sinistra" è troppo infiltrata e non può far nulla, ma a far cadere Berlusconi ci ha pensato il centrodestra di opposizione, e per la precisione l'UDC. Ad ottobre, al seminario di Todi, le organizzazioni del laicato cattolico, compresa la CISL, hanno riconfermato la loro presa di distanza dal governo, facendo intendere che il loro sostegno elettorale ormai era finito. L'UDC non è mai stata nominata al seminario, ma era chiaro dove i voti delle organizzazioni cattoliche avrebbero trasmigrato. A giudicare dal numero di ministri di area cattolica nel governo Monti, non si può dubitare che l'UDC ed il Vaticano siano stati i manovratori di tutta l'operazione; tanto che ora Casini lancia ufficialmente il progetto di una restaurazione democristiana. [10] &lt;br /&gt;Ma il vero esecutore dell'affossamento della maggioranza berlusconiana è stato l'ex andreottiano Paolo Cirino Pomicino, da gennaio dirigente dell'UDC, il quale ha assunto il ruolo dell'anti-Verdini. [11] &lt;br /&gt;Verdini è un mestierante della corruzione, Cirino Pomicino uno scienziato, quindi fra i due non c'era gara. Prima ancora che la caduta di Berlusconi si consumasse per la fuga dei parlamentari, l'avviso della probabile fine per il tiranno ed il nome del tirannicida circolavano già in cronaca; e l'incognita consisteva semmai, ed ancora una volta, nell'atteggiamento di Napolitano.&lt;br /&gt;La fine di Berlusconi è dovuta ad intrighi parlamentari di stampo democristiano e non a congiure finanziarie internazionali, che sembravano semmai interessate a tenere in piedi un fantoccio come lui. Il berlusconismo è stato un fenomeno politicamente irrilevante in sé, ma ha costituito uno strumento formidabile di guerra psicologica coloniale della NATO e del Fondo Monetario Internazionale contro l'Italia.&lt;br /&gt;La guerra psicologica coloniale oggi prosegue cercando di persuadere l'opinione pubblica che la liberazione dal tiranno/buffone sia avvenuta ad opera di truppe straniere, invece che per via interna. Si cerca quindi di stimolare quell'auto-razzismo che mitizza gli altri Paesi e vede una benedizione nell'essere colonizzati. Il berlusconismo, come strumento di psywar coloniale, è tutt'altro che defunto, perciò gli Italiani devono prepararsi ad espiare come una propria colpa gli anni del berlusconismo, ma anche le intemperanze dell'antiberlusconismo.  &lt;br /&gt;Il governo Monti non è in Italia il primo governo Goldman Sachs, ma è l'ennesimo governo Goldman Sachs. La differenza è che stavolta il governo esibisce una sorta di insegna al neon "Goldman Sachs"; e bisognerà capire quanto questa sovra-esposizione mediatica effettivamente converrà alla stessa Goldman Sachs.[12] &lt;br /&gt;Monti all'inizio avrà vita facilissima, perché al confronto di Berlusconi chiunque potrebbe apparire un genio; ma non ci vorrà molto perché ci si accorga della sua disonestà intellettuale, già ampiamente esibita nei suoi passati commenti sul "Corriere della Sera"; o che ci si ricordi dei suoi sperticati elogi a Marchionne ed alla Gelmini.[13] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://www.youtube.com/watch?v=Nl_cOKotFPw&lt;br /&gt;[2] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://ec.europa.eu/economy_finance/bef2009/speakers/mario-monti/index.html&amp;ei=0Q7ATtixJY_Jswa9wPjvAg&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=2&amp;sqi=2&amp;ved=0CC4Q7gEwAQ&amp;prev=/search%3Fq%3Dmario%2Bmonti%2Bcoca%2Bcola%26hl%3Dit%26rlz%3D1R2ACAW_it%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Dimvnso&lt;br /&gt;[3] http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/06/letta-goldman.shtml?uuid=909fc446-1d74-11dc-ab9f-00000e251029&amp;DocRulesView=Libero&lt;br /&gt;[4] http://archiviostorico.corriere.it/2007/aprile/18/Mediaset_intanto_pensa_Endemol_co_9_070418063.shtml&lt;br /&gt;[5] http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/12_Dicembre/29/draghi.shtml&lt;br /&gt;[6] http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/16/napolitano-dopo-lincontro-con-fini-e-schifani-priorita-alla-finanziaria/77199/&lt;br /&gt;[7] http://tg24.sky.it/tg24/politica/2011/06/29/governo_manovra_consiglio_ministri_napolitano_responsabilita_decreto_rifiuti_napoli.html&lt;br /&gt;[8] http://www.asca.it/news-NAPOLITANO__MAGISTRATI_RISPETTINO_LIMITI__INTOLLERABILE_SCONTRO_POLITICA-1036549-ORA-.html  &lt;br /&gt;[9] http://www.daw-blog.com/2011/11/02/briguglio-fli-napolitano-ha-chiesto-tanto-alle-opposizioni-ora-chieda-a-berlusconi-di-andarsene/&lt;br /&gt;[10] http://www.famigliacristiana.it/informazione/news_2/articolo/berlusconi-il-governo-non-si-puo-criticare_181011172223.aspx&lt;br /&gt;http://www.unita.it/italia/casini-esecutivo-ottimo-1.353240&lt;br /&gt;[11] http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2011/15-gennaio-2011/pomicino-ufficio-politico-udc-181264072648.shtml  &lt;br /&gt;http://www.corriereinformazione.it/2011110815006/politica/politica/ludc-di-chi-si-mette-nei-casini-come-attirare-i-delusi-pdl.html&lt;br /&gt;[12] http://www.repubblica.it/economia/finanza/2011/11/15/news/goldman_sachs-25058681/&lt;br /&gt;[13] http://www.corriere.it/editoriali/11_gennaio_02/monti-meno-illusioni-per-dare-speranza-editoriale_07bad636-1648-11e0-9c76-00144f02aabc.shtml&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-4584653908564466990?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/4584653908564466990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=4584653908564466990' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/4584653908564466990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/4584653908564466990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/11/goldman-sachs-succede-se-stessa-e.html' title='GOLDMAN SACHS SUCCEDE A SE STESSA E SILVIO TORNA UTILE PER LA PSYWAR'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-4697288029093705438</id><published>2011-11-12T07:02:00.000+01:00</published><updated>2011-11-12T07:03:38.271+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>COMO LLORABA !</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come piangeva! Non è uno spettacolo comune quello di uomini ricchi e famosi con i lucciconi agli occhi e il volto tirato dall’emozione. Impressionante. L’altra sera guardavamo in tv il cavaliere d’Arcore ed eravamo quasi tentati di pensare che il grande attore fingesse. Poi ci siamo ricordati di Zapatero nelle stesse condizioni e, - per un’associazione di idee dovuta forse alle dichiarazioni in lingua spagnola -, abbiamo rivisto la scena del grande Mou che piangeva nel parcheggio del Santiago Bernabeu, la sera in cui dette l’annunzio della separazione dai suoi campioni dell’Inter.&lt;br /&gt;Quel furbacchione di Josè. Sapeva che Moratti avrebbe venduto bene e comprato male, che di Zanetti ce n’è uno solo (per gli altri scattano inesorabili i diritti dell’età) e che gli arbitri avrebbero cominciato a dare rigori anche contro. Le sue erano lacrime vere, di gioia, però. Hasta la vista y adelante muchachos! Mucho mucho dinero!&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Un altro che parla bene lo spagnolo è lo zingaro Ibrahimovic che quando era al Barça sapeva insultare Guardiola con grande varietà di espressioni. Zlata è uno che rinfaccia agli altri di parlare troppo. Ma lui notoriamente non è di quelli che tengono a freno la lingua (ultimamente ne ha fatto le spese il vecchio Arrigo Sacchi). Per di più  ora è entrato nel mondo letterario, scrive anche. La prova? Gli interessati già da ieri possono acquistare la sua autobiografia uscita per i tipi della Rizzoli (396 pp, 18,50 euro). Fra le molte cose interessanti: “Vidi Moggi cominciare a piangere davanti a noi durante lo scandalo (Calciopoli; ndr). Il mondo si era rovesciato. Noi stavamo portando a casa il 2° scudetto consecutivo e ci hanno tirato nel fango…”.&lt;br /&gt;Dopo la sentenza del tribunale di Napoli con la quale Moggi si è visto condannare a 5 anni e 4 mesi la Juve  ha emesso un comunicato dove sottolinea che, i per giudici napoletani, la società degli Agnelli è stata riconosciuta “estranea ai fatti”. “Estranei?”, ha commentato l’ex ferroviere (a suo tempo pensionato baby), ”Rispondo solo che ero il direttore generale di quella squadra”. Intendendo probabilmente ricordare che la responsabilità oggettiva è un caposaldo della giustizia sportiva.&lt;br /&gt;Abbandonato da quelli che aveva beneficato, così si è visto Lucianone, proprio come l’ormai ex capo del governo nell’aula di Montecitorio quando ha dovuto constatare che s’era persa la maggioranza per strada. Quella sera, nello stesso tg, è stato possibile sovrapporre le espressioni dolenti e deluse dei due volti. Una volta ancora calcio e politica si sono misteriosamente incrociati. Sono i due argomenti che inevitabilmente finiscono col  monopolizzare qualsiasi discussione fra maschi adulti. Per la verità ce ne sarebbe un terzo, ma non ricordiamo più quale sia. Il redattore capo, l’Onesto Yago, non ci crede, che ci siamo rincitrulliti (‘nzallanuti, dice lui) a tal punto, ma l’età purtroppo c’è, gli anni non passano soltanto per quelli che giocano a calcio.&lt;br /&gt;Non che di  noi si possa dire che non ci abbandoniamo volentieri alla fantasia e all’ottimismo. I lettori sanno che anche recentemente ci siamo sbilanciati - ahinoi- su un eventuale miglioramento della classifica finale del Napoli, rispetto all’anno scorso. Ma abbiamo fatto anche di peggio. Figuratevi che ieri sera, in attesa di andare a vedere (in sede) la partita amichevole della nazionale contro i volenterosi polacchi, la redazione al completo si è seduta a un tavolino del bar Cocò ad Ischia Ponte. Noi eravamo orgogliosi e soddisfatti per aver portato a termine un incarico affidatoci dal direttore al di fuori dei nostri compiti d’ufficio. Si trattava di rintracciare le nobili (nè  poteva essere diversamente) origini del suo riverito cognome. Ebbene: siamo stati capaci di trovare in un libro antico la lettera di un cavaliere templare che dimostra la nobiltà della famiglia Amarelli di Rossano (per intenderci: quelli della liquirizia). Pensavamo di esserci meritata la consumazione e perciò, quando è venuta l’ora di andar via abbiamo esclamato: “Paga il direttore!”. La nostra euforia ci aveva fatto dimenticare che, - essendo un vero signore (e filosofo per di più) -, il responsabile di Adhoc- crazia non usa portare denaro su di sé. Per toglierlo dall’imbarazzo l’Onesto gli ha allungato sotto mano un biglietto da dieci euro e così non solo il conto è stato pagato, ma nel piattino sono scesi anche dieci centesimi di mancia. Il cameriere, che ci conosce come clienti abituali, si è inchinato ossequiosamente ed ha chiesto tutto mellifluo: “Posso tenere tutto?”.&lt;br /&gt;Il direttore però non è solo, per dir così, “economico”. Da studioso eclettico è anche un economista  (categoria della quale il paese sembra abbia in questo momento grande bisogno). Ci ha detto: “Non vedi che in serie A sono già saltati sette tecnici e che nella stagione 2009-2010 gli allenatori sostituiti e stipendiati per non far nulla erano dodici? Che la Juve, solo per fare un esempio, in un anno solare ha acquistato ben 21 giocatori? Ti rendi conto che in seconda divisione si pagano stipendi di novantamila euro all’anno e che se fai il presidente di una squadretta di categoria Eccellenza devi dare duemila euro al mese a chi scende in campo?”.&lt;br /&gt;“Come mai è possibile”, abbiamo risposto, “Qua nessuno ha la fabbrica dei soldi…”.&lt;br /&gt;“E invece non è vero! Quando ancora non pagavamo le tasse in euro, lo stato italiano stampava tutte le lire che gli servivano a ripianare i bilanci, proprio come continua a fare oggi l’America con i dollari. Le società di calcio hanno trovato un sistema molto simile. I giovani dei vivai costano zero e hanno un potenziale soggettivo, come quelle famose due galline che valevano 500mila euro e si potevano scambiare con un bue dallo stesso valore… Plusvalenze artificiali…”.&lt;br /&gt;“Basta, basta. Non ci capisco più niente. Pensavo che la certificazione dei bilanci…”.&lt;br /&gt;“ Ricordati che è proprio vero quello che dite voi napoletani: ‘o pesce fete da capa, il pesce puzza dalla testa…”.&lt;br /&gt;Noi di soldi non troppo ne capiamo, forse perché ne abbiamo visti sempre pochi nelle nostre tasche. Ci perdonerete perciò, cari lettori, se cambiamo argomento.&lt;br /&gt;Prandelli ha dichiarato che secondo lui è giusto che calciatori e allenatori paghino una patrimoniale che non si può affibbiare a chi ricco non è.&lt;br /&gt;Una persona seria, Prandelli, e non solo per la sua ricetta anticrisi. Nel cinepanettone “Vacanze di Natale” lo vedremo anche in una  breve comparsata. Il regista Neri Parenti ha detto. “E’ stato bravo, ora vorrei avere Cassano”.  Secondo noi è stato addirittura bravissimo, il ct della nazionale, perchè ha ridato al barese la maglia azzurra ed ora se lo porterà in panchina fino a quando non sarà completamente guarito.&lt;br /&gt;Fantantonio fra l’altro è molto bravo ad imitare e mettere in caricatura gli allenatori (Capello in particolare non lo poteva vedere per questo suo vezzo), ma con Prandelli non si permette. Comunque durante la fase degli accertamenti clinici prima di essere operato ha fatto succedere un casino: si è mangiato di nascosto una merendina mentre avrebbe dovuto restare rigorosamente a stomaco vuoto. Commentavamo questa sua scappatella con il poetastro nostro omonimo e il redattore capo si è intromesso: “Chi nasce c’a capa sciacqua non sa po’cagnà”, le teste vuote rimangono tali per tutta la vita. Certamente alludeva, ma noi abbiamo capito che l’Onesto si riferiva al cuginetto e quindi non ci siamo offesi.&lt;br /&gt;Il fuoriclasse milanista va molto d’accordo con Ibra, tanto che lo svedese ne parla così: “Ha un po’ la fama del bad boy, ma con lui la squadra è diventata ancora migliore”. Siamo tutti d’accordo? Sì? Andiamo avanti.&lt;br /&gt;Un altro bad boy senza dubbio è Balotelli. Nell’Inter non sono riusciti a disciplinarlo e lui per farsi mandar via sventolava ai quattro venti di essere tifoso del Milan. Tanto ha fatto che è riuscito a farsi cedere e nel Manchester City sta combinando sfracelli. Prandelli ha chiamato anche lui in nazionale e ieri l’Italia ha vinto in Polonia (non era mai successo prima) per 2 a 0. Grande partita dell’ex interista che non si è risparmiato e si è fatto vedere in ogni zona del campo. Ha giocato molto bene e, sopra tutto, ha segnato un gran gol e ha fatto l’assist per il raddoppio di Pazzini.&lt;br /&gt;Un uomo non piange e tanto meno si lascia andare alle lacrime un direttore che ha fama di emozionarsi solo quando si sente colpire nella tasca. Eppure el hombre lloraba… Pensando forse a come potrebbe essere diversa la classifica dei nerazzurri se soltanto giocasse  ancora con  loro SuperMario? O agli anni che passano? O ai danari che se ne vanno? Chi sa. Noi abbiamo una nostra precisa idea, ma non parliamo. Per ora.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-4697288029093705438?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/4697288029093705438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=4697288029093705438' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/4697288029093705438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/4697288029093705438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/11/como-lloraba.html' title='COMO LLORABA !'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-3197545722913562131</id><published>2011-11-10T02:18:00.000+01:00</published><updated>2011-11-10T02:18:00.379+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>LICENZIARE NON GLI BASTA, VOGLIONO PRIVATIZZARE GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A Berlusconi è bastato pronunciare una frasetta contro l'euro per ritornare trionfalmente sugli altari della destra "antagonista", pronta a considerarlo di nuovo un vendicatore della sovranità nazionale; omettendo con ciò il piccolo dettaglio che proprio l'attuale governo ha favorito ed accettato l'ufficializzazione della tutela del Fondo Monetario Internazionale sull'Italia. Strano che, sino allo scandalo sessuale che ha travolto Strauss-Kahn, la maggior parte degli Italiani non sapesse neppure dell'esistenza del FMI, mentre oggi se lo ritrova di colpo come padrone assoluto. Anche se Berlusconi dovesse dimettersi (ma molti non ci credono), l'attuale accordo con il FMI non farebbe per niente la fine del trattato di amicizia con la Libia; al contrario, questa tutela del FMI vincolerà anche i prossimi governi italiani.&lt;span class="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;Che Berlusconi svolga il ruolo di strumento della guerra psicologica del FMI contro l'Italia, è anche dimostrato dalla sua frase demenziale sui ristoranti pieni, che ha ottenuto immediatamente l'effetto di screditare e mettere in ridicolo ogni tentativo di demistificare lo slogan della crisi. In realtà dovrebbe essere proprio il contenuto della famosa lettera di Trichet a suscitare dei dubbi. Se si è in presenza di una carenza di liquidità, che senso ha la pretesa di Trichet di imporre ulteriori "liberalizzazioni" (privatizzazioni) che i privati non sarebbero in grado di pagare, e che quindi andrebbero a gravare sulla spesa pubblica?&lt;br /&gt;Come si fa poi a coniugare il pareggio di bilancio con la crescita? Non c'è mai riuscito nessuno in due secoli, ed ora si pretende che ci riesca Berlusconi?&lt;br /&gt;Anche le proposte del manifesto di Confindustria non scherzano quanto a coerenza. In un periodo in cui i titoli di Stato sono a rischio di insolvenza, che senso avrebbe favorire le privatizzazioni dei beni immobili pubblici attraverso le "cartolarizzazioni", cioè l'immissione sul mercato di altri titoli tossici?&lt;br /&gt;Tanto più assurdo è che si proponga di vincolare questi nuovi titoli a beni immobili, il cui valore tende oggi a scendere. E se il valore degli immobili tende a scendere, che senso avrebbe metterne in vendita altri, se non far crollare i prezzi? &lt;br /&gt;Ancora più contraddittorio è che questi titoli tossici vadano a fare altra concorrenza ai titoli di Stato già in difficoltà. Si parla di "crescita" e poi si prospetta solo altra economia di carta, altra finanziarizzazione. Ma gliene frega davvero qualcosa della "crescita"?&lt;br /&gt;E ancora: dopo venti anni di esperimenti a riguardo, risulta chiaro che la "flessibilità" non ha mai favorito la crescita del PIL, ma ha solo depresso la domanda interna. La flessibilità è infatti una delle cause della depressione del mercato immobiliare, dato che nessun precario può pensare a comprarsi la casa.&lt;br /&gt;Adesso invece arriva persino la "flexsecurity" a presentarsi come la panacea.     &lt;br /&gt;Se qualcuno finora avesse pensato che flexsecurity volesse dire più o meno la sicurezza di essere licenziato, deve però ricredersi. Parole chiare e inequivocabili arrivano da una delle menti più brillanti del padronato italiano: Alberto Bombassei. Ecco come il vicepresidente di Confindustria chiarisce il pericoloso fraintendimento in una intervista su "la Repubblica".[1] &lt;br /&gt;"Non bisogna cascare nel tranello mediatico" - secondo il quale il governo vorrebbe rendere più facili i licenziamenti. "In realtà - sostiene Bombassei - l'obiettivo è l'opposto: rendere più flessibili le uscite dal lavoro per stimolare le assunzioni. Invece sarebbe semplicemente ridicolo pensare che si possa aumentare l'occupazione rendendo più facili i licenziamenti".&lt;br /&gt;Il giornalista, abbagliato da tanta lucidità, replica:&lt;br /&gt;"Qual è la differenza?(...)"&lt;br /&gt;"C'è differenza perché nessuno pensa di introdurre la libertà di licenziamento".&lt;br /&gt;Tutti stavano per cascare nel tranello mediatico, solo che all'improvviso qualcuno si è ricordato che in Italia la libertà di licenziare in massa già esiste da venti anni, addirittura dal 1991, grazie alla Legge n. 223 del 1991. In base a questa legge qualsiasi lavoratore può essere posto in qualunque momento in "mobilità" andando a carico della previdenza sociale, che è pagata dagli stessi lavoratori con i contributi INPS e non, come invece sostiene Bombassei, dalle imprese.[2]  &lt;br /&gt;In questi venti anni le garanzie e le procedure previste dalla Legge 223/91 sono diventate automatismi, per i quali già adesso le imprese possono disfarsi di tutti i lavoratori che desiderano, mettendoli in "mobilità", cioè in cassa integrazione. Allora cosa vuole ancora Confindustria?&lt;br /&gt;Siamo sicuri che questa associazione "imprenditoriale" persegua davvero obiettivi industriali, e non puramente finanziari?&lt;br /&gt;Il problema infatti riguarda proprio i denari della cassa integrazione. Possibile che tutti questi soldi debbano andare ai lavoratori in "mobilità" senza passare in qualche modo per le sagge mani dei finanzieri?&lt;br /&gt;In un rapporto della multinazionale finanziaria JP Morgan si legge che l'attuale gestione delle indennità di disoccupazione renderebbe i lavoratori più schizzinosi e quindi aumenterebbe la durata della disoccupazione. [3]&lt;br /&gt;Per salvare i lavoratori da questo triste destino, JP Morgan ha pensato bene di entrare nel business delle indennità di disoccupazione. Negli Stati Uniti perciò i lavoratori licenziati non ricevono più l'assegno di disoccupazione direttamente dagli enti locali, ma viene data loro una "card" della stessa JP Morgan. [4] &lt;br /&gt;Insomma, siamo alle grandi manovre per la privatizzazione a tappeto degli ammortizzatori sociali. La "crisi" è diventata l'alibi ufficiale del business della miseria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/10/30/bombassei.html&lt;br /&gt;[2] http://salerno.usb.it/fileadmin/archivio/salerno/despar/Legge_223_del_1991_Mobilit_.pdf&lt;br /&gt;[3] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.huffingtonpost.com/2010/03/24/jpmorgan-chase-report-say_n_512130.html&amp;ei=aB-4TqidIcXNsgaw-MXSAw&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CCIQ7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Djp%2Bmorgan%2Bunemployment%2Bbenefits%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvnso&lt;br /&gt;[4] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.jpmorgan.com/cm/ContentServer%3Fc%3DTS_Content%26pagename%3Djpmorgan%252Fts%252FTS_Content%252FGeneral%26cid%3D1125855840304&amp;ei=dyC4TvOFIozRsgbTjMXSAw&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=7&amp;ved=0CFsQ7gEwBg&amp;prev=/search%3Fq%3Djp%2Bmorgan%2Bunemployment%2Bbenefits%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvnso&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-3197545722913562131?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/3197545722913562131/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=3197545722913562131' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/3197545722913562131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/3197545722913562131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/11/licenziare-non-gli-basta-vogliono.html' title='LICENZIARE NON GLI BASTA, VOGLIONO PRIVATIZZARE GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-7864928136564981127</id><published>2011-11-05T01:25:00.001+01:00</published><updated>2011-11-05T09:44:22.198+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>PRESEPE NAPOLETANO</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A Napoli finalmente hanno riaperto la via dei pastori, San Gregorio Armeno, che era transennata a causa di un cornicione pericolante. Una tappa obbligata per napoletani e turisti che si fermano davanti alle botteghe non solo per acquistare la grotta col Bambino, ma anche per vedere che faccia tengono i pastori. Eggià, perché i bravi artigiani hanno l’abitudine di dare volti dell’attualità alle loro figurine.&lt;br /&gt;Come ogni anno aspettiamo la festività dell’Immacolata e andremo anche noi a fare acquisti. &lt;br /&gt;Siamo sicuri di trovare il pastore della meraviglia, De Laurentiis, che torna da Monaco insieme all’altro, il pastore addormentato, Mazzarri, con le pive nel sacco. Li compreremo, a meno che non l’abbia già fatto qualche boss del calcio scommesse.&lt;br /&gt;“Gli azzurri hanno giocato bene, hanno fatto una bella figura…”&lt;br /&gt;Sì e forse se quel genio di allenatore livornese avesse schierato Cavani al centro della difesa e Fernandez al posto del centrattacco… Scherzi a parte, Cavani non è una punta vera ed avrebbe bisogno di un ariete al suo fianco.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;“Siamo usciti dall’Allianz Arena a testa alta. Abbiamo fatto una bella figura…”. E dalli con la bella figura! Bella figura un tubo! Bella figura del belin. Dovremmo applaudire soltanto perché i nostri eroi hanno rimediato un pareggio e una sconfitta di misura contro la squadra più forte d’Europa?&lt;br /&gt;Dicono gli apologeti del Corriere dello Sport (gloriosa testata che oggi si è ridotta al rango del vecchio Sport Sud): “Nessuno era riuscito a rifilare tre gol in due partite ai campioni del Bayern e invece noi…” Sprizzano ottimismo (loro) in vista della partita del 22 al San Paolo contro il Manchester City. Per sperare ancora (loro) si contenterebbero di un qualsiasi risultato positivo.&lt;br /&gt;Noi invece vorremmo che gli azzurri la perdessero questa cosiddetta partitissima e che Balotelli dimostrasse di non essersi sfiancato con la 32nne pornostar Holly Henderson, quinta di reggiseno (al silicone, dicono gli invidiosi). &lt;br /&gt;“Ma come? Perdere? Ohibò! E facciamo dispiacere il Presidente che ha sempre detto di preferire i risultati in Champions a quelli in campionato…”.&lt;br /&gt;Belle teste di radica! Lui e quelli che la pensano come lui. Che convenienza ci trovate? In cambio di una inutile bella figura (e dagli!) vale la pena di perdere col Parma, col Chievo e col Catania? Questi risultati che non stavano né in cielo né in terra hanno pregiudicato un campionato che poteva ripetere i fasti dell’epoca maradoniana.&lt;br /&gt;“Questa è la vita, mon ami”. Così si è sentito in dovere di consolarci quel grande ipocrita (nonchè tifoso interista) del direttore. E il redattore capo (l’Onesto Yago) da uomo colto non ci ha fatto mancare la sua citazioncella: “…La favola bella è finita…”.&lt;br /&gt;Per la rabbia quasi ci stava scoppiando una vena. Appena ce ne siamo resi conto, a scopo preventivo e terapeutico, abbiamo posto mano a una bottiglia regalataci molto tempo fa dai Selmi, i vecchi amici che ci vengono a trovare d’estate portandoci in dono lambrusco pregiato. Il Vecchia Modena Premium non trova fra i vini emiliani chi gli possa stare a pari ed incomparabile è anche l’effetto rasserenante che ha su di noi.&lt;br /&gt;Sono bastati un paio di bicchieri e la nostra vena è subito andata a posto.&lt;br /&gt;Cassano, a furia di scherzare a proposito delle sue cassanate dicendo “Mi si è chiusa la vena”, quasi quasi se l’è chiamato, l’accidenti. Questa è la tesi del cugino nostro omonimo al quale ci siamo rivolti perché ci desse uno spunto per questo articolo.&lt;br /&gt;Gli avevamo domandato se il Milan, secondo lui, era in grado di bissare lo scudetto malgrado la caterva di gol che continua a subire. Il cialtrone l’ha presa da lontano. Senza riguardo alcuno per i nostri bianchi capelli, ha cominciato col dire che il Profeta, Maometto, interrogato da una vecchia sul Paradiso, pare abbia risposto: “Non v’è paradiso per le vecchie“.&lt;br /&gt;“E nemmeno scudetti per i vecchi”, ha chiosato il caro parente alludendo ai peccati d’anagrafe di Ambrosini, Seedorf, Inzaghi e compagnia bella. “Lì in mezzo il giovanotto era Cassano e vedi cosa gli è successo. Già era bello il prezzemolo, poi andò la gatta a farci sopra la pipì…”.  &lt;br /&gt;Antipatia per i felini a parte, il poeta, da buon napoletano scaramantico, sostiene che non bisogna dire certe cose nemmeno per scherzo, “Se no, poi vedi come va a finire: i guai non bisogna chiamarseli”. Noi, avendolo ascoltato a testa bassa e con le mani sprofondate in tasca, abbiamo pensato di ingraziarcelo aprendo una bottiglia di quello che lui preferisce: il Vigne di Chignole, pregiato prodotto delle cantine ischitane di Pietratorcia. Quando ne beve un po’, altro che Archiloco!&lt;br /&gt;Ad ogni buon conto Cassano ieri mattina è stato felicemente operato e tornerà in campo prima dell’estate. Auguri!&lt;br /&gt;Il cuginastro sostiene che il milanista è stato colpito dagli occhi secchi dei tifosi dell’altra sponda del fiume e a sua volta ha “secciato” (sempre calcisticamente parlando) il direttore consegnandogli questo limeryck: “Interisti infami che ghignate, / di vincere quest’anno non crediate / né Coppe né scudetto, / poiché vi fa difetto / la vena di Moratti e non comprate”.&lt;br /&gt;Quando il direttore ha letto, si è creduto in dovere di spiegarci, con un sorriso sarcastico, che lui ritiene la poesia essere una malattia dell’infanzia, qualcosa in sé dannosa e di nessuna utilità, come del resto gli stessi poeti. Secondo l’illustre critico si tratterebbe di una moda destinata ai più giovani (immaturi a dir meglio) e agli sciocchi in genere. In conclusione, sempre secondo lui, sarebbero i filosofi ad essere i più in gamba di tutti (e i situazionisti in particolare).&lt;br /&gt;Dopo questa lezione fuori programma, a nome della redazione tutta e anche del poeta aggiuntivo, abbiamo offerto al bauscia il torrone spezzamolari che un’ammiratrice aveva fatto trovare all’Onesto nella cassetta della posta. Noi altri ci eravamo già consolati delle disavventure capitate alle nostre squadre preferite con un torrone morbido (solo cacao, miele e nocciole ischitane) innaffiato con acquavite stravecchia “da vinacce di Brunello”.&lt;br /&gt;Trovandoci in argomento manducatorio ne vogliamo approfittare, cari lettori, per darvi la ricetta, semplice semplice, di un cibo tipico di questi giorni, le lenticchie. Preparatele al profumo di alloro. Tenete in ammollo - per quattro ore - mezzo chilo dei preziosi legumi (zona d’origine esclusivamente Ventotene, Pantelleria o Altamura). Scolate e fate soffriggere dolcemente in una padella alta con uno spicchio d’aglio (abbondante olio d’oliva extra vergine doc). Dopo un paio di quarti d’ora aggiungete qualche pomodorino (preferibilmente fiaschetto, o datterino, o ciliegina), una carota gialla e una costa di sedano. Unite due o tre foglie di alloro e continuate la cottura per un’altra diecina di minuti. In ogni piatto dadini di pane tostato (preferibilmente forno Boccia) e un filo di quel famoso olio. Applausi.  &lt;br /&gt;Ci accorgiamo di esserci lasciati andare a qualche digressione (secondo l’Onesto ci capita troppo spesso). Facciamo ammenda e torniamo subito all’attualità sportiva, che dovrebbe essere la ragione per la quale dovremmo (dovremmo!) essere pagati.&lt;br /&gt;Cominciamo con l’informarvi, caso mai già non lo sapeste, del fatto che molti abitanti della Nuova Zelanda pare abbiano fatto voto di castità in occasione delle partite di rugby degli All Blacks che si sono concluse il mese scorso con la conquista del titolo mondiale. I sostenitori più accesi sarebbero rimasti in astinenza per tutta la durata del vittorioso torneo. Doverosamente abbiamo passato la notizia in direzione, caso mai qualcuno volesse fare un pensierino per il ritorno dello scudetto a Milano, sull’altra sponda del fiume però.&lt;br /&gt;“Più facile rubarselo” ha suggerito al direttore nerazzurro il redattore capo che - oltre ad essere un amatore indefesso - è anche un cripto-juventino.&lt;br /&gt;E qui veniamo a dove il dente duole. La sfida di domenica al San Paolo: Napoli Juve.&lt;br /&gt;I bianconeri sono anche loro una grande squadra usurata dagli anni e incompleta in qualche reparto, per esempio avrebbe bisogno di un buon centrale difensivo. Il faro del gioco è sempre Pirlo, un altro che non è più di primo pelo. Conte, l’allenatore, - uno che nella concitazione della partita gli capita di dare consigli in dialetto pugliese ai suoi giocatori stranieri -, ieri a mezzanotte su Italiauno ha dichiarato di non portare il parrucchino. “E’ tutta roba mia. 10mila dollari e passa la paura. C’è chi si rifà i seni…”.&lt;br /&gt;Magari ci si potesse rifare anche i piedi, diciamo noi, pronti a riconoscere però che se non ci fossero i Gattuso, gli Aronica, i Chiellini, in campo ci sarebbero solo quelli che Rocco chiamava abatini e gli spettatori diserterebbero gli spalti. Di scudetto però se parlerà meglio in primavera. Passato l’inverno pastori non ne vedremo più a Fuorigrotta e magari ammireremo i tre Caballeros.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-7864928136564981127?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/7864928136564981127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=7864928136564981127' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/7864928136564981127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/7864928136564981127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/11/presepe-napoletano.html' title='PRESEPE NAPOLETANO'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-8856987723400296083</id><published>2011-11-03T01:07:00.000+01:00</published><updated>2011-11-03T01:07:00.283+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>NUCLEARE LIBICO: UN FALSO ANNUNCIO CHE RIVELA MOLTE COSE</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Su una certa stampa di "opposizione" sono comparsi alcuni interventi tesi a ribadire che Gheddafi non va rimpianto, dato che era un "tiranno". Dieci anni fa non ci si poteva opporre alla NATO perché c'erano i fanatici di Al Qaeda; adesso che Al Qaeda è rientrata all'ovile della CIA (ammesso che ne sia mai uscita), l'impedimento ad una presa di posizione anticoloniale è dovuto al fatto che nei Paesi aggrediti dalla NATO ci sono i tiranni. Che sfortuna, c'è sempre un dettaglio fuori posto a guastare tutto. &lt;br /&gt;Questa "opposizione" che alla fine si oppone sempre e solo ai più deboli, risulta un po' sospetta; ma, d'altra parte, non si può neanche stupirsi ogni volta del fatto che esistano gli opportunisti. Agitare questioni ormai irrilevanti ha lo scopo di fuorviare dal vero problema, e cioè che se forse in Libia c'era il tiranno, comunque sicuramente in questa circostanza non c'erano i "ribelli".&lt;span class="fullpost"&gt; Se è possibile che all'inizio contro Gheddafi si sia mossa anche una vera opposizione interna, certamente non era quella che ha avviato la guerriglia in Cirenaica, già armata di tutto punto dall'Emiro del Qatar, Al Thani (a proposito di tiranni).[1] &lt;br /&gt;Quelli che i media hanno definito come "ribelli libici" sono quindi ciò che nel colonialismo confesso di un secolo fa veniva chiamato col nome ufficiale di "truppe coloniali di colore". Non si tratta infatti di ribelli e, nella maggior parte, neanche di Libici, ma di mercenari di varia provenienza; oppure di quei miliziani pseudo-islamici allevati sin da bambini nei campi di addestramento dei vari Emirati dagli anni '80, cioè dai tempi della guerriglia organizzata dalla CIA contro l'invasione sovietica dell'Afghanistan. Le truppe coloniali si sono avvalse inoltre non solo dell'appoggio aereo della NATO, ma anche della presenza di truppe scelte, in gran parte del Qatar. Sul terreno però erano presenti anche reparti speciali francesi e britannici, compresi le SAS. Era del tutto irrealistico che la NATO potesse appoggiare, anche solo in modo strumentale, una vera rivolta popolare; eppure qualcuno ha fatto finta di crederci.[2] &lt;br /&gt;Tutto ciò sarebbe rimasto in sordina senza una sortita del ministro della Difesa francese, Gerard Longuet, il quale ha manifestato questo ruolo puramente coloniale dell'attuale "dirigenza" libica in un modo plateale e fuori dalle righe. Longuet infatti ha rilasciato lo scorso 22 ottobre un'intervista a "Le Monde" in cui, con il tono di chi dà ordini, ha affermato che la Francia intenderebbe fare la parte del leone nel business delle commesse militari per la ricostruzione degli armamenti dell'esercito libico, annientati dalle ventiseimila missioni aeree della NATO.[3] &lt;br /&gt;Longuet parlava a nuora perché suocera intenda: mentre dava ordini al governo libico, faceva in realtà sapere agli "alleati" di non voler essere retrocesso a comprimario nel momento in cui c'è da spartirsi le spoglie. Il nervosismo ed il timore di esser scalzato hanno tradito Longuet, ed hanno conferito alla sua esternazione quel tono patetico che è tipico di chi sa di essere ormai marginalizzato, dato che il segretario di Stato USA, Hillary Clinton, si sta già comportando da padrona della Libia, ed ha appena piazzato a capo del governo un ex libico super-americanizzato.[4] &lt;br /&gt;Dalle parole di Longuet si coglie infatti che egli sarebbe persino pronto a ripiegare su un più facile e realistico piano B, cioè arraffare la parte del bottino coloniale spettante all'Italia. Per ora Longuet e Sarkozy dovranno accontentarsi dei bei ricordi, quando vendevano tecnologia nucleare alla Libia. L'ex capo del governo coloniale libico, Jibril, come suo testamento spirituale, ha infatti appena lanciato al mondo uno di quegli annunci sconvolgenti che proprio ci mancavano: sarebbero infatti state ritrovate le armi atomiche dell'arsenale di Gheddafi. Era proprio quell'ulteriore riprova della malvagità del tiranno che serviva ai media mondiali per scatenarsi, e per gridare "Hai visto?".&lt;br /&gt;L'agenzia ONU incaricata di svolgere funzione ispettiva in campo nucleare, l'AIEA, non ha potuto però darsi la zappa sui piedi e quindi a costretto Jibril a far marcia indietro. Jibril ha infatti ridimensionato il suo annuncio parlando del ritrovamento di armi chimiche (e chi è che non ha un insetticida in casa?).&lt;br /&gt;La Libia infatti si trovava sotto le ispezioni dell'AIEA dal 2003, eppure l'agenzia nucleare dell'ONU non si era mai accorta di nulla; anzi, era stata proprio l'AIEA a farsi promotrice di un business nucleare in Libia, a favore  di una delle multinazionali francesi del settore, l'Areva; la stessa compagnia multinazionale che avrebbe dovuto occuparsi del nucleare berlusconiano.&lt;br /&gt;Sarkozy in persona, nel 2007, si era precipitato in Libia per abbracciare Gheddafi e concludere con lui l'affare nucleare, che pare fosse stato soffiato agli Stati Uniti. Si trattava nientemeno che di un impianto nucleare di desalinizzazione dell'acqua marina. Non è uno scherzo, i dissalatori ad energia nucleare esistono davvero.[5] &lt;br /&gt;La micidiale arma nucleare ritrovata da Jibril sarebbe dunque un impianto di desalinizzazione. Quest'ordigno atomico è veramente micidiale, ma il suo pericolo, oltre alle solite fughe radioattive, è dovuto soprattutto alle voragini abissali che crea nella spesa pubblica dei Paesi che l'adottano. La dissalazione nucleare costituisce infatti una di quelle tecnologie pletoriche e farraginose (del tipo Alta Velocità) in cui oggi la Francia eccelle, e che consistono nell'allestire impianti i cui costi lievitano negli anni in modo incontrollato ed esponenziale: una vera manna per gli affari. L'AIEA, sin dagli anni '90, si è incaricata di cercare di rifilare questo mega-bidone nucleare dell'Areva a tutti i Paesi del mondo, e pare ci fosse riuscita con Gheddafi.[6] &lt;br /&gt;Gheddafi forse pensava che, pagando queste sostanziose tangenti ai Paesi occidentali, sarebbe stato lasciato in pace. Purtroppo, se una classe dirigente è vincolata al suo territorio porrà inevitabilmente dei limiti allo sfruttamento da parte delle multinazionali; ecco perché Gheddafi è stato fatto fuori, per essere sostituito con un governo coloniale (pardon, democratico), composto da puri esecutori di ordini. Da come la NATO ha azzerato a colpi di bombe il sistema delle infrastrutture idriche, elettriche e sanitarie in Libia, si comprende che non era solo Gheddafi ad essere di troppo, ma anche la gran parte del popolo libico, che, con la sua sola presenza, ostacola l'occupazione e lo sfruttamento del territorio da parte delle multinazionali. &lt;br /&gt;Immaginiamoci poi quanti struggenti ricordi avrà suscitato il clamoroso annuncio di Jibril nei dirigenti dell'AIEA: "Ti ricordi della bustarella che prendemmo quella volta dall'Areva...". Commovente.&lt;br /&gt;Pare che anche il nostro ministro dei Licenziamenti, Sacconi, possa vantare nel suo curriculum, oltre che il titolo di Vittima del Terrorismo ad honorem, anche qualche anno di militanza in un'altra agenzia dell'ONU, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro. Non c'è dubbio che un'agenzia ONU fosse per Sacconi il luogo ideale dove coltivare e sviluppare i propri istinti criminali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/libia-qatar-ammette-invio-soldati-centinaia-con-il-cnt/news-dettaglio/4056737&lt;br /&gt;[2] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.guardian.co.uk/world/2011/aug/23/sas-troopers-help-coordinate-rebels&amp;ei=JfGwTs61HY7OswaBxuDrCg&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=3&amp;ved=0CDwQ7gEwAg&amp;prev=/search%3Fq%3Dqatar%2Blibya%2Bguardian%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[3] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-29/parigi-preme-libia-commesse-militari-173153.shtml?uuid=AaGlQ7GE&lt;br /&gt;[4] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-31/libia-alkeib-nuovo-premier-202156.shtml?uuid=AaxCXcHE&lt;br /&gt;[5] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.world-nuclear-news.org/newsarticle.aspx%3Fid%3D13774&amp;ei=6VSuTriKKIvcsgb15qQH&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CCAQ7gEwADgU&amp;prev=/search%3Fq%3Dlybia%2Bareva%26start%3D20%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1R2ACAW_it%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[6] http://fusione.altervista.org/energia_nucleare_desalinizzare_acqua_mare.htm&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-8856987723400296083?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/8856987723400296083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=8856987723400296083' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8856987723400296083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8856987723400296083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/11/nucleare-libico-un-falso-annuncio-che.html' title='NUCLEARE LIBICO: UN FALSO ANNUNCIO CHE RIVELA MOLTE COSE'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-7333254557145098714</id><published>2011-10-29T01:20:00.000+02:00</published><updated>2011-10-29T01:20:00.866+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>TOLLERANTE DEI MALI</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Polytlas, cioè “tollerante dei mali”, come il padre Ulisse. E’ questo il nome di battaglia che si è scelto il nostro cugino omonimo, il sedicente poeta. In verità su Adhoc-crazia gli elzeviri sono firmati Il Direttore; gli articoli di sport sono siglati con il nostro spagnolesco don (che dovrebbe far pensare agli Aragonesi del Castello d’Ischia) e tutti gli altri pezzi e pezzotti,- absit iniuria verbis -, sono dovuti alla penna dell’Onesto Yago, il valoroso redattore capo che si adatta anche a fare il tappabuchi dovunque gli sia richiesto. Si capisce quindi come, - un po’ per spirito di emulazione e molto per evitare di essere confuso con noi -, il parente si sia sentito in dovere di darsi il nom de plume che abbiamo detto. Quando, nell’ultima riunione di redazione, gli abbiamo domandato come mai avesse scelto proprio quello, ci ha risposto che secondo lui la tolleranza è la più commendevole fra le umane virtù. Noi, che lo conosciamo da quando ci rubava la marmellata, gli abbiamo timidamente obiettato che non lo avevamo visto spesso trattare il prossimo condiscendentemente, anzi.&lt;span class="fullpost"&gt; Il don Luis “delle muse allievo” ci ha fulminato con lo sguardo e ci ha spiegato con un sorriso (che a noi è sembrato bieco): “Non bisogna dimenticare che l’uomo saggio esercita questa virtù solo nei confronti di coloro che sono suoi eguali, altrimenti sarebbe un babbeo.”&lt;br /&gt;Ah! Vabbè.&lt;br /&gt;Ben conoscete, cari lettori, la poliedrica personalità del direttore di questa rivista. Filosofo, giornalista, saggista, poeta, uomo di mondo, consolatore degli afflitti (o meglio delle afflitte)… chi più ne ha più ne metta. A lui basta cambiare occhiali per assumere immediatamente una personalità intonata con la montatura (d’osso, di metallo, colorata diversamente secondo certi suoi rituali ancora misteriosi; talvolta addirittura adorna di “sbrilluccichini”, come li chiama il cuginastro).&lt;br /&gt;Questa volta l’eroe che guida i destini di Adhoc-crazia, al sentire del nuovo pseudonimo scelto da nostro cugino, gli occhiali se li è tolti e – lo sguardo miope ammiccante sul sorrisetto alquanto ebete –  ha chiosato con la solita nonchalance: “Il dotto francese ricordato dalla targa viaria in località Arzo, lo Champault dico, per primo intuì che l’itacense salvatosi sulle rive della nostra isola non arrossì al grido delle fanciulle che gli dava il risveglio sulla spiaggetta della nostra isola dove era approdato naufrago. Infatti la sua nudità non poteva scandalizzare Nausicaa dalle bianche braccia e le ancelle del seguito. La virtù era mantello all’eroe….”&lt;br /&gt;“Eppure”, interloquimmo audacemente, “Questa versione di un Ulisse virtuoso ci sorprende. A parte la circostanza che lo sciupafemmine (notoriamente “astuto ingannatore”) andava lasciando figli in tutte le isolette dove lo sbatteva l’ira del dio, ci sembra proprio di ricordare che spesso e volentieri per Odisseo il fine giustifica i mezzi. Non solo mente ad ogni piè sospinto per salvarsi da qualche pericolo, o comunque per procurarsi un vantaggio, ma spesso si sobbarca il “lavoro sporco” al posto di Agamennone o chi per esso… “&lt;br /&gt;“ Per adesso vediamoci la partita e poi riprendiamo il discorso”. Il suggerimento dell’Onesto piacque a tutti e, detto fatto, mentre noi restammo nella stanza col nostro vecchio cascettone, il direttore si chiuse in direzione (dove c’è invece un moderno apparecchio al plasma).&lt;br /&gt;Stavamo ancora godendoci i commenti del dopopartita (2 a 0 del Napoli sull’Udinese), quando si aprì la porta e l’uomo virtuoso esordì dicendo: “Complimenti. Una bella squadra, una partita gradevole. La classifica è destinata a migliorare ancora.”&lt;br /&gt;Anche nostro cugino è colto (ma riconosciamo che non c’è alcun paragone possibile) e, - ahinoi -, anche lui ha il vezzo delle citazioni. Nel caso specifico non gli è venuto meno il distico necessario alla risposta. Quello col quale Achille ambiguamente si rivolge ad Ulisse: “Odioso m’ è colui, come le porte dell’Ade, / ch’altro nasconde in cuore ed altro parla.”&lt;br /&gt;Come infatti ricorderete, l’Inter, lo squadrone prediletto dei bauscia aveva pareggiato con l’Atalanta, con grande scorno di mezza Milano, degli scommettitori delusi e, ça va sans dire, dell’esimio nostro direttore.&lt;br /&gt;“Ma và!” fu la replica “Sono contento perché per voi, amici miei, gira bene e anzi offro da bere”.&lt;br /&gt;Meraviglia e gesti scaramantici. Un silenzio incredulo rotto solo dallo scricchiolio della carta sotto la penna febbrile del poeta. Infine l’atto d’accusa. Sentite.&lt;br /&gt;“Qual mostruoso prodigio, direttore, / quella fitta peluria sul tuo cuore! / Salta subito agli occhi / che è piena di pidocchi. / Tieni per te il tuo aceto per favore!”. Il figlioletto della nostra zia preferita sospettava che ci fosse stato offerto un vino andato a male. Secondo noi non sbagliava. Un simil Moratti. Uno che non perde occasione per lamentarsi degli arbitri: ”ben cinque rigori contro”. Nientemeno! E non ti ricordi di quando li fischiavano a favore? Te ne sei dimenticato? Il fatto è che Julio Caesar è infortunato, Thiago Motta continua ad avere noie muscolari e l’età, Zanetti a parte, comincia a farsi sentire per tutto il reparto arretrato, che quindi si arrangia come può. Del resto Lucio a Sky è stato chiaro: “Finora nessuno di noi è sufficiente…”.&lt;br /&gt;Ci vorrebbe una bella partita maschia contro la Juve. Due litiganti e il terzo che gode. Si chiama Napoli.&lt;br /&gt;Alla partita con i bianconeri primi in classifica mancano otto giorni, ci sono in mezzo Catania e Bayern, ma al San Paolo ci si gioca per lo meno lo scudetto d’inverno. Se Quagliarella e Pazienza si comportassero come Totò Di Natale che mercoledì non è sceso in campo contro gli azzurri… Se lo scugnizzo quasi ischitano Montella, - dopo il pareggio con la Juve e la vittoria con l’Inter -, cercasse di non farci troppo male al Cibali… Se tengono i vecchiacci del Napoli (Aronica, De Sanctis, Cannavaro, Grava e Lucarelli, tanto per non fare nomi)… .&lt;br /&gt; Se, se, se… se tutto va bene, dopo l’ultima di campionato cederemo la penna per il commento al nostro direttore, certamente così sportivo da offrirci anche champagne di marca per festeggiare degnamente.&lt;br /&gt;Non abbiamo parlato del Bayern? E chi se ne importa di quei tedescacci! De Laurentiis ci perdonerà, ma noi continuiamo a preferire la cucina di casa nostra a quella internazionale che oltre tutto ci risulta indigesta.&lt;br /&gt;Riflettendo agli insegnamenti del cuginastro siamo arrivati alla conclusione, cari lettori, che dobbiate essere tolleranti con noi perché abbiamo, come voi, non il sangue azzurro, ma - certamente sì - di quel colore il cuore. Nel direttore invece c’è ancora troppo nero seppia….&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-7333254557145098714?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/7333254557145098714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=7333254557145098714' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/7333254557145098714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/7333254557145098714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/10/tollerante-dei-mali.html' title='TOLLERANTE DEI MALI'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-4717244103200416454</id><published>2011-10-28T09:10:00.002+02:00</published><updated>2011-10-28T09:13:08.994+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='in versi'/><title type='text'>Cara Europa ti scrivo</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;CARA EUROPA TI SCRIVO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Luna Rossa e l'armonia universale&lt;br /&gt;testimoniano i nostri buoni intenti&lt;br /&gt;di cui dovete restare contenti.&lt;br /&gt;Anticipammo, - per quello che vale -,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la letterina che si fa a Natale:&lt;br /&gt;lavoreremo dalle otto alle venti&lt;br /&gt;(ed ancora più a lungo gli esercenti).&lt;br /&gt;Elevammo il tedesco cardinale,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlà divenne madre di famiglia&lt;br /&gt;e Sanremo è vicina a Ventimiglia.&lt;br /&gt;Per cui e per la quale chiudete un occhio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sul nasino del povero Pinocchio.&lt;br /&gt;Infine, promettiamo d'esser buoni.&lt;br /&gt;Il tutto è garantito BERLUSCONI."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-4717244103200416454?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/4717244103200416454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=4717244103200416454' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/4717244103200416454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/4717244103200416454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/10/cara-europa-ti-scrivo.html' title='Cara Europa ti scrivo'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-925786648916958767</id><published>2011-10-27T01:41:00.000+02:00</published><updated>2011-10-27T01:41:00.186+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>LIBIA: UN VIDEO-LINCIAGGIO PER DISTRARRE DALLA PISTA CLINTON-GOLDMAN SACHS</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si può anche prescindere dalla questione della autenticità o meno dei video del linciaggio di Gheddafi, per constatare che la scelta della NATO di spettacolarizzare la morte di Gheddafi, rivela decisamente il carattere di una PSYOP (Psychological Operation), cioè di un atto di guerra psicologica. Al Jazeera, l'emittente dell'emiro del Qatar, ha assunto decisamente il ruolo di organo della guerra psicologica della NATO e della CIA, e questa sua ultima PSYOP del video-linciaggio è volta a confondere le acque e distrarre l'attenzione rispetto a dati ancora più inconfessabili.&lt;br /&gt;Il 23 ottobre i festeggiamenti per la "liberazione" della Libia si sono svolti a Bengasi, non a Tripoli. Bengasi è sempre in festa, e festeggia soprattutto in nome e per conto di altre città della Libia.&lt;br /&gt;A Bengasi infatti, e non a Tripoli, si sono svolti il 21 agosto scorso i festeggiamenti per la "liberazione" di Tripoli; un doppione dei festeggiamenti svoltisi il 18 marzo scorso per la proclamazione da parte del consiglio di Sicurezza dell'ONU della "no fly zone" (con il senno di poi questa locuzione inglese risulta particolarmente ridicola). La terna delle feste di Bengasi si è conclusa domenica, con l'ormai consueto spettacolo pirotecnico.[1]&lt;br /&gt;Nella Libia "liberata" il governo provvisorio risiede ancora a Bengasi, ad indicare che l'effettivo controllo del territorio libico da parte della NATO e dei sedicenti ribelli è ancora al livello di sette mesi fa.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Da ciò si comprende che i video dovevano servire a creare l'illusione di una conclusione definitiva della vicenda, una "vittoria" da dare in pasto all'opinione pubblica mondiale, da tenere però impegnata in estenuanti dibattiti morali sulla liceità della vendetta, in modo da evitare che si possa seguire la pista dei soldi. Il linciaggio di Gheddafi dovrebbe anche dimostrare, secondo la Nato, che i "ribelli" dopotutto sono dei barbari immaturi per la democrazia e incapaci di gestire uno Stato di Diritto; risulta perciò assolutamente necessaria la tutela internazionale, soprattutto per quanto riguarda l'eventuale ministero del Tesoro del nascente Stato libero della Libia. Come sorprendersi quindi che il primo atto del nuovo governo della Libia "libera" sia stato quello di chiedere alla NATO di rimanere in Libia?[2]&lt;br /&gt;Si può prescindere per un momento anche dal business del petrolio libico, attualmente ritornato in mano soprattutto alla multinazionale British Petroleum, che deteneva quasi il monopolio del petrolio libico prima del colpo di Stato di Gheddafi nel 1969.[3] &lt;br /&gt;Si possono infatti ricavare notizie interessanti soffermandosi anche solo sul denaro contante. Secondo notizie della BBC, i beni libici attualmente congelati in banche straniere ammontano ad almeno cinquantatre miliardi di dollari. Una delle principali banche in cui questi soldi libici sono investiti è la Goldman Sachs, la quale si è rifiutata di dare ulteriori informazioni, rifugiandosi dietro la riservatezza per "proteggere" il cliente (un'altro esempio di comicità involontaria in questa vicenda). [4] &lt;br /&gt;Altra questione ancora aperta è quella dell'oro della banca centrale libica, le cui riserve auree ammontano a centoquarantaquattro tonnellate, secondo le stime per difetto operate dal Fondo Monetario Internazionale il marzo scorso.[5] &lt;br /&gt;A detta dell'ex banchiere centrale libico, passato ai "ribelli", le riserve valutarie ed auree della Libia ammontano complessivamente a centosessantotto miliardi di dollari, ma è tutto congelato, e ci vorrà una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU per sbloccarlo, cioè tutto dipende dagli Stati Uniti. Secondo l'ex banchiere centrale mancherebbe all'appello circa un 20% dell'oro libico, ma la colpa sarebbe tutta di Gheddafi, che l'avrebbe sottratto per comprarsi i consensi delle tribù. La morte di Gheddafi consente perciò a chi ha sottratto effettivamente quell'oro di goderselo senza rischiare di subire indagini.[6] &lt;br /&gt;Si registrano poi strane coincidenze. Hillary Clinton ed il suo clan da quale banca dipendono? Ritorna un nome familiare: Goldman Sachs. La superbanca multinazionale aveva già finanziato nel 1992 la vittoriosa campagna elettorale presidenziale di Bill Clinton; ed in effetti Robert Rubin, dirigente di Goldman Sachs, era poi diventato ministro del Tesoro dell'amministrazione Clinton.[7] &lt;br /&gt;Il legame tra il clan dei Clinton e Goldman Sachs è stato consacrato anche da un matrimonio dinastico. Una figlia dei Clinton, Chelsea, ha infatti sposato un altro dirigente di Goldman Sachs, il pregiudicato per frode bancaria Marc Mezvinsky. [8] &lt;br /&gt;Si potrebbe pensare che Bill Clinton, per farsi bello e darsi le arie di politico incorruttibile, abbia preso le distanze da Goldman Sachs, magari additandone pretestuosamente le magagne. Invece no. Retto ed integerrimo com'è, Bill Clinton, ha preso pubblicamente le difese di Goldman Sachs a proposito delle inchieste che l'hanno coinvolta, dichiarandosi scettico circa le accuse che hanno colpito la superbanca.[9]  &lt;br /&gt;Anche Hillary Clinton non ha voluto far torto al genero soltanto per darsi delle arie di essere immune dal nepotismo; ed infatti il Dipartimento di Stato, diretto da Hillary, ha coinvolto Goldman Sachs in un super-progetto internazionale, sotto l'egida della NATO, per far scuola di business a donne imprenditrici in Afghanistan e Pakistan. Insomma, una pioggia di denaro pubblico per Goldman Sachs, su iniziativa della Clinton. La notizia si trova sul sito di Goldman Sachs.[10] &lt;br /&gt;Si può essere certi che i Clinton hanno la coscienza così pulita, che il timore di incappare in un sospetto di conflitto di interessi non li dissuaderà affatto dall'andare incontro alle legittime aspettative di Goldman Sachs, anche per ciò che riguarda la questione dell'ulteriore spartizione delle risorse finanziarie ed auree della Libia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;[1] http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/21/foto/bengasi_in_festa_per_la_sollevazione_di_tripoli-20683527/1/ &lt;br /&gt;http://it.euronews.net/2011/03/18/a-bengasi-festa-per-la-decisione-dell-onu/ &lt;br /&gt;http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/10/23/visualizza_new.html_668694965.html&lt;br /&gt;[2] http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo1025774.shtml&lt;br /&gt;[3 http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.thestreet.com/story/11228497/1/bps-outlook-in-libya-improves.html&amp;ei=KOVsToWHLvTb4QTN36XZBA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=2&amp;ved=0CCsQ7gEwATgo&amp;prev=/search%3Fq%3DBP%2Blibya%26start%3D40%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Divns&lt;br /&gt;[4]   &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.bbc.co.uk/news/business-13552364&amp;ei=fIalTu76Ksjxsgb7mO2SAw&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=2&amp;ved=0CCsQ7gEwAThk&amp;prev=/search%3Fq%3Dlibyan%2Bgold%2Bgoldman%2Bsachs%26start%3D100%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1R2ACAW_it%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[5] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.bbc.co.uk/news/business-12824137&amp;ei=uY6lTsKpOY_RsgbOsaWVAw&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=2&amp;ved=0CDUQ7gEwAQ&amp;prev=/search%3Fq%3Dlibyan%2Bgold%2Breserves%26hl%3Dit%26rlz%3D1R2ACAW_it%26prmd%3Dimvns &lt;br /&gt;[6] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.reuters.com/article/2011/08/25/us-libya-gaddafi-gold-idUSTRE77O1XO20110825&amp;ei=9kCoTu-LKs74sgbVsezFDQ&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=3&amp;ved=0CDMQ7gEwAg&amp;prev=/search%3Fq%3Dlybia%2Bgold%2Bcentral%2Bbanker%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns  &lt;br /&gt;[7] http://archiviostorico.corriere.it/1992/ottobre/06/GOLDMAN_SACHS_punta_Clinton_co_0_9210063639.shtml&lt;br /&gt;[8] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://news.bbc.co.uk/2/hi/8386968.stm&lt;br /&gt;[9] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.huffingtonpost.com/2010/04/29/bill-clinton-im-skeptical_n_557085.html&amp;ei=zEKkTsbiAseBOoL2ma0C&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CCUQ7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Dbill%2Bclinton%2B%2Bgoldman%2Bsachs%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvnso  &lt;br /&gt;[10] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www2.goldmansachs.com/media-relations/press-releases/current/10k-w-partnership.html&amp;ei=OJ-lTtaoKNDKsgakqZH3Ag&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CCYQ7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Dgoldman%2BSachs%2BHillary%2Bclinton%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvnso&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-925786648916958767?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/925786648916958767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=925786648916958767' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/925786648916958767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/925786648916958767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/10/libia-un-video-linciaggio-per-distrarre.html' title='LIBIA: UN VIDEO-LINCIAGGIO PER DISTRARRE DALLA PISTA CLINTON-GOLDMAN SACHS'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-8738803946432009069</id><published>2011-10-24T21:43:00.004+02:00</published><updated>2011-10-24T21:49:56.937+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca militante'/><title type='text'>Riflessioni sulla manifestazione di sabato 15 ottobre</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;studentesse e studenti di Urbino in mobilitazione Assemblea Permanente Urbino per il Diritto allo Studio &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ad una settimana dalla manifestazione del 15 ottobre a Roma riprendiamo parola per proporre, dopo tanta speculazione mediatica e politica, la nostra analisi rispetto a quella giornata e alla fase di lotta che stiamo attraversando. Il documento che presentiamo è il frutto della discussione che abbiamo svolto in due diversi momenti.&lt;br /&gt;Un primo incontro si è svolto nell’Aula C1 Autogestita del Nuovo Magistero, il secondo nello spazio messo a disposizione dal Centro Donna di Urbino. L’intervento è stato letto all’assemblea che si è svolta giovedì 20 ottobre presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna (via Zamboni, 38), riscuotendo un discreto consenso. &lt;br /&gt;Alla riflessione sul 15 ottobre vogliamo apporre una premessa fondamentale: la manifestazione di Roma ci mostra, al di fuori della retorica pressappochista tesa a isolare ed emarginare le pratiche di lotta più radicali, un primo ed enorme momento di opposizione globale alla crisi e alla progressiva degenerazione dei suoi effetti che, come a più riprese abbiamo ribadito, ricadono solo e soltanto sulle fasce più deboli della popolazione.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Le strade di Roma hanno visto manifestare 400 mila persone che in piazza hanno portato contenuti precisi ed obiettivi chiari, che non possono prescindere dal totale rifiuto del sistema economico dominante che ha ridotto chi ci governa a servile esecutore di diktat imposti da istituzioni sovranazionali, BCE su tutte. Milioni di persone in tutto il mondo hanno preso parte alla giornata di mobilitazione mostrando chiaramente che un’opposizione sociale e politica praticata dal basso esiste, e deve ripartire dalla difesa e dall’ampliamento dei diritti, specialmente per le categorie più disagiate e relegate ai margini del nostro mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo processo di opposizione trova la sua ragion d’essere nella lotta contro l’imposizione di politiche neoliberiste volte a tutelare banche e grossi gruppi finanziari dalla crisi economica, tagliando la spesa sociale, deregolamentando il mercato del lavoro, chiudendo i confini, e permettendo che pochi si impossessino e gestiscano la ricchezza sociale. Stiamo lottando perché non si chiuda ogni prospettiva a studenti, precari, lavoratori, migranti e comuni cittadini, dai centri urbani alle periferie. Costruiamo percorsi radicali anche perché siamo coscienti del fatto che nessuno è più disposto a fare sacrifici a favore di banche e grossi gruppi finanziari, nessuno è disposto a rinunciare ai diritti sociali conquistati con dure lotte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi  è sceso in piazza il 15 ottobre è accomunato, seppure nella differenza delle pratiche e delle rivendicazioni specifiche, da un senso di smarrimento causato dalla precarietà delle proprie esistenze e dalla rabbia per le condizioni sociali a cui si è costretti, una richiesta di cambiamento che da anni lotta per contrastare le politiche della crisi. Questa è l’anima dei movimenti, delle individualità e dei collettivi che hanno manifestato a Roma, gli stessi che da anni manifestano dissenso e rivendicano diritti, puntualmente repressi, criminalizzati a priori e, quando accolti in sede istituzionale, ripetutamente frustrati nei loro intenti, ma comunque mai messi a tacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fatti di Piazza San Giovanni vanno letti in questo contesto: nessun addestramento specifico, nessun gruppo paramilitare, nessuna regia occulta, semplicemente  il dirompente manifestarsi di un disagio generazionale e non solo, l’esplosione di un’emergenza sociale che la politica è incapace di recepire e affrontare in maniera concreta. Nonostante i leggendari racconti dei media sulla gente nera e cattiva che ha messo a ferro e fuoco Roma, dovrebbe oramai essere chiaro che dietro quei volti coperti e quelle barricate c’è la parte di questo paese dichiarata sconfitta prima del tempo, quella parte della popolazione che la crisi non l’ha provocata ma che, paradossalmente, la sta pagando e, nei disegni della classe dirigente, dovrebbe continuare a pagarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è la nostra ribellione ad un presente di ingiustizia ed un futuro negato, dove non esistono più diritto al lavoro, alla casa, allo studio, all’accoglienza. Qualcuno sembra aver dimenticato che il conflitto sociale è un fatto storico ricorrente, specialmente in tempi di crisi e di austerità. Per questo non ci scandalizziamo per le rivolte di piazza, anche violente, che sempre più spesso vediamo esplodere nelle città di tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta comunque, dopo sabato, la necessità di una riflessione sulla capacità del movimento di rimanere coeso pur nelle differenze dei metodi di lotta. A Roma il 15 ottobre non si è andati verso i palazzi del potere ma si è praticato il conflitto in una piazza che sarebbe comunque stata del movimento, e che dopo gli scontri è rimasta desolatamente vuota. Questo ci pone la necessità di organizzare e coordinare collettivamente le pratiche di lotta, anche e soprattutto alla luce della capacità di resistenza che il movimento ha poi saputo dimostrare di fronte alla reazione delle forze di polizia. Ciò significa che le pratiche non si impongono, che  le forzature dividono e che le riflessioni condivise uniscono, anche se ciò implica fare autocritica. Non esiste una sola pratica di lotta e ancor di più non esiste un solo modo di radicalizzare le lotte. La pluralità delle pratiche va tutelata ed organizzata nella maniera più unitaria possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’ultima perentoria presa di posizione è il rifiuto di qualsiasi tentativo di criminalizzazione della lotta e di divisione del movimento, a partire dalle pratiche delatorie. I blitz a tappeto, i riferimenti alla Daspo politica e vecchie reminiscenze come la legge Reale sono puri atti di intimidazione che non possono essere né tollerati né sottaciuti, ma che vanno denunciati pubblicamente come forme di tutela violenta dei processi decisionali, da cui si vuole escludere ogni forma  di dialogo con le opposizioni sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vogliamo riprenderci tutto ciò che ci hanno tolto e dobbiamo partire dagli spazi di espressione del dissenso. Ora più che mai, in un clima di terrorismo psicologico come quello a cui stiamo assistendo negli ultimi giorni, occorre rivendicare la legittimità della lotta senza cedere il passo alla strumentalizzazione politico-mediatica dei fatti di piazza San Giovanni. Vogliamo invadere le città, ma invaderle sul serio, bloccare le strade, le stazioni, varcare le zone rosse del potere e magari anche accamparci nelle piazze, per ribadire che nessuno può decidere sulle nostre vite rinchiuso in quei palazzi del potere che poi, quando le acque si sono calmate, vengono eretti a tempio della democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto ci riguarda, come studentesse e studenti dell’Università di Urbino, vogliamo da subito rilanciare le nostre lotte a partire da un serrato lavoro di denuncia sui responsabili e sulle conseguenze del peggioramento delle condizioni materiali degli studenti nella nostra città, gli “utenti” di una città campus che sta perdendo la sua vocazione originaria a favore di una gestione aziendale della vita studentesca. Ci riapproprieremo della ricchezza sociale che sappiamo produrre, sottoponendo a critica l’offerta formativa dell’ateneo di Urbino e mostrando la natura del meccanismo di indebitamento studentesco che Banca Marche insieme a Ersu e Regione stanno proponendo quale sostituto al diritto allo studio, ormai allo sbando e fortemente sotto finanziato. Continueremo a lottare per tutelare i diritti e garantire integrazione a tutte le fasce deboli della società, a partire dalle nostre compagne e i nostri compagni disabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Costruiremo le nostre lotte per un futuro diverso facendo vivere gli spazi sociali della città. Lotteremo sul territorio insieme a tutte le realtà che si esprimono modo critico e dialettico rispetto all’attuale situazione sociale. Quello che sta succedendo in questi giorni ci dice che l’emergenza sociale è generale e diffusa, il conflitto che ne deriva anche. A Roma sul nostro striscione c’era scritto: “Incompatibili con la crisi, inconciliabili con chi la governa”, il resto è storia da scrivere, gestione collettiva dei processi di opposizione alla deriva economico-sociale che ci sta investendo. L’autunno è  appena incominciato, oltre l’indignazione pratichiamo conflitti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-8738803946432009069?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/8738803946432009069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=8738803946432009069' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8738803946432009069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8738803946432009069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/10/riflessioni-sulla-manifestazione-di.html' title='Riflessioni sulla manifestazione di sabato 15 ottobre'/><author><name>adhoc-crazia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10416656497124013313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-386432969859477826</id><published>2011-10-22T11:33:00.003+02:00</published><updated>2011-10-22T18:48:04.192+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>IL MANZONISMO DEGLI STENTERELLI</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="UE" src="http://www.phonotype.net/public/CD%200367.jpg" align="right" border="0" height="195" hspace="4" vspace="2" width="280"&gt;Malgrado nella nostra parentela ci sia un poeta pieno di versi, sappiamo bene di essere tanto letterariamente scarsi che neanche il verso del Carducci ci si adatta. Prima che lo dica qualche caritatevole amico, affermiamo di essere, - è vero -, degli schiancapenne (scribacchini vengono definiti più a nord) ed alquanto ignoranti, ma subito aggiungiamo a questa nostra professione di modestia che la forzata frequentazione scolastica del capolavoro di don Lisandro ci ha lasciato nei cassetti della memoria una serie di litografie – nemmeno lontanamente, si intende, parenti alle tavole del Dorè – destinate di quanto in quanto ad illustrare le cronachette sportive da noi indegnamente curate su questa rivista, pur così prestigiosamente diretta da un maestro del moderno pensiero filosofico (un “cattivo maestro” tifoso dell’Inter).&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;L’abbiamo presa alla lontana. Questa lunga e impacciata premessa, cari lettori, ci è servita per prendere coraggio e per informarvi che - avendo fatto un voto - effettueremo la cerca e il pellegrinaggio ad esso collegati. Ci spieghiamo rammentandovi che padre Cristoforo di manzoniana memoria era un monaco questuante, uno di quelli cioè che facevano la cerca, chiedevano in giro un po’ d’elemosina. Tutti (o quasi) davano volentieri il loro obolo, anche se l’annata era stata scarsa e alla fine poche noci si urtavano nel sacco.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il voto, ricordatevi delle trepidazioni di Lucia Montella (nessuna parentela?).&lt;br /&gt;Sovvenire alle necessità della Chiesa è pur sempre, come sapete, un ottimo investimento sul futuro perché - oltre a propiziare migliori raccolti - l’offerta vale anche ad impetrare dalla pietà celeste una grazia piccola o grande che sia.&lt;br /&gt;Tergiversiamo, scantoniamo, cambiamo discorso, ma alla fine ve lo dobbiamo pur dire: non solo abbiamo fatto un voto alla Madonna dell’Arco, ma visto che ci trovavamo abbiamo chiesto una grazia speciale. Ecco di che si tratta: se il Napoli si porta in testa alla classifica dopo le prossime cinque giornate e quindi prende l’aire per la vittoria finale, ci vedrete in primavera correre a Santa Anastasia, non per mangiare il cordisco o bere  l’ottimo vino di catalanesca, ma puramente e semplicemente per gratitudine alla Madonna dall’azzurro manto.&lt;br /&gt;Abbiamo considerato che nelle prossime cinque gare di campionato gli azzurri di Mazzarri incontreranno le prime cinque in classifica (i nerazzurri brillano per la loro assenza). Coronerà questo tour de force la partita casalinga con la Juve in calendario per il 6 novembre (dopo che il martedì precedente si sarà giocato fuori casa per la Champions).&lt;br /&gt;De Laurentiis ha dichiarato che, considerata la necessità del turn over, per ora  antepone le belle figure in Coppa Campioni agli applausi per il bel gioco contro le squadre italiane. Con tutto il rispetto, dissentiamo e gli suggeriamo di unirsi a noi nella ricerca di nuove alleanze. Deve ricordare che San Gennaro è davvero un gran santo ma – siccome notoriamente è anche gran signore – si sveglia tardi ed inoltre è spesso occupato a chiacchierare con gli altri co-protettori (54) della città partenopea. &lt;br /&gt;Il presidente ricorderà inoltre che in Campania siamo abituati a pagare piccole somme per assicurarci non la vita eterna, ma un’esistenza tranquilla e protetta. Molti infatti (quasi tutti, in un modo o nell’altro) pagano il cosiddetto pizzo – o camorra, che dir si voglia -, a chi di dovere. Si levano a dinto ‘e mpicce e sono certi che staranno sicuri, almeno fino alla prossima rata, perché nessuno vuole che sia fatto del male a chi lavora, produce e sopra tutto dona ai bisognosi.&lt;br /&gt;Se don Aurè si guarda attorno scorgerà qualcuno ancora più astuto negli investimenti di danaro. Non si tratta degli usurai che succhiano il sangue del prossimo, ma semplicemente di brave persone che con un oboletto guadagnano addirittura la vita eterna: suono d’arpe, cori angelici e frequentazioni importanti, tutto compreso.&lt;br /&gt;A noi basta molto di meno: uno scudetto tricolore ed è per questo, - cari lettori -, che il vostro cronista sportivo si è fatto coraggio: ha fatto “o voto a Maronna e ll’Arco”.&lt;br /&gt;Sapete che a partire dal 19 gennaio, - festa di sant’Antuono (l’abate del deserto, quello che si innamorò del porco) - e fino alla domenica di Pasqua i devoti della madonna dell’Arco, girano nei vari quartieri chiedendo un’offerta per il santuario dove si trova l’effigie miracolosa (vicino agli archi superstiti dell’antico acquedotto romano che approvvigionava la città di Napoli con una sorgente del monte Somma: come sapete, la parte più antica del complesso vulcanico del Vesuvio).&lt;br /&gt;In attesa quindi di recarci il lunedì in Albis a sciogliere il nostro voto, ci siamo associati a una “paranza” di devoti e se le cose andranno bene nei prossimi quindici giorni, ci vedrete a tempo debito (vestiti di bianco e con fascia azzurra, ma non scalzi perché neanche i monaci usano più così) andare in giro a fare la cerca accompagnati dalla banda. Capite bene che non ci si può presentare a una Madonna tanto importante a mani vuote e perciò attireremo l’attenzione della gente cantando “a voce ra questua”. Considerate le nostre doti canore, raccoglieremo, ne siamo sicuri, molte offerte, date allo scopo principale di tacitarci. Tenete presente inoltre che Arca, Archina, Archino sono nomi ancora molto comuni (non solo nella vicina isola di Procida), a dimostrazione che i miracoli arrivano dovunque.&lt;br /&gt;Davanti a tutti quindi ci impegniamo a fare di corsa la strada del santuario nel giorno di Pasquetta. Saremo così anche noi “fujenti” (i devoti, non quelli che scappano via dalle guardie). Una dozzina di chilometri, semmai con l’ultimo pezzo sulle ginocchia. Pur di ottenere lo scudetto, che volete che siano? Un divertimento, quasi.&lt;br /&gt;Prima di por mano a questo pezzo dagli accenti inconsueti per i liberi pensatori di Adhoc-crazia, abbiamo voluto confidarci col cugino omonimo e con il redattore capo (alias l’Onesto Yago).&lt;br /&gt;Il caro parente ci ha consegnato là per là uno dei suoi soliti capolavori e qui di seguito ve lo trascriviamo: “Deluso nel tuo tifo, direttore, / abbranchi il desco tutto attovagliato, / sogghigni nel barbone profumato / e perseveri ancora nel tuo errore / dicendo che non c’era, quel rigore. / Incompetente sei e disinformato: / non vincerà, l’Inter, il campionato / destinato alla squadra di valore / che combatte sotto l’azzurro manto / della Vergine che a tutti ci diè vanto / e protetta sempre da San Gennaro, / nemico tuo come d’ogni altro avaro. / Se tu rimpiangi il bel tempo che fu / di Mou, rassegnati: non torna più”! &lt;br /&gt;L’Onesto invece dice di non credere alle nostre parole: il voto in cambio di favori celesti alla squadra del cuore sarebbe secondo lui soltanto un ennesimo episodio di blasfemia. Però gli abbiamo fatto promettere che chiederà al suo amico Peppe Macrì, artista del pennello, il disegnino di un ciuchino con gualdrappa azzurra che ne scalcia un altro dalla faccia triste somigliante a quella del beneamato direttore interista assiso su di un cumulo di bottiglie vuote di Cynar (un’asin grigio, rosicchiando un cardo…).&lt;br /&gt;Chi vuol partecipare alla nostra paranza? Ultimo giro, ultima occasione.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-386432969859477826?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/386432969859477826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=386432969859477826' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/386432969859477826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/386432969859477826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/10/il-manzonismo-degli-stenterelli.html' title='IL MANZONISMO DEGLI STENTERELLI'/><author><name>adhoc-crazia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10416656497124013313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-8930766427746806099</id><published>2011-10-20T01:04:00.000+02:00</published><updated>2011-10-20T01:04:00.308+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>AGLI INDIGNATI NON FAR SAPERE QUANTO LA NATO AMA IL BANCHIERE</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Altro che bombe al fosforo ed uranio impoverito. Il 15 ottobre scorso i telespettatori hanno scoperto che la vera arma di distruzione di massa è il sampietrino e che, mentre i bombardamenti che da otto mesi l'aviazione italiana infligge alla Libia sono "interventi umanitari", a Piazza San Giovanni invece c'era una "guerra". &lt;br /&gt;Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha dimostrato di possedere lo stesso senso delle proporzioni, poiché si è messo a strepitare di una capitale messa a ferro e fuoco dai manifestanti e di "due milioni di danni". Un bel pretesto per negare alla FIOM la sua manifestazione che era prevista per domani.&lt;br /&gt;Alemanno se la prende tanto per due milioni di danni per ora molto, ma molto, presunti; ma è strano che quando i danni accertati per il Comune di Roma ammontavano addirittura a tre miliardi e duecento milioni di euro, il sindaco non solo non ha strepitato, ma ha avvolto tutto in una nube di silenzio.&lt;span class="fullpost"&gt; I tre miliardi e duecento in oggetto riguardano l'esposizione del Comune di Roma nella truffa dei titoli derivati, che ha coinvolto, in misura minore, anche altri Comuni, come quello di Milano, che ha un'esposizione di un miliardo e settecento milioni di euro.[1] &lt;br /&gt;Alemanno di magagne personali ne può vantare veramente tante, ma tante. Non si tratta solo delle note vicende parentali, ma anche del fatto che Alemanno è diventato un pupazzo della Philip Morris, sotto la tutela di un manager di questa multinazionale, Aurelio Regina, che è anche presidente della Confindustria romana. Persino il sito web ufficiale di Alemanno è stato spudoratamente occupato da Aurelio Regina e dai suoi propositi affaristici.[2] &lt;br /&gt;Nella specifica situazione della truffa dei derivati, Alemanno però non ha dirette responsabilità, dato che la geniale idea di affidare le sorti finanziarie del Comune di Roma alla banca multinazionale JP Morgan, e ad altri degni compari, era stata del sindaco precedente, Walter Veltroni. Il motivo del complice silenzio di Alemanno comunque è abbastanza evidente, dato che le vittime della truffa sono trasversali al sistema dei partiti. Se Alemanno avesse sputtanato Veltroni, avrebbe rischiato di sputtanare anche la sua collega di partito, Letizia Moratti, che ha messo nei guai il Comune di Milano, preferendo però farsi truffare dalla multinazionale tedesca Deutsche Bank. &lt;br /&gt;Sembra il trionfo del solito luogo comune: destra e "sinistra" sono uguali. In realtà, pur con tutti i suoi limiti, il movimento del 15 ottobre ha contribuito a far saltare questi schemi obbligati del finto dibattito politico. La piazza di Roma del 15 ottobre ha puntato il dito non contro i soliti fantocci del potere, ma contro una componente precisa del potere reale, cioè il colonialismo delle banche multinazionali. Sarà questo il motivo per il quale "la Repubblica" ed "Il Fatto Quotidiano" hanno avviato una strisciante criminalizzazione mediatica del movimento, presentato come ancora violento ed immaturo.&lt;br /&gt;Per distrarre il movimento dai suoi obiettivi infatti non c'è nulla di meglio che un bel dibattito infinito sulla violenza e sulle leggi speciali. Il tutto poi è condito da analisi giornalistiche sullo sfondo sociale dei partecipanti, sulla loro mancanza di ideologia e sulla loro sconcertante preparazione militare. Pare, nientemeno, che quando la polizia caricava i manifestanti scappavano, ma poi tornavano se la polizia si fermava. Cose mai viste. Altro che l'addestramento in Grecia di cui ha parlato il quotidiano "la Repubblica". Tattiche di guerriglia così originali e sofisticate possono essere state apprese solo in campi di addestramento per terroristi mediorientali. &lt;br /&gt;Non manca poi un accenno di pietas per i poveri poliziotti. Si fa fatica a resistere alla tentazione di partecipare alla raccolta di fondi per la benzina alle macchine della polizia; pare stia avendo un grande successo. Però pure Tremonti ha le sue ragioni; con tutti quei caroselli nelle manifestazioni ad investire i protestanti, la benzina non basta mai.&lt;br /&gt;L'esponente del PD Ignazio Marino commuove ancora di più con racconti degni di Dickens: i poliziotti pagano di persona le fotocopie di servizio, e ci sono anche alcuni benemeriti che portano il toner in caserma; gli scudi della celere, secondo Marino, vanno in frantumi anche per una sola biglia. La commozione travolge più delle stesse cariche della polizia.     &lt;br /&gt;Viene infine spiegato ai giovani che prima di poter pensare di porre un freno ai furti ed alle frodi dei banchieri, è necessario che tutti, ma proprio  tutti, i manifestanti diventino pacifici e responsabili; perciò, dato che dei tafferuglisti esisteranno sempre, i banchieri potranno fare il loro comodo in eterno. Il ragionamento non fa una grinza: solo un'opposizione perfetta nei pensieri, nei sentimenti e nei comportamenti può essere degna di osare di criticare il potere; ovvero deve essere il potere a scegliersi gli oppositori. Questa è la democrazia.&lt;br /&gt;E poi basta con questa mania di attaccare i banchieri e di lamentarsi che i contribuenti debbano pagare il salvataggio delle banche. Le banche svolgono una funzione essenziale nell'economia. Se quella mente illuminata di Veltroni non si fosse rivolta a JP Morgan, a quest'ora il Comune di Roma avrebbe avuto in cassa tre miliardi e duecento milioni in più, soldi che avrebbero persino rischiato di finire in nuovi servizi e nuove assunzioni. Pensa che tragedia.&lt;br /&gt;Non ci si crederà, ma anche i banchieri provano sentimenti umani. Prendiamo, ad esempio, il capo di Deutsche Bank, Josef Ackermann, quel banchiere svizzero che in Germania i soliti giornalisti faziosi descrivono come un parassita criminale, capace di farsi pagare dai contribuenti anche la brioche ed il cappuccino, e di rubare gli spiccioli nei piattini dei ciechi. &lt;br /&gt;Ackermann ha dimostrato invece di avere un cuore sensibile. Il 29 aprile del 2010 Ackermann fu insignito del premio Distinguished Leadership Award business dal Consiglio Atlantico, l'organo supremo della NATO; lo stesso premio che era stato già attribuito a due personcine a modo come George Bush padre ed Helmut Kohl. In quell'occasione il banchiere svizzero ha sciolto un emozionante inno di lode alla NATO, affermando che i principi fondanti di questa organizzazione sono la sua guida. Un vero matrimonio d'amore tra militarismo e finanza.[3]&lt;br /&gt;I motivi di tanto amore derivano dal fatto che la NATO non è affatto un covo di generali, ma accoglie, incoraggia e foraggia i banchieri, li vezzeggia, li premia, li inquadra in cordate di affari, li organizza in truppe disciplinate del crimine finanziario. Le guerre della NATO sono davvero umanitarie, perché si sa che la guerra è la madre di tutti gli affari, perciò senza le guerre i poveri banchieri finirebbero per languire e morire.&lt;br /&gt;I banchieri amano la NATO, perché la NATO ama i banchieri. Se si vuole farsene un'idea basta andare sul sito del Consiglio Atlantico, per scoprire che tra gli sponsor del Consiglio si trovano tutte le principali multinazionali, e non solo della finanza. Non mancano neppure Coca Cola e Google. I posti d'onore sono per Deutsche Bank, la solita Goldman Sachs ed anche JP Morgan.[4] &lt;br /&gt;A JP Morgan la protezione della NATO ha aperto anche lo sfruttamento delle ricchezze minerarie dell'Afghanistan, in particolare dell'oro; uno sfruttamento che la multinazionale finanziaria statunitense sta conducendo avvalendosi della diretta collaborazione del Pentagono. La notizia è anche abbastanza fresca, dato che è stata lanciata appena l'11 maggio scorso da CNN Money; quindi tutte le chiacchiere sulla "exit strategy" della NATO dall'Afghanistan sono fumo mediatico. La NATO rimane, perché c'è l'oro afgano da regalare a JP Morgan. Se non è amore questo.[5]&lt;br /&gt;Sarà proprio questo amore il motivo per il quale Alemanno si è già cristianamente rassegnato alla prospettiva di non riavere mai più quei tre miliardi e duecento milioni da JP Morgan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200805211205179789&amp;chkAgenzie=TMFI&lt;br /&gt;[2] &lt;br /&gt;http://duepuntozero.alemanno.it/2011/02/22/stati-generali-della-citta-aurelio-regina.html&lt;br /&gt;http://affaritaliani.libero.it/roma/aurelio_regina_grande_tessitore_di_roma_personaggio250510.html&lt;br /&gt;[3] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://www.db.com/en/content/company/headlines_2091.htm&lt;br /&gt;[4] &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.acus.org/about/sponsors&amp;ei=SQibToWwI4mhOu2KsYkK&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=2&amp;ved=0CC4Q7gEwAQ&amp;prev=/search%3Fq%3Dacus.org%2Bgoldman%2Bsachs%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[5] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://management.fortune.cnn.com/2011/05/11/jp-morgan-hunt-afghan-gold/&amp;ei=sq2dTpSeJsnq0gHK4-COCQ&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CCUQ7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Djp%2Bmorgan%2Bafghanistan%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-8930766427746806099?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/8930766427746806099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=8930766427746806099' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8930766427746806099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8930766427746806099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/10/agli-indignati-non-far-sapere-quanto-la.html' title='AGLI INDIGNATI NON FAR SAPERE QUANTO LA NATO AMA IL BANCHIERE'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-5240729730604999031</id><published>2011-10-15T01:10:00.000+02:00</published><updated>2011-10-15T01:10:00.501+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>SIAMO FIDUCIOSI NEI TAROCCHI</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ieri sera, soli in redazione, guardavamo distrattamente dalla finestra e tutto a un tratto ci siamo  trovati in un mazzo di tarocchi. Stavano arrivando il direttore, il redattore capo (l’Onesto Yago) e il sedicente poeta nostro parente. I tre, illuminati dal plenilunio, si erano trasformati in figure degne del pennello di Oswald Wirth. Preceduto dall’Onesto e seguito da nostro cugino il direttore frugava nel buio con una torcia elettrica e avanzava a piccoli passi: l’Eremita guidato dal serpente e seguito dal Matto. A noi sarebbe piaciuto riconoscerci nel Bagatto, ma sulla nostra scrivania non c’era la coppa che simboleggia il sapere, né la spada che indica l’osare, né tanto meno il denaro (non siamo retribuiti da tempo immemorabile). &lt;br /&gt;Aprimmo la porta e tutto tornò a posto, ma l’astro d’argento ci suggerì di proporre agli altri tre di giocare ancora una “bolletta” in società. Domenica scorsa abbiamo coinvolto i nostri colleghi in una puntata sul favorito dell’84° Derby italiano di trotto, Obama Gar. Purtroppo in questo momento non gira bene neanche per il cavallo, arrivato soltanto terzo dopo i napoletani Olona Ok e Occhione Jet.&lt;span class="fullpost"&gt; Abbiamo individuato l’occasione buona per rifarsi e vincere nelle prossime due partite in casa degli azzurri di Mazzarri. Quella di stasera con il Parma è un’occasione da non perdere, visto e considerato che, a parte il resto, il tecnico livornese conosce benissimo i punti deboli della squadra avversaria (dove infatti giocano ben otto suoi ex allievi). Ma poi - dite voi - arriva il Bayern Monaco. Nessun problema rispondiamo noi: mentre ai tedeschi mancherà Arjen Robben, don Walterino (proto attenzione alla doppia v, se no si confonde) metterà in campo la squadra che ha già fatto vedere i sorci verdi alle milanesi e in più sugli spalti del San Paolo ci sarà un tifo spettacoloso.&lt;br /&gt;Il direttore però nicchia, dubita, fa il catastrofista e, diciamolo con la parola giusta, gufa. Infatti gli brucia ancora la sconfitta dell’amatissima Inter, trova un sacco di scuse, invoca la moviola e non vuole riconoscere che Obi era già stato graziato da Rocchi e c’era un rigore non dato su Pandev. Quindi per adesso, riguardo alle eventuali società per giocare insieme una schedina, c’è una situazione di stallo. Per vendicarci almeno un poco abbiamo regalato una bottiglia del pregiato vino ischitano Vigne di Chignole al nostro parente apollineo (nel senso che è seguace di Apollo Musagete) e lui subito ci ha sfornato quattordici versacci che abbiamo avuto cura di portare immediatamente a destinazione. Forse, cari lettori, non avete la curiosità di conoscerli, ma ve li propiniamo egualmente. Eccoli: &lt;br /&gt;“Un direttore avaro e lussurioso / si atteggia a moralista, l’impudico! / Difficilmente puoi restargli amico / perché per l’Inter fa il pazzo furioso / ed inoltre - questo è molto curioso - / pensa d’essere astuto e molto fico / facendosi passare per mendico / (specialmente da quando sta a riposo). / Tutti invece sanno quanto sia ricco, / come fra i Cresi abbia un posto di spicco. / A nulla gli vale quindi mentire / e forte lamentarsi a non finire, / infatti volentieri è sbugiardato / da Yago, traditore rinomato”.&lt;br /&gt;A proposito del redattore capo, vi dobbiamo riferire la storiellina che ci ha inflitto proprio stamattina. L’esimio collega, ci ha fatto prima notare che al direttore capita di tanto in tanto, - poiché li studia assiduamente -, di immedesimarsi nei filosofi che dovrà poi far capire a qualche devota allieva. Dopo questa premessa l’Onesto ha continuato nel suo dire raccontandoci che una settimana fa, - dopo il tre a zero di infausta (per lui) memoria -, il Professore è entrato nel solito barriciello e subito il barista premuroso gli ha chiesto se volesse il solito. “Non penso” ha risposto lui, ed è scomparso…&lt;br /&gt;Al nostro sguardo interrogativo l’infame ha chiarito: “Cartesio. Non ricordi? ‘Dubito ergo cogito, cogito ergo sum.’ Perciò se non pensa …” Malgrado la spiegazione non abbiamo riso lo stesso.&lt;br /&gt;Con grande piacere informiamo il colto e l’inclita che, malgrado la micragnosità del predetto direttore, siamo riusciti ad accaparrarci un biglietto per la partita di Champions League, quindi&lt;br /&gt;con la nostra modesta moneta abbiamo contribuito all’incasso di 2,4 milioni che ha stracciato il vecchio record del quale, peraltro, egualmente fummo protagonisti aggiungendoci al fiume di tifosi che si riversò nello stadio di Fuorigrotta 22 anni fa per ammirare Maradona, che faceva impazzire i difensori dello Stoccarda. Quello sgorbio italo-argentino resterà indimenticabile per chi lo ha visto bailar football col numero10 sulle spalle. Partite memorabili e (pensiamo) inimitabili. Un faro, oggi per Lavezzi e domani per Insigne. Calcisticamente parlando, perché noi lo ammiriamo anche per quanto ha saputo fare in altri campi. La classe non è acqua, e subito ci spieghiamo con un esempio.&lt;br /&gt;Non tutti sanno che Tiechite si napoletanizzò tanto da inventare addirittura una variante degli spaghetti aglio e olio. Come si fa a introdurre una novità in un piatto tanto semplice quanto classico? Il genio ha mille modi di esprimersi nei campi più diversi. Il meraviglioso scugnizzo, - che all’epoca era già chiacchierato per aver fatto uso di droghe -, aveva sviluppato una irrefrenabile dipendenza nei confronti del classico primo piatto ed arrivò addirittura a migliorarlo. Gli “spaghetti alla Maradona” si ottengono semplicemente aggiungendo una spruzzata di pan grattato (preventivamente tostato in padella) prima di darsi da fare con la forchetta. Sembra niente ma, provare per credere (come diceva la vecchietta alla nipote incredula a proposito di certe vanterie).&lt;br /&gt;Invece che dai vicoli del Barrio, Cassano è dovuto venir fuori dalle stradine di Barivecchia. Anche lui a suo modo è un genio, seppure non paragonabile (per carità!) al Pibe de oro. Bisogna che i musi storti e i bacchettoni a vario titolo si arrendano all’evidenza. Il milanista che molti pensavano dovesse essere sbolognato da Confalonieri a qualche amatore (magari De Laurentiis!) rappresenta la scommessa che Prandelli ha vinto dopo aver raccolto una nazionale uscita a pezzi dal mondiale in Sud Africa. Fantantonio è stato decisivo per la qualificazione agli europei. Oltre ai numerosi e decisivi assist, ha segnato 6 gol (una doppietta ultimamente a Pescara) che hanno spianato la strada agli azzurri ed ora si spera che in Polonia e Ucraina…, non aggiungiamo altro perché Peppino (fra i De Filippo quello che più ci piace) diceva “non è vero, ma ci credo” e noi siamo famosi a Spaccanapoli per la grande quantità di amuleti che siamo capaci di comprare ogni volta che passiamo da quelle parti. I portafortuna non bastano mai perché l’invidia muove il mondo e gli invidiosi hanno i cosiddetti “uocchie sicche”, cioè portano male e noi ci dobbiamo salvaguardare. Insomma, per chi non l’avesse capito, siamo lievemente superstiziosi. E’ questo il motivo per il quale evitiamo di farci indovinare il futuro: temiamo che venire a conoscenza di un presagio sfavorevole ne renda più facile l’avveramento.&lt;br /&gt;Tanto premesso, abbiamo preso il coraggio a due mani e ci siamo rivolti a un tale che è molto amico del poetastro che voi, infelici lettori, ben conoscete. Abbiamo potuto in tal modo invitare l’esoterista a consultare per noi i tarocchi su un certo pensiero che conserviamo nella mente.&lt;br /&gt;Le prime tre lame scoperte sono state il Vesuvio fumante (la forza), la ruota della fortuna e il sole.&lt;br /&gt;“Basta così!” abbiamo detto. Poi abbiamo ringraziato, offerto un caffè e salutato.&lt;br /&gt;Chisto è o paese do sole, aggiungete la forza della squadra e la fortuna, che è sempre necessaria….&lt;br /&gt;Che risultato ottenete voi?&lt;br /&gt;Attualmente le quote Snai su chi vincerà lo scudetto danno il Milan a 3, la Juve a 3 e 50, il Napoli a 4 e 50. Quello che sta sotto al posto di quello in cima. Non vi pare che potrebbe andare anche così? Sarebbe un ottimo investimento.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-5240729730604999031?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/5240729730604999031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=5240729730604999031' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/5240729730604999031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/5240729730604999031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/10/siamo-fiduciosi-nei-tarocchi.html' title='SIAMO FIDUCIOSI NEI TAROCCHI'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-8093217184651172485</id><published>2011-10-13T01:32:00.000+02:00</published><updated>2011-10-13T01:32:00.239+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>LA NATO CHIAMA GOLDMAN SACHS AD INSEGNARE LA DEMOCRAZIA AGLI AFGANI E AI LIBICI</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il 7 ottobre scorso vi è stata la ricorrenza dei dieci anni dell'intervento della NATO in Afghanistan, un'occasione per mettere in piedi uno dei consueti rituali propagandistici di finta autocritica che cercano di far credere che esista una coscienza inquieta dell'Occidente che si confronta con i propri errori e le proprie manchevolezze. Certo, se si valutano questi dieci anni in base agli scopi dichiarati dell'intervento, allora la missione può essere considerata un fallimento; ma se si considera l'Afghanistan in termini di modello coloniale, in effetti il successo non può essere negato. Se infatti l'Afghanistan non avesse prodotto qualche risultato dal punto di vista degli interessi coloniali delle multinazionali, non vi sarebbe stata nel marzo scorso l'aggressione della NATO alla Libia per cercare di imporre quel modello anche lì.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;L'irriducibilità della resistenza afgana e l'elevato numero di perdite da parte della NATO costituiscono a propria volta un fatto, ma va anche considerato che la guerra "legale" in Afghanistan consente al Pentagono di attribuire al fronte afgano i caduti su tutti i fronti illegali in cui le truppe statunitensi sono impegnate, compresi l'Iraq, la Somalia ed il Pakistan. Attribuire poi alla resistenza afgana una capacità di controllo del territorio maggiore alla realtà, risulta molto utile per scaricare sui Talebani la responsabilità dell'aumento della produzione e del traffico di oppio, che invece è gestito direttamente dalla NATO. La responsabilità della NATO nella produzione e nel traffico d'oppio costituisce un dato così evidente, che alla fine le autorità russe si sono decise a rilevarlo, anche se ancora senza accuse troppo esplicite; forse perché vorrebbero partecipare anche loro all'affare.[1] &lt;br /&gt;La "ricostruzione" dell'Afghanistan procede a misura dei business delle multinazionali, che invadono ormai ogni aspetto della vita economica e sociale. A gestire l'istruzione superiore in Afghanistan è arrivata Goldman Sachs, ovviamente su formale "invito" del governo Karzai, ed infatti la multinazionale del credito ha messo su a Kabul un'università privata laddove prima era allocato l'antico palazzo reale, accaparrandosi anche i terreni circostanti, con tanto di sfratto dagli edifici abitati. La costruzione di questa nuova università privata non costituisce per Goldman Sachs soltanto l'occasione di un gigantesco business immobiliare, ma anche la prospettiva di coltivare una classe dirigente locale a proprio uso e consumo in vista degli affari del futuro.[2] &lt;br /&gt;Sempre sotto la diretta tutela della NATO, Goldman Sachs infatti conduce in Afghanistan anche un programma di istruzione per le donne abbienti, in modo da iniziarle ai segreti del management e della gestione aziendale; circostanza che conferma il ruolo pedagogico che la multinazionale finanziaria è chiamata ufficialmente a svolgere nell'ambito dell'occupazione militare. Ce lo rivela enfaticamente il sito della stessa NATO.[3] &lt;br /&gt;Si trema al pensiero di ciò che Goldman Sachs potrà insegnare ai giovani ed alle donne afgane, ed un'idea ce la si può fare in base ai precedenti di questa multinazionale, le cui gesta leggendarie spiccano nelle bibbie del crimine finanziario. Immaginiamoci i volenterosi studenti afgani che ascoltano incantati il racconto di come Goldman Sachs negli scorsi anni si era fatta affidare dal governo libico l'amministrazione di un miliardo e trecento milioni di dollari, e di come questi soldi siano spariti senza lasciare tracce. Per la verità Goldman Sachs ha tenuto a precisare che di quei soldi è sparito solo il 98%, quindi rimarrebbe ben un 2% a riprova della sua buona fede.[4] &lt;br /&gt;Pare che il governo libico fosse ugualmente un po' infuriato e, per rabbonirlo, Goldman Sachs aveva offerto alla Libia di diventare azionista della multinazionale. Poi però tanta generosità da parte di Goldman Sachs non è stata più necessaria, dato che dal febbraio scorso Gheddafi è finito nel mirino del mobbing della "comunità internazionale", cioè della NATO. Anzi, il congelamento dei beni libici a causa delle sanzioni "umanitarie" contro Gheddafi, consente oggi a Goldman Sachs di detenere nelle proprie casse altri seicentocinque milioni di dollari libici in aggiunta ai soldi già "spariti".&lt;br /&gt;L'altra grande multinazionale finanziaria statunitense, la JP Morgan, si è dovuta accontentare invece di poco più di cinquecentotredici milioni, sempre sottratti alla Libia. Lanciare accuse contro uno "Stato canaglia" costituisce un espediente molto semplice ed efficace per derubarlo del suo denaro depositato in banche estere; perciò non c'è da sorprendersi se in questi giorni anche l'Iran si trova improvvisamente fatto oggetto di accuse di terrorismo ed attentati contro le ambasciate saudite ed israeliane a Washington.[5]   &lt;br /&gt;Dopo aver incamerato dall'amministrazione Obama vari miliardi di dollari di fondi TARP a salvataggio delle banche, Goldman Sachs ha potuto così giovarsi di questo ulteriore premio, forse in considerazione del fatto che aver derubato un regime dittatoriale come quello libico di oltre un miliardo di dollari deve considerarsi un atto molto democratico. Il governo statunitense ha prelevato per sé una parte dei fondi libici sequestrati, accampando motivi "umanitari", cioè per pagarsi l'aggressione militare alla Libia e le relative bombe umanitarie; ma comunque non un prelievo tale da disturbare le due banche.[6]           &lt;br /&gt;Il nuovo governo "democratico" appena insediato in Libia dalla NATO non ha sinora preteso che Goldman Sachs restituisse i soldi; forse perché la NATO non lo considererebbe una prova di maturità democratica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://english.ruvr.ru/2010/12/08/36436890.html&amp;ei=CiqTTuOGB8qhOu6sgcwN&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=6&amp;ved=0CE0Q7gEwBQ&amp;prev=/search%3Fq%3Dopium%2Bnato%2Bafghanistan%2Brussia%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[2] &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.embassyofafghanistan.org/documents/AUAFFactSheet.pdf&amp;ei=MBmTTob9MoKAOvrq6MsN&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=10&amp;sqi=2&amp;ved=0CHMQ7gEwCQ&amp;prev=/search%3Fq%3Dgoldman%2Bsachs%2Bafghanistan%2Buniversity%26hl%3Dit%26rlz%3D1R2ACAW_it%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[3] &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.nato.int/cps/en/natolive/news_72069.htm&amp;ei=3b-VTo-LEMSWOozNidcH&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=4&amp;ved=0CDYQ7gEwAw&amp;prev=/search%3Fq%3Dgoldman%2Bsachs%2Bnato%2Botan%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns&lt;br /&gt;[4] &lt;br /&gt;http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-05-31/goldman-libia-flirt-finito-155358.shtml?uuid=Aa9fG7bD&lt;br /&gt;http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304066504576347190532098376.html?mod=WSJEurope_hpp_MIDDLETopStories&lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://www.guardian.co.uk/business/2011/may/31/goldman-sachs-libya-investment&lt;br /&gt;[5] &lt;br /&gt;http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201110112056-ipp-rt10246-terrorismo_usa_sventato_attentato_iran_amb_saudita_e_israele&lt;br /&gt;[6] &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://www.nypost.com/p/news/local/manhattan/mo_money_in_city_banks_uZuSUN6kXI3nzPeDztk00I&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-8093217184651172485?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/8093217184651172485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=8093217184651172485' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8093217184651172485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8093217184651172485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/10/la-nato-chiama-goldman-sachs-ad.html' title='LA NATO CHIAMA GOLDMAN SACHS AD INSEGNARE LA DEMOCRAZIA AGLI AFGANI E AI LIBICI'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-7920433823327055440</id><published>2011-10-08T09:09:00.001+02:00</published><updated>2011-10-08T09:11:01.924+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>OGGI NON SI RECITA</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Anche nella vecchia capitale borbonica non si vuol essere da meno di tante altre città nello sfornare una caterva di manifestazioni volte a celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia. Così, chi oggi si recasse, - dopo essere passato davanti alla statua di Murat impettito nel saluto massonico -, al Teatrino di corte di palazzo reale in piazza Plebiscito, per ascoltare il gran Maestro del Grande oriente d’Italia (GOI) parlare di Napoli come “punto di partenza per il rilancio dell’intera nazione”, forse resterebbe meravigliato, più che dall’assunto, dall’importanza del ruolo attribuito da molti storici ai rivoluzionari, in prevalenza intellettuali, che si riunivano nelle Officine e nelle Rivendite.&lt;br /&gt;“Non ti sembra che ci troviamo di fronte a un peccato d’ottimismo? Anche se credesse ai miracoli questo signore dovrebbe, come si dice, “misurarsi la palla”. Tanto più poi che nel 2000, a parte il suffragio universale, ci sono sicuramente altre maniere di far politica.” E’ stato questo il commento del redattore capo (nom de plume Onesto Yago) rivolto a noi che gli stavamo leggendo la notizia  apparsa sul “Roma”.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;“Secondo te ci sarà qualcuno che ripeterà la tua osservazione in quel convegno? Fra i meridionalisti, gli studiosi, le autorità politiche e istituzionali che saranno là a pavoneggiarsi…” abbiamo tentato noi di continuare il discorso, senza peraltro riuscire nell’intento, perchè subitamente interrotti dal nostro parente omonimo (il poeta): “Pavoneggiarsi è detto molto a proposito, visto che nel pomeriggio ci sarà un talk show condotto da Cecchi Paone. A parte questo, vi voglio comunicare che bisogna assolutamente far intervenire il direttore ai lavori.”&lt;br /&gt;Gli abbiamo dato subito ragione perché, seppure lo stile dell’uomo in questione è improntato a (falsa) modestia, un paio di riflessioni ci hanno però spinto a seguire il cuginastro su questo terreno. Noi abbiamo sempre pensato ai massoni come ad uomini ricchi e potenti al centro di oscure trame, anche se loro si definiscono “liberi e di buoni costumi”. Sia o no la verità dalla nostra parte, anche riteniamo che il dominus di Adhoc-crazia questo sabato mattina debba doverosamente prendere parte alla manifestazione, e non solo per un dovere di rappresentanza. Se da una parte infatti è vero che i massoni furono fra i maggiori protagonisti del risorgimento e dell’unità nazionale (lo stesso inno di Mameli vi allude apertamente: “Fratelli d’Italia…”), d’altro lato è notorio che il nobile russo, Bakunin, - al cui nome per volontà del direttore risponde un amatissimo cagnolino -, fu presente in Italia, a Napoli e ad Ischia. Basti ricordare che Mazzini lo presentò al suo giro di patrioti, che fece parte della loggia “Il Progresso Sociale di Torino, che Garibaldi a Caprera gli conferì il 30° grado del rito scozzese, Cavaliere Kadosh (e si può ben pensare che questo non fosse casuale, dato che Kadosh era fra i gradi “templari” il più eversivo).&lt;br /&gt;Nostro cugino, che su ogni cosa discetta e sentenzia, sostiene addirittura che tutta la Sinistra ha delle radici massoniche, rinnegate solo in tempi relativamente recenti. Sia quel che sia e sempre  modestamente, ci sentiamo di porre Bakunin al vertice del triangolo (è proprio il caso di dire, visto che anche gli altri due entrarono fra le colonne) con Proudhon e Marx situati agli altri vertici.. Il tedesco asseriva che “la religione è l’oppio dei popoli”, e questa sua frase a (quasi) tutti piace. Al francese va attribuito il classico “la proprietà è un furto”, che è una verità (quasi) universalmente riconosciuta, ma noi più volentieri ci riconosciamo nell’affermazione di Michail Alexandrovic: “né dio, né padroni”.&lt;br /&gt;Ebbene, ora che abbiamo fatto la nostra dichiarazione di fede, dobbiamo aggiungere che non avremo mai il coraggio di ripeterla di fronte a chi è il nostro dio e padrone: il direttore. Non per una generica paura di perdere il posto (tanto continuerà a non pagarci), ma perché fortemente lo temiamo. L’uomo è più vendicativo di un massone (entrambi però, come sapete, predicano la tolleranza).&lt;br /&gt;A nostra conoscenza c’è una sola persona che non ha paura del direttore. Parliamo naturalmente del nostro parente posseduto dalla follia poetica. Prova ne sia l’ultimo capolavoro uscito dalla sua penna: “Famoso avaro, troppo te ne abusi / dei redattori e senza alcuna scusa / del Vate irridi i versi e la sua Musa. / Per te, topaccio, non ci son pertusi / dove celarti e presto i tuoi soprusi / li sconterai lontan dalla cambusa / del bel Desirèe, dove l’Onesto usa /  sempre invitare noi, da te delusi. / Questa è la sentenza con timbro e bollo: / non ti risparmierà l’ira d’Apollo. / Sei condannato a non mangiar prosciutto / ed a restare inoltre a becco asciutto. / Qualcosa di peggio t’attende ancora: / sarai respinto da Teano signora.”&lt;br /&gt;“E chi sarebbe questa Teano?”, abbiamo domandato al caporedattore, che anche lui è pieno di sapienza. “Credo che si tratti della giovane donna allieva del vecchio Pitagora” ci ha risposto lui con un sorrisetto e non ha voluto dire di più. Indagheremo, cari lettori. A costo di recarci a Crotone. Poi infallibilmente vi riferiremo.&lt;br /&gt;Ieri sera le nazionali di Italia e Serbia (1 a 1) hanno invece posto in essere una bella recita a soggetto il cui tema era “dimostriamo al mondo che siamo esempi di sportività e correttezza.” Gli azzurri, come al solito illuminati dagli sprazzi di classe dei vecchi Buffon e Pirlo, hanno disputato una partita a tratti leziosa ed avrebbero potuto vincere se avessero colta qualche altra occasione nei primi 20’, dopo il gol di Marchisio propiziato da una genialata del duo Cassano-Rossi. Poi i padroni di casa sono riusciti a pareggiare un po’ fortunosamente e i nostri si sono contentati di non perdere l’imbattibilità. Estonia quindi al secondo posto del girone.&lt;br /&gt;Abbiamo riflettuto che la squadra di Prandelli ha cominciato a giocare bene non appena il nuovo ct  l’ha presa in consegna anche perché molti giocatori erano già stati allenati da lui ai tempi della Fiorentina. Pazzini, Osvaldo, Maggio, Balzaretti, Montolivo  e Gilardino sono suoi vecchi giocatori in viola. Per non parlare di Giovinco e Cigarini (conosciuti ai tempi del Parma). Comunque, stiamo parlando del tecnico più bravo di tutti (almeno secondo noi). Tanto bravo che è capace di ottenere sempre il massimo dai vari Pirlo, Buffon, Chiellini e De Rossi, da lui ben motivati malgrado non  siano più giovanissimi. Continuando così vedremo rinverdire antichi fasti.&lt;br /&gt;Dobbiamo a questo punto dire che purtroppo sono poche le squadre che investono sul vivaio. Fra queste, da quando c’è De Laurentiis, va annoverato il Napoli. Gli azzurri, anche se non da subito, otterranno grandi successi quando esordiranno in squadra ragazzi come Insigne, che giovedì ha spopolato nella gara dell’under 21 contro il Liechtestein. Il giovane talento di Frattamaggiore deve rientrare dal Pescara e col suo metro e 63 sarà la nostra “formica atomica”.&lt;br /&gt;Visto che ci è sfuggito un accenno al nostro amato Napoli, non possiamo fare a meno, per timore delle rappresaglie direttoriali, di dire qualcosa anche dell’Inter. A partire dal 2004-2005 i nerazzurri hanno sempre conquistato almeno un titolo. Zanetti &amp; Co. avrebbero potuto brindare all’ottava stagione vincente già a Pechino quando invece persero, - eravamo in agosto -, la Supercoppa italiana, che il Milan non ha mancato di artigliare. Bisognerebbe riflettere sulle dichiarazioni ultime di Benitez, che adesso se ne vede bene, lui che è stato mandato via malgrado avesse vinto la supercoppa italiana e il mondiale per club. “Il presidente è troppo tifoso. Dopo di me ha già cambiato tre allenatori spendendo tantissimi soldi, senza  grandi risultati. E’ lui che prende le decisioni, giuste o sbagliate che siano. Ultimamente sembra che le sue scelte sbagliate siano state più delle altre. Continua a sbagliare. Troppo.” Moratti ha preferito non rispondere, né potrà farlo finchè non saranno i risultati a dargli ragione. Per ora sta facendo il piagnisteo sull’arbitro che ha danneggiato la squadra nell’ultima partita interna contro il Napoli. Il suo ci sembra un comportamento ben diverso da quelli abituali ai patron carismatici che ricordiamo aver fatto il bello e il cattivo tempo negli spogliatoi delle grandi squadre. Ci sembra questo, - caro direttore -, un preciso indizio di decadenza. Vero è che la Saras a causa dei fatti di Libia accumula meno profitti di una volta, ma si sa: noblesse oblige.&lt;br /&gt;Concludiamo così : direttò, sappiamo che con te è inutile recitare; ma il chiomato di Samo, l’uomo dalla gamba d’oro, - o quell’allieva almeno di Crotone -, non ti suggeriscono di tacere e di prenderla più filosoficamente? Non stiamo recitando, parliamo sul serio.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-7920433823327055440?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/7920433823327055440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=7920433823327055440' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/7920433823327055440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/7920433823327055440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/10/oggi-non-si-recita.html' title='OGGI NON SI RECITA'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-2653028745620020111</id><published>2011-10-06T01:17:00.000+02:00</published><updated>2011-10-06T01:17:00.365+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>ALLE PENSIONI CI PENSA JP MORGAN (ED ANCHE AI BUONI PASTO)</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Al recente convegno dei "veri democratici" Rosy Bindi ha dichiarato che il primo impegno del prossimo governo di centrosinistra dovrà essere una legge sul conflitto di interessi. Regolare la materia costituirebbe in effetti una pietra tombale per il berlusconismo, ma se nessuno dei due governi di centrosinistra succedutisi nell'arco di questi ultimi quindici anni ha mai neppure provato ad abbozzare una legge in tal senso, ci sarà pure un motivo.&lt;br /&gt;Berlusconi ha costituito certamente l'esasperazione e la caricatura del conflitto di interessi, cioè della coesistenza nello stesso soggetto di interessi legalmente incompatibili.  Ma una legge che colpisse Berlusconi in tal senso, avrebbe rischiato di coinvolgere Romano Prodi, noto anch'egli per un suo personale conflitto di interessi, cioè la sua posizione di consulente per la multinazionale finanziaria Goldman Sachs.&lt;span class="fullpost"&gt; Si tratta della stessa situazione di incompatibilità che riguarda oggi anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, consulente della Goldman Sachs dal 2007, un dato che però l'opposizione di centro sinistra si è ben guardata dal sottolineare. Questo silenzio non doveva servire a proteggere soltanto Prodi, ma anche il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, e persino il successore in pectore di Berlusconi, cioè l'ex commissario europeo Mario Monti, tutti e due, manco a dirlo, legati a Goldman Sachs.[1] &lt;br /&gt;C'è poi il conflitto d'interessi "a posteriori", per il quale esponenti della politica, non appena usciti di scena vanno ad occupare poltrone in multinazionali del credito, come è capitato all'ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato, attualmente senior advisor di Deutsche Bank, nella quale Amato è stato accolto nel 2010, con sperticate dichiarazioni di elogio da parte dell'amministratore delegato della multinazionale, Josef Ackermann.[2]  &lt;br /&gt;Il macroscopico e plateale conflitto di interessi di Berlusconi è sinora servito a mettere in ombra queste ed altre situazioni di incompatibilità.&lt;br /&gt;Non c'è quindi da sorprendersi che la lettera del presidente della Banca Centrale Europea, Trichet, che, oltre ai contenuti criminosi, di fatto delegittimava la funzione del ceto politico, non sia stata oggetto di reazioni indignate, semmai di approvazioni codine. Gli esponenti del ceto politico affidano infatti le loro speranze di carriera alla cooptazione in qualche gruppo dirigente di multinazionali finanziarie; ed anche un Enrico Letta spera evidentemente di seguire lo zio Gianni in Goldman Sachs.&lt;br /&gt;Eppure di recente nientemeno che il "Wall Street Journal" è arrivato ad occuparsi delle numerose situazioni di conflitto di interessi in cui Goldman Sachs è implicata. Secondo il "Wall Street Journal", Goldman Sachs consiglia ai suoi investitori di speculare nei confronti del debito pubblico spagnolo, e ciò nello stesso momento in cui svolge i suoi servizi di consulenza finanziaria presso il governo della Spagna. La notizia ha riscosso un po' di attenzione anche sulla stampa nostrana.[3] &lt;br /&gt;Il sito della Borsa italiana nello scorso luglio si è a sua volta interessato dei conflitti di interessi che riguardano il Fondo Monetario Internazionale, nel quale ha militato anche Trichet. Nel FMI le carriere dei dirigenti sono contrassegnate dalla provenienza da multinazionali del credito, tanto che si è cominciato ad insinuare il sospetto che le politiche di "sviluppo" (cioè di privatizzazioni) che il FMI impone ai Paesi con cui entra in relazione, vadano in realtà a vantaggio di quelle stesse multinazionali, soprattutto Goldman Sachs e JP Morgan. Guarda un po', ma chi l'avrebbe mai immaginato.[4] &lt;br /&gt;Che la stampa specializzata in finanza cominci ad accennare alle questioni dei conflitti di interesse, in sé non è sorprendente, poiché si tratta di informazione rivolta al settore intermedio degli affari, che ha le sue possibilità di verificare l'attendibilità delle dritte, perciò può essere ingannato solo sino ad un certo punto.&lt;br /&gt;Ciò non vale per la normale opinione pubblica, a cui si possono propinare le dichiarazioni dei banchieri come se fossero veri e propri vaticini. Lo scorso 20 dicembre arrivò in soccorso del già boccheggiante Berlusconi addirittura una dichiarazione ottimistica del dirigente supremo della JP Morgan, la più grande banca del mondo. Il regalo natalizio per il governo fu recapitato di persona dal presidente e amministratore delegato della JP Morgan, James Dillon, che deve molto del suo prestigio personale al fatto di avere un nome da sceriffo più che da banchiere. Dillon affermò con sicurezza che l'Italia non era stata risucchiata dalla crisi del debito e che contribuiva più di altri Paesi alla ripresa economica europea.&lt;br /&gt;Ciò smentisce la storia che Berlusconi sarebbe stato solo lui, contro il mondo, a negare l'aggravarsi della recessione in Italia, ma congeda, nel contempo, anche la fiaba complementare di un Berlusconi in conflitto coi "poteri forti" sovranazionali, ai quali  invece, in questa fase di turbolenza, fa gioco la sua inconsistenza politica ed umana, che allontana il rischio di sorprese.[5] &lt;br /&gt;Poche settimane prima del regalo natalizio al suo fantoccio Berlusconi, il capo di JP Morgan aveva concesso un'intervista ad "Il Sole-24 ore" in cui aveva rassicurato gli Stati europei circa la volontà delle banche internazionali di non speculare sul loro debito (che disarmante sincerità!). Dopo aver ipocritamente rassicurato circa i pericoli di un default degli Stati europei, Dillon si era poi dedicato al suo argomento preferito, cioè l'emergenza previdenziale, cioè il rischio di un default del sistema pensionistico. Insomma, mentre ti allento (per il momento) il timore di un default, però te ne prospetto immediatamente un altro, giusto per continuare a tenerti sulla corda.[6]  &lt;br /&gt;Il motivo di tanta umana partecipazione alla sorte dei pensionati è forse dovuta al fatto che JP Morgan si è lanciata da tempo in questo settore, nell'ambito di un piano di privatizzazione del sistema pensionistico a livello mondiale; cosa che spiega anche perché i media abbiano trasformato l'emergenza previdenziale in un dogma sociale di cui non è ammesso dubitare.[7] &lt;br /&gt;I banchieri costituiscono una categoria sicuramente odiata, ma ciò non toglie che detengano l'assoluta egemonia sul piano ideologico. Come tutte le caste sacerdotali che li hanno preceduti, anche i banchieri alimentano i propri privilegi agitando la paura del "default", un termine che può essere tradotto in molti modi, tra cui "mancanza".&lt;br /&gt;Molte antiche caste sacerdotali, non solo quelle dei Maya e degli Aztechi, fondavano il proprio ruolo sul mito catastrofico dell'esaurimento del sole. Per impedire che il sole venisse a mancare, i sacerdoti imponevano sacrifici umani per rigenerare con il sangue la sua energia in via di esaurimento. C'è qualcosa che somiglia vagamente alla cronaca di questi anni. Il vantaggio che gli antichi avevano sui moderni, è che gli antichi non si illudevano di essere moderni. &lt;br /&gt;Le pensioni non sono neppure l'unico business "povero" a cui JP Morgan è interessata, dato che oggi questa multinazionale finanziaria trae gran parte dei suoi profitti dalla gestione privata di un servizio pubblico come i buoni pasto per gli indigenti. Gli indigenti ormai sono milioni, quindi ecco servita per le banche una miniera, questa sì inesauribile, da sfruttare per i prossimi decenni.[8] &lt;br /&gt;L'assistenza per i poveri si rivela in realtà come un assistenzialismo per i ricchi. Se la miseria per le banche è un business, anzi il più grosso dei business, c'è parecchio da dubitare che le stesse banche siano effettivamente interessate al superamento della recessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/03/06/prodi-con-goldman-sachs-fara-anche-il.html &lt;br /&gt;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/06/letta-goldman.shtml?uuid=909fc446-1d74-11dc-ab9f-0000e251029&amp;DocRulesView=Libero http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/12/14/mario-monti-advisor-di-goldman-sachs.html &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www2.goldmansachs.com/&lt;br /&gt;[2] http://www.db.com/italia/en/content/917.html&lt;br /&gt;[3] http://www.achab50.it/article-le-profezie-che-si-auto-realizzano-godman-ribassista-sull-euro-83379480.html&lt;br /&gt;[4] http://www.borsaitaliana.it/notizie/speciali/fondo-monetario-internazionale/crisi-finanziarie/fmi-finanza-globale/fmi-interlocutori-e-limiti-di-un-player-globale2.htm&lt;br /&gt;[5] http://www.blitzquotidiano.it/economia/crisi-jpmorgan-italia-crisi-debito-687048/&lt;br /&gt;[6] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-03/dimon-senso-fallire-stati-063544.shtml&lt;br /&gt;[7] http://www.soldionline.it/notizie/obbligazioni-italia/fondi-pensione-a-jp-morgan-altri-due-mandati-per-servizi-di-custodia&lt;br /&gt;[8] http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://www.jpmorgan.com/tss/General/J_P_Morgan_Helps_Deliver_Early_Food_Stamps_Benefits_to_/1159375798116&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=3lA016FzmYg&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-2653028745620020111?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/2653028745620020111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=2653028745620020111' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/2653028745620020111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/2653028745620020111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/10/alle-pensioni-ci-pensa-jp-morgan-ed.html' title='ALLE PENSIONI CI PENSA JP MORGAN (ED ANCHE AI BUONI PASTO)'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-5588388935621776389</id><published>2011-10-01T03:38:00.002+02:00</published><updated>2011-10-01T08:36:22.219+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'></title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A PESCA DI VERDONI&lt;br /&gt;&lt;img alt="UE" src="http://4.bp.blogspot.com/_P0wrObPyHow/S7W4MbInkAI/AAAAAAAACX4/bD307Htnt28/s1600/Pesce-Aprile.png"&gt;La pesca ai verdoni sembrerebbe lo sport capace di trovare d’accordo tutta la redazione di Adhoc-crazia (di solito divisa quasi su tutto) ed è certamente così, solo che il direttore intende quella ai  biglietti da cento euro che gode accumulare. Noi altri invece intendiamo quelli faticosamente conquistati dalla barca con il bolentino. Infatti verdoni vengono chiamati anche certi ottimi pesci introvabili in pescheria, perché chi li cattura o li consuma personalmente oppure ne fa un gradito omaggio a qualche persona importante.&lt;br /&gt;L’autunno è la stagione migliore per mettere a bordo un bel cestello di verdoni, come vengono chiamati i pesci  pettine di maggiori dimensioni. Quelli più giovani e più piccoli sono di un delicato rosa pallido con striature blu. Si tratta certamente di un dimorfismo sessuale, ma non sappiamo dire se i pesciolini verdi con sfumature azzurre (quelli che preferiamo tirare su perché sono più grandi) siano maschi o femmine. Vi sono in proposito pareri diversi, anche se noi propendiamo per la seconda ipotesi, guardandoci bene però dal sostenerla con gli sportivoni sostenitori della teoria che le femmine vanno rilasciate in mare e per le dimensioni ridotte quanto soprattutto a fini riproduttivi. Noi pensiamo che qualsiasi preda debba essere gettata nel secchio, altrimenti il mare si offende e smette di donare.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Del resto, non siamo bravi pescatori. Ci distraiamo spesso e non sappiamo attendere; vorremmo prendere immediatamente ad ogni calata e le cose invece vanno diversamente. &lt;br /&gt;Il redattore capo (alias l’Onesto Yago) talvolta chiama noi amici e ci porta sulla posta in modo da avere poi maggiori probabilità di pavoneggiarsi, - al ritorno in porto -, mostrando (con falsa noncuranza) la spasella piena dei gustosi labridi che gli ischitani, - come del resto i ponzesi -, chiamano pesci sorici (altrove sono detti pesci rasoio ed a Procida pesci lametta). Il pescatore che si trovasse per la prima volta a cercare di slamarne uno capirebbe immediatamente a sue spese il perché di questi nomi: i dentini che sporgono dalle piccole bocche sono aguzzi e affilatissimi. Abbiamo conosciuto dei giovanissimi pescatori che se li indicavano come i “pesci mozziconi”. &lt;br /&gt;Nostro cugino (il sedicente poeta) pretende di non avere rivali in questo tipo di pesca, che facile non è, ma è molto divertente, specie quando le catture si susseguono in pochi metri d’acqua ( sei – otto passi) e quindi non bisogna neanche preoccuparsi che le lenze non si imbroglino..&lt;br /&gt;Si tratta di prede molto ambite che frequentano soprattutto i fondali sabbiosi di Campania, Calabria e Sicilia. Per ingraziarsi un padrino non esiste miglior presente di un cestello di pesci pettine. Infatti questi pesci si catturano uno alla volta esclusivamente col bolentino o con la canna perché sono molto sospettosi, si insabbiano e non si fanno attirare dal remigio (pasturazione) a mezz’acqua.&lt;br /&gt;Si  pesca “a corrente”, la barca cioè non va ancorata e resta affidata allo scarroccio, che deve essere frenato, nel caso sia troppo veloce, con una grossa pietra o un ancorotto leggero (se la deriva è troppo veloce bisogna avere l’accortezza di lanciare la lenza controvento).&lt;br /&gt;Secondo noi qualsiasi lenza con ami piccoli, - meglio se innescata con i vermi -, funziona bene. Il cuginastro però non è d’accordo e sostiene che il miglior bolentino è il suo: tre ami di cui due con braccioli appaiati sotto il piombo, che deve essere bianco a macchie rosse.&lt;br /&gt;Poesia pura e semplice, così ci parrebbe il caso di dire, ma lui colleziona molte più prede di noi. Ultimamente crediamo di avere capito che questo avviene in gran parte per merito della sua tecnica  piscatoria: col tempo ha infatti imparato a lasciar mangiare il pettine che, oltre ad avere un modo caratteristico di toccare, assaggia il boccone molto cautamente ed è pronto a sputarlo via.&lt;br /&gt;Ci fa sempre molto piacere essere invitati sul Desirèe per una battuta di pesca. L’Onesto conosce tutte le migliori poste e comunque dove ci porta lui si pescano anche pint’e rrè (donzelle), sparaglioni (saragotti), marmoli (mormore) ecc., ecc.. Talvolta capita che la punta dell’amo agganci una carnummola (uovo di mare) che va mangiata là per là, cullandosi nella speranza degli immancabili effetti afrodisiaci. Tutto il resto, - lo abbiamo detto sopra -, va nel secchio, dove i pesciolini aprono e chiudono le bocche come se stessero raccontandosi le loro disgrazie prima dell’ultimo guizzo (i pesci pettine sono gli ultimi a morire).&lt;br /&gt;Pur riconoscendo (ed anche questo lo abbiamo detto) di non essere dei grandi pescatori, confessiamo che ci piace molto andare a pescare anche per altri motivi che non sono immediatamente riconducibili all’emozione della toccata e dell’allamamento.&lt;br /&gt;Prima di tutto la merenda. Deve essere pane e pomodoro preparato a bordo prima di metter fuori l’attrezzatura. Nel modo che ora diremo.&lt;br /&gt;Il pane, comprato nel mitico panificio Boccia di Ischia Ponte, deve essere un po’ raffermo. Si usa il cozzetto, che gli isolani chiamano culurcio, culetto. Bisogna prima di tutto strofinarlo con l’aglio che si consumerà  sulla crosta rugosa. Poi con un dito va svuotato della mollica e spruzzato all’interno con l’acqua di mare, usando la mano come aspersorio. Quindi si tagliano i pomodori, - magari di piennolo -, che vanno schiacciati in questo speciale contenitore e poi vanno tolti. Queste operazioni servono a far penetrare fino in fondo l’olio nel pane che non deve essere - come si dice - spugnato. L’olio va usato parcamente, quasi con il contagocce. A questo punto si rimettono dentro i pomodori, si aggiunge basilico e origano (alcuni usano anche il peperoncino) e si sigilla il tutto con parte della mollica asportata in precedenza. La brezza stimola l’appetito e aiuta la degustazione.&lt;br /&gt;Ma ci sono ancora molti altri motivi per i quali la pesca ci appassiona. Per esempio, stare là sospesi fra l’azzurro del cielo e quello delle onde è una specie di lavacro spirituale: le preoccupazioni scompaiono e si sente l’ottimismo crescere ed impadronirsi di noi (salvo a tornare in terraferma, semmai a mani vuote).&lt;br /&gt;E poi…nell’attesa della “telefonata”, - della toccata e della scossa che dalla bocca del pesce si trasmette attraverso il braccio fino al cuore -, coltiviamo i nostri sogni… i nostri Sogni… Rivediamo Sinbad con le sue bajadere dai larghi pantaloni sventolanti… Pensiamo ad Ulisse e alle Sirene dal bel canto che solleva i seni prosperosi… Ci ricordiamo delle dee benevole che allietano la nostra vecchiaia, delle orate e delle corvine di terra che abbiamo catturato …Certe volte immaginiamo perfino il direttore in preda a un improvviso attacco di generosità, cosa questa meno probabile comunque (ben lo sappiamo) di una vincita milionaria alla lotteria.&lt;br /&gt;Spesso si sogna…e si pigliano pochi pesci, ma  poco importa: sappiamo che questa è vita  beata e intanto siamo contenti, perché qualche verdone comunque ci viene a trovare impiccandosi da solo.&lt;br /&gt;Il direttore non viene a pescare perché ha da lavorare, lui. La prima volta che gli preannunciammo un omaggio di verdoni (si era appena trasferito da Milano) si mostrò molto contento, salvo a rimanere perplesso alla scoperta che si trattava di pesci e non di biglietti di banca. Oggi gli abbiamo detto che è cominciata la pesca delle anguille e che gliele avremmo fatto assaggiare cotte nel brodo di cicoria, perché si tratta di un piatto specialissimo, una vera prelibatezza.&lt;br /&gt;L’Onesto ci ha chiesto: “Ma non potremmo dargli la stessa cicoria che fecero bere gli ateniesi a quell’altro filosofo con la barba abituato a criticare tutto e tutti?” Non ci sembra il caso, per ora.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-5588388935621776389?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/5588388935621776389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=5588388935621776389' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/5588388935621776389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/5588388935621776389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/10/di-don-luis-pesca-di-verdoni-la-pesca.html' title=''/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_P0wrObPyHow/S7W4MbInkAI/AAAAAAAACX4/bD307Htnt28/s72-c/Pesce-Aprile.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-5641883752942248753</id><published>2011-09-29T00:06:00.001+02:00</published><updated>2011-09-29T00:08:08.326+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>LA MARCEGAGLIA SPOSA LA TRUFFA DELLE CARTOLARIZZAZIONI (COL PRETESTO DI BERLUSCONI)</title><content type='html'>di&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La strabiliante sopravvivenza politica dell'Insano Vegliardo di Arcore costringe le menti dei commentatori ufficiali ad escogitare le più sofisticate teorie per spiegare l'arcano. Esaurita nei mesi scorsi la menzogna ufficiale secondo cui il potere berlusconiano sarebbe stato basato sul consenso elettorale, ora è necessario attingere maggiormente alle altre mitologie a disposizione.   &lt;br /&gt;C'è la fiaba del Berlusconi super-eroe (negativo o positivo, è irrilevante), capace di reggere l'ostilità e l'isolamento a livello nazionale e internazionale, perché tanto è ricco di suo. Nella fiaba infatti la ricchezza di Berlusconi non è relazionata col sistema finanziario, ma è una virtù del tutto individuale, proprio come i super-poteri dei super-eroi, perciò tra i personaggi della fiaba sono costretti a mancare i miliardi di debiti della Fininvest. Se poi Berlusconi ha retto all'assalto dei "poteri forti" interni ed internazionali comprandosi i deputati, come mai quegli stessi "poteri forti" sono tanto deboli da non essere capaci di ricomprarseli?&lt;span class="fullpost"&gt;  &lt;br /&gt;A supporto della precedente, interviene a questo punto la fiaba del Berlusconi Anticristo, il quale sarebbe capace di prevalere sui bacchettoni travolgendo i sensi di colpa e gli scrupoli morali, di sedurre le vecchiette teledipendenti che vedono in lui il diletto nipote scavezzacollo, ma anche di fascinare e trascinare il popolo delle Partite IVA, che infatti sarà tutto contento dell'ultimo aumento dell'IVA deciso dal governo. &lt;br /&gt;Quando queste fiabe non funzionano più, c'è sempre l'ultima risorsa, quella con cui vai sul sicuro: la colpa è della sinistra. Le colpe possono variare a seconda delle esigenze, perciò a volte la sinistra non ha nulla da proporre, altre volte non sa mettersi d'accordo al suo interno, e poi sono tutti uguali, tutti ladri, perciò tanto vale tenersi Berlusconi. Questo argomento, che parrebbe il più realistico, in effetti ci riporta alla trascendenza pura: se sono tutti uguali, tutti incapaci, tutti corrotti, tutti ladri, tutti litigiosi, allora Berlusconi può essere diventato inamovibile solo per grazia divina.&lt;br /&gt;Potrebbe però anche darsi che la spiegazione del fenomeno Berlusconi si possa trovare in una cosa banale come l'ipocrisia. Berlusconi è spregevole, ma fa tanto più comodo ai cosiddetti "alleati occidentali" proprio in quanto spregevole. Per il suo ruolo economico e la sua posizione geografica, l'Italia ha un potere contrattuale oggettivo, ma il clown è inattendibile come controparte, perciò anche quel potere contrattuale si può aggirare. &lt;br /&gt;Per la NATO ed il Fondo Monetario Internazionale, oggi l'Italia non è più un complice e neppure un suddito, è un territorio annesso di cui disporre a piacimento. Per questo motivo Obama può usare le basi militari sul territorio italiano per aggredire la Libia, ma poi non cita l'Italia tra gli alleati, e ciò per far intendere a tutti che le aziende italiane non parteciperanno alla spartizione del bottino coloniale. Anche l'Italia, come la Grecia, potrebbe entrare da un momento all'altro sotto la diretta tutela del FMI. Se, nonostante le dimensioni della sua economia, l'Italia può essere assimilata dalla propaganda mediatica a piccole entità come la Grecia o il Portogallo, ciò accade grazie a Berlusconi, che rende credibile ogni emergenza, anzi è un'emergenza vivente, l'icona della catastrofe antropologica. &lt;br /&gt;Sono tempi difficili, ed è proprio in questi momenti che si sente il bisogno di un punto di riferimento attendibile. E’ proprio in questi momenti che le straordinarie intuizioni di Pier Luigi Celli ci vengono in soccorso. Celli, direttore generale della prestigiosissima università privata Luiss (quella di Luca Cordero di Montezemolo o dell’ex ministro della Difesa Martino, per intenderci) ci informa, in una recente intervista concessa all’Espresso, che i nostri guai sono “…conseguenza di una nazione che non ha avuto una solida borghesia, che non ha affrontato una vera rivoluzione industriale, e dunque ha spinto gli italiani ad arrangiarsi…”. Una tesi davvero scomoda e che sconcerta per la sua originalità; ma Pier Luigi Celli, già autore dell’indimenticabile saggio “Comandare è fottere”, ci dà altre preziose indicazioni: “In Italia…purtroppo, i primi a trovare lavoro, attualmente sono i mediocri.” Ovvio, se no come diavolo avrebbe fatto a trovare lavoro uno come Pier Luigi Celli?&lt;br /&gt;Ma il punto vero è l'interessata ipocrisia di questa retorica del merito, che consente di usare le magagne altrui come alibi per mascherare e spacciare le magagne proprie come coraggiose denunce. L'ipocrisia non è quindi un'esclusiva dei poteri sovranazionali, ed infatti  anche Confindustria ha condotto in questi giorni una sorta di pronunciamento antiberlusconiano, denunciando l'immobilismo del governo ed invocando misure per la "crescita". Tutti ad applaudire Emma Marcegaglia, perché effettivamente la degenerazione del pagliaccio è tale che come si fa a non plaudire a chi lo fustiga? &lt;br /&gt;Grazie alla nebbia fumogena della plateale abiezione berlusconiana, non ci si accorge che il "manifesto per salvare l'Italia" lanciato dal presidente di Confindustria, non contiene affatto provvedimenti atti a rilanciare produzione e consumi, semmai è un mix delle solite privatizzazioni e delle solite bolle finanziarie, da alimentare attraverso quelle che vengono chiamate "cartolarizzazioni".[1] &lt;br /&gt;Questa truffa finanziaria in inglese viene chiamata suggestivamente "securitization", per suggerire un'idea di sicurezza. Gli Italiani sono più diffidenti, e quindi si è escogitato questo termine spiazzante di "cartolarizzazione", che ricorda le cartolerie ed evoca immagini festose di bimbi che vanno alle elementari e di mamme premurose che gli comprano le matite colorate. &lt;br /&gt;In cosa consiste questa cartolarizzazione? Lo Stato o un Ente locale decidono di privatizzare un immobile pubblico, ma ovviamente non c'è nessun privato che voglia veramente tirare fuori i soldi per comprarlo. Allora che si fa? Lo si dà ai privati gratis? Spesso si fa così, ma perché limitarsi ad una truffa sola, quando invece se ne possono fare due?&lt;br /&gt;La cartolarizzazione è infatti una privatizzazione, cioè un furto, però con una frode finanziaria annessa. I beni immobili pubblici vengono trasferiti a società finanziarie private, create appositamente dalle banche; queste società dovrebbero pagare poi quei beni attraverso la vendita di titoli. Figuriamoci. Quindi il cittadino può essere derubato due volte: come contribuente a cui viene sottratta una parte del pubblico patrimonio, e come risparmiatore a cui si spaccia la solita finanza tossica.[2] &lt;br /&gt;La prima legge sulle cartolarizzazioni fu promulgata in Italia nel 1999 dal governo D'Alema, e ricalcava passo per passo le istruzioni del FMI. Che proprio la cartolarizzazione sia alla base dell'attuale crisi finanziaria e della conseguente depressione economica, costituisce un dettaglio che alla Marcegaglia non interessa. O forse l'interesse c'è, ed è proprio la distrazione causata dalla depravazione berlusconiana ad impedire di vederlo?[3] &lt;br /&gt;Pare dunque di capire che oggi anche Confindustria abbia poco a che fare con l'industria, anzi che si sia riciclata come agente provocatore delle banche, le quali usano l'emergenza della crisi e l'emergenza del berlusconismo come pretesti e coperture, in modo da continuare ad imporre sempre le medesime tecniche di frode finanziaria istituzionalizzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/23/crisi-marcegaglia-manifesto-per-salvare-litalia/159541/&lt;br /&gt;[2] http://www.daedala.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=58&amp;Itemid=57&lt;br /&gt;[3] http://www.consulenzafinanziaria.net/legislazione/L.%20130%20cartolarizzazione%20crediti.htm&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-5641883752942248753?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/5641883752942248753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=5641883752942248753' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/5641883752942248753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/5641883752942248753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/09/la-marcegaglia-sposa-la-truffa-delle.html' title='LA MARCEGAGLIA SPOSA LA TRUFFA DELLE CARTOLARIZZAZIONI (COL PRETESTO DI BERLUSCONI)'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-8987174673081095431</id><published>2011-09-24T15:55:00.000+02:00</published><updated>2011-09-24T15:56:52.936+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>I  MISTERI ELEUSINI DI  NAPOLI</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come ci ha spiegato una volta il direttore, i misteri eleusini (diffusi in tutto il mondo greco), erano collegati al celebre mito di Persefone e di sua madre Demetra. A Napoli, oltre ai riti segreti, si celebravano per la dea grandi feste popolari che si sono poi cristianizzate con la Piedigrotta, il miracolo di San Gennaro e tutto il resto: il pantheon locale continua ad essere debitamente festeggiato con bande musicali, processioni e fuochi d’artificio. Ogni pretesto sembra buono, specialmente se si tratta di un introito di danaro derivato da una vincita al gioco.&lt;br /&gt;Grandi festeggiamenti erano pure stati previsti dai tifosi azzurri per il primo posto solitario nella classifica della Serie A, dopo la vittoria in quel di Verona sul Chievo, cosa che veniva data per certa ed anzi, - come dicevamo -, in effetti per già accaduta.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Come sapete, il risultato, amaro, è stato ben diverso: 1 a 0 per i padroni di casa.&lt;br /&gt;Ora il mistero (almeno secondo l’analisi del redattore capo, l’Onesto Yago) è questo: Mazzarri è –anche lui – pesantemente condizionato dal calcioscommesse, oppure vuol vincere la Champions Cup? Non è strano che il teorico dei titolari fissi in squadra ne abbia poi cambiati sette in una volta? E, considerato che mancava anche la chioccia Cannavaro, non si poteva immaginare che i due giovani terzini ventiduenni di scuola argentina alla loro prima partita  nel catino ribollente del Bentegodi sarebbero potuti cadere in qualche ingenuità decisiva? Rinunciare poi contemporaneamente agli attaccanti titolari non avrebbe invelenito i giocatori della squadra avversaria che si sarebbero sentiti snobbati? Quanti punti aveva lasciato il Chievo agli azzurri lo scorso campionato?&lt;br /&gt;Interrogativi ai quali non è possibile, - per ora -, rispondere senza cadere nella scontata dietrologia, nell’immagine oleografica della città descritta da Saviano.&lt;br /&gt;Una cosa però la possiamo dire dopo aver rivisto in tv la partita del Napoli. La squadra azzurra non ha mai tentato di avvicinarsi alla porta avversaria e il Chievo da parte sua sembrava tenersi a rispettosa distanza dai pali difesi da De Sanctis. Insomma ci sembrava che la nostra “bolletta” avrebbe chiaramente vinto perchè un pareggio sarebbe stato utile ad entrambe le squadre. Poi è successo quel che è successo: a fine partita, in una situazione di nessun pericolo, l’esordiente Fideleff ha scodellato un assist provvidenziale per l’anonimo Moscardelli, che non ha mancato lo specchio della porta.&lt;br /&gt;Stasera ci sarà l’anticipo di campionato contro la Fiorentina e dopo tre giorni, martedì, l’atteso debutto in casa contro il Villareal. Abbiamo deciso, a scopo scaramantico, di non lasciarci andare a previsioni. Non ci lasciamo però sfuggire l’occasione per dire che non abbiamo mai visto nessun grande allenatore mostrarsi esagitato o lasciarsi andare a tutte le manfrine che Mazzarri puntualmente mette in scena quando si gioca. Un toscanaccio che interpreta la sceneggiata napoletana ci sembra un’esagerazione.&lt;br /&gt;Vero è che il presidente De Laurentiis aveva dichiarato di preferire allo scudetto la vittoria in Champions League, ma non crediamo che i nostri cari lettori siano disposti a credere che abbia chiesto al suo allenatore di trascurare il campionato per meglio concentrarsi sugli immancabili trionfi contro Barça, Manchester United, Real Madrid, Paris Saint Germain e compagnia bella.&lt;br /&gt;Per concludere, si sarà capito che siamo rimasti molto delusi dal risultato della “fatal Novara”. Né il direttore è stato in grado di consolarci con i suoi unguenti filosofici. Lui stesso infatti, che pure asserisce di essere riuscito, secondo i dettami di Epicuro, a “liberarsi dal carcere degli affari e della politica” (attualmente è un pensionato senza incarichi di partito), soffre e si angustia per i deludenti risultati della sua amata Inter, anche perché è convinto che la sostituzione di Gasperini con Ranieri non darà grandi frutti. “Non vedi”, ci ha detto, “Che Moratti ultimamente, invece di rafforzare la squadra, ha pensato solo a fare cassa cedendo - per fare due nomi - Ibra e Eto’o in attacco, senza peraltro rafforzare la difesa che, causa l’età più che gli infortuni, è diventata un colabrodo?”. Abbiamo risposto (non ci piace vederlo tanto abbattuto) che Ranieri ha ragione a dichiarare: “Ho allenato tante big, ma nessuna è come l’Inter… Non credo in un sistema di gioco vincente, perché credo nei giocatori vincenti…”&lt;br /&gt;Prendi nota, caro Mazzarri, prendi nota.&lt;br /&gt;“Vi sono in cielo e in terra assai più cose di quante ne comprende la tua filosofia.” Innumerevoli volte abbiamo citato la frase di Amleto al nostro direttore. Senza malanimo, anzi proprio per non insistere in discussioni che partivano da presupposti troppo diversi, tipo “Lucio è il migliore centrale del Mondo oppure è un vecchio rudere?”&lt;br /&gt;Il fatto è che noi tre di Adhoc-crazia, rispettando l’insegnamento d’Epicuro trasmessoci dal direttore, siamo sopra tutto amici (“anche se iniziata per mera utilità, ogni amicizia è per se stessa augurabile”, così ottimamente recita un altro frammento del Gnomologio Vaticano che citavamo al principio).&lt;br /&gt;Detto questo, saltando magari di palo in frasca, volentieri cogliamo l’occasione per affermare  che se dell’antico cenacolo dove il filosofo di Samo viveva con Metrodoro, Ermarco e gli altri suoi amici si è tramandata la fama col nome di Giardino, ai nostri tempi non ci può essere Elogio del buon vivere se non riferendosi ad Adhoc-crazia.&lt;br /&gt;Ipse (il direttore) dixit e noi lo abbiamo, cari lettori, ripetuto a vostro beneficio.&lt;br /&gt;Solo quella notoria malalingua del nostro cugino sedicente poeta poteva pensarla diversamente, tanto da diffondere nella cerchia degli amici questo insolente libello: “Ci chiami, direttore, incontinenti / ammonendoci a praticar la via / indicata dalla filosofia. / Quasi quasi saremmo consenzienti, / ma tu poi tracanni a quattro palmenti / lasciandoci accidenti e carestia. / Detto in buona sostanza, garanzia / non offri di pagar le ingenti somme / che devi alla tua brava redazione. / Dovrai fartene, avaro, una ragione: / non si può continuare all’infinito / con Parmenide, Zenone, Eraclito / e tutta Elea, per non parlar d’Atene. / Pagar dovrai, se no ne avrai le pene.”&lt;br /&gt;“Insulti e larvate minacce mi lasciano indifferente. Sono sereno” ha commentato l’inimitabile direttore.&lt;br /&gt;“C’è una misura anche nella parsimonia. Eccedere quel limite è sconveniente come esagerare nei desideri.” Ha replicato l’Onesto Yago.&lt;br /&gt;Noi, per quieto vivere, non siamo intervenuti.&lt;br /&gt;Consigliamo coloro che hanno avuto la pazienza di leggerci fin qui di non scommettere, almeno questa settimana, sui risultati del calcio e di giocare invece sulla ruota di Napoli 58 – 63 e 81: sono i numeri delle sentenze del codice di Epicuro da noi citate. Certe volte, misteriosamente, vinciamo anche noi.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-8987174673081095431?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/8987174673081095431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=8987174673081095431' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8987174673081095431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/8987174673081095431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/09/i-misteri-eleusini-di-napoli.html' title='I  MISTERI ELEUSINI DI  NAPOLI'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-4917978536114773501</id><published>2011-09-22T00:13:00.000+02:00</published><updated>2011-09-22T00:15:10.234+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>IN LIBIA ED IN SIRIA COLONIALISMO FA RIMA CON RAZZISMO</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si dice che illustri astronomi e fisici britannici, fra cui Bernard Lovell, in privato fossero soliti negare che lo sbarco americano sulla Luna sia mai avvenuto. Questa ormai vecchia questione pare però che sia stata superata da uno sbarco immaginario più di attualità. A distanza di una settimana dallo sbarco a Tripoli del primo ministro britannico Cameron e del presidente francese Sarkozy, ci si comincia infatti a domandare se anche questo sbarco sia realmente avvenuto. Le immagini televisive che sono state diffuse a riguardo, legittimano infatti ogni genere di dubbi, poiché gli attori si muovono in spazi chiusi o ristretti che lasciano supporre che ai lati non vi sia nulla.[1]&lt;br /&gt;Il resoconto del viaggio offerto dall'accompagnatore di Sarkozy, il suo bombardiere di fiducia Bernard Henry Levy, risulta a sua volta stranamente reticente sui dettagli relativi alla presenza a Tripoli del presidente francese, soffermandosi solo sull'accoglienza calorosa che gli avrebbero riservato alcune donne all'ospedale di Tripoli (Tripoli ha un solo ospedale?).&lt;span class="fullpost"&gt; Curiose invece due sue sottolineature. La prima riguarda le misure di sicurezza che avrebbero limitato i movimenti dei due capi di governo, come a dire che in effetti i due non si sarebbero mossi da aree prestabilite. La seconda sottolineatura riguarda invece i cunicoli in cui si nasconderebbe Gheddafi, come ad indicare che se Tripoli risulta apparentemente conquistata è solo perché l'attuale presenza degli elicotteri d'assalto della NATO impedisce alla resistenza libica di uscire allo scoperto.[2] &lt;br /&gt;Gli stessi dubbi sono suscitati dalle immagini del viaggio libico di Erdogan, la cui espressione di imbarazzo risulta più che evidente, poiché forse non era preparato all'eventualità di dover agire in una messinscena.[3]&lt;br /&gt;I media si sono soffermati sui duri moniti lanciati in Libia da Erdogan contro il regime siriano. Sarà un caso, ma al suo ritorno dalla Libia, lo stesso Erdogan pare aver attuato una brusca inversione di rotta sulla questione siriana, tanto da aver riconsegnato al vituperato regime di Assad uno dei suoi alti ufficiali disertori, che è stato poi fatto esibire in una confessione/ritrattazione alla televisione siriana. Che Erdogan sia stato colto dal timore di andare ad incastrarsi in qualche altra messinscena, magari in una Damasco ricostruita nel Qatar di Al Jazeera?[4]&lt;br /&gt;I motivi per cui Cameron e Sarkozy hanno deciso di dichiarare enfaticamente una vittoria ancora non raggiunta sono abbastanza evidenti. Si sono tacitate le opposizioni interne alla guerra, poiché le si costringe adesso a misurarsi con l'apparenza di un dato di fatto acquisito. Il riconoscimento  internazionale del nuovo governo consente poi di sbloccare i beni libici sequestrati e di incamerarli a titolo di risarcimento per il sedicente "aiuto" al popolo libico; inoltre in tal modo si riesce a spiazzare i Paesi concorrenti nella corsa agli affari per il petrolio, per il gas e per l'altrettanto sedicente "ricostruzione".[5] &lt;br /&gt;Ma c'è anche da considerare che riuscire a far passare la conquista della Libia come cosa fatta, rafforza la situazione di isolamento della resistenza libica a livello mondiale. Nelle conquiste coloniali, la guerra in sé non ha costituito quasi mai il fattore decisivo, poiché alla fine risulta determinante il mobbing internazionale, l'isolamento e la criminalizzazione di un regime, che favoriscono il suo sfaldamento ed il passaggio di interi pezzi di esso dalla parte dell'aggressore. &lt;br /&gt;L'importanza che la NATO attribuisce alla eliminazione fisica di Gheddafi non concerne la sua statura di leader o di stratega, ma il suo ruolo di riferimento nella catena di comando, poichè, senza quel punto di riferimento stabile, la resistenza libica andrebbe allo sbando per l'impossibilità di sapere di chi fidarsi. La psicoguerra NATO etichetta la resistenza libica con gli epiteti di "lealisti" o fedeli di Gheddafi, ma in effetti coloro che in Libia si oppongono all'aggressione coloniale non sono in condizione di scegliere.&lt;br /&gt;Nelle vicende della Libia e della Siria risulta ripetitivo non solo il paradigma del colonialismo, ma anche il circolo vizioso dell'antimperialismo generico, che condanna l'imperialismo in astratto, ma lo avalla caso per caso, soffermandosi ogni volta sull'impresentabilità ed indifendibilità dei vari regimi oggetto di mobbing internazionale, come se il fatto di soffrire sotto un regime tirannico rendesse degni di essere massacrati da un'aggressione coloniale. &lt;br /&gt;Se nel mese scorso un ambasciatore straniero fosse andato a solidarizzare con i rivoltosi delle periferie londinesi, tutti avrebbero condannato l'inaccettabile ingerenza, ed anche sospettato che le sommosse venissero manipolate da infiltrazioni esterne. Ma se l'ambasciatore statunitense a Damasco, Robert Ford, diventa il referente delle rivolte in Siria, venendo accolto ed acclamato dagli "oppositori", allora anche i più insospettabili antimperialisti interpretano la circostanza solo come una prova ulteriore del fossato creatosi tra le masse siriane ed il regime di Assad; come a dire che Assad è talmente cattivo che ai Siriani anche un ambasciatore USA potrebbe apparire come un amico.[6] &lt;br /&gt;Lo schema narrativo alla base di discorsi di questo genere ricalca i vecchi canoni della letteratura e del cinema di propaganda coloniale, nei quali l'indigeno alla fine s'inchina alla superiorità morale del colonialista bianco venuto a "salvarlo". Ma anche nel 1991, durante la prima guerra del Golfo, venne diffuso il video di un "prigioniero iracheno" che si inginocchiava davanti ad un soldato statunitense che gli porgeva del cibo; oggi vediamo i "ribelli" libici che baciano la bandiera USA e distruggono i monumenti che Gheddafi avrebbe eretto a ricordo della resistenza contro i bombardamenti statunitensi del 1986.  In queste fiction viene offerta la versione paternalistica del razzismo, una versione che risulta troppo spesso efficace nei confronti di settori dell'antimperialismo. Persino il fatto che l'arrivo di Robert Ford in Siria  sia andato a coincidere con l'inizio delle rivolte siriane, è diventato un dettaglio insignificante, da non prendere neppure in considerazione, dato che il constatare la semplice evidenza oggi si chiama fare dietrologia.[7] &lt;br /&gt;C'è da registrare che da alcune settimane decine di migliaia di ambientalisti si sono dati appuntamento per un pacifico sit-in davanti alla Casa Bianca. Gli attivisti, appartenenti a più di trecento organizzazioni, protestano contro l’ultimo clamoroso scempio ambientale dell’amministrazione Obama. Si tratta dell’avvio dei lavori di un mastodontico oleodotto che dovrebbe trasportare il petrolio estratto dalle sabbie bituminose dell’Alberta, in Canada, fino alle raffinerie del Texas attraversando sei Stati per migliaia di chilometri. Questa tecnica di estrazione è fra le più inquinanti e devastanti per l’ambiente. Obama ha accolto subito nel migliore dei modi gli attivisti (che nella maggior parte lo avevano sostenuto alle elezioni) gratificandoli con maltrattamenti da parte della polizia e con più di mille arresti nelle prime giornate di protesta; persino Naomi Klein ha potuto apprezzare le accoglienti galere di Obama.[8] &lt;br /&gt;I fatti sono accertati e verificabili, ma i media "occidentali" non hanno dato nessuna risonanza a questa repressione sistematica, che di fatto sta rendendo i movimenti di opposizione sempre meno incisivi, dato che negli USA dopo il terzo arresto si rischia l'ergastolo. I media griderebbero di orrore se circostanze del genere venissero denunciate a Cuba o nello Zimbabwe, e nessuno si preoccuperebbe nemmeno di verificare i fatti. &lt;br /&gt;Gli stessi eventi possono cambiare di significato a seconda di dove avvengono. In una recente intervista televisiva, il sociologo di regime Giuseppe De Rita si è commosso sino alle lacrime rievocando con ammirazione le ordinate file per il pane che si facevano in Gran Bretagna ancora all'inizio degli anni '50. Quelle stesse file per il pane, che in Gran Bretagna indicavano il segno distintivo di una civiltà superiore, quando avvenivano in Unione Sovietica costituivano invece un segnale di miseria e di fallimento dell'utopia socialista.&lt;br /&gt;Oggi Cameron fa appello ai genitori dei rivoltosi delle periferie londinesi perché denuncino i propri figli. Un appello del genere susciterebbe sdegno e denunce di metodi totalitari se provenisse da un Paese del terzo mondo, ma in Gran Bretagna costituisce la prova di un alto senso civico e di maturità democratica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] http://www.guardian.co.uk/world/video/2011/sep/15/libya-cameron-sarkozy-video?INTCMP=ILCNETTXT3486&lt;br /&gt;[2] &lt;br /&gt;http://archiviostorico.corriere.it/2011/settembre/17/Sarkozy_Tripoli_come_Mitterrand_Sarajevo_co_9_110917030.shtml&lt;br /&gt;[3] &lt;br /&gt;http://it.euronews.net/2011/09/16/erdogan-a-tripoli-lancia-un-monito-al-regime-siriano/ &lt;br /&gt;[4] http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/129398/in_siria_la_rivolta_diventa_antierdogan&lt;br /&gt;[5]  &lt;br /&gt;http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-09-18/aziende-francobritanniche-assalto-mercato-164515.shtml?uuid=AaGWtV5D&lt;br /&gt;[6] &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://thecable.foreignpolicy.com/posts/2011/09/13/robert_ford_attends_syrian_funeral_shortly_before_attack&lt;br /&gt;[7] &lt;br /&gt;http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-12202821&lt;br /&gt;[8] &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://dailycaller.com/2011/08/22/police-continue-to-arrest-environmentalist-protesters-at-the-white-house/&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-4917978536114773501?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/4917978536114773501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=4917978536114773501' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/4917978536114773501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/4917978536114773501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/09/in-libia-ed-in-siria-colonialismo-fa.html' title='IN LIBIA ED IN SIRIA COLONIALISMO FA RIMA CON RAZZISMO'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-2138117012579154069</id><published>2011-09-17T01:44:00.000+02:00</published><updated>2011-09-17T01:44:00.086+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>OSPITE CARO</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Ospite caro, pellegrin di senno...” Davanti alla tavola imbandita sentivamo riaffiorare nella memoria i versi omerici mentre ci guardavamo e riguardavamo affettuosamente il direttore appena rientrato da Milano, dove si era recato per affari (di cuore, avevamo sospettato noi). Man mano però che continuavamo a coccolarcelo con gli occhi, sentivamo in cuore una preoccupazione crescente. Sì, vabbè, gli anni passano per tutti, eppure ci sembrava che le fatiche del viaggio avessero troppo provato il nostro amico: le rughe diventate solchi, lo sguardo spento, i modi estenuati…&lt;br /&gt;Figuratevi che per celebrare degnamente quel ritorno, a parte la caraffa di Per’ e palummo, avevamo preparato un piatto che è uno dei nostri cavalli di battaglia preferiti: la vera pizza di scarola. State a sentire e poi provate a prepararla. Mangerete una vera squisitezza!&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Con la farina impastata approntate due sfoglie abbastanza spesse ed adagiatene una sul fondo della “sartana” o tegame che dir si voglia. Sopra ponetevi scarola cotta, noci a pezzetti ed uva passa. Condite il tutto con vino cotto e sovrapponete l’altra sfoglia che crescerà e diventerà alta acquistando un bel colorito quando la cottura (a fuoco lento, inutile dirlo) sarà ultimata. Più che un rustico, un vero dolce. Non c’è nessuno che possa resistervi. &lt;br /&gt;Tornando a noi. “Accomodati dunque e raccontaci. Come è andata?” buttammo là sorridendo.&lt;br /&gt;“Non ce la faccio più. Perdere in casa con i turchi…La squadra più debole del girone…Chi poteva immaginarselo? Insopportabile.”&lt;br /&gt;Un lampo e capimmo: il tifo lo aveva ridotto così. Prima la scoppola col Palermo, poi l’esordio disastroso in Champions. Poveretto! E intanto il Napoli vinceva a Cesena e guadagnava fra gli applausi un insperato pareggio fuori casa contro il City... Rabbrividimmo, perché ci sembrò di scorgere dietro le lenti il lampo dell’invidia. Altro che il raggio verde di Forio!&lt;br /&gt;Ricordammo improvvisamente che era stato proprio quel nostro commensale dall’aria abbattuta che in una certa occasione aveva pescato una perlina nella sua cultura enciclopedica e ce l’aveva regalata. Sentivamo le parole esatte risuonarci nelle orecchie: ”Ospite è colui che ospita, ma anche colui che è ospitato. All’origine di questa parola c’è il latino hostis che significa straniero, pellegrino, nemico…”&lt;br /&gt;E ancora, ci tornarono alla mente le sue parole pronunziate al Castello Aragonese neppure un mese fa per presentare un libro sull’epistemologia greca del VI e V secolo a.C. . “Panta rei, tutto scorre, nessuno è mai identico a se stesso, ma si trasforma nel tempo…”&lt;br /&gt;A questi pensieri ci passò l’appetito ed il direttore, anche lui, per una volta tanto nella vita si mostrò inappetente. Con il risultato finale che a godere della nostra antica ricetta ischitana furono il redattore capo (l’Onesto Yago) e il nostro cugino omonimo sopraggiunti nel frattempo.&lt;br /&gt;Prima di andar via con i suoi lazzi e motti, il sedicente poeta - del quale purtroppo non possiamo disconoscere la parentela - scarabocchiò sul tovagliolo un sonetto che, cari lettori, vi propiniamo tale e quale.&lt;br /&gt;“Se paga (quasi mai), fa senza fretta / e sembra avere nella mano un crampo. / Invece è ratto quasi come un lampo / quando, ospite, maneggia la forchetta. / Malgrado abbia sul cuor la pelliccetta, / sembra oggi uscito da un diverso stampo, / poiché la sua biscia non trovò scampo. / Dispettoso com’è, c’è chi sospetta / che voglia la foto togliere via /  dell’Inter dal muro di Adhoc-crazia / e noi metteremo quella del ciuccio / al fine di donargli maggior cruccio.”&lt;br /&gt;Due infami, che speculano sulle paure della banda Moratti (oltre tutto a causa dei fatti di Libia la raffineria sarda Saras è in difficoltà). Contro la Roma per loro è d’obbligo un risultato pieno. E se Totti torna e fa 13? Il capitano giallorosso ha già segnato 12 volte a San Siro ed ora rientra in squadra perchè è nuovamente in forma. Non dovesse riuscirgli un cucchiaio come quello memorabile del 2005 a Julio Cesar, potrebbe sempre fare un passaggio decisivo all’ultimo acquisto, Fabio Borini, un giovane che sembra destinato a una grande carriera.&lt;br /&gt;Noi che, - non ci possiamo far nulla -, abbiamo il cuore buono, vogliamo offrire una consolazione al caro direttore, rallegrare almeno un poco il suo cuore a strisce nerazzurre (nonché far godere le nostre viscere azzurre). Come? Inciarmando qualcosa per far vincere il Napoli contro il Milan. &lt;br /&gt;Intendiamoci: non è che pensiamo di “fare il pignatiello” all’allenatore dei rossoneri per renderlo succube di Mazzarri. Ci penseranno gli attaccanti napoletani a plagiare lui e i suoi difensori. Per il nostro incantesimo (a base sempre di Per’e palummo) non è necessaria nessuna cottura di ingredienti malefici in qualche pentolino. Il nostro ‘nciarmo, la nostra manovra insieme apotropaica e propiziatoria, consisterà nel maneggiare un corno di corallo e nel somministrare al direttore una bella purga nel vino (a sua insaputa, è chiaro).&lt;br /&gt;A parte questo, le nostre previsioni ottimistiche si basano sui numeri e sul ragionamento. Ecco la lista dei milanisti infortunati: Ibra, Robinho, Gattuso, Boateng, Inzaghi, Ambrosini, Mexes e Flamini: 5 assenze importanti. E dall’altro lato? Britos e forse Lavezzi, che però vuol giocare.&lt;br /&gt;Inoltre, il Milan - che è il gran favorito per lo scudetto – dovrà scoprirsi, mentre per il Napoli qualsiasi risultato andrebbe bene ed un pareggio basterebbe a mantenerlo in media inglese. Senza contare che Gargano (che partitone a Manchester!) diventerà ancora una volta zio grazie al micidiale cognato Hamsyk e tutto l’ambiente si è caricato per questa bella notizia. E poi gli azzurri, come si dice, giocheranno in dodici perché il pubblico si farà sentire, eccome! Ci saranno più di 50mila spettatori fra i quali purtroppo noi non saremo, perché il direttore ancora una volta si è rifiutato di pagarci il biglietto. In compenso pare che finalmente in tribuna autorità il procuratore Lepore potrà vedere che faccia tiene da vicino il premier Berluscò, che continua ad accampargli un legittimo impedimento dopo l’altro (in questo caso non ad personam, ma ad partitam).&lt;br /&gt;E poi, un nostro incaricato (chi non sarà presente lo vedrà in televisione) spargerà sale sul campo beffandosi del servizio d’ordine. E il “trombettiere” suonerà la carica, e il pazzariello farà gli scongiuri, e fra poco si festeggia San Gennaro.&lt;br /&gt;Comportamenti, i nostri, superstiziosi ed assurdi? Ma nessuno si ricorda del cappotto di cammello del povero Petisso o di quello blu che Ulivieri indossava in panchina anche con 30° all’ombra? E la cravatta gialla di Galliani? E il tifoso scartellato che De Laurentiis non manca mai di farsi venire in tribuna?&lt;br /&gt;Insomma, vi abbiamo detto in che modo pensiamo di propiziare le fortune della squadra azzurra. Casomai (magari) funzionasse, state sicuri che non mancheremo di invitare sempre il direttore alla nostra tavola e di offrirgli le ottime insalatine che tanto predilige. Condite, è chiaro, con olio di oliva corretto al ricino. Sempre al nostro desco sarà onorato, l’ospite caro, il pellegrino illustre!&lt;br /&gt;Alla prossima, in attesa che dal bagno arrivino buone notizie…&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-2138117012579154069?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/2138117012579154069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=2138117012579154069' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/2138117012579154069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/2138117012579154069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/09/ospite-caro.html' title='OSPITE CARO'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-760441285795117837</id><published>2011-09-15T02:57:00.000+02:00</published><updated>2011-09-15T02:57:00.240+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>IN LIBIA IL FMI CELEBRA LE NOZZE MISTICHE TRA BOMBARDAMENTI E PRIVATIZZAZIONI</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni il mondo è stato impegnato nella celebrazione della ricorrenza del remake americano dell'incendio del Reichstag, il cui copyright appartiene ad Hitler, che però non è in condizione di reclamare i diritti d'autore. Le schiere dei dietrologi e dei complottisti sono state finalmente sgominate con implacabili perizie tecniche, che ci hanno dimostrato come sia normale che l'alluminio degli aerei affetti l'acciaio ed il cemento dei grattacieli; inoltre delle argute analisi psicologiche ci hanno spiegato come anche il terzo edificio, non colpito da nulla, sia crollato esclusivamente per simpatia e solidarietà con i suoi colleghi.&lt;br /&gt;A liquidare definitivamente le residue dietrologie, dall'oltretomba è tornato anche lo spettro di un leader del movimentismo anni '70 a rivelarci come sia ipocrita la commozione per le vittime dell'11 settembre, poiché pare che anche gli USA vadano in giro per il mondo a bombardare. Ecco, questa era proprio l'informazione che ci mancava.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;In realtà l'11 settembre, se è stato una tragedia per i morti e per i loro parenti, per gli USA in quanto tali si è ridotto a poco più che un evento-spettacolo e, soprattutto, ad un comodo alibi vittimistico per ogni genere di crimine. La Libia è da sei mesi sotto i bombardamenti della NATO, ed i suoi abitanti, giorno per giorno, si sono visti mancare i familiari, gli amici, il tetto, l'acqua e l'elettricità. In questo quadro di distruzione sistematica, quale sarebbe l'effetto ritorsivo di un attentato episodico?&lt;br /&gt;Intanto Al Qaeda risulta ufficialmente presente nel governo provvisorio libico, ed a questo punto ci vuole proprio un dietrologo inguaribile per arrivare a sospettare che dietro questi terroristi islamici, nemici giurati dell'Occidente, ci sia in realtà la CIA. La notizia più lieta è però che il Fondo Monetario Internazionale, da sempre in totale sintonia con la NATO, ha formalizzato il riconoscimento del nuovo governo libico. La suprema dirigente del Fmi, Christine Lagarde, ha auspicato per la Libia un avvenire di "riforme", termine che nel gergo FMI significa privatizzazioni.(1)&lt;br /&gt;Ancora una volta le bombe della NATO dimostrano di servire a fertilizzare il terreno per le privatizzazioni, quindi in Libia la miseria è assicurata per le prossime generazioni. Infatti ora in Libia è calata a reclamare giustizia la grande vittima delle nazionalizzazioni volute da Gheddafi nel 1971, cioè la British Petroleum (che oggi si fa chiamare anche Beyond Petroleum).(2)&lt;br /&gt; In effetti il ritorno della BP in Libia risale allo scorso anno, quando la multinazionale anglo-americana era riuscita ad ottenere da Gheddafi un contratto per la ricerca di nuovi giacimenti di petrolio e gas. Persino Tony Blair, sia da primo ministro che dopo, era volato varie volte in Libia per incontrare Gheddafi e per sostenere la BP nella nuova impresa. Lo scorso anno il governo britannico aveva anche consentito il ritorno in Libia di uno dei condannati per l'attentato aereo di Lockerbie, ed il fatto era stato oggetto di molte critiche, perché era stato interpretato come un cedimento nei confronti di Gheddafi. Sarà, ma sta di fatto che la BP ha spedito in Libia centinaia di squadre di suoi "tecnici" che si sono disseminati per il territorio, e centinaia di aerei della multinazionale hanno fatto per mesi la spola tra la Gran Bretagna e la Libia.&lt;br /&gt;Che i sondaggi BP siano stati usati come cavallo di Troia  per l'invasione della Libia e che, per questo, oggi la stessa BP si trovi ad essere la principale beneficiaria della caduta dell'odioso tiranno, ovviamente è solo dietrologia. Una persona  per bene come Cameron queste cose non le farebbe mai, e poi c'è sempre quel fesso di Sarkozy pronto a prendersi la colpa di tutto.&lt;br /&gt;Ci si è chiesti spesso quale sia la ricetta, anzi il segreto, dello "stile inglese". Il segreto dello "stile inglese" consiste semplicemente nel non farsi mai mancare le lodi. Il mito britannico poggia infatti sull'espediente di avere piazzato ad ogni angolo di strada un adulatore, un professionista dell'anglolatria. La massoneria britannica non è in sé un soggetto politico autonomo, ma è sempre stata un grande strumento di controllo e di infiltrazione in tutti i settori strategici dei Paesi satelliti, condizionandone anche, e soprattutto, l'informazione. Innocenzo Cipolletta, nel suo articolo sull’Espresso ("Un po’ di british nelle nostre scorte") ci ha invitato, ad esempio, a cogliere la lezione di stile e di sobrietà che ci viene, manco a dirlo, dagli Inglesi. Personaggi come La Russa, Bossi, Rosi Mauro o Cota, che se ne vanno in giro con un corredo di bodyguard, auto blindate e poliziotti, messi a confronto con il premier Cameron che, in vacanza in Toscana, storica sede della massoneria inglese, va a prendersi un caffè al bar senza neppure essere riconosciuto; la scorta c’era, ma era così discreta. Che stile. Certo con i personaggi citati si vince facile. Ma se lo stesso Cameron avesse portato la sua faccetta da depravato in qualche periferia di Glasgow o di Birmingham, non è credibile che avrebbe bevuto il suo caffè così tranquillamente senza una scorta in bella evidenza.   &lt;br /&gt;Grazie a questo tipo di complicità dei media, che hanno sempre coperto l'entità del coinvolgimento britannico nell'aggressione alla Libia, Cameron ha potuto tranquillamente contravvenire ancora una volta al mandato ONU (ma tanto chi se ne frega), spedendo in Libia i suoi elicotteri di assalto Apache, che hanno impedito alle fanterie libiche di uscire allo scoperto.(3)&lt;br /&gt;Gli elicotteri d'assalto britannici e statunitensi sono stati probabilmente prelevati dal teatro di guerra afgano. Ciò spiegherebbe perché un elicottero da trasporto Chinook, con decine di Navy Seals a bordo, andasse in giro senza scorta di elicotteri d'assalto, venendo così abbattuto dalla guerriglia afgana. L'ipotesi avanzata da alcuni, secondo cui i Navy Seals sarebbero stati abbattuti da "fuoco amico" per eliminare scomodi testimoni della farsa dell'uccisione di Bin Laden, risulta davvero troppo farraginosa, dato che i Navy Seals sono accuratamente selezionati fra i più marci criminali psicopatici, e non si capisce perché avrebbero dovuto essere colti da crisi di coscienza.&lt;br /&gt;Lo scorso 4 settembre, l'opinionista Michele Serra, nella sua rubrica su "la Repubblica" si è ufficialmente arruolato nel battaglione dei bombardieri "critici", chiedendo conto alla NATO del  fatto che non sia ancora intervenuta in Siria; anche se Serra afferma che non ci tiene, che lo dice giusto per la precisione.(4) &lt;br /&gt;Per accreditare di un alone "critico assai" il suo bellicismo insinuante, Serra si dimostra davvero ingeneroso nei confronti dei vari Rasmussen e Locklear, i quali, se fosse per loro, bombarderebbero anche il presepe. In realtà i mezzi militari della NATO non sono infiniti ed in Libia la guerra non ha affatto superato la sua fase virulenta, come i media irreggimentati dalla NATO vorrebbero farci credere. La Siria è attualmente protetta non dalle considerazioni di opportunità geopolitica ed economica propinate da tanti opinionisti ufficiali, ma dall'imprevedibile determinazione della resistenza libica, che ha fatto lievitare i costi dell'impresa. Basti considerare che per ogni elicottero Apache il costo ufficiale è di circa dieci milioni di dollari, ma si tratta solo del "modello base" da esposizione, dato che in condizioni di combattimento il costo effettivo va moltiplicato per dieci. Il filosofo Domenico Losurdo ha rilevato quanto sia paradossale che il Pentagono battezzi i suoi mezzi militari con i nomi delle tribù indiane (Apache, Chinoock) sterminate dalla colonizzazione americana, osservando che è come se Hitler avesse dato ai suoi armamenti i nomi di tribù ebraiche.&lt;br /&gt;Serra è uno dei tanti esponenti di quell'umanesimo ufficiale specializzato nel fabbricare immagini di mostri inumani contro i quali indirizzare l'odio dell'opinione pubblica. Oggi i "mostri" sono Gheddafi e Assad, domani Mugabe, Chavez o Castro. Risulta sempre molto facile credere acriticamente alla propaganda sulla criminalità degli altri, ma Serra dovrebbe considerare il fatto che anche una propaganda bellicista come la sua rappresenta un'attività criminale a tutti gli effetti.  &lt;br /&gt;L'attuale guerra coloniale in Libia si configura sempre più esplicitamente come un'operazione di saccheggio. Già nel marzo scorso il Fondo Monetario Internazionale aveva parlato delle gigantesche riserve auree della Libia, che potrebbero ripagare immediatamente, e con gli interessi, gli sforzi bellici della NATO, senza dover aspettare i futuri proventi della rapina del petrolio e del gas.(5)&lt;br /&gt;Non è un caso che la questione dell'oro libico ossessioni i media. I toni della disinformazione mediatica stanno raggiungendo a riguardo livelli fiabeschi, da Mille e una Notte. Prima Gheddafi viene presentato come l’orco che popola gli incubi di grandi e piccini, poi ci si narra della sua fuga. Si favoleggia che sia stato avvistato un convoglio lunghissimo di più di duecento automezzi al confine col Niger e in direzione del Burkina Faso. Il convoglio era scortato dai fedelissimi Tuareg, e molti di questi automezzi erano pieni di oro, di dollari e diamanti. Tutti i telegiornali riportavano senza pudore questi dettagli. Altro che narrazione di Vendola!  Ora, ci si immagini dei camion che trasportano oro, dollari e diamanti con su scritto "trasporto di oro, dollari e diamanti". E perché, via inventando, non anche lapislazzuli?&lt;br /&gt;Queste fiabe mediatiche servono a far passare Gheddafi come il ladro e la progettata rapina dell'oro libico da parte della NATO come un recupero della refurtiva, in base ai rovesciamenti delle parti tipici della propaganda colonialista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/1020964/libia-lfmi-riconosce-il-cnt.shtml&lt;br /&gt;(2) http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.thestreet.com/story/11228497/1/bps-outlook-in-libya-improves.html&amp;ei=KOVsToWHLvTb4QTN36XZBA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=2&amp;ved=0CCsQ7gEwATgo&amp;prev=/search%3Fq%3DBP%2Blibya%26start%3D40%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Divns&lt;br /&gt;(3) http://feb17.info/media/video-david-cameron-defends-libya-apache-deployment/&lt;br /&gt;(4) http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/09/04/amaca.html&lt;br /&gt;(5) http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.bbc.co.uk/news/business-12824137&amp;ei=UuJsTqvUKtSL4gTmkMn4BA&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=9&amp;ved=0CGsQ7gEwCA&amp;prev=/search%3Fq%3Dimf%2Blibya%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Divns&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-760441285795117837?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/760441285795117837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=760441285795117837' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/760441285795117837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/760441285795117837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/09/in-libia-il-fmi-celebra-le-nozze.html' title='IN LIBIA IL FMI CELEBRA LE NOZZE MISTICHE TRA BOMBARDAMENTI E PRIVATIZZAZIONI'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-5261070434533848374</id><published>2011-09-10T17:27:00.000+02:00</published><updated>2011-09-10T17:28:22.724+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>IL SOPRANNOME</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fin dalla nostra più giovane età abbiamo nutrito scarsa simpatia per il lavoro, forse perché una natura matrigna ce ne aveva negata la minima attitudine. Questa tara connaturata (a causa della quale abbiamo molto sofferto) subito ci è costata l’appellativo di “fracetone”, pigraccio.&lt;br /&gt;Guardando l’altra sera in televisione l’Italia di Prandelli, - che pure ha conquistato la partecipazione alla fase finale dell’Europeo con due turni di anticipo -, ci è venuto di pensare che quella fosse una squadra di gente “fraceta”, di pigroni che preferivano non impegnarsi, in attesa di un errore degli avversari o di un improvviso bagliore di classe da parte di qualcuno. La partita e il gioco in generale non sono stati per nulla entusiasmanti.&lt;br /&gt;Tanto premesso occorre anche dire a loro (parziale) giustifica che il campionato si avvia soltanto oggi: Supermario, Fantantonio, Pazzo e gli altri fracetoni non potevano far molto più che trotterellare (fortunatamente Far Oer e Slovenia non hanno saputo approfittare della situazione).&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Dopo queste due vittorie l’allenatore degli azzurri potrà fare qualche nuovo esperimento, specialmente a centrocampo dove Pirlo ha bisogno di qualcuno che corra per lui e Montolivo gioca fuori posizione perché il suo posto naturale in campo è proprio quello occupato dal neo juventino. Thiago Motta è inadeguato e tanto confusionario da far addirittura apparire Marchisio come un grande architetto del gioco. Ci contenteremmo già se lo juventino si meritasse il titolo di geometra.&lt;br /&gt;In conclusione, lo spettacolo è stato tale che la maggior parte del l° tempo abbiamo sonnecchiato davanti all’apparecchio. Uffa!&lt;br /&gt;Contestazioni, feriti e tafferugli sin dalla prima giornata del Giro di Padania: Rifondazione ha cercato di boicottare la corsa leghista. Uffa, uffa!&lt;br /&gt;Riciclaggio a Napoli: Balotelli e Lavezzi convocati in procura come testi. Triplice uffa!&lt;br /&gt;Meglio occuparsi d’altro. Per esempio, cosa sta facendo il nostro cugino omonimo, il Poeta?&lt;br /&gt;“Come è noto, nos ancetres les romains oltre al praenomen, che il bambino riceveva alla nascita e in pratica corrisponde al nostro nome proprio, col nomen indicavano la gens, che potremmo definire la famiglia allargata (il clan) e per cognomen intendevano quello che oggi si intende come soprannome, una parolina spesso collegata a una dote morale, o al lavoro svolto oppure a una caratteristica personale. Marco (il nome), Tullio (la gens di appartenenza), Cicerone (il famoso oratore aveva una vistosa verruca)…”&lt;br /&gt;Autore della dotta precisazione rivolta ad una povera ragazzina con un debito in latino non era, come si sarebbe potuto immaginare, il Professore che dirige questa rivista, ma proprio il caro cuginetto allievo delle Muse e devoto alla dea ciprigna.&lt;br /&gt;Trovandoci per caso a passare in quelle vicinanze avremmo voluto aggiungere a beneficio della sfortunata studentessa che nel sud, - anche nell’isoletta dove viviamo -, il soprannome è molto usato ed in pratica sostituisce il cognome finendo con l’identificare un’intera famiglia. &lt;br /&gt;Il soprannome o lo si eredita o lo si guadagna e rimane appiccicato a tutta la razza, cioè le persone dello stesso ceppo (nonno, padre, figlio).&lt;br /&gt;A Ischia nel secolo scorso si filava ancora la lana e poi le filatrici la vendevano a ‘o ffilato. Infatti, prima di dare avvio alla trattativa l’acquirente voleva vedere il lavoro fatto e quindi chiedeva di vedere la merce: ‘o ffilato, il filato. Discendenti e parentela quindi ancora oggi vengon detti “ a razza do ffilato”&lt;br /&gt;Come si vede, per chi non conosce la storia del paese e viene da fuori può riuscire difficile capire l’origine di un nomignolo. Tanto per dire,un napoletano avrebbe potuto pensare che ‘o ffilato veniva detto così perchè “teneva e filusse”, aveva cioè i soldi (dell’etimo di questo sinonimo del danaro ci ripromettiamo di parlare in un’altra occasione). Un toscano invece avrebbe potuto pensare ad una lingua pungente. L’uno e l’altro si sarebbero sbagliati perché non erano del paese.&lt;br /&gt;Così del resto sarebbe difficile risalire all’origine del soprannome trovandosi di fronte ad un signore, - per fare un altro esempio - , che tutti chiamano ‘a suglia oppure ad un altro detto ‘o sceppato. Nel primo caso riteniamo che il soprannome di famiglia sia dovuto magari ad un’intelligenza penetrante come la lesina del calzolaio. Nel secondo non pensiamo tanto ad un volto pieno di graffi, quanto ad uno Sfregiato (Scarface, Balafrè).   &lt;br /&gt;Vi meravigliate, cari lettori, del fatto che ancora oggi per distinguere omonimi e lontani cugini, vengano usati i nomignoli (ereditati o guadagnati sul campo)?&lt;br /&gt;Senza bisogno di ricorrere alla cronaca nera, pensate allora agli aggettivi che usano i cronisti parlamentari o quelli del calcio. Pennellate che come minimo rimangono appiccicate vita natural durante (e per un bel po’ di tempo dopo) a personaggi come il Cinghialone Craxi, o lo zio Bergomi o l’Onesto Yago.&lt;br /&gt;Quest’anno, fra i nuovi arrivi della serie A vedremo giocare - nell’Inter - Forlan el Cacha (la Strega). Nella Juve si esibirà Estigarribia, el Chela (il Violino). Nel Genoa vedremo correre Lucas Pratto detto el Camello. Fra questi giocatori l’unico a fare la differenza, forse, sarà l’uruguaiano il cui cognome in veneto suona ”friulano”. Probabilmente si aggiungerà, come D’Artagnan ai tre moschettieri, al trio delle meraviglie: Ibrahimovic, Pato, Cavani. (Hamsyk è il Planchet del cannoniere napoletano). Ieri sera i rossoneri (favoriti per il titolo) e la Lazio (probabile squadra sorpresa hanno dato inizio al campionato disputando una bella partita. I quattro gol del pareggio sono stati segnati entro i primi 33 minuti e lo zingaro Ibra ha dato l’avvio alla rimonta del Milan.&lt;br /&gt;Anche la repubblica delle lettere è da sempre inflazionata da pseudonimi e noms de plume. Per conto nostro non sapremmo sceglierne alcuno che caratterizzi tanto il direttore di Adhoc-crazia da consegnarlo alla memoria dei posteri. Nell’entourage però c’è qualcuno che non manca di idee:&lt;br /&gt;nostro cugino il Poeta ( lo dobbiamo sopportare e non possiamo cacciarlo via a causa dei vincoli di parentela) propone di pescare fra i titoli delle commedie che hanno reso famoso Molière. &lt;br /&gt;Alla fine la scelta si è ristretta al Malato immaginario, al Tartufo, a Don Giovanni e all’Avaro.&lt;br /&gt;Al proposito indiciamo un referendum fra i lettori.&lt;br /&gt;Noi, per motivi facilmente immaginabili, crediamo che chiamare il direttore Arpagone non solo sia la cosa più giusta, ma che addirittura non gli dispiaccia.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-5261070434533848374?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/5261070434533848374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=5261070434533848374' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/5261070434533848374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/5261070434533848374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/09/il-soprannome.html' title='IL SOPRANNOME'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-3307311322709416464</id><published>2011-09-07T01:27:00.000+02:00</published><updated>2011-09-07T01:27:00.588+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>DOPO I BOMBARDAMENTI UMANITARI ANCHE LE PRIVATIZZAZIONI UMANITARIE</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il mobbing internazionale contro la Siria ha compiuto un salto di qualità con la pubblicazione alla fine di agosto del rapporto di Amnesty International curato dall'operatore Neil Sammonds. Il rapporto non si limita a denunciare casi di torture ed omicidi, ma si caratterizza per un tono eminentemente politico, con tanto di appelli al Consiglio di Sicurezza dell'ONU e di proposta di deferire il governo siriano alla Corte dell'Aja che si occupa di crimini contro l'umanità.(1) &lt;br /&gt;Il rapporto dunque sposa in tutto e per tutto la tesi "occidentale" della guerra di Assad contro il proprio popolo e non prende minimamente in considerazione l'eventualità che la Siria possa essere fatta oggetto di attacchi dall'esterno. Questa è proprio la base ideologica del mobbing internazionale: la Siria non ha altri nemici che sé stessa, perciò non esistono colonialismi, o conflitti tra Stati o tra Stati e multinazionali, oppure intrecci affaristico-militari, ecc. Esiste solo una "comunità internazionale" che giudica e, se è il caso, "interviene" (eufemismo per "bombarda") attraverso il suo braccio militare: la NATO.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;In varie interviste Sammonds ha dichiarato ipocritamente che nei confronti della Siria egli non sta chiedendo un intervento militare, dimenticando però che la Libia si è trovata da un giorno all'altro sotto le bombe senza che nessun organismo internazionale lo abbia mai deciso. Né Amnesty International si è mai chiesta cosa c'entrino con la difesa dei civili i bombardamenti della NATO che hanno messo fuori uso acquedotti e centrali elettriche in Libia. Per aggredire la Libia sono stati sufficienti il pretesto di una "emergenza umanitaria" e la foglia di fico giuridica della "no fly zone", perciò Sammonds ha già fornito alla NATO molto di più del necessario per un'aggressione alla Siria. Non sorprende quindi che il presidente francese Sarkozy abbia potuto adottare il rapporto Sammonds, servendosene come un'arma propagandistica.(2) &lt;br /&gt;Amnesty International dovrebbe chiarire molte cose sulla propria linea di condotta ed anche sulla propria storia. Non si è infatti mai capito che ruolo potesse svolgere un personaggio come Zbigniew Brzezinsky nel consiglio di amministrazione di Amnesty International. La presenza nella dirigenza di Amnesty International di un uomo che aveva svolto incarichi di Stato come Consigliere della Sicurezza Nazionale USA non comportava una oggettiva situazione di "conflitto di interessi"? (3)&lt;br /&gt;Non è strano poi che la presenza di un Brzezinsky faccia da denominatore comune sia al mito di Obama sia al mito di Amnesty International?(4) &lt;br /&gt;Non risulta inoltre che Amnesty International si sia mai lamentata del fatto che i suoi rapporti abbiano una vasta risonanza internazionale soltanto quando fanno gioco alla propaganda occidentale, mentre sono appena sfiorati dai media se smentiscono quella propaganda, come è successo quando l'operatrice Donatella Rovera ha smontato l'edificio propagandistico degli stupri al viagra da parte dei soldati di Gheddafi. (5) &lt;br /&gt;Sembrerebbe quasi che le smentite come quelle riguardo agli stupri di Gheddafi, oppure le denunce di crimini di parte "occidentale", rivestano solo la funzione di accreditare un'immagine di obiettività e serietà di Amnesty International, ma che questa organizzazione metta in conto il fatto di essere strumentalizzata dalla propaganda coloniale. Dov'erano  infatti gli appelli di Amnesty International al Consiglio di Sicurezza dell'ONU quando si è trattato di Guantanamo o del Genova/G8?&lt;br /&gt;E come mai Sammonds continua ad appellarsi alla corte di giustizia internazionale nel caso della Siria, nonostante che il procuratore di questa corte, Luis Moreno-Ocampo, abbia dimostrato la sua parzialità motivando il mandato di cattura contro Gheddafi con accuse di stupri che la stessa Amnesty International ha riscontrato come mai provate? &lt;br /&gt;Anche i "Diritti Umani", come i sedicenti "Mercati", sono delle divinità che si dimostrano inflessibili soltanto nei confronti dei deboli. La "dura realtà del Mercato" o la melassa dei Diritti Umani alla fine vanno a fustigare sempre gli stessi soggetti, risparmiandone sistematicamente altri. &lt;br /&gt;Forse non è un caso che i Castro ed i Chavez si trovino ad essere invisi contemporaneamente sia ai sostenitori dei diritti umani che agli apologeti delle privatizzazioni. Ci deve proprio essere qualcosa di profondamente umanitario nelle privatizzazioni. &lt;br /&gt;Come stupirsi allora che dopo i bombardamenti umanitari siano arrivate anche le privatizzazioni umanitarie? Il deputato Giorgio La Malfa e l'economista Paolo Savona, basandosi sulle analisi di quel mostro di obiettività ed imparzialità che è Mediobanca, sono arrivati infatti alla conclusione che per non far soffrire troppo il popolo italiano, la via maestra per risanare il debito pubblico non possa essere altro che la "vendita" dei patrimoni immobiliari dello Stato e degli enti locali.(6) &lt;br /&gt;Ovviamente nè La Malfa né Savona si preoccupano di rivelare dove si troverebbero mai questi mitici privati disposti a sborsare i trecento miliardi di euro necessari per acquistare legalmente i beni immobili pubblici. Infatti questi mitici privati "paganti" non esistono; e qui non si tratta di vendere, e neppure di svendere, gli immobili pubblici, ma semplicemente di privatizzarli, magari persino finanziando le privatizzazioni con la spesa pubblica, come è costretto a fare oggi il governo greco. La Malfa e Savona non ci chiariscono neppure se per caso Mediobanca sia in qualche modo interessata a queste vantaggiosissime privatizzazioni.  &lt;br /&gt;Ma non importa. Dopo tutte le lacrime e tutto il sangue che sono stati prospettati nella manovra finanziaria attuale e nelle prossime che si preparano, la rapina del patrimonio pubblico dovrà essere accolta dalla pubblica opinione addirittura con un sospiro di sollievo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) &lt;br /&gt;http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/08/31/visualizza_new.html_729764870.html&lt;br /&gt;(2) &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.syrianemergencytaskforce.org/2011/09/01/amnesty-international-decries-assad-regime%25E2%2580%2599s-brutal-crackdown-on-syrian-protesters/&amp;ei=YsFlTvndEsbF8QOc7b2HCg&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CBwQ7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Dsammonds%2Bsarkozy%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Divns&lt;br /&gt;(3) http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.londonspeakerbureau.co.uk/zbigniew_brzezinski.aspx&amp;ei=YbFjTqyEJsiN4gTf2fi8Cg&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=3&amp;ved=0CC8Q7gEwAjgK&amp;prev=/search%3Fq%3Dbrzezinski%2Bmember%2Bamnesty%2Binternational%26start%3D10%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1R2ACAW_it%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Divns&lt;br /&gt;(4) &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://www.economist.com/blogs/democracyinamerica/2007/03/a_new_brain_for_barack_obama&lt;br /&gt;(5) http://www.lettera43.it/cronaca/19487/wall-street-journal-il-rais-lascera-tripoli.htm&lt;br /&gt;(6) &lt;br /&gt;http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:eqTiO9NxmS4J:rassegna.governo.it/testo.asp%3Fd%3D66916526+%22la+carta+del+patrimonio+pubblico%22&amp;cd=5&amp;hl=it&amp;ct=clnk&amp;gl=it&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-3307311322709416464?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/3307311322709416464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=3307311322709416464' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/3307311322709416464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/3307311322709416464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/09/dopo-i-bombardamenti-umanitari-anche-le.html' title='DOPO I BOMBARDAMENTI UMANITARI ANCHE LE PRIVATIZZAZIONI UMANITARIE'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-1609537536133628040</id><published>2011-09-03T10:06:00.000+02:00</published><updated>2011-09-03T10:07:55.136+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>UN GIORNO SI’ E UNO NO</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La Regina aveva promesso ad Alice di darle la marmellata “Un giorno sì e un giorno no”, indispettendola poi con la spiegazione: “I giorni sì sono ieri e domani.”&lt;br /&gt;Qualcosa del genere va puntualmente in scena nelle stanze di Adhoc-crazia: il direttore, alle motivate richieste dei redattori, puntualmente finisce col rinviare i pagamenti a futura data. “Vedrete”, dice, “Un giorno o l’altro, quando meno ve l’aspettate, vi coprirò d’oro.”&lt;br /&gt;Ultimamente il nostro eroe, - che si picca anche di filosofia -, è stato rimproverato dal nostro cugino poetastro, stanco dei continui rimandi alle calende greche (l’argomento lo interessa direttamente perché ci aveva anticipato delle piccole somme in attesa che riscuotessimo il dovuto).&lt;br /&gt;Come è sua abitudine in situazioni del genere il direttore per giustificare il suo comportamento è ricorso a sofismi e parole difficili apprese dai suoi testi sacri. “Pagare ora questi arretrati” ha detto lisciandosi la barba, “Sarebbe un’akrasia” lasciando conseguentemente interdetto il nostro parente, che è venuto da noi perché le interpretassimo. Dopo lunghe ricerche e consultazioni su Internet il redattore capo (l’Onesto Yago) ha spiegato che l’akrasia, secondo Socrate, è “una espressione impossibile della volontà”, equivale cioè ad agire contro giudizio. Semplificando ancora ha concluso: “Oggi in gergo si potrebbe dire fare i Tafazzi.”&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;L’Onesto, - che  forse temeva la presenza di cimici nascoste (o forse aveva ricevuto un sottobanco, ma secondo noi questa seconda ipotesi è abbastanza improbabile) -, non è andato avanti, sostenendo che per un bravo giornalista i fatti vanno separati dalle opinioni e che lui perciò avrebbe riservato i suoi commenti ad altra occasione.&lt;br /&gt;Dicono che per spiegarsi a un filosofo occorre scrivere un trattato mentre a un poeta basta molto meno. A noi purtroppo capita di non capire né l’uno né l’altro.&lt;br /&gt;Comunque il cuginastro furente ha scarabocchiato quattro versacci su un foglietto e ce li ha consegnati perché li facessimo arrivare sulla scrivania direttoriale. Li trascriviamo: “Perché, se veramente sono qui, / non dici come mai sono così? / Però, se fossi altrove, / mi cercheresti dove / tu te ne sei già andato via di lì?” &lt;br /&gt;“Ma insomma”, ha esclamato il redattore capo, al quale avevamo sottoposto il parto poetico prima di consegnarlo a chi di dovere, “Dove caspita se ne è andato tuo cugino?”&lt;br /&gt;“Forse in Daghestan”, abbiamo risposto noi, con la mente occupata dal progetto di andare a intervistare (per conto della rivista, si intende) Eto’o, l’ex calciatore dell’Inter sempre osannato dal direttore di granitica fede nerazzurra. Come mai il camerunense da Milano è andato a finire in un postaccio nel Caucaso meridionale dal nome, altrimenti sconosciuto, di Makhachkala?&lt;br /&gt;Suleyman  Kerimov è il presidente dei gialloverdi che sono i nuovi compagni di squadra di Samuel. Si tratta di un miliardario (per cause imprecisate) che mira a portare l’Anzhi ai massimi livelli del calcio europeo ed ha per motto. “Con i soldi si ottiene sempre tutto.” Un pragmatico quindi, al quale è difficile dare torto, perché spendendo molto (o moltissimo), quasi tutti i presidenti sono in grado di allestire grandi squadre, come del resto i loro cuochi sanno preparare ottime cene a base di caviale e champagne. Il difficile è contentare i palati con quello che passa il convento. Per restare in campo calcistico allevare un vivaio (tipo la famosa caldera del Barça) è molto più complicato che acquistare un fuoriclasse già affermato.&lt;br /&gt;Mercoledì si è chiuso in Italia il calciomercato estivo.&lt;br /&gt;Solo all’ultima giornata del torneo di serie A sarà possibile dire a ragion veduta quali presidenti hanno investito meglio (si fa per dire) nella compravendita dei moderni gladiatori. Perfino lo spendaccione Moratti ha dato una stretta ai rubinetti motivandola con le nuove regole Uefa sul fair play finanziario che dal 2013-2014 escluderanno dalle coppe europee i club con i conti in rosso.&lt;br /&gt;L’altra squadra di Milano, i rossoneri di Berlusconi, partono favoriti per il campionato (quando comincerà), ma il lodo Mondatori e la necessità politica di non scandalizzare gli italiani (vessati dalle tasse adottate per evitare il default) hanno tarpato le ali alla campagna acquisti. Montolivo e Gilardino sono così rimasti alla Fiorentina, in cambio all’ultimo momento è arrivato Nocerino e Cassano è rimasto. &lt;br /&gt;Il nuovo padrone della Roma, lo statunitense (bostoniano) Thomas Di Benedetto, sta già rimediando figuracce (vedi sconfitta a Bratislava) perché in squadra ci sono quasi solo giocatori troppo giovani o molto vecchi. La Lazio invece (che ha esordito in Europa League con un clamoroso 6 a 0 contro i macedoni del Rabtonicki) potrebbe essere la squadra sorpresa del campionato malgrado la cessione di Zarate all’ultimo momento. L’Udinese, squadra rivelazione dello scorso campionato ha ceduto giocatori molto importanti come Sanchez (al Barcellona) e Zapata (al Villareal), per non dire dello svizzero Gokhan Inler, principale acquisto del Napoli che ha chiuso la campagna acquisti con il colpaccio Pandev. Della Juve meglio tacere.&lt;br /&gt;In conclusione Mazzarri e Reja sembrano gli unici allenatori che possono fare affidamento su un undici completo e con rincalzi all’altezza e quindi non sembra azzardato prevedere, - fortuna adiuvante -, che miglioreranno la loro posizione in classifica rispetto all’anno scorso.&lt;br /&gt;Ieri la nazionale di Prandelli ha ripreso la sua rincorsa all’Europeo vincendo contro la sfortunata formazione delle Far Oer (due pali) con uno striminzito golletto (10° del primo tempo) di Cassano in evidente fuorigioco. Martedì a Firenze contro la Slovenia ci si aspetta qualcosa di più convincente. Comunque, visto che tutte le squadre del campionato italiano se schierano un attaccante piccolo e veloce lo affiancano con un panzer, Prandelli farebbe bene ad attenersi anche lui a questo schema. Fa bene a sperimentare, ma i giocatori sono quelli e non si può fare affidamento sui miracoli. Sotto questo aspetto infatti sembrano funzionare meglio le pratiche esorcistiche (vedi per esempio le vagonate di sale che vengono scaricate al San Paolo prima di ogni partita casalinga).&lt;br /&gt;Mourinho in un’intervista al quotidiano “El Mundo” ha dichiarato che si potrebbe costruire un monumento con tutte le pietre che gli tirano contro. Siamo d’accordo: funebre.&lt;br /&gt;Tornerà la sua ora in Italia? &lt;br /&gt;“Un giorno o l’altro” ci ha risposto il redattore capo, non senza aggiungere (fissando provocatoriamente il direttore) “Come commentatore alla tv. Un giorno o l’altro.”&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-1609537536133628040?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/1609537536133628040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=1609537536133628040' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/1609537536133628040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/1609537536133628040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/09/un-giorno-si-e-uno-no.html' title='UN GIORNO SI’ E UNO NO'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-6132386207724879847</id><published>2011-09-01T01:02:00.001+02:00</published><updated>2011-09-01T01:02:00.170+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>IN LIBIA LA NATO PUNTA AL GENOCIDIO</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il commento di Adriano Sofri su "la Repubblica" di domenica scorsa ha suscitato più di una perplessità anche in coloro che sono ormai avvezzi al suo interventismo integralista. Il venirci a raccontare che i bambini di Bengasi raffigurano Gheddafi come un orco, travalica le soglie del ridicolo, diventa pura demenzialità propagandistica. Eppure nella guerra psicologica nulla rimane sprecato, neanche il demenziale, che può risultare utile a fare da sponda e da copertura per altri commenti che, grazie al confronto, possono apparire persino sensati. Funziona come in uno schema di gioco: uno attira la pressione su di sé con un'azione apparentemente priva di senso, ma intanto consente ad un altro di smarcarsi.&lt;br /&gt;Su "la Repubblica" il contraltare degli articoli demenziali di Sofri, sono infatti i commenti "critici" e "riflessivi" di Lucio Caracciolo, che mettono in guardia lo sconsiderato Occidente dai pericoli di destabilizzazione insiti nelle sue azioni.&lt;span class="fullpost"&gt; Nello stesso senso sono andati anche i commenti di Sergio Romano e, purtroppo, anche dello storico Franco Cardini. Lo schema di questi commenti "critici" consiste nella formula dell'insegnare al papa a dire messa, cioè si ammonisce l'Occidente (si scrive "Occidente", ma si legge NATO) a cercare di essere un po' più "occidentale".&lt;br /&gt;Insomma, la Nato sta vincendo la guerra, ma sarà capace di vincere la pace? Questa è l'inquietante domanda che i commentatori "seri" si pongono, ed i lettori tendono ad apprezzare chi frena gli entusiasmi per la caduta dell'orco, ed invita invece a pensare al domani. Il mito di base di questa pubblicistica è sempre quello del "Tramonto dell'Occidente", l'evocare il pericolo del declino che è insito nel suscitare più problemi di quelli che si possono affrontare.&lt;br /&gt;In realtà l'Occidente può essere considerato "inadeguato" e declinante soltanto se lo si valuta in base alla retorica astratta dei suoi fittizi "ideali"; ma se lo si considera per quello che è, una macchina criminale, allora si deve constatare che funziona sin troppo bene. La NATO riesce infatti a far rendere al massimo la sua relativa potenza militare, tutt'altro che inesauribile ed irresistibile, e ciò esprimendo tutte le risorse dell'inganno, della spudoratezza, della perfidia, della malafede, della slealtà e della mancanza di scrupoli, con cui riesce ad isolare volta per volta le sue vittime di turno. &lt;br /&gt;Ciò che i commentatori "seri e pensosi" non ci dicono è che il colonialismo, come tutti i fenomeni criminali, ha cessato da tempo di essere un'avventura, ed è diventato uno schema, che si ripete ogni volta con puntuale ripetitività: si comincia col mobbing internazionale contro il bersaglio del momento, si passa poi all'aggressione diretta e si conclude col genocidio, sia diretto che strisciante. I sei mesi di bombardamenti umanitari della NATO hanno azzerato il sistema delle infrastrutture in Libia. Ancora in queste ore Tripoli e Sirte sono sotto i bombardamenti.&lt;br /&gt;Adesso Sarkozy convoca un vertice a Parigi per parlare della ricostruzione della Libia che proprio lui ha distrutto. &lt;br /&gt;Ma che significa "ricostruzione" nel codice della NATO? Significa innanzi tutto privatizzazioni, e poi centri commerciali, lussuosi centri residenziali per gli addetti delle Organizzazioni Non Governative e delle agenzie ONU, edifici sfarzosi per le banche e per le agenzie finanziarie, basi militari, bordelli per soldati, campi da golf, ecc. In Afghanistan la parola "ricostruzione" ha significato questo, quindi per la popolazione niente servizi pubblici, niente case popolari, niente acquedotti, niente rete elettrica, niente scuole e niente ospedali, o quei pochi che si mettono su nascono fatiscenti e rimangono inutilizzati.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=7-e25JOZgpQ&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In questi ultimi quaranta anni la popolazione della Libia era quadruplicata, la mortalità infantile crollata, la vita media aumentata. Ci si interroga, giustamente, sul numero dei morti civili in Iraq durante la guerra, ma non si fa il computo dei morti civili per la "pace". La pace non è che la guerra condotta con altri mezzi, diceva Georges Clemenceau. In Iraq infatti si comincia a toccare con mano il calo demografico. Senz'acqua e senza elettricità la popolazione diminuisce in modo costante, ed in contesti climatici ed ambientali come quelli dell'Iraq o della Libia, il calo demografico diventa inesorabile, un vero genocidio strisciante. Altro che orco!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://apps.sevengates.org/Forum/message/index.cfm%3FtopicgroupID%3D15181%26topicID%3D22250%26messageID%3D65477%26start%3D0%26isLast%3D0&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Senza infrastrutture la desertica Libia rischia di ridursi nuovamente ad un milione di abitanti nel giro di una generazione, e la NATO avrà così risolto i suoi problemi, perché un Paese spopolato si saccheggia più facilmente delle sue risorse.&lt;br /&gt;La NATO è una cordata affaristico-criminale, e spesso nel crimine organizzato ci si frega anche tra "alleati". Tanto per cambiare, è stata l'Italia ad essere messa in mezzo, e l'ENI si ritrova estromessa dalla BP e dalla Total nell'affare del petrolio libico. L'amministratore delegato dell'ENI, Scaroni, è già passato armi e bagagli sul carro delle multinazionali francesi; mentre il non-ministro degli Esteri, Frattini, racconta balle senza neppure sperare che gli si creda. Frattini dice che il titolo ENI ha recuperato un po' in Borsa perché i contratti con la Libia sarebbero salvi, mentre tutti sanno che le azioni ENI rimontano solo perché c'è aria di privatizzazione. &lt;br /&gt;Come Berlusconi, anche Frattini è un'icona di guerra psicologica anti-italiana. Con l'aspetto unticcio e palestrato da gigolò di località balneare, Frattini raffigura la caricatura dell'Italiano ad uso dei turisti. Ed in effetti è stato messo lì per questo, per rendere ridicolo tutto ciò che dice e tutto ciò che tocca. Un muto non sarebbe meno ascoltato, e per questo Frattini ripiega sulle barzellette, come quella dell'invasione di Lampedusa da parte di Gheddafi.&lt;br /&gt;Nei canoni della guerra psicologica c'è posto per il demenziale puro di Frattini o per il demenzial-disneyano di Sofri, c'è il trash delle "notizie" degli stupri al viagra o delle amazzoni violentate da Gheddafi; ma ci sono anche esche per palati più raffinati, come la fiaba di Tripoli conquistata dai Berberi delle montagne: una suggestione irresistibile per chi sa qualcosa sui Berberi, per reminiscenze scolastiche o frequentazioni letterarie. La psicoguerra usa anche la cultura per creare confusione, inducendo a mettere da parte le spiegazioni più ovvie.&lt;br /&gt;Due Paesi arabi sono da anni integrati con la NATO e partecipano ora all'aggressione alla Libia: uno è il Qatar, da cui trasmette Al Jazeera, la principale voce di psicoguerra della NATO; l'altro Paese è gli Emirati Arabi Uniti, che è sede di una delle principali agenzie di reclutamento e addestramento di mercenari della famigerata Blackwater, ora ribattezzata Xe Services. Il segno dell'importanza dell'impresa negli Emirati Arabi Uniti sta nel fatto di essere gestita in prima persona dal grande capo della Blackwater, Erik Prince. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Libia-aerei-militari-Emirati-arabi-uniti-sono-arrivati-in-Sardegna_311842802738.html&lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=pt&amp;u=http://www.areamilitar.net/noticias/noticias.aspx%3Fnrnot%3D1073&amp;ei=bRVdTtTQCpKp8APluMCfAw&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=4&amp;ved=0CDUQ7gEwAzgK&amp;prev=/search%3Fq%3Derik%2Bprince%2Beau%2Bblackwater%2Blibya%26start%3D10%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1R2ACAW_it%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Divnso &lt;/span&gt;   &lt;br /&gt;Che la NATO sia riuscita ad occupare parte di Tripoli pare scontato, ma la "presa" effettiva della città è ancora da verificare, dato che fa insospettire sia l'improvviso black-out informativo circa la situazione militare sul terreno, sia la fretta di distrarre l'attenzione con lo pseudo-uragano Irene. Non è da escludere perciò che la NATO abbia anticipato l'annuncio della caduta della capitale libica per poter arrivare a settembre al Consiglio di Sicurezza dell'ONU con una situazione che giustifichi un mandato di peacekeeping che legalizzi l'occupazione.&lt;br /&gt;Si è recriminato spesso in questi mesi sul fatto che non vi sia stata una reazione significativa di fronte all'aggressione alla Libia, qualcosa che fosse paragonabile al movimento di opposizione che si verificò nel 2003 per l'invasione dell'Iraq. Ma questo tipo di recriminazioni non tiene conto del fatto che stavolta la guerra psicologica ha segnato un salto di qualità; e quando la categoria di guerra psicologica è totalmente assente dal dibattito politico non ci si può sorprendere che regni la confusione. &lt;br /&gt;Appena sette mesi fa il segretario alla Difesa statunitense, Robert Gates, tuonava che solo un pazzo avrebbe potuto consigliare al presidente USA una nuova guerra. E adesso siamo invece venuti a sapere dal rilancio di una vecchia intervista del generale Wesley Clark che l'attacco alla Libia era in preparazione da anni. Si vede che Gheddafi lo sapeva, e ciò spiega perché si era messo a fare l'amicone dei governanti occidentali per convincerli di essere diventato affidabile; cosa che dimostra la sua ingenuità politica.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=fW8mLDtq9Ls&amp;feature=related&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le "notizie" di Al Jazeera sulla Libia narravano di decine di migliaia di morti per la repressione da parte del regime, ed intanto i governanti occidentali si presentavano al pubblico come riluttanti, incerti e confusi, sebbene i piani d'attacco fossero già pronti da tempo. A quel punto sono stati sguinzagliati gli intellettuali "insospettabili" per supplicare la NATO di intervenire. Persino Pietro Ingrao ci ha ricordato che Gheddafi è un "mascalzone". Davvero un ottimo motivo per sterminargli la popolazione, così impara.  &lt;br /&gt;Ancora adesso la recita dei governi NATO continua. Sui media e nei commenti dei blog ci sono i soliti spiriti umanitari che si lamentano del fatto che la NATO non interviene in Siria dato che lì non c'è il petrolio. Effettivamente di petrolio in Siria ce n'è poco, però c'è il contenzioso per le risorse idriche del Golan siriano occupato da Israele; e quindi, non appena la NATO avrà finito in Libia, arriverà sicuramente anche in Siria.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;rurl=translate.google.it&amp;u=http://www.securitycouncilreport.org/atf/cf/%257B65BFCF9B-6D27-4E9C-8CD3-CF6E4FF96FF9%257D/Golan%2520Heights%2520A%252065%2520542.pdf&amp;usg=ALkJrhiREA5amxt_pFDlg4dy9gWGI1rfng&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ci viene ancora raccontato che Obama e gli altri governanti occidentali sono "riluttanti" a rovesciare Assad, perché temerebbero gli effetti destabilizzanti della sua caduta sulla regione medio-orientale. Come se alla NATO gliene fregasse qualcosa della destabilizzazione. La NATO ha  a disposizione uno stabilizzante infallibile: il genocidio.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-6132386207724879847?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/6132386207724879847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=6132386207724879847' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/6132386207724879847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/6132386207724879847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/09/in-libia-la-nato-punta-al-genocidio.html' title='IN LIBIA LA NATO PUNTA AL GENOCIDIO'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-4535217231334776890</id><published>2011-08-27T00:09:00.001+02:00</published><updated>2011-08-28T01:08:06.514+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>SALTA CHI PUO’</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Zompa chi pò, dicette ‘o ranavuottolo.” Un wellerismo che a Napoli viene spesso usato da chi assiste ad un favorevole andamento della fortuna per qualcun’altro (magari già privilegiato), mentre per lui il quadro della situazione è tutt’altro che roseo. Innegabilmente in questa frase c’è una sfumatura di invidia. Una volta il direttore, - che conosce anche i filosofi del secolo scorso e non soltanto i presocratici di Elea (sui quali recentemente ha intrattenuto il colto e l’inclita nella prestigiosa, come oggi si dice, location del Castello d’Ischia) ci ha detto che secondo un francese nato ad Avignone quasi un secolo fa, certo Renè Girard -, l’envie fait tout. Non possiamo negare di provarne anche noi, - ed acutamente -, il morso (benché certamente: questo è quello dei sette vizi capitali che meno ci tocca). Ieri sera abbiamo invidiato i tifosi del Barça, che hanno assistito festanti alla conquista da parte dei loro beniamini della 37sima Supercoppa Europea contro il Porto (2 a 0 con un gol e un assist al bacio del solito Messi). Oltre alla Pulce, solito spettacolo hanno dato Xavi, Iniesta, Fabregas e tutti gli altri. Con questi giocatori Guardiola sì che può saltare (e salta, beato lui!). Se ne era ben accorto anche il Napoli, che ne ha beccati 5 solo pochi giorni fa in una amichevole (che, malgrado il risultato, non ci è dispiaciuta). Ma perché gli arbitri aiutano sempre le squadre che meno ne hanno bisogno? (n.d.p.)&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Comunque avevamo già provato i morsi dell’invidia appena giovedì, quando abbiamo saputo come era andato il sorteggio per il turno eliminatorio di Champions League.&lt;br /&gt;Ma vi pare giusto? All’Inter un girone che è una pacchia. Al Milan non può sfuggire un comodo secondo posto. Il povero ciuchino napoletano invece destinato a crollare sotto le mazzate che per lui  facilmente si prevedono nel “girone di ferro” (Bayern, Manchester City e Villa Real sono squadre che non giocano al risparmio). &lt;br /&gt;De Laurentiis si è dichiarato entusiasta: perché si inizia il 14 e questo è il suo numero fortunato, “E poi Mazzarri è più bravo di Mancini e potrò continuare la mia supervisione su Pepito Rossi.” L’allenatore non è stato da meno del suo presidente: “Malgrado le altre squadre siano fortissime. non partiamo battuti. Lotteremo gara su gara e poi si vedrà…” &lt;br /&gt;Non c’ è da meravigliarsi per le dichiarazioni dei due che, - probabilmente -, sono sincere. Infatti saranno sei partite di prestigio nelle quali sarà possibile pensare più alla bella figura che al risultato. Inoltre, gli stadi saranno sempre esauriti e gli sponsors si fregheranno le mani per la contentezza. Ma la cosa più importante è che in un secondo momento ci si potrà concentrare sul campionato, oggi rimandato ai box, - a detta dell’Onesto Yago -, per colpa di Moratti .&lt;br /&gt;“Come mai dici così?”,  abbiamo domandato al nostro collega (che conoscevamo solo come esperto velista e mai avremmo immaginato fosse competente anche di pallone). Lui ci ha risposto che tutto il casino sull’articolo7 non ci sarebbe mai stato, se Pandev non avesse fatto causa alla Lazio sicuro di non rimanere poi disoccupato perché il bauscia già se l’era accaparrato.&lt;br /&gt;“Zompa chi po’, disse il ranavuottolo”, e si tuffò in una pozza di petrolio…  &lt;br /&gt;In Adhoc-crazia a noi è affidata la responsabilità di questa rubrica sportiva, ma un supercilioso direttore (che tutto ha letto e tutto sa) non ci fa mai mancare lo sprone di una critica articolata, che si risolve puntualmente in un enunciato: “L’Inter è la squadra più forte, quella che ha i giocatori con maggior classe e mette in mostra il miglior gioco. Perciò, se non vince sempre, si può essere sicuri che è stata consumata qualche ingiustizia ai suoi danni”.&lt;br /&gt;Non ci è permesso ribattere. Perché il direttore è il direttore e zompa chi po’…&lt;br /&gt;L’eminente critico (per non parlare degli altri titoli a lui spettanti) trova però spesso pane per i suoi denti nel nostro cugino omonimo (il sedicente poeta) che è un “patuto”, un accanito tifoso cioè, del Napoli. L’ultima volta che il caro parente è venuto in redazione, ha cominciato, - tanto per mettersi all’altezza -, col definire il direttore un “Aristarco” (ci siamo informati: si tratta di uno che è nato non a Samo, ma a Samotracia e sta, spregiosamente, per “sterile erudito”). Ha continuato poi trattandolo, - sempre calcisticamente parlando ha tenuto a specificare -, da “eunuco”. Noi siamo rimasti dispiaciuti quando, alla fine, ci è parso che scadesse nella volgarità definendo gli interisti “ladri di scudetti”. Però, se le stesse parole sono usate da Elkann e Della Valle…Zompa chi po’&lt;br /&gt;Il cuginastro non si è fermato ad ascoltare un’eventuale replica ed è andato via tutto sussiegoso, non senza aver consegnato al redattore capo il limerick che affidiamo immediatamente alla vostra attenzione: “Direttore, sei avaro e lussurioso / del vino a causa (di cui sei goloso). / Sei pur geloso, ma / l’Inter riperderà / lo scudetto e il ciuccio sarà famoso.”&lt;br /&gt;Un altro filosofo di Samosata, Luciano, alla domanda: “Come difendersi dalla calunnia?”, rispondeva: “Tappatevi le orecchie!” E alla lettura dei versi infami questa è stata appunto la reazione del direttore che, inoltre, essendosi già napoletanizzato quanto basta, ricorre ad immonde pratiche di scongiuro, asserendo che si tratta di un rituale  previsto da una certa sacerdotessa di Crotone, una seguace della scuola pitagorica da lui conosciuta (dopo tanti secoli, questa sarebbe la diciottesima donna della setta, visto che Giamblico nel suo elenco ne nomina solo 17). &lt;br /&gt;Quasi sicuramente è stato in seguito a questa (ri)frequentazione che, tra le altre cose sulle quali l’impagabile (e assolutamente non pagante) direttore ci ha intrattenuto ultimamente, - Renè Girard a parte -, c’è la “musica universalis”. Altro concetto, questo, appreso dalle labbra dell’iniziata calabrese (che ogni tanto lo viene a trovare fin qui). Ascoltate un momento: “I corpi celesti producono, con i loro movimenti regolari ed esprimibili numericamente, una melodia inafferrabile per l’orecchio umano ma comprensibile solo attraverso lo studio dell’armonia delle sfere”.&lt;br /&gt;“So ben io di che sfere si tratta!” ha sghignazzato il poeta che abusivamente frequenta la redazione quando gli abbiamo riferito. Con un cachinno l’Onesto Yago, anch’egli presente, ha commentato: “Zompa chi po’.”&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-4535217231334776890?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/4535217231334776890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=4535217231334776890' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/4535217231334776890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/4535217231334776890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/08/salta-chi-puo.html' title='SALTA CHI PUO’'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-1757903081783435673</id><published>2011-08-25T01:24:00.000+02:00</published><updated>2011-08-25T01:24:00.142+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>EUROBOND? NO, MEGLIO UNA BUONA CONTRAEREA</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La penosa performance di Merkel e Sarkozy della scorsa settimana ha suscitato un commento caustico da parte dell'ex ministro ed ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato, attualmente senior advisor di Deutsche Bank. In un articolo su "Il Sole-24 ore" del 21 agosto, dal titolo "Van Rompuy, batti un colpo", Amato ha sottolineato l'estemporaneità della posizione Merkel-Sarkozy, appellandosi al presidente permanente dell'Unione Europea, Herman Van Rompuy, al fine di un rilancio delle procedure istituzionali dell'UE, ed anche  perché venga presa seriamente in considerazione la proposta degli eurobond, già cara al ministro Tremonti.(1) &lt;br /&gt;Se ad Amato è risultato sin troppo facile fustigare il velleitarismo di Merkel e Sarkozy, ivi compresa la boutade di inserire nelle Costituzioni degli Stati il vincolo del pareggio di bilancio, però non è riuscito a sfuggire anche lui alla stessa incapacità di arrivare al dunque. Van Rompuy si è infatti deciso a battere un colpo, ma solo per dare ragione alla Merkel e per rimandare gli eurobond al giorno in cui tutti gli Stati della UE avranno il bilancio in pareggio (o "virtualmente" in pareggio).(2)&lt;span class="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;Quell'enigmatico avverbio ("virtualmente") conferisce anche alla posizione di Van Rompuy quel tocco di cialtroneria che lo riconsegna alla medesima antropologia servile dei Sarkozy o dei Merkel. Ma bisogna comunque ammettere che la risposta di Van Rompuy può essere agevolmente tradotta. Il suo significato "virtuale" è infatti questo: di eurobond non se ne parla, ma se per caso un giorno dovessero far comodo alle banche, allora ci scorderemo anche dei vincoli di bilancio, tanto sono soltanto feticci per spaventare i gonzi. &lt;br /&gt;Quanto sia subdolo e pretestuoso il vincolo di bilancio, è dimostrato proprio dalle "terapie anti-deficit" che vengono imposte, cioè le privatizzazioni. Insomma, dietro la manovra c'è la solita manovra: privatizzare.&lt;br /&gt;La privatizzazione dei servizi pubblici comporta per la spesa pubblica una voragine di costi aggiuntivi e nascosti. Come il nucleare e l'alta velocità, le privatizzazioni hanno anch'esse la caratteristica di comportare costi non preventivabili e sempre crescenti.(3) &lt;br /&gt;Per ciò che concerne poi la privatizzazione dei patrimoni immobiliari dello Stato, essa costituisce quanto di più anti-economico possa concepirsi, dato che il metterli in vendita in blocco ne farebbe crollare il valore permettendo ai compratori di acquisire immobili a prezzi simbolici; ma è proprio ciò che le banche vogliono, dato che qui non si tratta di economia, ma di affari.(4) &lt;br /&gt;La risposta "virtuale" di Van Rompuy ha avuto comunque il merito di ricondurre la questione al problema centrale, e cioè che le banche possono fare il bello ed il cattivo tempo in base all'alibi onnicomprensivo e mitologico del "Mercato", in grado di giustificare tutto ed il contrario di tutto. Il punto è infatti che se Deutsche Bank non avesse deciso di vendere i titoli di Stato di Italia, Spagna, Grecia, Portogallo ed Irlanda, l'attuale tempesta finanziaria non sarebbe proprio iniziata. Amato non era perciò nella condizione migliore per affrontare la questione, data la sua presenza nel gruppo dirigente di Deutsche Bank, e ciò spiega come mai la sua posizione mescolasse elusivamente la nostalgia del passato (appello alle procedure dell'Unione) all'utopismo degli eurobond. &lt;br /&gt;Sul "Corriere della Sera" di qualche giorno fa, il giornalista Sergio Rizzo, fustigatore ufficiale della "casta", improvvisava una sorta di commovente "amarcord"  dei bei tempi della crisi finanziaria del '92, quando il governo Amato ci stangava di novantamila miliardi e Deutsche Bank "aiutava" il governo a piazzare i suoi titoli. Quando i mulini erano bianchi e Deutche Bank era buona. Secondo Rizzo sarebbe stato in nome del ricordo di questa cordiale collaborazione tra banchieri e governo italiano che Amato sarebbe stato successivamente invitato a far parte di Deutsche Bank.  Bah...(5) &lt;br /&gt;Il problema è che la situazione di conflitto di interessi in cui si trova Amato, riguarda pressoché tutta l'attuale classe dirigente italiana. Se Amato si trova a militare in Deutsche Bank, risultano a loro volta essere in rapporti con un'altra multinazionale del credito, la statunitense Goldman Sachs, sia l'ex Presidente del Consiglio Romano Prodi che, l'attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta; e poi anche l'ex commissario europeo Mario Monti, e l'attuale governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi.(6) &lt;br /&gt;Visto il successo di adesioni della Goldman Sachs nell'establishment italiano, un Amato rischia quasi di fare la figura dell'anticonformista con la sua appartenenza a Deutsche Bank. Questa colonizzazione dell'Italia da parte di Goldman Sachs era già stata segnalata nel 2007, in un articolo pubblicato negli Stati Uniti, curato dal "L. LaRouche Committee", l'associazione che fa capo all'economista rooseveltiano Lyndon LaRouche, che ha guadagnato una notorietà mondiale con la sua circostanziata denuncia dello strapotere delle banche.(7) &lt;br /&gt;Giulio Tremonti ha sfruttato abilmente questa notorietà di LaRouche per creare anche attorno a sé stesso un alone di eresia e di libero pensiero. Nel giugno del 2007 i due parteciparono insieme ad un convegno, nel corso del quale Tremonti ebbe parole di apprezzamento per le tesi di LaRouche. Quanto fossero serie quelle parole, può essere verificato dal primo atto di Giulio Tremonti quando tornò al governo, il Decreto Tremonti, ovvero la Legge 133/2008, detta anche l'Orgia delle Privatizzazioni.(8) &lt;br /&gt;In Germania la situazione di dipendenza del governo dalle banche non è molto diversa, visto che il ministro delle Finanze tedesco, Schauble, ha dovuto cercare di discolparsi pubblicamente dall'accusa documentata di avere adottato le linee di intervento sulla crisi greca in base alle direttive di Deutsche Bank. Una notizia, quest'ultima, che in Italia ci è stata taciuta dai media, sebbene riportata con rilievo dalla stampa tedesca. Si vede che gli Italiani sono autorizzati a disprezzare il proprio governo, ma non quello tedesco. Non sarebbe patriottico.(9) &lt;br /&gt;Oggi ci si interroga molto sulle cause storiche e d economiche di questo strapotere delle banche, che possono permettersi di asservire, ridicolizzare e ricattare gli Stati.  Ma ogni volta che si va ad analizzare il potere finanziario in sé stesso si va sempre a scadere nella metafisica. In effetti non esiste alcuna legge "economica" che possa spiegare questo strapotere delle banche, anche perché la storia della finanza risulta troppo intrecciata con quella del militarismo.&lt;br /&gt;Se la Deutsche Bank è diventata ciò che è, lo deve al fatto di essere stata lo strumento della NATO durante la Guerra Fredda. Ancora adesso però i rapporti tra Deutsche Bank e NATO sono strettissimi, ed anche se le loro magagne sono avvolte dalla riservatezza, la tendenza del dominio ad istituzionalizzarsi ed autocelebrarsi consente comunque di mettere in evidenza convergenze e percorsi. Di recente infatti, in occasione di una manifestazione-autocelebrazione della NATO, l'amministratore delegato della Deutsche Bank, Josef Ackermann, è stato insignito del premio "Distinguished Business Leadership";  insieme con lui hanno ricevuto premi anche criminali più noti, come Clinton, Kissinger e Powell, e persino il cantante irlandese Bono. La notizia si trova sul sito della stessa NATO.(10) &lt;br /&gt;Visto che Ackermann è il figlio prediletto della NATO, non sorprende che possa fare i suoi comodacci senza che nessuno osi contrastarlo.  La politica della NATO è inoltre talmente inestricabilmente legata a quella delle due agenzie finanziarie dell'ONU, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che le tre istituzioni possono essere viste come funzioni distinte, ma non separate, di un'unica organizzazione. Ciò che si chiama colonialismo, o imperialismo, infatti non è altro che un intreccio di militarismo e finanza.&lt;br /&gt;Un Paese a noi vicino è da sei mesi sotto un bombardamento incessante da parte della NATO, che ha consentito ora anche l'avvio di un'invasione di terra da parte di truppe britanniche, francesi e del Qatar.  In tutto questo, le agenzie di psicoguerra della NATO, come la CNN o Al Jazeera, insieme con gli altri media irreggimentati, ci chiamano quotidianamente a gioire per la giornaliera caduta del dittatore, come se i milioni di tonnellate di bombe democratiche fossero solo un dettaglio. Non è che il governo libico abbia mai sfidato seriamente il FMI o la sua emanazione, il WTO (l'Organizzazione Mondiale per il Commercio), ma ha comunque cercato di fare i propri affari; e già questa è diventata una colpa imperdonabile, che ha giustificato qualsiasi ritorsione contro il popolo libico nel suo insieme.&lt;br /&gt;La "sovranità nazionale", tanto invocata, si rivela un'astrazione giuridica sotto le bombe, perciò l'indipendenza economica richiederebbe il supporto di un'adeguata contraerea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) &lt;br /&gt;http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-08-21/rompuy-batti-colpo-144400.shtml?uuid=AaqMdtxD&lt;br /&gt;(2) &lt;br /&gt;http://archiviostorico.corriere.it/2011/agosto/21/Eurobond_fronte_del_piu_forte_co_8_110821036.shtml&lt;br /&gt;(3) &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://www.inthepublicinterest.org/node/457&lt;br /&gt;(4) &lt;br /&gt;http://www.corriere.it/economia/11_agosto_19/manovra-modifiche_af0df66c-ca88-11e0-9ddb-a6b1d988da8e.shtml?fr=box_primopiano&lt;br /&gt;(5) &lt;br /&gt;http://archiviostorico.corriere.it/2011/luglio/30/Deutsche_dal_salvataggio_alle_vendite_co_8_110730014.shtml&lt;br /&gt;(6) &lt;br /&gt;http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/03/06/prodi-con-goldman-sachs-fara-anche-il.html&lt;br /&gt;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/06/letta-goldman.shtml?uuid=909fc446-1d74-11dc-ab9f-0000e251029&amp;DocRulesView=Libero&lt;br /&gt;http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/12/14/mario-monti-advisor-di-goldman-sachs.html&lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www2.goldmansachs.com/our-firm/press/press-releases/archived/2002/2002-01-28.html&amp;ei=8UpNTufwEJTD8QPI3r2nBw&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CB8Q7gEwADgU&amp;prev=/search%3Fq%3Ddraghi%2Bgoldman%2Bsachs%26start%3D20%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D487%26prmd%3Divns&lt;br /&gt;(7) &lt;br /&gt;http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=1091&lt;br /&gt;(8) &lt;br /&gt;http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:wEe10YTLAjIJ:www.movisol.org/07news100.htm+lyndon+larouche+tremonti&amp;cd=2&amp;hl=it&amp;ct=clnk&amp;gl=it&amp;source=www.google.it&lt;br /&gt;(9) &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://economicsnewspaper.com/policy/german/deutsche-bank-presentation-copy-schauble-house-defends-itself-34963.html&amp;ei=3DVRTpnbLZOL4gSb7tDPBw&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CBwQ7gEwAA&amp;prev=/search%3Fq%3Dschauble%2Bdeutsche%2Bbank%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Divns&lt;br /&gt;(10)  &lt;br /&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.natoinfo.ge/%3Fpage%3D556%26lang%3Dgeo&amp;ei=EJhUTrOuIJKQ4gTfg72LBw&amp;sa=X&amp;oi=translate&amp;ct=result&amp;resnum=2&amp;sqi=2&amp;ved=0CCQQ7gEwAQ&amp;prev=/search%3Fq%3Ddeutsche%2Bbank%2Botan%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Divnsb&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-1757903081783435673?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/1757903081783435673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=1757903081783435673' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/1757903081783435673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/1757903081783435673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/08/eurobond-no-meglio-una-buona-contraerea.html' title='EUROBOND? NO, MEGLIO UNA BUONA CONTRAEREA'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-6932872765826211475</id><published>2011-08-20T00:25:00.003+02:00</published><updated>2011-08-20T09:45:08.618+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>L’ORACOLO DI CARTAROMANA</title><content type='html'>di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Luis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="UE" src="data:image/jpg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBhQSERQUExQWFBQWGBgVFxcYFRobGBcXGBoWFxYXGBgYIiYfHBwjHRoYHy8gIycpLCwsFh8xNTAqNScrLCkBCQoKDgwOGg8PGiwkHCQpLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCksLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLP/AABEIALsBDgMBIgACEQEDEQH/xAAbAAABBQEBAAAAAAAAAAAAAAADAAECBAUGB//EAEEQAAECBAMFBgQEBAUDBQAAAAECEQADEiEEMUEFE1FhcQYigZGh8BQyscFCUtHhFSNy8TNigpKiFkPyB6OywtL/xAAaAQADAQEBAQAAAAAAAAAAAAAAAQIDBAUG/8QAJxEAAgIBBAMAAQQDAAAAAAAAAAECESEDBBIxE0FRFCJhkfAyQnH/2gAMAwEAAhEDEQA/AMALiQmQIGJBZ4x9AeGFE2Jb6BhXOJBPMQAT30PvogEn/LD0f0+cAEhOh99EKOnrDNy+sABN/D7+BMOB9Yfu8/KAAm/h9/Ae7xPlDOOcAB/iIf4iKzjnCqEAFn4iF8RFWqEFQUBb+IhfERVCoVXWCgstfEGF8QYrBQ5w1Q5wUOy18QYXxBirVDwqAs/EmF8SYrtDQUBZ+JML4kxVhodAW/iYb4iKt4TwUFlr4iG+IirVCqgoLLW/hb8xUqhPBQFkzoiZ0AeGeCgNHtNsX4TEKkhRWAEkKIZwoA5OdXHhGW8dT2r2asTApaHJly3JEx3AoZw4LAC5LxzMwMTp7yvHPoavOKvs21tPjJ0Qqh6oNhsPW9iWD2e/IMDeI4iWxZmy+g5RtyV0ZcXVg6oeqGpzhFMOxUPXCrhgj9YLKwijcpUBxpU3DPLNoHJIFFsgJkPvIHCh2ATee7w+9gUJoQgu+hb2BEQ9BzYtk7QDCb2FvfbQ6MGs5JJs9hZgKjfLK8HlbKUqUZgKaQkrIcuwUE28TEvUiu2UoSfSK+86eUKscoGEvlfpCEVZNBKxyhVjlEZie8RzPo8QgsKDVDlC8vP94C0KAA1uXn+8JxwHn+8DljPpDNCTyNrAV+XrCfl6mBJFxDQew9Bi3D6wzjh9YEYQihBQRw+sJxw+sChQgCHp9Yfw+sChqucABPD6w0Qq5wqjxhges/8AXAU5EuYaS1yAQS//AOTEpHaesgCWwId1LcNxICSYjtLZMszJq1LUEqW/dQV5VBu71gOx9j70qJKkBIADoIJd/wAzcBHznuj3axZn7X2fhZsxcxI76y6iSpuBZNLevhE8NsLDzJJQUSqyGrFQWljoSkg2a+j5RvjsijVavIRUxmzUSVgJJul3JFiDyaN+b9NmXFfEcpM7FTEuy0KSAOIPPTKKszYiVFCSrvJQE90EVMVEn5cy+XI5wXaeImJWt14kHeTCCJhMkSyobkIpa9NiFEs2tjG8raqBMnF1EKKkqZC1JSEhZABBCQ6Uk535RMt1OLyyo7WMlhHPbIliVNSuW9mU5Z2BBOQFOep8DHYo7RiZKEpWIlKK0EFRSt1JNipqSMiNM4UzZiErQFUvOQQ4llgmWkLu8yxZrgG8Y2y9hS1z5UpqO6EnuAlLyxMZNRUGsA+rRg9XyO3ZtHRUVX99kdl9gZE9AmIxFSHZwOBI1SDoYyZnY4lat0sFILaEpubKZTPb0js+xSF/DrEtCKRNWj5qQKT+VKCLgg9SYs7I7JLkmaTMSd5MMzI92orLaP8ANnyjWO51e0zCe3gnxaPLMfsoypqpZIJSWtzAP3iEzBMzqTfmdONou9qCqXtOYhYIdTpUQwWkIAJTc6vaGl4qWFATZZmSiFOyilSTak2IcPY+d8j1T3k1xUaeM/8ATGG1i7cvuDP3A/Onzv8A7czF+QUiWlJKSDNUgXyIp75/KkvZRzY8IEOy6VBSpU9lsVbpUs0vUoFKVOouGGafxC/AIwM2VMFaCAXZWhsSz9NDeM5bqckXHawj2bWDxgSpUt096WoM/dKpiChILO92cAE2yMBRhjJWlKkJQpdkELSUqSo2IIYgFxZQSeUClywQolgwfIF49M2ZhgcPLsP8KXpn3BHM9eSzR0eCPVnmvwSQpXduCeLWdwGtpHoM/sLIxBlzSVpJRLqSgpAUyRyJSeLHTxjQw+EpQHNRBZyACdfwgDllHP8Abbbc6SwlKAaW7FKTdrFjCe5k8sI7ePSNnaHYTDzVpWy0MkJIQQAoBmdwS9mqBBjle1/ZkLxH8pkpShCG4UgAM/JuMWsPtSZvcGFKFMzcGY6Ut35NczSwq8obtlt3cLUUJE1SlDu1MaWFSrA5Zn9oS3WpHMftZNFtYSdS+Xg5hXZCboUHxaMibhSlRScwSM7WLWjtNh7YOIrJQEhKmsSXsDd+scNtHahEybwClHL/ADER3bTeS1G1qNHJvNnDTinp3kImUb20iO6PCKqNsOFZOA+XlC/jDNcXvYR2x1o2zglpSpFpMovkdPqIW6PCKqtrG+WY9Lh/L1iE7bhSSGGsNa0bE9KVIuFELd8opjbZ4Z+7RD+P8i+tsovyx+keOXwulELdxVl7cfUe+kCX2gYlwfKH5Y/Q8cvhfohEKcu5sMz1ihL7RFTsgtxAfziP/UQDlieTe+MT5YP2PxyXo0AiFRyjNT2lc3S3vO0SmbaUfkKeNw3JoHrRSuwWlK6Pd8PJoWkJsmp88nLl/wBYJjtslGH3qU1EqQkJVYstYTcaEA5coLshAUVVB2tfi5Cgz6EfpBtoYdC5RSsEJrBDsn5TUnLgRrm0eM0erZUwO2TMkTZtKXSpaUAEsWshzo9nyZ4yNp4lS0ylLAStUp1AZA1KBbyEaGG2bg000qSavlaatVTPlSWVrCVi8En8pJDsJZUogXdjc8fAnK8JYGzM2HIM1M6WEIWFUVBZNLd5jbV+jNFSRMTORuaJUhIQZoZRR3lJMtSV1OQplkvnZPh0czGJpUcPRLKWetAQDcsHcMbKz4xy2I2egpmzpq5MyaywUoWmYJaFhbVf6ykPkHjm1XbwdGlhG5iJ8l5ZXiZTy0LCTUHJUmlRYH5QL/fWMjHKAVJ+EXVNIJK0JOgSBTUCB3S2tiDwMB2DsOZKw8tKpbLBxcywB7s0Dd5dRbPlGhO258MuTMVLU5Ss0AgZiUgO+X+GbNkoRKpN+jVJuqz3j+Sv2DUqsErO7WVqSkkh1VGo02vZr3yjr5wTROB/MbXf8JDDU9I4fsniAmcgEndykzFkqzYglTUh8zzMdmNuyKpSQXK8u6TTdu+T8rm0aQaox3CfPODyrt/saajHrxKk/wAlUyiWpwRUUE/LmLJIflwZ8nYn82X/ADQ6mD5pN7swZo7D/wBS9ub6VhxLLS1Fa7puogJCTmGBCyWzvHF7JnNVcXL+g5mNXmNmcP8AKjopMsAWtnrxzzjT2XITiJqZc0lSTUc2LhJuCLxjScSBu/5alOoAliwd+IPDlHX9lZXfmdykABu62pBYtwjmba9nVSroJi+ymGTKmGhVkKP+IrQE8eUaGAxSwhKN0tqEJCgUs1CRVcg+EF2tJSJE5d6t3M/EpmoV+F6fSM/HYrEVyE4dJWgKKZ9KQopCUJYHg6nHhAuTZLpKzTk4iYTSZZSmp6ipN/AXjL2p2cl4mad5MBdPdAWoAJDDMOkFxkb+kQmnHqnpaWtMoyRUBRaaVre5u9NPpBuzMlUpU1NFSkAJAJALVgEubWF/BotRfTIbXaGwvZeWQDUHQaAs1haQkUAocgWTZJbpFbanYjezkrlzCoBJCipTqL1OXJ4EaR006QupRSLaXAGjW84wu2GNm4bCKVLWZazOLEM9O7UQm/NItFKC6IWrJZQ+x+xZluFLYd3IJJLEk3a3W5sNMwdudiSpeCnrcpUoS0FSi4pMyValwNAIzOw3aHETcVJTOnrmJXhAtQLNvlKTokMDdtA0dZ2x2QcThFyU3Kig5t8q0qzHSLUEnZL1JNVZ4AjDBKlIrSSbDO2oHifrFabspTuFS2NwDMSPQmPSthf+mU2VNlmdJkzJdZVNUopWqhkBKUvf82QjA7f7BQMatMkbuWES2SAWDoCiw0cknqTHVFuTpHPJKKtnO4bZ6D885KWbQ30YAsSwJ8rPAsfsRaWJUl1JStipAPeH9TvyaNfa/ZSdhVJC1MVpqDcC4u44xLtGlWInCZWs9xCe/ST3XsKAlITewAjRQlLKMnOKwznE4dSdUt/UP1hloJPzJ8xF/wDgxOZ9P3hx2cNQF3JAZi5fgIp6cl2iVqRfRny5IAzBP9UFSCdOfzDyi7i+yq0LUnJjaysjdILh3aBHs3MGYOTtcOBfUZc4FF/BuSvsroUpP4SfD9PvDjDkgEhV3Zyb8b2EaWzVqw5f4eSshmqAWf8A3LR2uxu1qZiSidJlgsSmqXhaUsL01EB2dgTciJaa9FKn7OIxXZbES5QmrQUSyxclJpByKmLpBsz6kRQxGASg95aC4cX5kWKSRmCM9I9dxXatMlKDKwRmS5jhQQmT4kplhQKTq5AfjHBY/tBhK2XhFyikMUoRJAJclwFA05mwYeNzCk/aLcV6Z6Hgdl4gLVMl4lVE0KycFita3cKuRXS9jYXGmts3Zi0zAVqUoVFRUrO6pimZzZ1Jy0eMQzVYT+UlZpcqTySp7O+bjhpFvZG3FGYqpRLpsmzODc5O8cXJvs6hu1+GCVS1pXuxK3VJUibQ4JYEobNSklgQ5BuGjLX25V8SqTu0GYlbFW6LOUpsFFfzOoH+nzjY7SYjfYdaCgF6SOHdUDccrRyOE2NKKt8VLExbLJBDORoCkt/aNFNNGfCmdGvbk4V1plvLRKmFpYIIWpSTT3zcsWB+ViTVlEk7TntKIYb1gCiWhwCN4SXGQQw1uH4AZCNnJdX8yZ3gkfNcUVFIcAaqVk2cW8Nhg6EbxZAFKRWRammxsRZh4xNr4VX7k8JtibPUlKpk4BaiHqCSCCsZSkJF6XuTnGntPChKJCmKlKCyorWVGxDAVnmbMYfZXZZcqcJiRQkAgIULXBFy5WrvEqGgqiWL7KzVTFLEwKDKoQSaUEixSljSAWLJOnhC92UsIop29NSw7hCQAHlpsBdrANeC4LailT0rEqTvCN2F98EJ4WJ+kYm1pE6WFJBQZoD2UlQLZ2BcdCBEZGNmBad0CZlQpCkhs7i5GnONGQj0XHYeWJe8nJQQnvXlhTHJw4N4ytvziJE34ZAM2WmWoAykkMsguAbWSFEwpO1FTES0zCCon+ZLIQAUMpmGYY0m50PSA43aaaFLUCUCZSoBu8k91KC2gq9Yy5WXVGVsjETTXvZhQRNVKISUy7oTPKh/LCSWKUlz941uz+1yqpKkq+ZQQqlagpLrNRWp2DBndsg5Ngl7RTL3NEpA3gNPduBYkm7E976xT2ttJZM2W4SJSUTAQA3dKFgd1i12z5xHGzTmam1VqWlaAe6tJQGSXBV3SX+Us7s4JygUgTpKllKwlK1lZeSos5JYklhnBMNsBRCSoVZElaqlM4JBLl+HhEE9l1UfJKSpsqZZILZPT0vyg8bvDDyqqoiNoYoJdc0BXesJaANQjvZgMxy8YzZGMxEpSlb6Q63qJUg61OwP0iMjsZjagSqQEhQJAQgGmzi0sc9Y05PZPE3KpyEghmSFWdLWLAO93h+J/Q8yX+qKh27iR82Lw/8Ap3ds9D0PlGttnaxkSUT1KUUfyk0hIKiqYaAq9LfMD9opL7GT1JI+NWHqyrLOkAAd8ZZxubS2WJkuib30PLKRcMUMXsx+YA5n7RShWWyHJP0B2NilTalGYulCyikpQASkqQSWcs4teLuJxstBTvFpTUaUuoCpXBLm55CA4HDIlghNqiVm795RKlHzJjG2lj8Z8YhEtD4UyhvFUp/xCVVJdV2ZrAaxSINLbM7EjdjDoQtyreFf4UgBmFSbkuNY4DtpSZ8xMxKEqShEypKgqYVpko/lhN6EknXOm0eo1j2DHEdpdn1YsrIUkWzl2mChIZJvkRezvyaLjPjklx5YPNkLmFaSreEG4VMlqD20Kjn04RamSGzfTIE55ZR0ZSn8gf8AMHHL5bp96QNUhKk0uAGpppDEX5E2fiDGsd3KKwjKW2jL2YCJIORzISOpdh74RWOxrhVcwFgTqQks920Y+UdHhsBLQAkCwJNySddeTlusXJc9kFH4TzL9XBF3vEy3E5P9SVFLQhFfpeTlhgJxRQh1pDVCg3UKi62AbNQBJezRr7Qxs6eEIVJCEywQkoQalAsO86zpfLMnws7MkDDlZlTFp3hdXezzzcPrxiCsWiUSozLq7veVayQ1hYMkC7dXcQlqNdDemn2ZSdklZYpVYt8rs7eVmMNJ2EoLegkNYFLZgg6+LxuJ2iVFQJppLBm7ybd4NoS48IZay+Zf18eEXLcTfZC28V0UkoxKQlIHdFg6k5MQ18mzzisjYSndUpJfO6c+t40TiDwMMMQeFonzSL8UTp+0MougqcWN09bgnlY+MYicSETJZ711MXOhf3aOm2gsrkrTnZ02/ELj7jxjh8elTpB0IIs3rHLB3g3kvZ3Jk1ix0Pm1vVo57CTBvGUAO81LGwNwFPkWzEa+xZhUA/Cw5xlbeVROJGoe1mPXx9OsJL0NvFmknChcxKBYMVMBm3TW484yO2eyBKkhie8tILgBxbX7c4rp2qQXStSSzWK3bqkEtrzaGmY0zfnWpfAETCx5VDpeLSaJbRnbFlYiUpAlTJktFRSyZlKbJmKukFj8vDSLh2viZjJJnzlFCXYkgqC1lRYsgd0B3awjYw0gighyHBLBIZr/AIiM8vExoiSTm7XsVvmGNkpTp/m1im7JSOZw+EmSgErSKrlqw4uRo4e0aGykvPlv+Ya8BA9rzFicAEKMsCxCRS6qXLi+YUL8OcVMNtaTKmhS10AHvOTZncsLuOkaxdoh4Z2H8ImfxCYopNBSkJI4UJDebiGX2bWqQqWVJSStKrqGSVIOT52bxiyjtVJUQqxABYnMgpSoFy5APDpFWR2wBuE6KyFnB4+AHi8YuSs0ouYvAoeRXMvLySlBvZHH+nlnAds7ORMlYooSQuZKUh1FwGSNBn8o845bH9pQplg5qf5iRYCzBgenSK2A7absrSt2N+XA2dy7wsjwa8nac4JQnfTsm7qmFkg5pBPHPhbQE6cRNVbfYixDnfTUgpDPcHMj2WLcxj9sTwopkELlWpUXS4bVJHpAMRtDHqQoJUlJbl+kJWFo7Iyyc1TldZ84/VcU8Rs6amYmZhpq5SjSmYN4pjLclTOFMt2L2dmeMHf44gPPQOiLeDxTxG1ZiV0LnlSqaiBw4Zi54frCSa6YWjqpmLmsoKxE4nJ96v0YiLXZ3GKlyhvsU6qyFFRHecBs3I4MOEcfPExAExcxaUo7w3YBdRamtyUkXZr3PKBL7QSygzEInzDLBXSpS0ggMKSm/WoXucxaLpsVpHpn8XSbprUOI8uN/CKuL7QSgCVTKWYCpYQCrNnJuW+3GPPxtdc2UtSHTMWtwhfclrSmkVU1kpUxAcM5DsYFiJCh/wB0lZZXfSpaQSAaaw6SoHOxyY3tE0Ozrj22QmZT3aGqqrWSBm5BTTn/AJgwgM/tDKqJSpSyE1qoOQaq4F3KXPMZRjStnTZsqXJMjud5KnSygn/trSVlmzLBiHHBoo4jBKkzSQpSJlIQpplaFJCaQlSVJAIYDTSLjpuWES5qPZsjauHJljdzhW9mOSS2pLvmOUVU4hKpcxSSsqQWKAk8VAAM7qtlZrvlGPMxE2uWrezHRkK1BOYN0g0kW1EQluFFTmorEx6i9bEVZ5sSH5x0LaTfZi9xFF1WLUmUuapIpSoJfepCbhwHVmprsLkZCLBmlJFSWSopAJIDqWSEhI/E7Zg6RgjCIpUmhLKLmwz9/WD2YCkMGswa2Vov8STI/JibeKmpQVJUAFJpcZFlZNxHMPrFOZi5R+ZAPVIN+N4pJmagAdLQlzXi47P6yXuviNE7UT+UxH+MgZJ9YzqhwhVCLWzh+5D3Ui+dsnQAev2hjtUn2P0iiwh6Yv8AF0yfyZnpQmZxynaYEF9Mwft5xuHFFn5B3635cIyu0CkrQnU3zGXH7GPHjSZ6byi12b2mK6DnpyuX6tFvagTOAJGQF3La5e/OOY2fit2pKnSCCPlBvcnICNhe1pLliSCXYj5XuQOUVQjF7SbMXTL3Kt2O9XS7qACaXIva/DOOdwM+cjESUb1awo94EuDY8X4O8dlt/a4lyJcxKSQVF8rM4cjVmH+4GOWxfaX+ZLACMgupaQWUSQWV0GfMdY0jdEOj0TBKVTws7+xB6STqevi5jzTAdtMWVKHdAmA0UBB3bflqLvlY3L8Ralju0pmpMuZNK5YUm9JQpWoLJLKZmu4Od7GDiwtHZdpMEaJilT1ShVvFUkLIKQGACSFAME2v8o6xxOPxi5id4ti9lpUCVByQ7u5JseXSK2JrJYlVKS6gA1VSXvchi1+fhD4iokhLtSTSoE1KdgGa1uH6xcVRDdnQ7M20SRvFAACkWUUlQsXZ1B8iR+UWjQw2IXMmqIkmdJUCoBSqaSf8xzINsv1jmMBsmaKShCwstWFEAE3c2y4eD8o7fYWGmSpTLIu5CW+V7kBT3Du1tYiUV6KUmUdrSVTN2lCKBdJBmKe4AszJcObtwgX/AEwlaSqcHKBa7Ocn7rB+jZRuTJtwfH28Oqc9QbOJ40O7YTC7OQlKWAFub+Jdz4wSZs5Crl7DRS0jPgDDIU6R+jf3g6EGJRo4gV7MlNk3PXzLmM+bsdR3m7UlJVZ6GXY93v6sLX0Ea5lHWGlSlP7EUiXgyZvZ9U3dibMqCMwQGUxUoApZiHL34QsZ2SQBVvFKcNdT2ZmYaAWaNwylDXzivjysp18v1hpE2Udhdl0FRMw15gAkkHIBxrl9I3DgESyyEhIse6CB1t0zvGZgJihm/kIfHY5Q1VGkYWyZSSRtrxIcaXbietuPhHH9pJgM52Ytw+sG/jCgb1H30eMXaGMqWSQ3ifvHXo6XGVnNq6lxBq92iCkwPexIL92jtOOyBSYZjBKhEhDEAeGeLFMIy4dior1QqoFtHGolJLqAWUqKAQbkZOztfjGLh9tTStqKxrSHAtcgpfmdcoynrRg6ZpHSlLo36oeObXtOYpXzbtC8rCwDXGt+bP8ATQO1qVFBFdLCtNgosHz68IhbiLdFeCVHqSxYK0uC75KYEtnm0ZW0BQhSimopzpDWyBAJ++kEVtUKlikO82WlT5UrUQbn/Mk9HintXHhUuZaxRSc0pPzggLYuS4Itw5x4R65lTdqIDOlQ5WUfBi8D/iaCPlW+vc52zjmUoKkgKBsX+ZyfX7RdThJRQ1MwKfMrOVrRvxZlyNvaOJ3yUpoeWiWp60kCov8AV0+Uc6nZaQQGscxU8a0nDpSAzuc3J+5hpiGMXFNEyaYHBbJlIJNI8ot/Co/KB4QpangtHh0aLUSOQISBwHlFjASjUPKJS0+cWsNK72fvxjSifZpypRBd2hTsQ2ba3/Y5mGYZ6eb9CIDOmBn7o192ygUR2QViyePkfRoNIxB4Hwy63MVFLyYn2+rQeSGb9YUoqiot2aUqYWZj4n94soW4jOSsfmc3Ob+Dt0gkvEPa4bPhzzZ/DKMOB0cjQSo+xDoJOR8mMUEzc7a2dQH3PpExPWMgLcC555hv7Q1AhyNIS+ZHI8OjxXx0vmXA4t94H8SrMgDg5SH+/vWK2Jn8Vp8xbqbfeHxYuQfBkg/iL2LH+xh8bxL3sGuP/k/PwitImFnBOv4BlyDQPEzzfvkP+FkjjkG6RtCOTOcsFZaANCD/AKumhjIxyO9m/n+saC1qIPzcMnHoG8Moz8SS+vU68Y7ILJxTeCqUwxHhEyYZSfbRuYkaYeJBMMUwANOJKSAopJyIzHR3jnMVsyalQWFqmEcVEKbVj4x0dMQKIiemp9lxm4nLbVMxSnmIJZKQ+tnzpsT4RTlT37pLAO2YctZ2t4x2EyTnGbi9mJUC9ucc09B9pm8db6YMtZDMsEPxyPS3nFuZPQGCklaWsoEO+oe+Ts3Q5RXmbM7xAUzZODybRohLwLlTqRbMlYSHOgOusczwdCyd/P2ooEUnxpcsHyYWAc/WKGJn1l1OSwDkXbRuUTxcp0bwoIRdiyW1Z6jlnYjJ4qYaeSkFWWnq0YQhno0nIsSJQgjePjEZc8exC3j6H/bHSoGDkGCbZfV4goCHlrcat0I+sJan6c4pRBsJKRFpMv20VpXp9NItS87Pzcn6PBQJhE8r6wWSXs7ZaOePE+xASnJyB4hieZ8oIkdD4jrkqx84pITZYmTAl71PnZPXXm2TxWXPATbPgCPtfzgxmkMFPfq4Da2b65wKYrQKAzzCb8c3ikiWyupR0q4sG48XixKBIu7nRw/TOAbvgUn3qGEGQUnMgFr90N6hvMQMcS1LmFwFOOGmvpwiYXY2JtqCAX1uG4+cVklLXULagX53ZvMecOZqfzBzkwSerWEZ0a8i7LmtoNRbwew5CHGIbQZZKN+Ds3vjGetYLOfRIbzcv76Oie1wsWtwPp94fElyNFM0Xchrf9w8ONWZ6NcQGdiATYgtYqc28g/KwH1gO/NTFzyyfk4IJD8YHOxSSbmnh7v6aQ+IuQUJ4sS7G5Lu3Ev4sIeeghjYAWAfIeLl/wBIqrxDgixHNKQQ+TP9ecAmlIZ2GrMlvRrxpFESY5xbPS+vAW6aObeMV5q73z5t984hNUHspIHI+28Iz9q7U3UtSgXNki+vPVo2tJWc7t4Llb+/3hV8bdYysLtlMyUVkgKl/MLuQSAFDN7ljk2cCRtQTQQle7KS5BYqIGdAdiWyfUeInzwofhmbO8HH7/SFvBHMDaqwe6qsaOGLcVAvpwMdJsUJnpFc6ShQSXqLJJSQnqCQQp2u/lK3MPeCnoT9BAscLRBSxFzGbGVKRUspCgSClw4AyUl7KSXzHNwGigVE6+8hG0dSMlcWZShKLpomVCArkhQIIBBGRghsWeprOC7tqHERCPdnisMXRBUoQBWFS5LC/KLBSNfpC95wuKHyZXTLF6yTpYe3ieHkIyTUW62HlGokMLNbwtq9ohMWePTMx58Ud0qAy5WVvXplE1yevpl7OsScgsSPpcffpDLD563100jZIybGJa2sMVdT0ESfkW6mIrBa5by/s0OhWPLXcZ+8tItVktccLg/ZMU5UvQjyIvflBgkuL0l/zJ/V4GkCZYClZ36g+eTNEV31IOVywP8Ay92gaws8/Eny4whLV7sOlmENITZPdnQnqAA/kbnWAKRxUX/0/aCUOOj/AL3Id4iWzYM+Y/aLRDBscw7DV/owifeORfq/0J+0RUnJn8BdtLXibD8xa2frx9YTGgqS2ZA0sFZ56QVB4LI5Mc+hMAlvZqxoWu/o/hCXMDkGr9R45RNGlhys6rtk7kHhof1h0TwC1Si76k/X9IpCbw6fL9zBKzkxTd/xC3VJH0goVh0KS3zZ+H0HjpDTJiQGrb3bM3684rTFKf5ntqS55O5ht0q5Y+IP2h0LkKaWvUHOrgj1FvOEVJAsoHLJogZB4eNxEDbIke+TxaRLZKYedsrB/v8AeMra+FK5ZAOoLHxjRmSh4++P6QKYLf2imrVGd07OX/hUwAlIL5FlC44M94Lvp3eK0BVl5mkpKn7wY5i7Ruvb9op4zB1pKXZ+HnHNLQxg3jrP2Ym4WQFXU4cnMpbidAzcIU2YtSEsCyA1nbUudHbhwjRGz6lFJJSGYKZ8wxdi7Z8YNhtmIlrCgtTXdJTYjUOk2dnytrHPxl8N+S+gcPPfdkqN1UlVZYghkhtGYDlBMZi0zJTpVRMTMHdX+NJAS4VlY1HIWJvlFqXg5aUFAUspU5UE2TmSkAKNmsH5RXVs/u0OooSSUhX4eIBGQJu39y1GXoTlH2aKMPNk2XLIBAWFAgoIORStBIIsdYkMW/8A5D7xBGJWCKVKSkJACalEAjUXGfk8MpNWZfW+fEnrfPnHTpPUSpmGpwbsOJ784YdT6QMJbJ/OIqmH+/8AaOi/pz4NOs6C/Fv11gaVKJufFgL9REhNcsG8/fsw65zmxTllY201eOVI6Gx621/5j7B4i36fMGPrDqPQAtpYxCbMGb/8gAPJo0omyVPsN6kQyFtY9OPpETN8fFzETMzsw9PGHQrDVO+VuP6fvEjNswcPzPo1oBLmni/DvD9YkZ5f+5+/3godhRPb8Tf7vLhElzQdS/QgDzybhFczQf8AwHjEAPd2tDoTZNeIGYz6/docYlRDn75cmAhISRkx5OYHUl8r9fPOGSEStRuG8HPpnCrUks4Hgb875ftAmHBuo4dImJodmScrPf6HyhFIMgVWsom9nbyb9oMlHFDWzKbE3yOQ+sV6AbhJfPM9dLjxiKQA5bOxADDxdhCKssTXyIfkx6uG0aHrQ+SxbQLbTl1iuJ4GSG4G33Z4KpSCBYE9CPvBQWTM0OwCnyuUnycAxBU1JOSteR87OYEVoa4A6g/v9IRoZgSeQYD0A+kOhCqD2Sb8W8RcwMzFN8pA5E+pEOQkfiHUkn6jOBlIAcVH+mw+3OKRDIb3mz6O/wCkQYHJ/DKDlm0ubXYxBcvn5P8AW8UQwTe7xEr9t+0SIPF/E/pDBft/7QwEFe3iMwROvn78IiTzhAQCBDkjK0SY8AYd/bwUFiSIRPT34wwt+H1/aF52h0Ienr5QlJPE+FoZxDlRgAslVgLEcB+rQ6V8D62v4g+kCRMLC584tTUsB+p4xzrB0PoAZgPHzHs+kTMhtH6t9BEkX1OXE84YS3Uxf5mzOUWQCUOIA8mhJRzSbuLfeDplhyNA7MSPpElSAwJc55kn6wBQLd5a+OfnDBGlujH7GI4gtlaDSe8L3gGKjK5TxuTbxy8YiU3sQeGRiS/mbRoAzkA3s94EIOsAXN+gLebwIzT+EN4Fz4tBVSgAWDdLcIAucb39vFITGJI5dD46mFvDkSW0qY/v6QsNNKkl7+zE8JLBUx93hAiKEA5Kf/Tf6EmJ0Ea9Q1PgXTEFyxvG0cxI2JYDTQQDCOTcgev/ANbQwk5/hObM/wBXMRkgKFwM+A9WgplAOwA6BuPDoIBkQ72WT0WAPraFMfW4HEuPEwZSWSSLGnPxiSphsdXZ/AwBRVFTfKAnkQMhDTJQzz5Ugv4jxhxOPeLwOXNJQC9yHJFvpDTIZJaeNvG/kS8DVM6jq/2iYFnu78TEVWNuen3ihAyrmIT+wf0h6yxhpiWaGIiVe3hg/En0h0qOTw0u5vAFC6g++kIpHTwESUIaYWAh0KxkA6G3hDU9PfSDoQIgpOUFBZAxBxqYmBCCYTGf/9k=" align="right" border="0" height="145" hspace="4" vspace="2" width="150"&gt;Ischia, cantava il Tansillo, è la “più adorna di quante isole il mar circonda e lava.” Sarebbe vano cercare altri motivi alla decisione, presa a suo tempo dal direttore, di non restare sulle rive del Naviglio e di cercar casa sulle pendici  dell’Epomeo. Questo nella stagione invernale; perché d’estate Adhoc-crazia si trasferisce sul bel veliero del redattore capo, l’Onesto Yago.&lt;br /&gt;Quando non va in crociera il Desirèe si dondola pigramente all’ormeggio sotto il Castello scegliendo volta a volta lo specchio d’acqua che quel giorno è meglio protetto dal vento.&lt;br /&gt;Infatti il Ponte, che collega l’antico borgo al maniero, separa due amenissimi approdi: l’uno, orientato verso il ponente, guarda alla Mandra (Spiaggia dei Pescatori), l’altro, dal lato opposto, prende il nome dalla spiaggia di Cartaromana, impreziosita dai faraglioni di Sant’Anna.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Luoghi ancor oggi cari alle ninfe marine ed ai poeti, ragioni che il nostro cugino omonimo non manca mai di addurre quando si presenta a bordo (senza invito e senza colazione).&lt;br /&gt;Il poetastro dal nostro stesso nome sostiene che Apollo è stato la divinità più importante dell’isola (in quanto dio della salute) e che le sorgenti dell’isola continuano ad essere protette dalle Nitrodiche. Il suo dono poetico e le fonti idrotermali dove ancor oggi facilmente si possono scorgere le belle Ninfe, esigono dunque la sua presenza e noi dovremmo esserne onorati, felici e contenti. C’è da restar perplessi? A chi lo dite!&lt;br /&gt;Comunque, il cuginastro ci è stato molto utile per chiedere, ottenere e poi esorcizzare il responso dell’Oracolo di Cartaromana (che non tutti conoscono, ma questo non vuol dire).   &lt;br /&gt;“Chella faccia de pimmece fetente / manco na vota sola cacciaie niente. / Fernite e faticare / se nun molla ‘e denare. / A Milano lo piglia n’accidente.”&lt;br /&gt;L’oracolo per esprimersi, - richiesto dal sottoscritto e dal redattore capo (l’Onesto Yago) -, era stato interrogato in forma debita con versi d’egregia (a detta dell’autore) fattura. Stiamo sempre infatti parlando del nostro cugino omonimo, - “delle Muse alunno”-, che molto si era impegnato e aveva sbuffato, prima di arrivare a questo risultato: “O d’Apollo igneo Vate, gran Polì / cosa dirai di questo caso qui? / Un direttor che avaro / non governò il somaro / e al marinaro vino non fornì.”&lt;br /&gt;In questo,  faticoso, per la verità -, parto poetico il nostro collega di redazione, skipper ed armatore del bel Desirèe, veniva giustamente detto “marinaio” mentre noi (figuratamente, ci è stato spiegato, per la nostra pazienza e capacità di lavoro) eravamo paragonati al quadrupede che parlava con Saul. Se questa esegesi vi lascia, cari lettori, ancora una volta perplessi, figuratevi noi.&lt;br /&gt;Andiamo avanti. In fondo in fondo, - l’Onesto e noi -, provavamo un certo rincrescimento, quasi che con la nostra domanda avessimo provocato una sentenza che ineluttabilmente pendesse sul capo del direttore al quale, malgrado tutto, vogliamo bene. Come fare?  L’impareggiabile nostro cugino subito ci ha consolato, così esorcizzando l’infausto responso: “State tranquilli. Non vedete che l’Inter ha vinto il triangolare Tim? Tutti sanno che la squadra vittoriosa in questa manifestazione deve sicuramente rinunciare ad ogni speranza di scudetto. Perciò i tre allenatori hanno giocato a perdere. I nerazzurri hanno conquistato il trofeo loro malgrado. Malu titulo, avrebbe detto Mou”.&lt;br /&gt;In tal modo tranquillizzati, noi due ci siamo messi a brindare: agli occhi di una tale e poi di un’altra e un'altra ancora, finchè il nostro Catalogo delle Belle non si è esaurito. Ed ecco allora l’idea geniale. “Beviamo alla salute di Saverio Cigliano” proponemmo ”senza dimenticare chi gli ha insegnato i primi rudimenti della vela proprio in questa baia”. Avevamo saputo che grazie al giovane e valente prodiere isolano la nuovissima barca “Peraspera” aveva conquistato (in rimonta, dalla quinta posizione) una brillante quanto inattesa piazza d’onore alla Fastnet Race. La notizia era esaltante, anche se c’era il rammarico di non aver ottenuto il primo posto per una manciata di secondi. Le prequalifiche per la Coppa America di vela saranno disputate da nove barche di 44 piedi  nel tratto di mare tra Casamicciola e Bacoli e noi contiamo di seguirle dal Desirèe. E’ questo il motivo per il quale abbiamo voluto fare quell’aggiunta e bere alla salute non solo di Saverio, ma anche del suo primo mentore. L’Onesto Yago non è tipo che arrossisce facilmente, ma mentre levava in alto il bicchiere ci parve di notare che il colore dei suoi zigomi non era quello solito.&lt;br /&gt;Il direttore è arrivato col muso lungo, e non perché sapesse delle pratiche oracolari che direttamente l’avevano riguardato. Era invece amareggiato ed allibito per la durezza delle dichiarazioni di Della Valle. Il patron della Fiorentina infatti, intervenendo sullo scudetto 2006 e le telefonate scomparse, era stato ancora più duro di Agnelli ed Elkann nei confronti di Moratti. Diciamo noi a questo punto: non sarebbe un bel gesto, - sprezzante anche -, se il presidente nerazzurro rinunciasse spontaneamente a quel titulo che non è stato guadagnato sul campo? Non fa certo una bella figura a nascondersi dietro la bara del bravo Facchetti!&lt;br /&gt;Questi bauscia sono come il loro vecchio idolo Mourinho: non vogliono e non sanno mai perdere. Lo Special One ha schiaffato a tradimento un dito nell’occhio del vice di Guardiola, con l’unico risultato di suscitare una generale indignazione, a cominciare da quel santarello di Piquè che lo ha accusato di stare (nientemeno) distruggendo il calcio spagnolo (il vicepresidente blugrana si era limitato a definirlo “una piaga per il mondo del calcio”). Moratti fallo tornare! Forse non vincerai lo scudetto, ma farai felici tifosi e giornalisti che avranno sempre di che parlare. Se tutto manca l’uomo di Setubal riprenderà su Liberazione la rubrica che era tenuta da Nicki Vendola: “Il dito nell’occhio”, appunto &lt;br /&gt;Il direttore ci ha domandato chi avesse vinto il Palio di Siena ed è sembrato incredulo quando abbiamo risposto che - passando sui corpi di quattro cavalli infortunati - ha vinto la Giraffa, di un’ incollatura, Altrettanto meraviglia ha mostrato quando gli abbiamo riferito che dopo la partitella fra Napoli A e Napoli B - disputata con 30mila tifosi in delirio sugli spalti del san Paolo per le giocate del trio Lavezzi, Cavani, Hamsik – Cannavaro ha detto. “Guagliù, ci pensate? Il camp Nou, ‘o Barcellona, mamma mia che partita!”&lt;br /&gt;“Se non vinciamo il trofeo Gamper”, vorremmo domandare al nostro oracolo di Cartaromana, “Di quanto aumenteranno le probabilità di portarci a casa lo scudetto?”&lt;br /&gt;Ci abbiamo ripensato. Meglio non sapere, diceva quel tale a proposito delle avventure della moglie.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2036527175981853329-6932872765826211475?l=adhoc-crazia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/feeds/6932872765826211475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2036527175981853329&amp;postID=6932872765826211475' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/6932872765826211475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2036527175981853329/posts/default/6932872765826211475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adhoc-crazia.blogspot.com/2011/08/loracolo-di-cartaromana.html' title='L’ORACOLO DI CARTAROMANA'/><author><name>desirèe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14790102411219025167</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2036527175981853329.post-6929572847798886081</id><published>2011-08-18T02:51:00.001+02:00</published><updated>2011-08-19T08:49:52.656+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica politica'/><title type='text'>QUANTO A CRIMINI DEUTSCHE BANK NON SI FA MANCARE NULLA</title><content type='html'>&lt;img alt="UE" src="data:image/jpg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBg0NDhIMDREPDg0QEBAQDQ0NEQ4NEhAPExwhFhYQEhUXHCggIxojGRUSKy8gIyorLTgwFR89NjAqNSYrLCkBCQoKDgwOGA8PGC8dHiQtNSwpLywpNSwtKSwsNSwsLCwsKSk1KSksNSwsLCkpNSwpLCksKSwsKSksKSwsLCksNP/AABEIAL4AvgMBIgACEQEDEQH/xAAcAAEAAQUBAQAAAAAAAAAAAAAABgECAwQIBQf/xAA+EAABAwECCggFBAEDBQAAAAABAAIDBAUREhchMkFUcpOx0gYHMTRSc7LRExZRYZEUIkJxgSMzQ2KUocHw/8QAGgEBAQEAAwEAAAAAAAAAAAAAAAUGAQMEAv/EAC4RAAIBAgQFBAEDBQAAAAAAAAABAgMxERNRkQQSFDJSQUJxgWEFodEVISIjQ//aAAwDAQACEQMRAD8A+4oiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiALWtGUshke03ObG9zT9CASFsrUtbu03ky+krlXRw7HPuNW29aO7h5VXGrbetHdw8qiQRaxcNSw7VsRs2epLcatt60d3DypjVtvWju4eVRJFz01HxQzZ6ktxq23rR3cPKmNW29aO7h5VEkTpqPihmz1JbjVtvWju4eVMatt60d3DyqJInTUfFDNnqS3GrbetHdw8qY1bb1o7uHlUSROmo+KGbPUluNW29aO7h5Uxq23rR3cPKokidNR8UM2epLcatt60d3DypjVtvWju4eVRJE6aj4oZs9SW41bb1o7uHlTGrbetHdw8qiSJ01HxQzZ6ktxq23rR3cPKmNW29aO7h5VEkvTpqPihmz1JbjVtvWju4eVVj607bLgP1RykD/bi5VEVdFnN2hxXEuGpYdq2OVVnjc60hcSxpPaWglXrHT5jdlvBZFk2WEFqWt3abyZfSVtrUtbu03ky+kpG6Dscoj2WzZrA6oia4AtM0QIOUEFwBBWsPZbdld5h86L1BbGXY/giK50kOhNlalS7pir8k2VqVLumL2gqrIZk9XuWuWOh4nyTZWpUu6YnyTZWpUu6YvbRMyer3HLHQ8T5JsrUqXdMT5JsrUqXdMXtomZPV7jljoeJ8k2VqVLumJ8k2VqVLumL20TMnq9xyx0PE+SbK1Kl3TE+SbK1Kl3TF7aJmT1e45Y6HifJNlalS7pifJNlalS7pi9pUe8NBccgAJJ+gCZk9XuOWOh43yTZOp0u6YnyTZOp0u6YvkPTTrWq6mqvs2eWnpGNwGFuC0zG+8ykEXgHJcDoGi8geBjCtrXqj8s5VShwXESinzYfZ5ZV6aeGB99+SbJ1Ol3TFZL0KsoNJFHS9h/4mey+T9CLRt+1qpsTa2qFMxzTVzBzG4EZOa04J/eQDcP89gX3J7boyMpuaReTeTk0leStGdGXK5Yv8M7oOM1ikcmzC57hoDnXflUizm7Q4q6oz3bbuKtizm7Q4rUe0k+p1nT5jdlvBZFjp8xuy3gsixzuW1YLUtbu03ky+krbWpa3dpvJl9JSN0HY5RHstuyu8w+dF6gtQey27K7zD50XqC2Mux/BEVzq0KqoFVY0uBERAEREAREQBEVEAXxvrZ6wmzX2XRPPw2uLayVhGDIRk+ADpAOcb7tGXKpF1p9YIoYjRUcl1dIBhuZc4wRHSTfkeRdd25MuTIV8Kc4k3kkk5SSSST9SVX4DhOZ5k7eh4uIrYf4xC3rEsWor6hlLTML5HnR2Nb/J7joaPr/Q7SFqQQPke2ONrnyPcGsYwFznOOQNaB2kldCdXHQZllU+HICa2ZrTUuJBDNIhbdkuF/bpP2uAo8ZxSoQ/td2PLRpZj/B7HRbotTWXTinp2/eWVwGHK/S9x4DsGhetNmu2SrlbNmu2Ssy25PFlbBJYI5NqM9227irYs5u0OKuqM9227irYs5u0OK2Hs+iJ6nWdPmN2W8FkWOnzG7LeCyLHO5bVgtS1u7TeTL6Sttalrd2m8mX0lI3QdjlEey27K7zD50XqC1B7LbsrvMPnReoLYy7H8ERXOrQqqgVVjS4EREAREQBERAFGOnvTOOyaUvBY6qkBbTQuv/c7S9wGXBbfeey/ILxfevU6RW9BZ1LJVzkBrGnBbeAZH/xiZf8Aycf/AK4Fc2dI7fmtGqfWT3Yb7g1jb8GNjcjWNv0D/wAkk6V7uD4V15YvtR569XkWCuaVZWSTyvnmcXyyOL5Hm4FznZScmRYUX0rqk6B/q5G2nUgGmieRBE9t4mlb/M3i7AaTo7XN/wCkg6CtVjQp4v6JsIOpLAkPVH0C/TMbatUHCokY4QQuGD8KJ2TDcD/JwGT6Nd9zd9OVAFVZWrVlVk5SK8IKCwQVk2a7ZKvVk2a7ZK+EfTOTajPdtu4q2LObtDirqjPdtu4q2LObtDitj7Poiep1nT5jdlvBZFjp8xuy3gsixzuW1YLUtbu03ky+krbWpa3dpvJl9JSN0HY5RHstuyu8w+dF6gtQey27K7zD50XqC2Mux/BEVzq0KqoFVY0uBERAEREAWKpqGRMdLI4MjY0ue9xDQ1oylxJyAXLJevhnWr1gCuebPpcIU0Mh+NJe5vx5Wm7Bu8DSNPaRfkuF/fw9CVafKvs66lRQjizwen3TR9r1PxAHR00YwaaJxPZpleOzDdk7OwAD6kxlUXrdGOjVRadS2lpxlzpZDmxR6XuPAaStQlChT0SJLcqkvyet1d9CX2tU/uuFHA5jqpxJBcDlELbiDe4A5dAy9twPRFPTsiY2KNrWRsaGsYwBrWtGQAAaLlqWFYdPQU7aWmYGRs/y5zj2vedLjpK9BZriuIdeePp6FSjSVNfkIiLyncFZNmu2Sr1ZNmu2SuUcM5NqM9227irYs5u0OKuqM9227irYs5u0OK2Ps+iJ6nWdPmN2W8FkWOnzG7LeCyLHO5bVgtS1u7TeTL6Sttalrd2m8mX0lI3QdjlEey27K7zD50XqC1B7LbsrvMPnReoLYy7H8ERXOrQqqgVVjS4EREARUUN6x+njLLpzFC9pr5W/6LLg/wCG05DM8fTtuv7SOwgFfcISnJRjc+ZSUViyP9bPWG2JrrLonu/UHJVTRkD4TNMIPiIOW664abzcvjKyTzvke6SRznyPJc97yXOc49pJOlWAE5BeScgAykn6LU8Nw8aEMNyRVqOpLEz2fZ81VKynp2OlmkcGsjZ2k/8AoXX3k5AASci6L6CdDIbJpWswWmqeAaqYfuwn+FpIzBoH+e0krxeqzoCLPiFbUtcK6VpGA7/giJyMuH8jc0uv7Mg0En6AovHcXmvkjZfue/h6PIuZ3CIimnqCIiAKybNdslXqybNdslco4ZybUZ7tt3FWxZzdocVdUZ7tt3FWxZzdocVsfZ9ET1Os6fMbst4LIsdPmN2W8FkWOdy2rBalrd2m8mX0lba1LW7tN5MvpKRug7HKI9lt2V3mHzovUFqD2W3ZXeYfOi9QWxl2P4IiudWhVVAqrGlwKiLWtG0oaWF9RUPbFDG0ue92QAe50AZSTkS4PO6XdKYLKpXVMpBfcRBESQZZbv2sF2W76nQL1zdbFrzVtQ+rqHYcshvcQMEADIGtGgAAAf1pXodMelk1rVRqZBgMAwIIQb/hx333E6XEnKf60ALwlpeC4TJjzS7n+xKr1ud4KwX1jqg6BYRba9UHANJNFE4XB2S79QftlOD/AFf4So/1YdBDac/6mcXUVO9peC28TyDL8EXi7ByDC+xA03j7+1gAAAAAyADJcPovL+ocXh/qh9/wdvDUfeyoCqiKIUAiIgCIiAKybNdslXqybNdslco4ZybUZ7tt3FWxZzdocVdUZ7tt3FWxZzdocVsfZ9ET1Os6fMbst4LIsdPmN2W8FkWOdy2rBalrd2m8mX0lba1LW7tN5MvpKRug7HKI9lt2V3mHzovUFqD2W3ZXeYfOi9QWxl2P4IiudWhVVAl6xpcKOcALybgMpJyABfAOszp8bUl/TQ3NooHuwDeCZpBe34pIyYPbggfW/SLpB1u9YAfh2PS4QDXYNZLe5t5H/A36jxE5NH1K+Tq3+n8J/wBZ/X8k/ia3siF73QzolNa9UKeMhjGgPqJTlwI77sg0uPYBwuXn2LYtRX1DKSmbhyvOS/I1oHa950NGk8SQF0j0T6LwWXStpoWjCuBnl7XSy3ZXuPAaAvTxvF5MeWPc/wBjqoUed4ux6NnWfDSwsp4GNjhjbgsY3sA9+3Ke29bKoqrN3KoREQBERAEREAVk2a7ZKvVk2a7ZK5Rwzk2oz3bbuKtizm7Q4q6oz3bbuKtizm7Q4rY+z6InqdZ0+Y3ZbwWRY6fMbst4LIsc7ltWC1LW7tN5MvpK21qWt3abyZfSUjdB2OUR7LbsrvMPnReoLUHstqyu8w+dF6gtjLsfwRF3HVwUR6xbcrYKY09nQVc1VM24TU0Mj2wM7C7CDSMM5QAMo7cmS+XApcFj4S5ZJtYlprFYHMB6HWscpoa0k5STTzm8/U/tT5MtXUa3/tp+VdP3D7JcPsqf9UqeKPL0kdSGdW/QNll04lnY018o/wBZ4If8NuiFh+2S8jtOkgC6ZhEvU2c3OTlK56oxUVgiqKl6Xr4Poqipel6Aqipel6Aqipel6AqrJs12yVderZj+139Fco4ZybUZ7tt3FWxZzdocVdPnu23cVbFnN2hxWx9n0RPU6zp8xuy3gsix0+Y3ZbwWRY53LasFqWt3abyZfSVtrUtbu03ky+kpG6Dscoj2V0chY4PabnNIc0jQRlB/KtCLZqxDJNjJtrXJfxHypjKtrXJfxHyqMourp6Xitj7zJ6kmxlW1rkv4j5UxlW1rkv4j5VGUTp6XithmT1JNjJtrXJfxHypjKtrXJfxHyqMonT0vFbDMnqSbGVbWuS/iPlTGTbWuS/iPlUZROnpeK2GZPUk2Mq2tcl/EfKmMm2tcl/EfKoyidPS8VsMyepJsZVta5L+I+VMZNta5L+I+VRlE6el4rYZk9STYyra1yX8R8qYyba1yX8R8qjKJ09LxWwzJ6kmxk21rkv4j5VQ9ZFtHJ+sl/EfKo0idPS8VsMyepVxvJJ7SbyfuqxZzdocVar4s5u03iu12Z8K51lT5jdlvBZFjp8xuy3gsixjLiCxzwiRjo3ZrmlrrsmQi4rIi4OSDYmrG8E2/emJqxvBNv3qcou/qavk9zryoaEGxNWN4Jt+9MTVjeCbfvU5ROpq+T3GVDQg2JqxvBNv3piasbwTb96nKJ1NXye4yoaEGxNWN4Jt+9MTVjeCbfvU5ROpq+T3GVDQg2JqxvBNv3piasbwTb96nKJ1NXye4yoaEGxNWN4Jt+9MTVjeCbfvU5ROpq+T3GVDQg2JqxvBNv3piasbwTb96nKJ1NXye4yoaEGxNWN4Jt+9MTVjeCbfvU5ROpq+T3GVDQg2JqxvBNv3piasbwTb96nKJ1NXye4yoaEGxNWN4Jt89B1N2MDfgTZCD/vP0KconUVfJ7jKhoUY24ADsAuH+FVEXQdh//9k=" align="right" border="0" height="195" hspace="4" vspace="2" width="150"&gt;di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comidad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nella Storia vi sono spesso corsi e ricorsi, che hanno però la brutta abitudine di presentarsi in ordine sparso, senza quella linearità che consentirebbe di prevedere e di regolarsi di conseguenza. Ci si aspettava infatti un 25 luglio del berlusconismo, invece ci è arrivato tra capo e collo direttamente un altro 8 settembre, cioè un collasso istituzionale che ha consegnato la sostanza e la forma della funzione di governo a poteri stranieri. Appena tre settimane fa la multinazionale Deutsche Bank si disfaceva di sette miliardi di euro di titoli del debito pubblico italiano, innescando una spirale internazionale di vendite. Oggi la stabilità del debito italiano dipende dagli acquisti di titoli da parte della Banca Centrale Europea, che detiene già ventidue miliardi di BTP. In una situazione analoga si trovano Paesi come la Spagna, il Portogallo, la Grecia e l'Irlanda, anch'essi messi in ginocchio dalle vendite di titoli dei rispettivi debiti da parte di Deutsche Bank, ed ora anch'essi sotto la tutela pelosa della BCE.(1)&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Il debito pubblico fu un'invenzione britannica di qualche secolo fa, motivata ufficialmente con l'opportunità per lo Stato di prendere a prestito il denaro che gli occorreva, piuttosto che procurarselo con altre tasse. In realtà il debito pubblico fu creato perché serviva alle banche per potere investire una parte considerevole dei loro liquidi in titoli di Stato; titoli che permettessero alle banche sia di lucrare interessi sicuri, sia di servire da garanzia patrimoniale in caso di necessità.&lt;br /&gt;Negli ultimi anni il debito pubblico degli Stati si è gonfiato a dismisura, poiché i governi avevano bisogno di fondi per soccorrere le banche entrate in crisi per lo scoppio della "bolla" (leggi: truffa legalizzata) dei titoli derivati. Le banche ingrate possono oggi ricattare i governi che si sono tanto indebitati a causa loro, e pensano di cogliere l'occasione per sostituire la cartaccia dei titoli con i patrimoni immobiliari pubblici. Oggi in Europa il Paese che si è più indebitato per salvare le banche è proprio la Germania, ed i guai arriveranno anche lì; ma le multinazionali come la Deutsche Bank cominciano prendendo di mira i Paesi più deboli, usando il governo tedesco come castigamatti. &lt;br /&gt;Ecco perché si insiste tanto sulla privatizzazione dei beni demaniali, ed anche sulla "liberalizzazione" dei servizi pubblici locali, dato che ogni azienda municipalizzata dispone di un notevole patrimonio in edifici e terreni. Il significato, neppure tanto recondito, del chimerico vincolo di pareggio di bilancio imposto dal duo Merkel-Sarkozy, sul piano pratico consiste appunto nel costringere gli Stati a cedere i propri patrimoni immobiliari alle multinazionali creditrici.      &lt;br /&gt;In Italia, come altrove, l'opinione pubblica però è stata convinta dai media che il debito pubblico serva a pagare gli stipendi e le pensioni degli statali, perciò risulta agevole agli stessi media lanciare ora un’offensiva ulteriore di psicoguerra nel senso del "colpanostrismo": ben ci sta, perché non abbiamo saputo autogovernarci, abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi, perciò adesso ben venga la tutela e la guida tedesca.  In realtà in Germania la Deutsche Bank fa molta più paura che in Italia.&lt;br /&gt;Inchieste giornalistiche della emittente tedesca pubblica Ard TV hanno documentato che il governo Merkel prende ordini direttamente da questa multinazionale del credito. Si è scoperto che il ministro delle Finanze tedesco, Schauble, ha gestito la crisi finanziaria greca in base ai documenti-direttiva elaborati negli uffici della Deutsche Bank, e ciò mentre la stragrande maggioranza dei media e dei commentatori ufficiali ci raccontava invece che la Merkel risultava condizionata dal timore dei risultati delle elezioni amministrative in Assia o in Westfalia.(2) &lt;br /&gt;Il servilismo e la piaggeria del cancelliere Merkel nei confronti della Deutsche Bank hanno assunto anche aspetti grotteschi. Ard TV ha infatti rivelato che nel 2008, in occasione del sessantesimo compleanno dell'amministratore delegato di Deutsche Bank, lo svizzero Josef Ackermann, a questi è stata organizzata una festa, a spese dei contribuenti, nella sede della cancelleria. In Germania vi sono stati i prevedibili commenti indignati per il fatto che un ricco banchiere abbia caricato la sua festa di compleanno sulla spesa pubblica (catalogandola magari come "spesa sociale"); ma si sa che i ricchi non rubano per bisogno: lo fanno per passione.(3) &lt;br /&gt;Un ex economista del Fondo Monetario Internazionale, Simon Johnson, in un'intervista ha anche accusato Ackermann di essere "il banchiere più pericoloso del mondo", poiché la sua pretesa di ottenere un rendimento del capitale di almeno il 25% è talmente rischiosa che può reggersi soltanto a spese dei contribuenti se le cose dovessero andar male. Ma ciò dimostra solo che Ackermann ha capito come funziona davvero il capitalismo: è il contribuente la vera gallina dalle uova d'oro, e sono sempre i poveri a dover versare l'elemosina ai ricchi.(4) &lt;br /&gt;Sebbene le notizie sulla Merkel/Ackermann connection siano state diffuse in Germania da un'emittente pubblica, in Italia i fatti in oggetto sono rimasti confinati nei notiziari di agenzia di stampa o nelle pagine interne dei quotidiani. Ciò vuol dire che i nostri telegiornali e quotidiani hanno ricevuto una consegna precisa a proposito del nascondere o minimizzare le informazioni circa l'effettivo potere di Deutsche Bank in Germania. &lt;br /&gt;Tre giorni prima della ridicola esibizione insieme con Sarkozy sulla proposta di "governo europeo", il cancelliere Merkel ha avuto la suprema faccia tosta di andare a commemorare le vittime del Muro di Berlino, edificato proprio cinquanta anni fa. Il numero delle vittime del Muro rimane incerto: la versione ufficiale dice 100-200 "forse più". Quando si dice la precisione teutonica!&lt;br /&gt;Dalle migliaia di presunte vittime del Muro di cui si parlava sino a qualche decennio fa, si è scesi alle circa novecento ipotizzate nel 1999 ed, attualmente, al numero di centoventicinque. Senza che sia mai nato un "negazionismo" a riguardo, il procedere degli accertamenti rimette però in discussione continuamente singoli casi, poiché, anche dalle lapidi commemorativ
